” ORDINARIA INCONCLUDENZA “

 

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Gianfranco Lamberti

Che il problema di Livorno sia quello di distribuire dei moduli per il pagamento della Tares e di decidere se il termine di pagamento è una settimana prima oppure una settimana dopo, la dice lunga sul punto a cui siamo arrivati. Insomma, piccole storie di ordinaria inconcludenza. Ed il sistema delle partecipate, con rarissime eccezioni, rappresenta un mondo tutto ancora da scoprire, tra buchi veri e presunti, tra interventi miracolosi per acquisire mutui per tapparli e via cazzeggiando .
Certo ogni città ha i suoi problemi e figuriamoci all’epoca di Berlusconi che gioca al tanto peggio tanto meglio, per nascondere le sue condanne, questo sembra davvero un dettaglio di poco conto.
Il punto è che alla fine diventa tutto un dettaglio di poco conto, e che sia ul futuro di Livorno un dettaglio che non conta molto, nello scenario toscano e nazionale.
Magari alle prese con la consegna dei moduli dell’AAMPS e con il rinvio delle scadenze , così come viene.
Dobbiamo uscire da questa deriva condominiale al più presto, se siamo ancora in tempo. Ed il tempo, ormai, è davvero poco. In questo lento e pigro rientro dalla ferie.

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6 Responses to ” ORDINARIA INCONCLUDENZA “

  1. St. John ha detto:

    signori miei, lo scoglio induce a sguardi su mondi apparentemente lontani.
    Oddio,anche troppo vicini. Ieri per prendermi una mattinata sole e venticello ai Piloti mi sono imbattuto in gruppo di turisti stranieri, usciti da una nave da crociera, che vagavano alla ricerca di un autobus.Curiosa questa concezione del turismo come se si trattasse di fornitura di bastimenti da mollare in una banchina dell’Eritrea italiana. Ma pochi mesi fa non era stato votato il conferimento a CTT in nome del solito effetto TINA (There Is No Alternative, il modo con il quale si presentano politiche alle quali l’alternativa c’è,eccome)? In nome dell’effetto TISA (Ther Is Some Alternative) magari piazzare bus davanti a queste navi (uno “centro” e uno “stazione”) e mi sa che qualche soldo lo si fa davvero. Ideologico? Direi di no. Ingenuo? Mi sa di no. A me non è mai capitato di sbarcare da nessuna parte e dovermi affidare al primo che passa in bici. Usava ai tempi di Livingstone. Ma qui si va alla natura del potere del centrosinistra livornese: Garantirsi il posto, tutelando l’immobilismo supremo, in nome dei tre sacri “non” (“non c’è accordo politico (o commerciale) “, “non ci sono fondi”, “non c’è mercato”). Quando ci si muove per smantellare, tagliare, privatizzare, contrarre etc. si mette in campo invece l’effetto TINA. Avvolto dalle nubi azzurrine del senso di responsabilità, in un senso di sereno martirio, ci mancherebbe. Finchè si trova una maggioranza di bischeri che ti votano tutto bene.
    Veniamo quindi a mondi più lontani. Il pisano furbo (Letta) ha modi gentili e intelligenti. Chissà se suda freddo quando parla di “ripresa imminente”, sapendo che è uno dei pacchi più grossi rifilati agli italiani negli ultimi anni (deve essere un must, Monti vedeva la luce in fondo al tunnel). Soprattutto sapendo quello che accade nella vicinissima (da punto di vista economico) Asia. Già perchè quello che era stato pensato come il motore della crescita globale del prossimo anno, gli emerging markets, sta declinando. Ieri su Bloomberg Tv (e la mia solidarietà sincera va a quei poveretti la cui dieta televisiva economica al massimo consiste nel Tg3 che parla di ripresa o a qualche apparizione di nerd finanziari a Tg24 di mediaset. Per forza poi le idee non nascono..) c’era un dibattito interessante sugli emerging market asiatici se potevano essere come nel ’98 (grosso crack) o meno. La cosa ci riguarda direttamente perchè essendo una economia, quando c’è, orientata all’export qualcosa a qualcuno dovremmo pur vendere. Tanto più se in Europa si è rotto qualcosa. Le Pmi tedesche hanno avuto una performance migliore di quanto previsto mentre noi siamo in rosso fisso. Il bischero di centrosinistra dice che è “perchè noi non facciamo le (mitiche) riforme”. Invece di ciancicare effetti TINA, quelli per propiziare le (ehm) riforme, guarderei all’Asia. L’India ha dovuto sostenere la propria moneta e i propri bond, la Cina, la Russia e il Brasile rallentano. Chi sosterrà la “ripresa di Letta”? Specie quando alla performance inaspettata dell’economia tedesca corrisponde il segno meno in Italia?
    Siamo un paese unico. Che chiede sacrifici per finanziarsi il patibolo. Meglio gli scogli vai..giro pagina e vado a leggere di Emeghara

