NON CI SONO ” STAGIONI ” POLITICHE DA SVENDERE .CI VUOLE ORGOGLIO ED IDENTITA’.NESSUN SALDO DI FINE STAGIONE!!

 

 

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Gianfranco Lamberti

Anche stamattina una grande pagina sulla Porta a Mare e sul lungomare. Niente di nuovo, ci abbiamo passato anni di discussione prima di arrivare all’attuale assetto ed agli attuali strumenti urbanistici. Naturalmente tutte le opinioni sono possibili, rispetto a quello che bisognerebbe fare, nell’aggiornare gli strumenti urbanistici in vigiore. Anche allora c’erano, come ricorda Zucchelli, visioni diverse che si confrontavano e valutazioni che dovevano contestualizzare scelte urbanistiche e fallimento del Cantiere, con il rischio di una tragedia occupazionale terribile. Chissà perchè messo in sordina nelle ricostruzioni che leggiamo in questi giorni, ma si tratta di finezze per addetti.
Ricordiamo almeno che Cagnardi ( che non lavorava certo fuori dalle istituzioni che gli avevano affidato l’incarico ) ha consegnato al Consiglio Comunale non certo studi preliminari e fantasie in libertà, ma atti conclusivi, quelli poi deliberati in Giunta e nel Consiglio, non altro. Appunto. Proponeva e discuteva con l’amministrazione idee e progetti, poi valutati ed apprezzati e licenziati, in piena sintonia. Uomini soli al comando , dopo aver passato anni a discutere queste cose con tutti e dovunque, a partire dai cronisti di allora e di ora, non ce ne sono mai stati. Idee valide ed anche , a volte, convenienti per questo o quello, tante. Ed il fatto che si sia deciso di riqualificare il lungomare, compresa la ricostruzione del gazebo della Terrazza, con ricercato equilibrio e senza alterare sostanzialmente la sua qualità e la sua storia, non era certo una decisione a casaccio, o casuale. Diga più, diga meno, che volete che sia.
Basta ricordare le discussioni sull’Hotel Palazzo, sui silos nel porto da trasformare in alberghi , sul contesto conseguente e via dicendo. per limitarmi alle cose più semplici ed evidenti.
Ricostruire la recente storia industriale, urbanistica e politica della città serve certo e serve farlo con doverosa precisione, senza scorciatoie.
Quelle che non accettammo dieci anni fa e che, ritengo, non possano essere accettate oggi. Sotto diversi profili. Per questo spero che gli impegni assunti dalla giunta di riportare in Consiglio al più presto le carte necessarie a decidere , dopo attenta verifica, novità da introdurre negli strumenti urbanistici attuali, vengano rispettati. E’ difficile, ma non impossibile, sebbene molti dello stesso partito di maggioranza siano scettici sul fatto che accada, vedremo. Guardando al futuro però ed alle prossime scadenze elettorali, perché ci sono cose che cambiano e che vanno considerate, ma la fine di una stagione politica, quella della giunta Cosimi, comunque la si giudichi, non può essere all’insegna di uno sciogliete le righe, rispetto a valori ( culturali, ambientali, storici, politici, etici ) che abbiamo salvaguardato, in mezzo alla tempesta del Cantiere, e che non possono essere adesso messi all’asta, come fosse una telepromozione.

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