PAROLE CHIARE ED IN VIRTUOSA PROSPETTIVA .

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Gianfranco Lamberti

La bella intervista di Andrea Ghilarducci, sulle prospettive del centrosinistra alle prossime amministrative cittadine, merita attenzione e valutazioni. Certo è che il tempo ormai stringe e che le cose da fare per questa amministrazione sono lì in fila ad aspettare e molte sarebbero di cruciale importanza, già calendarizzate nel programma di fine mandato. Staremo a vedere e credo che si debbano rispettare al meglio tutti gli impegni possibili.
Se pensate che ho riaperto il Goldoni restaurato pochi mesi prima della scadenza del mio mandato, nel gennaio del 2004, sono l’ultimo che può dichiarare finita la partita quando mancano ancora tanti mesi. La partita finisce quando l’arbitro fischia, a meno che una squadra non si ritiri dal campo, ma questo non mi sembra il caso. Ci sarebbero potute essere situazioni, politicamente corrette, che avrebbero reso plausibile un anticipo della scadenza,  ma non si sono verificate. Bisogna prenderne atto, tutto qui. E poi ci sono atti urbanistici cruciali in via di definizione, che, anche per scadenze di legge, vanno portati a compimento. I giudizi sulla amministrazione uscente sono altra cosa, ognuno fa le valutazioni che ritiene, lo faremo a tempo debito, ora mi sembra più  utile guardare avanti in una prospettiva di centrosinistra , aperto  e senza pregiudizi, tranne quelli sui contenuti programmatici. Quelli sì caratterizzanti una coalizione moderna e lungimirante di centrosinistra a Livorno. L’esempio milanese è quello dal quale siamo partiti, non a caso, anche noi.
Su di una cosa , comunque, sono pienamente d’accordo con Andrea, sul fatto che i segretari di partito non sono automaticamente candidati alla poltrona di primo cittadino. In effetti è sempre stato così qui a Livorno, semmai l’eccezione unica è stata Cosimi. Partecipai molto attivamente alla scelta, come si ricorderà, e non mi faccio autocritiche ora. Ma è stata una eccezione , che conferma la regola, sicuramente opportuna di norma, di un ruolo specifico del leader del principale partito, rispetto alla guida della amministrazione futura. O almeno a quella che si presume possa essere, se le elezioni lo sanciranno.
Lo dico per favorire una stagione che rafforzi e rilanci, in città , una dimensione collegiale e di squadra e non si diletti in autolesionistici giochini della torre, a vantaggio dei competitori vicini e lontani, dentro e fuori lo schieramento di centro sinistra.
Livorno protagonista del proprio futuro, senza bisogno di importare qualche guru da chissà dove !

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2 Responses to PAROLE CHIARE ED IN VIRTUOSA PROSPETTIVA .

  1. Pasquale Lamberti ha detto:

    Andrea Ghilarducci è sempre molto corretto nei rapporti politici e personali.Ha tutto il mio apprezzamento politico e personale.La franchezza dei contenuti e la linearità degli intenti sono punti importantissimi per chi , come me , vuole andare e guardare “oltre” questi 10 anni di amministrazione .

  2. St. John ha detto:

    passi per Andrea Romano che è un tignoso tattico ma strategicamente non è un’aquila. Ma l’errore di Filcaiaia sul Tirreno di stamani è di quelli grossi. Diciamo uno di quelli classici di un segretario incartato. Sportivamente spero che lo paghi fino alle estreme conseguenze per il suo (si fa per dire) partito e per sua possibile coalizione che nel migliore dei casi possiamo definire, alla francese, bariolè.
    Comunque Livorno ha un lustro massimo prima di imboccare il punto di non ritorno economico e sociale, dati alla mano eh, e siamo ai minuetti vintage prima repubblica. Ah, ho qui dei dati, Bankitalia, che smentiscono la favola su cui si sono costruiti i miti fondativi delle coalizioni della seconda repubblica. Quelli che vogliono che il debito pubblico anni ’80, il fardello originario sulle nostre spalle, sia stato creato dai salari, dalle pensioni “generose”, dagli “sprechi” su scuola, università, sanità e lavori pubblici. Una favola negativa assunta come realtà anche dal centrosinistra che ha scambiato qualche furto, al quale ha pure partecipato, per la grande rapina. Oh, Il debito pubblico e’ raddoppiato dal 1982 al 1994 per effetto dell’innalzamento dei tassi, perche’ e’ stato dato ai mercati il potere di determinarlo. Non e’ stata colpa della spesa pubblica italiana, pero’ come dicono i luoghi comuni, perche’ in quel periodo e’ aumentata del 0,8%, mentre in media in Europa e’ aumentata del 3,5-4%. Già e come e perchè aumentarono in tassi in maniera così spropositata, tale da creare il terzo mercato obbligazionario al mondo (era quello che si voleva fare), regalandoci un debito pubblico disumano rispetto alla forza della nostra economia?
    Sto finendo il cappuccino al barre e non voglio rovinarlo a nessuno. Dico solo che la verità, per uno del centrosinistra, può essere psicologicamente insostenibile. E siccome amo la pietas, taccio e auguro a tutti ottime e belle cose.

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