  2. Che Emeghara sia la soluzione per il Livorno può anche essere, ma bisogna pensarci un momento, per fare mente locale.
    Così come per le sollecitazioni di SJ e sul turismo trascurato, con qualche eccezione.
    Noi siamo tifosi di Cristina Scaletti e della sua concretezza intelligente nel cercare di affrontare questioni complesse ed assumere iniziative che comunque siano un passo in avanti nella direzione giusta.
    Si dirà, o almeno dirà SJ, pensiamo anche al contesto internazionale, io aggiungo anche la sciagura di avere ancora Berlusconi che condiziona la nostra vita politica. Però l’esempio che fa SJ sui turisti abbandonati al loro destino è significativo. Non per banalizzare, ma se almeno si riuscisse a non far sbarcare alla Spezia quelli che vogliono andare a Pisa e quelli che sbarcano a Livorno trattarli un pò meglio, male non sarebbe. Ben al di là di baruffe chiozzotte su gestione delle fortezze, bilanci del Goldoni tra il serio ed il faceto e le multe da riscuotere, ulteriore dimostrazione di straordinaria capacità a riscuotere, ormai quotidianamente illustrata, dei nostri instancabili amministratori. Tutto e l’opposto, pensando alla Tares , tanto per non andare lontano.
    Meglio il semplice e ben augurante arcobaleno turistico di Cristina Scaletti. Segnali da non disperdere, sotto tutti i profili, anche quello che riguarda Emeghara, hai visto mai.

  3. henry w.brubaker ha detto:

    Nebbiai ormai ha una interlocuzione mediatica praticamente quotidiana con Tirreno e Nazione.Una specie di Sai Baba locale dei conti pubblici.Interpellato sul mini condono delle multe,per la prima volta (forse non a caso)non sfodera la scimitarra montepaschina (ora biennellina)contro evasori,furbetti e condonati o condonandi.Anzi,per la prima volta scopre il sollievo fiscale dei cittadini (ancorchè contravvenzionati)nel tempo della crisi.Ma ovviamente coglie l’occasione per affermare che il bilancio è in equilibrio (l’unico bilancio d’Italia chiuso prima del 30 settembre per consentire appunto operazioni esterne con le banche) e in bilancio sono state appostate multe per 6 milioni di euro su 10 milioni di contravvenzioni complessive.Ammazza…

  4. St. John ha detto:

    ho letto sulla nazione dell’eventualità della candidatura di Francesco Gazzetti. I giornalisti, di mestiere, raccolgono ipotesi ed è giusto che sia così. D’altronde le candidature poi sono come il calciomercato: in qualsiasi caso è sempre meglio essere citati. Ci sono menzioni che tornano utili per anni.
    A proposito di calcio ricordo la celeberrima battuta di Boskov su Perdomo quando Spinelli era presidente del Genoa. “Il mio cane gioca meglio di Perdomo”, disse l’allora allenatore della Sampdoria. Siccome Boskov sapeva recitare le battute, il giudizio sul difensore uruguaiano fece il giro d’Italia, un paese più allegro e spensierato di oggi. Ora Gazzetti è un eccellente professionista e, mi dicono, una brava persona. E io non ho un cane. Pero se ce l’avessi farebbe meglio il primo cittadino di quanto Gazzetti farebbe il sindaco.
    Nel mondo di oggi i mestieri non si possono confondere. Almeno non tutti. Con tanta fatica, e la tenacia del mediano che non deve mai abbassare la concentrazione, qualche frase la posso dire in campo socio-antropologico. Se mi occupassi di ingenieria sarei un dramma. Credo proprio valga per questo genere di ipotesi di candidature. Il tutto pero’ ci ha incuriosito e a Senza Soste, tra uno scoglio e un copiaincolla sul tablet a quattro mani abbiamo fatto questo

