” LA VERA NOVITA’ POLITICA “

 

 

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Gianfranco Lamberti

Ora capisco assai meglio cosa sta succedendo nel PD. Tirreno e Nazione ci danno un quadro nitido, basta avere a mente un briciolo di storia politica livornese degli ultimi anni.
Non mi ci infilo, e sono contento di esserne un osservatore esterno, ma si rafforza sempre più la mia convinzione che la vera novità della politica cittadina è Yari.
Un personaggio certo a volte inesperto, cosa inevitabile altrimenti saremmo ai vecchi marpioni, ma sicuramente leale e corretto. Dice quello che pensa e non è un tipo che sta dietro le tende, in angoli oscuri , ad aspettare di pugnalare qualcuno.
Insomma un buon riferimento di sinistra, verso alleanze ampie e che guardino anche alla Livorno moderata e riformista, ma in grado di mantenere correttamente e con autorevolezza, una rotta.
La sua intervista di oggi sul Tirreno è assolutamente condivisibile. Vale la pena leggerla e non lasciarsi andare agli equilibrismi, che si vedono abbondantemente in giro, orchestrati da aspiranti salvatori della patria.
Poi ci ritornerò con calma, ma vale la pena partire di lì.

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One Response to ” LA VERA NOVITA’ POLITICA “

  1. St. John ha detto:

    signori miei, ci ho messo due giorni per poter leggere con calma l’intervista parallela a Filicaia e allo sfidante, è un periodo un po’ affollato. Diverse persone, di cui mi fido, mi avevano parlato bene di Filicaia. Del resto non posso non avere un occhio di riguardo per chi incrocio in gradinata e non le poche volte che vado in tribuna. Il punto non è la brava persona, magari. Filicaia e lo sfidante sono impegnati in un reale testa a testa su chi è più in ritardo sull’ordine dei problemi. Filicaia sta 20 anni indietro rispetto ai processi reali, sarebbero 30 ma le segnalazioni di amici fanno abbonare un decennio. Lo sfidante trenta anni se li becca tutti. Come se i beccherebbe tutti, 20 o 30 anni di galera, la città di Livorno se al vincitore seguisse un sindaco Pd. A me, quando voglio, piace non ciurlare nel manico: via Donnini è un fattore di regressione culturale, economica, materiale della città di Livorno. Spiace per le brave persone che ci hanno creduto (per dire mio padre fino allo scorso anno aveva la tessera del Pd, s’è sparato tutte le primarie) Insomma, un lusso, tenere personaggi fuori dallo spazio e dal tempo al potere, che Livorno non si può più permettere. Anche perché c’è lo spazio politico per una operazione di rigenerazione urbana che tenga il Pd livornese dove è di sua competenza: ad implodere all’opposizione. Senza vendette, senza veleni, senza ripicche ma guardando al futuro che abbiamo una città, dal punto di vista della prospettive, messa peggio di quella che trovò Diaz dopo la liberazione. Per fare un esempio, se mi travestissi da giornalista e facessi la domanda, centrale per il futuro della città, su quali processi di disseminazione tecnologica ha bisogno Livorno per invertire il declino otterrei come risposta a scelta a) una bocca paralizzata b) la frasettina “ci penseranno i nostri tecnici” e poi via a parlare di mattone, porto, nomine, primarie, esternalizzazioni c) la faticosa recitazione degli articoli carnevale di Zucchelli. Insomma la logica del declino è ormai irreversibile nel partitone di questa città.
    Siccome anche don Razzauti ha detto che ci mette la faccia, io lo sconsiglierei ma c’è libertà di opinione, non dico tutta ma un pezzettino ce la metto. C’è un’analisi macroeconomica sul territorio che tengo nel cassetto da luglio. La risistemo un attimo e la mando alla redazione. Ovviamente non vuole essere un’analisi che fa opinione ma qualcosa di propedeutico ad un nuovo processo politico. E qui dico una cosa sola; c’è gente disposta a tradire il regime morente che non vi aspettereste. Non sto parlando di brave persone, con cui parlo sempre o con cui parla qualche amico, ma di gente del genere traditori, ruffiani, opportunisti. Gente che mai, fino a poco tempo fa, avrebbe tradito il regime del partitone. Quando ci sono spifferi e perdite di questo genere è un segno. Che sia la prossima primavera o durante la prossima legislatura, il regime ha tutta l’aspetto di un idolo che cade. L’importante è che cada, se cade in questi tempi, senza che si facciano male i livornesi.

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