TRA ZELIG E IL BANCO DEL MUTUO SOCCORSO

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Gianfranco Lamberti

Nebbiai ha ottenuto un mutuo per il Goldoni. Diventa una occasione , prevedibile e da noi prevista, basta leggere qualche post addietro, per declinare il solito spartito.
Quello del se la cantano e se la suonano.
Infatti uno distratto penserà che il Goldoni è una Fondazione sulla luna e che la sua situazione finanziaria e gestionale sia derivata da situazioni sconosciute e giunte improvvisamente alla ribalta, di una Livorno ignara.
Senza distribuire colpe e meriti, evidenti, ripetiamo la solita riflessione, appena sfiorata dalla ricostruzione dell’assessore. L’amministrazione è una , il sindaco/presidente della fondazione è sempre lo stesso, i vertici sono di fiducia della amministrazione e da essa nominati, i bilanci li abbiamo acquisiti formalmente di anno in anno e non potevano celare nulla, il Goldoni è frequentato e conosciuto dai più, non passa certo inosservato, almeno da quando lo restituimmo alla città anni fa.
Che si sia arrivati ad un punto critico, così critico da far agitare gli amanti della cultura mobilitati per evitare la chiusura del teatro, che si sia arrivati ad un bilancio con emendamenti variazioni last minute e quanto altro, per l’improvvisa ed inaspettata esplosione del caso lo ricordano tutti.
Che alla fine di tutto questo bailamme, di cui siamo stati spettatori innocenti, tutto si risolva con una messa cantata sulla capacità del comune di contrarre un mutuo, mi sembra appartenga ad uno spettacolo degno davvero di zelig.
Mentre nessuno ha replicato alla nota che ho mandato al sindaco ed al Presidente del Consiglio sui conti di SPIL. Magari in attesa del prossimo mutuo di salvataggio miracoloso. Il cronista evoca il tema delle partecipate, e fa bene. In attesa del prossimo soccorso bancario.
Ma i mutui, l’amico Walter lo sa e lo spiega ( tra una A di rating e l’altra, ma quando faceva l’assessore con me non erano 3 ? ), tra una tromba ed un coro gioioso, chi li paga?
E se invece di dover ripianare casini che no sono piovuti dal cielo ma che si sono creati strada facendo in questi anni, li potessero usare per qualche altra cosa forse sarebbe meglio per la città. Non vedo di cosa debbano gioire i livornesi, anzi.
Mentre le banche sono contente sempre, non ci rimettono certo loro. Un film conosciuto.

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4 Responses to TRA ZELIG E IL BANCO DEL MUTUO SOCCORSO

  1. henry w.brubaker ha detto:

    Un articolo che dice e non dice,tipico di questa fase pre ferragostana durante la quale il Tirreno dispensa la consueta grandinata di ottimismo per tenere tutti buoni sotto l-ombrellone.A parte le guasconate di Nebbiai il giornalista non chiarisce>

    a.se gli 80.000 euro approvati con variazione di bilancio nell-ultima sessione di Consiglio Comunale siano stati effettivamenti trasferiti alla Fondazione.Non dovrebbe essere cosi visto che al dunque non furono raggiunti i numeri per l-immediata esecutivita.Dunque il Goldoni dovrebbe essere effettivamente alla canna del gas con i fornitori.

    b.Il giornalista confonde poi la liquidita’ con il debito patrimoniale del Goldoni.Garantire un mutuo per dare copertura a 680.000 euro sarebbe un controsenso.Soprattutto se quella perdita,per cause strutturali, dovesse rigenerarsi.Allora la Fondazione si ritroverebbe a dovere pagare il mutuo e le nuove spese di gestione,ma le perdite continuerebbero a correre.A meno che la straordinaria capacita’ finanziaria comunale descritta da Nebbiai non consentisse di azzerare le perdite pregresse,grazie al benestare del Sindaco che per l-appunto e anche il dominus della Fondazione Goldoni.

    c.In realta’ il fantomatico mutuo verrebbe acceso per @ripristinare@liquidita’,come ha sostenuto il Nobel dell-economia Nebbiai,cioe [per favorire il rientro di un debito finanziario che dovrebbe attestarsi,su base annua,intorno ai tre milioni di euro.Cosi scrisse lo stesso Corsi qualche settimana fa.Allora diventerebbe importante conoscere l-entita- effettiva di quell-indebitamento e soprattutto l-ammontare complessivo dell-impegno finanziario che il Comune,mettendo a rischio le tasche dei cittadini, garantirebbe presso le banche.Non si e mai visto erogare denaro per via bancaria ad una Fondazione che fabbrica debiti.E semmai le banche dovrebbero chiedere a quest-ultima un serio piano industriale,non crogiolarsi sulle performances del Comune di Livorno.descritte dal Nobel Nebbiai.

    d.E- vero,il Comune,nel silenzio generale, ha sottoscritto un prestito ponte a favore di Aamps di ben dieci milioni di euro confidando in un rientro finanziario che e in buona parte determinato dal pagamento della Tares.da parte di tutti i contribuenti,nessuno escluso e alle scadenze stabilite.Se questo non dovesse avvenire,ed e normale prevedere un fisiologico tasso di evasione, allora quel prestito dovrebbe essere rinegoziato,anche se il Comune ,come ha detto il Nobel,ha dimostrato eccezionali capacita di recupero dell-evasione.La vedo dura..

    e.Se il Nobel sostiene che il Comune di Livorno potrebbe contrarre un mutuo di sessanta milioni, senza mettere a rischio la tenuta dei conti e la sua capacita’ di indebitamento,lo faccia.La citta e a pezzi e buona parte delle opere pubbliche sono state rinviate al 2014,2015.Finora Il Comune si e limitato ad utilizzare questo presunto spazio finanziario per riempire i buchi di gestioni pubbliche quanto meno disattente.Senza che nessuno abbia mai pagato per questo.