    “Cene, nomine e giornalisti. La Livorno morente del centrosinistra”

    http://senzasoste.it/locale/cene-nomine-e-giornalisti-la-livorno-morente-del-centrosinistra

    un piccolo contributo a pensare Livorno. Del resto è semplice: tutto ciò che è rappresentato come positivo dai media locali (concetti, riti, comportamenti) non serve assolutamente a nulla. PIù semplice di così :)

  5. henry w.brubaker ha detto:

    Due o tre cose mi hanno inquietato leggendo qua e là qualche giornale ;
    a)il fatto che Zucchelli abbia scritto che Cosimi “formalmente” non si puo’ ricandidare,descrivendolo come una sorta di ernia naturale per il malandato corpo sociale livornese.Come dire,che se non ci fosse una norma elettorale “esclusiva”per il terzo mandato ,sarebbe fisiologico che l’Ernia tornasse a manifestarsi nella sua ineluttabilità.Tutto questo,in carenza di qualsivoglia credibile altra candidatura personale in senso al Pd e aree collegate..Da qui,sul piano logico, l’accettazione “sociale e politica” da parte di ogni schieramento del passaggio forse piu’ grottesco di questa legislatura,cioè la salita di Chioini (una espressione collaterale dell’ernia cosimiana)alla presidenza di Aamps.Non è casuale che dopo la silenziosa ascensione del portavoce sanvincenzino,il raider Nebbiai abbia ottimizzato le sue potenzialità personali presso il sistema bancario violando ogni regola di etica istituzionale.

    b)il fatto che in sede di smentita della Cena da Orestina (non ho dubbio che Lamberti non ci fosse,anche se Gallanti a sentir lui era in Francia)l’anchor man di Granducato Tv (secondo alcuni candidato a fare il salto)abbia smentito il fatto di avere incrociato pesce e vini da Orestina,ma non di essere “amico personale”di Cosimi (come si leggeva nell’articoletto de la Nazione).Circostanza che spalanca semmai una serie di perplessità sulla obiettività di certe conduzioni giornalistiche.Sappiamo,fra l’altro,che la proposta di “invitare la Kyenge” ad “Effetto Venezia” (poi ripresa da Cosimi prima di sparire completamente nell’estate labronica)era proprio da attribuire all’intuizione politica di Gazzetti( già Presidente del Comitato dei Bidoni Tossici filo sistemico)

    c)il fatto che a sollevare il tema della Cena galeotta sia stato lo stesso giornale (La Nazione) che non piu’ tardi di qualche settimana fa titolava nella civetta;”Nebbiai ha trovato i soldi per salvare l’Aamps”,Poi imitato piu’ tardi in questa impresa dal Tirreno che evocava analoga impresa del raider montepaschino/Biellennellino a favore del pozzo senza fondo del Goldoni.

    d)il fatto che nell’editoriale odierno Bernabo’ si scagli contro la Festa dell’Arcobaleno promossa dalla Regione Toscana.(200.000 euro di costi contro i 430.000 iva compresa di Effetto Venezia)dopo avere piu’ volte evidenziato il valore strategico. del turismo in Toscana.Cosa è che ha fatto cambiare idea all’allievo di Manfellotto,forse il fatto che a sponsorizzare la manifestazione sia stata la Nazione?O che il direttore di quest’ultima oggi conduca il dibattito della Festa Economica del Pd a Piombino?Mah,scherzi del destino..Al Tirreno non resta che fare l’elegia dei commercianti “che sfidano la crisi”.mentre tutt’intorno è fuga e miseria.Ma di questo non si deve parlare.

  6. A seguire le informazioni di qualche personaggio da due soldi fornite con spergiuri ai giornali, a volte si prendono fischi per fiaschi. Succede anche ai più attenti osservatori.
    Eppure bastava poco a capire piccole furbizie di piccoli personaggi in cerca d’autore.

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