TRA UNA ZUPPETTA ED UN BIDONE TOSSICO…..

ciaponi

Gianfranco Lamberti

Michela Berti si diverte, da brava giornalista quale è. Corregge, con stile ed indubbia ironia, l’informazione distorta avuta dalla Nazione sulla cena al Castellaccio, intervistando uno dei partecipanti Marco Solimano, che vi ha preso parte insieme a Gazzetti. Personaggi simpatici e positivi, che si occupano di rimozione di bidoni tossici e di altro.
Tra l’altro Solimano, che era in Consiglio già durante il mio mandato, porta avanti temi che mi appassionano. In particolare i temi connessi agli OPG, carcere e psichiatria di cui abbiamo parlato di recente anche in Commissione Consiliare, percorsi legati a battaglie che qui a Livorno abbiamo introdotto da anni e che ci hanno legato alla scuola di Basaglia in modo assai concreto, significativo e serio. Basta chiedere a Vincenzo Pastore ed a Peppe Dell’Acqua. Potremmo ritornarci e lo faremo, magari parlando di progetti per guardare alla città del futuro, ai servizi territoriali ed alla marginalità.
Mi intendo meno di bidoni tossici. Quelli vedono più impegnato Gazzetti, con cui mi ero sentito dopo la notizia di una mia partecipazione alla cena presunta ed oggetto dell’articolo. Mi aveva detto che lui non c’era, come non c’ero io e ci avevamo fatto una risata sopra.
Insomma un garbuglio di cene vere e presunte, certamente però con i bidoni tossici a farla da protagonisti, almeno in questa. Su questo non ci sono dubbi.
Magari , visto che si parla di problemi veri, di persone serie e non di aspiranti santini in tuta mimetica alla ricerca di strapuntini, forse varrebbe il caso di mettere in fila proprio i tanti bidoni tossici di cui occorre liberarsi per rilanciare la città. Parlo di idee bislacche e contraddittorie, spesso dannose , che si leggono e rileggono. Che occupano i giornali con titoli ad effetto e scompaiono rapidamente nel nulla, senza che ormai ci faccia caso più nessuno.
Ho fatto l’esempio dei servizi sociali sul territorio, partendo dalle tematiche della marginalità sociale. Così come dei servizi sanitari e delle scelte che dovranno essere messe in fila, in questo Consiglio Comunale nei prossimi mesi. Così come dell’ambiente e di quello che occorre fare nella nostra città e che si sta facendo. Così come sul porto, sul commercio e le crociere. E via dicendo. Insomma le cose da fare nello scorcio di questo mandato e nel prossimo. Alla luce del sole e senza equivoci, buoni per imbarcare cose serie , ma anche , appunto, bidoni tossici con la miccia ad orologeria. Non sarebbe la prima volta, ma non servirebbe certo a Livorno. Poi a cena ci vada chi vuole, penso proprio che ai livornesi, come a me, non gliene importi davvero nulla.

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5 Responses to TRA UNA ZUPPETTA ED UN BIDONE TOSSICO…..

  1. gastronomic observer ha detto:

    Ma allora Gazzetti è stato assodato che c’era,perchè ha smentito la circostanza della cena in prima battuta ?

    Leggo poi dell’Affidamento Gare per “Pensiamo in Grande” progetto che inizialmente si doveva connotare per la “riqualificazione dei portici” su base pubblico condominiale.Ora leggo di pavimentazione zigrinata,di nuove panchine e di piantumazioni arboree.Si parla poi di una rotatoria in Piazza del Municipio e di delocalizzazione delle pensiline sulla Cinta Esterna?Siamo in linea col processo partecipativo?

