” PRESI A SCHIAFFI E SENZA NEMMENO I FUOCHI D’ARTIFICIO “

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Gianfranco Lamberti

Presi a schiaffi e senza nemmeno i fuochi d’artificio. Ora, se al ministero ci prendono a schiaffi come dice Yari, nientedimeno che con Andrea Orlando ministro, non dovrebbe essere complicato chiedere di smetterla. Ho conosciuto anni fa l’attuale ministro e non mi sembra un violento prepotente, anzi. E se non ce la facciamo proprio, in una operazione di tale difficoltà, è segno che è colpa di un destino avverso e mettiamoci l’animo in pace, magari con qualche piccola manifestazione di protesta e qualche comunicato stampa addolorato e quasi incazzato. Se invece addirittura Orlando ci ripensa e non si può mai dire  visto che picchieremo i pugni sul tavolo, possiamo sempre fare una grande festa seguita in diretta dai media locali con sondaggi on line, una nuova e straordinaria occasione per festeggiare la nostra performance , volete mettere.
Insomma storie surreali. Così come quella dei fuochi di artificio. Non credo esista una città italiana in cui non si riesca ad organizzare i fuochi di artificio. Ma nemmeno nei paesi più sperduti del sud. Anzi, ricordo nel mio piccolo paese di origine, i fuochi di artificio per la santa patrona, che ci facevano impazzire da piccoli. Ci pensava il parroco, che era uno tosto e battagliero, e faceva venire i fuochisti dalla città, che si preoccupavano di sistemare i fuochi nei posti giusti e farli funzionare a norma. Se qualcuno ricorda Benvenuti al Sud e quella scena bellissima sulla spiaggia di Castellabate può immaginare la scena.
Ma si vede che deve essere come per il Sin/Sir, se alla prossima occasione ritorneranno i fuochi possiamo sempre dire che siamo davvero bravi, al limite del miracolo ed organizzare una festa a margine, con tanto di conferenza stampa.
In attesa di cose serie e di iniziative con ricadute reali sulla occupazione, di Stazioni Marittime da riqualificare e presto, senza incertezze e conflitti bizzosi, di piani urbanistici da approvare sul waterfront, di servizi da riqualificare e via dicendo, basta leggersi il Marmugi che ricorda, meno male almeno lui, il senso che ha avuto coniugare una festa , effetto Venezia, a duraturi, cospicui e concreti processi di riqualificazione urbana. Che si vedono e si toccano.  Meno male che c’è Marmugi, allora, tra un fuoco negato, gli schiaffi di Orlando ed una cena strapaese.

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8 Responses to ” PRESI A SCHIAFFI E SENZA NEMMENO I FUOCHI D’ARTIFICIO “

  1. henry w.brubaker ha detto:

    Avete la memoria corta.Io ricordo quel missile terra aria che due o tre anni fa rischio di far fuori un intero nucleo familiare.Poi anche sul missile calo il silenzio,come sui bilanci delle partecipate e i costi di Effetto Venezia e forse anche l-incendio in Banditella lato impianti sportivi che il Tirreno ha definito sbrigativamente casuale….Eh si-,meno male che Marmugi,jolly joker dell-Amministrazione Comunale&Tirreno,mette sempre le cose a posto.

  2. St. John ha detto:

    essendo via e con connessione di fortuna preferisco leggere quello che mi inviano. Uno splendido Manfellotto d’annata, annus mirabilis 2006, che si avventurava negli scenari globali dell’energia (non azzeccandone regolarmente uno..ma non scriveva per quello quanto su “moral suasion” dei consigli di amministrazione). Già all’epoca, sulle alternative energetiche ben più robuste della pietra focaia ma altrettanto pulite, le librerie pullulavano di testi interessanti. Ma il gruppo Repubblica-Espresso, che ha affossato culturalmente il paese quanto quello dell’ammiraglio di Arcore (l’ultima cialtronata di Scalfari sul governo che deve tenere per l’europa politica fa pari con le improbabili richieste del pdl) aveva ben altre sinergie industriali. E quindi vai con lo spazio ad articoli contenenti la promessa delle bollette più basse quando, una volta spazzati via quei cannibali di ambientalisti (quelli che rovinano gli imprenditori assieme ai magistrati :D) sarebbe arrivato il rigassificatore. E invece il Corriere, e qui c’è odore di battaglia contro la norma che tiene in vita il neonato rigassificatore (quella del 71 per cento dei contributi), ha cantato. Le bollette saranno più care. E il successore di Manfellotto ha dovuto pubblicare anche lui,in ritardo, la notizia. Bollette piu’ care con l’ aggiunta di un pudico “forse”.
    Prima o poi va fatto. Un bel libro “Scenari. La stampa livornese al canto delle privatizzazioni”. Una decina di anni di patacche, cialtronate, menzogne, fole, deliri e improbabilità sempre al ritmo ossessivo di “vendere, privatizzare” arrivando all’acme con il coro estatico che accompagna l’ingresso del privato da qualche parte.
    Il tutto accompagnato dagli immancabili solisti del “si privatizza sempre troppo poco”, gli esteti delle “dolorose ma necessarie riforme”, e la morale del senso di responsabilità. Prenderei gli indici di contrazione di pil e potere d’acquisto di Livorno, insieme ad altri su indebitamento investimenti, tasso di innovazione.. di un decennio, li stamperei su una pietra e li sbatterei su cotante facce :) Comunque è finita. Come a inizio anni ’90 era esaurito il modello di sviluppo della città fordista (industrie-porto-partecipazioni statali), oggi si è esaurito quello a consumo di suolo e di ambiente. Il primo finiva pero’ con la città gonfia di liquidità e di capitali. Questo finisce in bolletta. Il primo finiva con la perdita del potere dal basso nella città (verticalizzato in nuovi notabilati), il secondo finisce con l’esplosione di classi dirigenti non si sa se più inabili o arroganti. Cosa accadrà dopo è bella questione, ma la botta del centrosinistra la voglio sentire, quando ci sarà da qualche parte negli anni ’10, con calma, a sedere tenendo le orecchie per godermela tutta. La fine di un potere infame è sempre musica per chi vuol costruire una repubblica basata sulla libertà e sull’eguaglianza.