  2. Maxgi ha detto:

    È ormai molto tempo, anni e anni ,che sul nostro monumento più rappresentativo, oltre ai 4 Mori, è presente una scritta ormai obsoleta che oggi non ha più alcun significato particolare :MSI FUORILEGGE.
    E lo dice, con serenitá e senza timore di facili stupidi fraintendimenti, uno che è sempre stato di sinistra, ma senza l’ottusitá e la mancanza del senso dell’attualitá che ancora oggi contraddistingue una certa sinistra, e nella quale i nostri politici locali fanno sicuramente bella figura !
    Ogni volta che passo da piazza della Repubblica e vedo quella scritta che deturpa un monumento purtroppo non valorizzato, non utilizzato per renderlo fruibile e godibile appieno ( colpa di chi ?) , spero sempre che qualche personaggio politico un pò più illuminato, domani fará togliere quella scritta anacronistica, dando così alla nostra Fortezza quella dignità ben superiore al ruolo di “spazio per manifesti elettorali” che ha avuto fin’ora. Ma niente ! La scritta è sempre lì, nemmeno le intemperie la sbiadiscono ! Anno dopo anno.
    Forse i nostri politici locali pensano di ” inimicarsi ” qualche vetero comunista stalinista ed ormai appartenente ad altre epoche ? O forse pensano che qualcuno potrebbe pensare che non sono abbastanza antifascisti ???
    Se hanno paura di questo, farebbero meglio a smettere di far politica, perchè l’antifascismo non si combatte con proclami sterili o NON TOGLIENDO una scritta dello stesso valore simbolico di PISA MERDA ( mi perdonino i cugini Pisani): si combatte ogni giorno cercando di fare una buona politica nell’interesse dei cittadini, del progresso, del decoro della cittá e della sua valorizzazione.
    Forse che a Firenze lascerebbero una scritta che deturpasse il campanile di Giotto anche se ci fosse scritto ” BERLUSCONI FUORILEGGE” ? No di certo, la cancellerebbero SUBITO, e non per questo Renzi sarebbe certamente additato come filo Berlusconiano !!! Ma a noi Livornesi piace distinguersi dagli altri, politici in testa, anche a costo di spaccarci la testa, che comunque in molti casi, e fortunatamente non in tutti, è vuota ! Speriamo nelle nuove generazioni, perchè le attuali sono ormai decotte!! Meditate Gente,meditate.

  3. St. John ha detto:

    >perchè l’antifascismo non si combatte con proclami sterili

    bello e solare questo lapsus ;-) mi ricorda quello del PD che, al momento della fondazione, tra i principi fondativi si dimenticò di inserire l’antifascismo. E’ il destino delle culture politiche minori, produrre atti clamorosi con semplici dimenticanze.

    Conosco sia chi, a suo tempo, è responsabile della scritta originale e chi l’ha ripassata dopo il primo intervento del comune. In questo filo rosso, che passa tra due generazioni diverse di persone, passa tanta storia politica della nostra città. Già perchè la scritta è considerata un monumento per questo è stata ripitturata. Un momumnto che, in qualche modo, ricorda un fatto epico della nostra città: la cacciata di Almirante. Ed è stata ripitturata da chi ha cacciato Borghezio. In poche parole la scritta ricorda, a chi ci passa ogni giorno, l’insofferenza della cultura popolare livornese verso ogni forma di dittatura e di autoritarismo. Non si tratta di un momumento inaugurato con i carabinieri, i pennacchi e la fanfara. Rispettoso dello spazio dello sponsor, del privato e di qualche open space di improbabili. Ma di un monumento scritto con le armi della cultura popolare: pennelli e tinta. Disturba? Mi fa piacere. Specie se disturba la cultura esangue di centrosinistra, che sta portanto il paese al disastro quanto la destra berlusconiania. Ma vivere in una città è saper convivere. Per quanto mi riguarda troverei inaccettabile dover passare quasi ogni giorno dover passare in bici da via Ricasoli. Dedicata a un fucilatore che ha enormi responsabilità politiche nella recrudescenza della prima guerra civile italiana (detta dal revisionismo nazionale brigantaggio) che causò dai 100.000 ai 400.000 morti (secondo le stime) e la fuga oltreoceano di una parte consistente della popolazione di queste zone. Eppure passo tranquillo con pedalata serena e me ne sono fatto una ragione da sempre. Se ne faccia una ragione anche lei, non tutto nella storia si può cancellare.

  4. Ludom ha detto:

    Cosa potrei aggiungere, Santo, se non Buon Ferragosto a te e a tutti?
    Dunque, Buon Ferragosto a tutti. Agli amici loquaci e a quelli silenti. E Buon Ferragosto al Signor Maxgi, nella speranza, certo condivisa, che quasta fase livornese, sia solo una “stasi” ferragostana.
    Sperar, dice non nuocia.

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