ESIGUITA’ , MINIMI TERMINI ED IL TEMPO CHE PASSA !!

 

 

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Gianfranco Lamberti

La cronaca esigua del dibattito consiliare, che si legge, non rende il senso politico di quello che è successo. Peraltro in una occasione istituzionale assai significativa, in vista della conclusione di un mandato decennale.
Più che un rendiconto ragionieristico , in molti interventi si è trattato del tentativo di mettere in fila qualche riflessione per andare verso le nuove scadenze in modo ragionevole. Con notevoli riflessioni rispetto al quadro politico nazionale e le ricadute sul territorio e sui comuni, anche il nostro.
Insomma, un consiglio comunale decontestualizzato, almeno a leggere gran parte dei resoconti, quasi di turisti per caso, categoria in rapida crescita.
Certo, tutto fa brodo. Ma rischiamo di sembrare un gruppo di dopolavoristi in gita, mentre il mondo intorno brucia, che se la suonano e se la cantano come se nulla fosse.
Livorno ai minimi termini, non serve più a nessuno.
Qualcuno lo ha capito, altri hanno già iniziato la loro campagna elettorale, altri hanno altri grilli per la testa.
Come si vede con Letta, i nodi irrisolti poi vengono al pettine e non si può certo affidarsi all’improvvisazione dell’ultimo minuto, almeno in uno scenario locale.
Se verranno, come sembra, rispettate le principali scadenze della agenda, allora sarà inevitabile raccontare quello che succede con uno spessore politico istituzionale diverso da quello di un capitoletto di bilancio.
I nodi, prima o poi, vengono sempre al pettine e la politica minimalistica e ragionieristica, per posti e strapuntini, fuori da una visione di futuro adeguata alla crisi che viviamo, non può far altro che disgustare tutti.
Spero che , a partire da chi ne ha maggiori responsabilità, si apra una stagione diversa da quelle che abbiamo vissuto.
A meno che non finisca tutto come il rinvio della decisione sull’IVA, ma qui non ci sono Napolitano a cui appellarsi. Ci vuole una politica ed una strategia. Qualche cenno ieri, sul nuovo modello di welfare e sulle scadenze su urbanistica e porto c’è stato, anche con taglio assai interessante, ma messo in sordina oppure non capito per nulla. E non tanto da cronisti distratti, soprattutto da chi avrebbe dovuto e potuto metterlo al centro della discussione politica in Consiglio, in prospettiva. Ci saranno altre occasioni, ma non ne rimangono poi molte.

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