” UOMINI MULTIFUNZIONE COME LE APP SUI TABLET..”ED I GIOCHI DAVVERO INTRAMONTABILI

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Gianfranco Lamberti

Il trasferimento al signor Del Prato di un ruolo decisionale , nella sostanza, su di atti urbanistici ancora da assumere, come teme HB, rappresenterebbe una mostruosità suicida, che nessuno immagino possa avere in mente. La Porta a Mare è nata su necessità connesse al fallimento del Cantiere e con al centro la vocazione industriale e nautica legata al turismo. Non certo per rubare clienti ai commercianti di borgo e nemmeno per replicare un quartiere coop. Ribaltare, nei fatti, le decisioni di allora , non potrebbe passare in cavalleria nemmeno ai più disattenti e pigri osservatori che devono vigilare su norme e quanto altro. Nessuno ha mai consentito una urbanistica a richiesta, per quanto conosco le istituzioni di questa città. E l’autonomia delle scelte dei Consigli Comunali, dimostrata e dimostrabile è sempres stata alla base di scelte, discutibili come tutte, ma trasparenti ed ispirate ad un pubblico interesse ( il fallimento del Cantiere, per chi lo avesse dimenticato )
Ma, passando a cose più frivole, leggere oggi di Nardi, che non molla, proprio come dice Silvio, e che in articulo mortis mette sul tavolo le sue condizioni per non si capisce bene cosa, fa riflettere.
Il presidente piombinese rinuncerebbe anche a fare il sindaco, pur di rimanere al posto che ricopre da molti anni. Accidenti. Non si capisce bene se rinuncia a fare il sindaco a Piombino oppure a Livorno, o magari a Collesalvetti, ma è un dettaglio marginale. Se gli fanno fare ancora il presidente della camera di commercio, magari lascia pure perdere.
Ora non ho titolo per valutare chi dovrebbero proporre le categorie per sostituirlo, sono più interessato a capire cosa le categorie pensano che dovrebbe essere fatto per il commercio cittadino e quali strategie, in prospettive future nemmeno tanto lontane per il governo della città di Livorno.
Però questa storia dei presidenti e sindaci multifunzione come fossero una app sullo schermo di un tablet, contemporaneamente in ruoli e città diverse, a seconda del giorno della settimana, rappresentano una nostra caratteristica peculiare, di questi tempi. Non ne trovo traccia in altre cronache di città simili alla nostra.
Sembrano quelle sfilate di moda, in cui le top si alternano in passerella con passo studiato, cambiando abito ad ogni giro ed estasiando gli spettatori. Una sfilata così ci mancava proprio a Livorno.
Mentre Matteoli non scherza per niente e non fa passerelle ancheggianti e Yari fa il segretario sul serio, come è giusto, senza tanti salamelecchi e difendendo a viso aperto e non dietro una tendina, la sua e la nostra storia. Un pò di orgoglio per Livorno e per i livornesi, dicevamo appunto ieri. Non sarà sufficiente a dettare una linea, ma ne è l’indispensabile presupposto, tra una passerella e l’altra, di vecchie e nuove top model d’importazione.

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