  3. GHINO di TACCO ha detto:

    To..chi si risente……IRBACINOPIU’GRANDEDERMEDITERRANEO
    Oggi IRBUGIARDELLO ci da notizia di una NON NOTIZIA:

    CHE IL GRANDE BACINO SIA UNA ENORME RISORSA non è certo una notizia…..
    CHE PER LA DEMOLIZIONE DELLA CONCORDIA PIOMBINO NON PUÒ ESSERE ADATTA….non è una notizia….
    CHE AZIMUT BENETTI HA DISTRUTTO IL BACINO ci sono le prove in Procura e non è una notizia….
    CHE IL GRANDE BACINO POTREBBE ESSERE FONTE DI OCCUPAZIONE lo sanno tutti meno che i Livornesi ed anche questa non è una notizia….
    CHE CI SIA UNGIUDICE A BERLINO…..QUESTA SI CHE È UNA NOTIZIA

  4. henry w,brubaker ha detto:

    Siamo in effetti di fronte alla Waterloo di questo gruppo dirigente.Sui Sin non c’è Berlusconi che tenga.Hanno fatto tutto da soli.Non me la prenderei con i singoli,ma con un intero sistema,compreso quello mediatico,che ha permesso tutto questo.Bernabo’ si arrampica sugli specchi di Manfellotto,cerca di correggere il tiro,ma lo fa in cronaca regionale,dove normalmente le pagine controllate dai bevitori di cappuccino restano intonse.

  5. St. John ha detto:

    cari signori un saluto di buon ferragosto a tutti. Impegni familiari e ferie mi terranno lontano per qualche giorno.
    Sulle riparazioni, attività di cui Livorno ha bisogno da anni, i veti, che non mi sembrano giudiziari, spero si sblocchino.
    La manifestazione di ieri riuscitissima, se si considera poi che è di domenica d’agosto, non va vista come qualcosa di ex-post. Ma piuttosto come un fenomeno che annuncia la completa sfiducia di Livorno al modello ad alto consumo di suolo e ambiente. Quello che ha chiuso un ventennnio di vita. Ventennio che negli ultimi anni poteva, e doveva, essere gestito in altro modo. Ma la sfiducia c’è per un motivo semplice: questo modello non porta un significativo saldo attivo di posti di lavoro. Fare al campagna elettorale alla Manfellotto 2.0 con il Tirreno che fa l’agenda setting tipo “ma quando avanzano le grandi opere promesse?” con questi segnali di pubblica sfiducia la vedo malino e perdente forte. Ma se parlerà, con profondità e senso dell’analisi. Intanto un saluto a tutti, qui almeno quando si parla di politica ci si diverte. Certo a Livorno abbiamo le nostre miserie. Ma quando vedo un signore che, dopo la condanna (a mio avviso fondatissima) per evasione fiscale pretende di rimanere il dominus della politica futura e gli sconti di pena già scontata..come alla coop con il tagliando..beh la miseria politica non è quindi solo per noi..ma è parecchio democratica ce n’è un po’ per tutti.

    saluti!

  6. buone vacanze a SJ, noi lo aspettiamo al rientro.
    In attesa di nuove performance e di una ripresa che ci riserverà non poche sorprese.Impossibili le repliche ,anche mediatiche. Una situazione che spiazza tutti, come si vede.