  2. GHINO di TACCO ha detto:

    Una città piccola…piccola…che si dibatte su politica e CULINARIA

    Se il futuro della nuova classe dirigente politica e’ quello che appare sulla stampa cittadina….non c’è niente di nuovo sotto il sole livornese, le solite facce da galoppini e succhia ruote.
    Quando si da del “giornalista” ad un passacarte come l’amico del cuore di STOPOPODISINDAO, mi viene da piangere,
    Se la testata Telegranducato, vi sembra faccia del giornalismo, allora e’ come “la mi nonna che se c’iaveva le rote era un carretto”
    Piuttosto STOPOPODIGIORNALISTA, che si spende con l’impegno sulla ricerca dei BIDONI, non se lo chiede cosa farebbe un SINDAODIQUALUNQUECITTA’ ( che tra l’altro la legge lo definisce il Responsabile primo della salute pubblica), PERCHÉ NON DA ESSOSTESSO LE RISPOSTE che non certo con i “comitati” si possono trovare.
    Ma questa e’ la città dei surrogati, SURROGATODISINDAO, di POPODIVICESINDAO, di POPODASSESSORI….DIPOPODIGIORNALISTI….IN POCHE PAROLE UNA CITTÀ SUL DADO …..SI UNA CITTÀ DI…..BRODI!!!

  3. GHINODITACCO ha detto:

    IL TIRRENO….CHEPOPODINOTIZIA……………………
    Stamani penso che come me migliaia e migliaia di Livornesi, sono sussultati sulla sedia, una notizia senza precedenti, pubblicata dal NOTOQUOTIDIANOLIVORNESE……..
    La fine di un incubo per le famiglie, una speranza per i nostri giovani, in poche parole… ILSOLDELLAVVENIRE
    “NIENTEPOPODIMENOCHE’DIECIPALMEINPIAZZAGRANDE”
    il sogno di ognuno di noi finalmente si avvera, grazie a STOPOPODISINAO e la sua BANDADIBRIAI
    Ecco che il primo degli 8…DICOOTTO, punti di fine mandato si stanno avverando, con la solerzia che contraddistingue QUESTAPOPODIAMMINISTRAZIONE, ci stiamo avviando con queste POPODIMISURE al superamento della crisi economica, non mancheranno nei prossimi giorni i dettagli sui dati occupazionali e la crescita del PIL, che questi POPODIPROVVEDIMENTI potranno determinare, mi raccomando al Dot. Lamberti occorre vigilare poiché con ormai è certo a LIVORNO assisteremo presto a SCENEDIORDINARIAFOLLIA.
    EMENOMALECHEC’E’ILTIRRENOCHEVIGILAECITIENEINFORMATI.

  4. gastronomic observer ha detto:

    Mah,la cosa non è di poco conto.Al di là della stronzata delle palme invito a valutare seriamente tre cose:

    a)i tempi di avvio dell’appalto (che slitteranno nel 2014)a meno che i cantieri non si aprano durante le festività natalizie col nevischio e la frenesia degli acquisti

    b)la durata dei lavori,di prassi ben oltre i 180 gg.,cioè,se va bene,in piena estate 2014.

    c)gli aspetti legati alla delocalizzazione delle stazioni degli autobus e dell’intervento sulla viabilità,tutt’altro che cosmetici.Di tutto cio’ chi si farà carico ?Non certo la triade Cosimi,Bettini,Bernardo.Vista la conclusione del mandato,non era a questo punto piu’ opportuno agganciare il treno del piano della mobilità?

  5. Credo anche io che , come abbiamo detto fin dall’inizio del mandato, questi interventi di parcheggi e viabilità , avrebbero dovuto collocarsi dentro una revisione organica del piano della mobilità. L’esempio più clamoroso è costituito dal flop dell’Odeon, sotto tutti profili.
    Le osservazioni di gastronomic sono ineccepibili. A partire dai tempi.
    Un treno da agganciare, a questo punto e sempre che parta davvero, ai prossimi programmi elettorali. Mi sembra inevitabile.
    E non è certo l’unico.
    Non hanno pensato in grande, questo è evidente. Una cosa non di poco conto, altro che.

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