  7. Vladimiro Mannocci ha detto:

    Gli articoli della cronaca di questi giorni ed in particolare la vicenda SIN-SIR, mi fanno venire in mente il favoloso sketch del grandissimo Totò e dell’altrettanto bravo Mario Castellani, sua “spalla” da sempre. Nello sketch, fra risate convulse,Totò racconta di avere incontrato un energumeno che chiamandolo Pasquale, con estrema veemenza lo prende a schiaffi, cazzottoni nella testa, calci, morsi ecc. Castellani incalza:-e te?- Toto risponde:- io pensavo, chi sà sto stupido dove vuole arrivare- Il racconto si protrae fino a che Totò stizzito da Castellani che lo brontola per la passività con cui ha subito le percosse, risponde : e che me fraga a me, non sono mica Pasquale io!!! Le forze politiche livornesi presenti nelle istituzioni, i Sindacati e le rappresentanze economiche avevano tirato un sospiro di sollievo quando è stato annunciato dai rappresentanti istituzionali livornesi e regionali che il porto di Livorno non sarebbe più stato un Sito di Interesse Nazionale ma sarebbe divenuto un Sito di Interesse Regionale. Questa delega che sarebbe dovuta andare alla Regione non avrebbe allentato le norme ambientali ma avrebbe permesso di accorciare i tempi che oggi sono necessari solo per poter scavare una buca in porto. Oggi per poterlo fare ci vogliono due o tre anni se le procedure sono veloci, con il controllo regionale gran parte dei tempi persi nei meandri del ministero potevano essere dimezzati. Il degrado della Politica e le ipocrisie che spesso la sostengono ci ha abituati a digerire quasi tutto. Dopo una serie di conferenze dei servizi con il ministero dell’Ambiente che sembravano aver trovato la quadra di questa situazione, viene a Livorno alla Festa dei Democratici, il Ministro Orlando in persona che rassicura gli amministratori, i politici ed i sindacalisti presenti dichiarando che tutto sta procedendo nella giusta direzione e nei tempi dovuti. Dopo qualche giorno le strutture della stesso ministero dell’Ambiente prendono una posizione che di fatto riduce gli obiettivi che la città si era posta fino ad azzerarne gli effetti. Ad essere ipocriti possiamo dire che è stato un incidente di percorso. Ad essere benevoli dobbiamo dire che il Ministro prima di fare delle dichiarazioni si raccordi con le strutture ministeriali per evitare di fare figure cacine, come gli è successo in questo caso. Non voglio essere malevolo per affermare che il “giovane turco” era a conoscenza delle posizioni del ministero ma ha fatto lo gnorri. In ogni caso il problema politico rimane grosso come un grattacelo. Alessandro Natta avrebbe definito “disinvolto” l’atteggiamento espresso dal Ministro Orlando. Altro nodo politico: e’ colpa del destino cinico e baro se su tutte le partite che vengono giocate a livello nazionale, Livorno dura molta fatica a portare avanti le proprie istanze, soffrendo di una situazione cronica di marginalità. Yari parla di schiaffo ricevuto e di lettere da inviare a Guglielmo Epifani, i sindacati sono allarmati e non escludono azioni di lotta per evitare che l’obiettivo di passaggio a SIR sia di fatto annullata. Anche il presidente di Confindustria livornese, che aveva messo questo elemento come un fattore positivo per l’uscita dalla crisi dell’area livornese avrà risentito della botta per questo stop. Nei prossimi giorni dovrebbe riunirsi al Ministero dell’Ambiente una nuova riunione che tutti speriamo sia risolutiva. Spero di essere clamorosamente smentito ma nutro molti dubbi che da quella riunione si ritorni con la soluzione in tasca. Da questa vicenda può nascere una opportunità dovuta alla vasta convergenza che si è creata come reazione a questo schiaffone ricevuto. Mettiamo da parte la pratica dei “telefoni bianchi” in uso nella politica nostrana e definiamo alcuni obiettivi chiari da mettere in saccoccia per aprire un confronto serrato con il Governo. Quando prendiamo degli sganassoni smettiamo di capire, per dirla con Totò, – chissà questo stupido dove vuole arrivare” e diciamo subito che non siamo Pasquale. Di Pasquale ce né uno (Lamberti) e so per certo che non teme energumeni di nessun tipo, ne sul piano fisico ne su quello politico.

  8. La citazione di Vladimiro è mitica ed azzeccatissima. Una citazione che ho spesso fatto anche io, ma in questo caso è puntualissima. Tuttavia ci manca la rappresentazione delle eroica battaglia in corso contro ( nientedimeno ) Orlando. A proposito, avevo trascurato le rassicurazioni di Orlando alla festa livornese, una chicca. Si potrebbe pensare ad altre performance del Principe. Me ne vengono in mente parecchie…

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