TUTTI IN PISTA APPASSIONATAMENTE.E VAI COL TANGO

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La Redazione

Estate scalpitante tra “corse” vere e corse  presunte.un mix  leggiadrissimo tra ballando con le stelle e  personaggi da rotocalchi ..il resto pare tutto superfluo.cosi e’ se vi pare

 

Henry Brubaker

Beh,se i tremila dell’ippodromo paradossalmente aggratisse si spostassero in massa sui campi da golf(chiusa la gloriosa stagione della Labronica) sarebbe favoloso.Un po’ meno per l’eco sistema,ma chi se ne frega.

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11 Responses to TUTTI IN PISTA APPASSIONATAMENTE.E VAI COL TANGO

  1. Bisogna distinguere e non fare di tutta l’erba un fascio. E naturalmente la stampa fa il suo mestiere con ipotesi che, immagino, spesso vadano anche oltre le ambizioni e le prospettive dei personaggi citati. Naturalmente le dovute eccezioni, non attenuano il quadro piuttosto desolante di un dibattito politico che si tiene troppo lontano dalle cose concrete e gioca con i santini, veri od immaginari, di giornata. Alcuni di essi sono persone rispettabilissime, ma non è questo il punto
    L’intreccio perverso e, per questo, ancor più intrigante, stile tango redazionale, è quello tra congresso pd ed amministrative. Con molte variabili connesse a questioni che trascendono, ovviamente , i confini locali.
    Dentro questo tango malizioso, ci starebbe ( ci dovrebbe stare ) ancora di mezzo la città. Pensate agli atti che dovranno essere ancora discussi ed approvati in questo Consiglio sul porto e sul waterfront.
    Su questo la vedo come il sindaco, quello di Livorno e quello di Salerno/viceministro, ossia che non si può che rafforzare il legame tra porto e territorio, con un ruolo più determinate alle istituzioni locali e regionali. Ma già con le norme attuali dal Consiglio si passa.Quello di Livorno, non di Genova o La Spezia.
    Magari bisognerà anche smetterla con i turisti per caso, quelli ci vediamo a settembre, ma fare i conti con le cose concrete prima della scadenza e della sostituzione in chiave livornese.
    Un ottimo esempio, non a caso, è quello della stazione marittima, su cui la giunta Rossi, città e Porto 2000, fanno qualcosa di utile e non rinviandolo a futura memoria.
    Altro esempio quello del mercato centrale, in rete con le iniziative per il turismo.
    Altro esempio le attenzioni alle partecipate, a partire da Spil, perchè non immaginino di mettere la polvere sotto il tappeto, aspettando lo sciogliete le righe. Anche su questo ho condiviso l’opportunità di discuterne , carte alla mano, con sindaco e presidente di Commissione, per evitare manager anche indigeni sullo stile dei turisti per caso.
    Insomma prima e dopo i santini, con tutto il rispetto per tutti, c’è ancora molto da fare per evitare naufragi , imminenti od annunciati.

  2. St. John ha detto:

    Attilio (D’Alesio) è una persona che a me sta simpatica. E’ giovale, ha una mentalità aperta ha sempre il sorriso pronto. Tanto ci si conosce c’è informalità: per standard politici un pò più alti della modalità torta secondo me avrebbe dovuto fare non dico l’assessore ma nemmeno il consigliere della circoscrizione di cui ha fatto il presidente. La sua biografia politica è un’accusa alle modalità di formazione e di riproduzione di anni di sottogoverno.Tra l’altro è anche un uomo di destra ma nella confusione livornese passa anche per uno di sinistra (sulla stampa poi.. è di sinistra pure il PD). Ottimo per le occasioni conviviali, nella vita contano, totally unfit to govern Leghorn. Ma meglio di lui, scommetto un aperitivo contro un mutuo per girare Neymar al Livorno che non risolleverà mai l’ippica livornese, c’è chi dà i numeri. RIcadute di Olt sull’economia locale stimate in 500 milioni in dieci anni, dice la gazzetta marittima. Ma secondo quali studi? Quali criteri? Il fatto che nel centrosinistra livornese, e nei sui (diciamo) fidi giornalisti, non ci sia qualcuno che mastichi macroeconomia si vede. Si tirano fuori cifre senza uno studio, una pezza di appoggio un modello di sviluppo economico. Fidandosi della sola forza della retorica. Perchè a seconda della composizione del capitale, del tipo di investimento etc. 50 milioni l’anno per dieci anni possono avere, sullo sviluppo economico,un impatto statisticametne quasi nullo. Oppure creando 50 posti di lavoro in dieci anni. Un impattone anche se qualche residuo di capitale, crendo pochi posti di lavoro e continuando a perderne, nelle tasche di chi ci deve andare andrà. Ma 50 posti di lavoro da dove viene? Beh una letturina credo risulti salutare

    Rigassificatore: 1 posto di lavoro ogni 10 milioni di capitale
    Piattaforma OLT, il metro di misura del disastro occupazionale dell’economia livornese

    http://www.senzasoste.it/locale/rifassificatore-1-posto-di-lavoro-ogni-10-milioni-di-capitale

    il “monte di vaini”, per usare un’espressione sentita al (vostro, mio no di sicuro) sindaco, non movimenta posti lavoro ma solo nuovi capitali. Poi c’è il mito delle ricadute ma nelle economie che non sono labour intensive come quella livornese..ricade poo. Tanto poo.

    ps. dal regno del mercato immobiliare (Milano, in piena bolla Expo tra l’altro) arrivano sinistri scricchiolii sul futuro del settore. Qui la ricaduta invece ci sarebbe e reale. C’è un economista olandese, molto bravo, che ha fatto analisi cliniche su cosa accade ai territori se simili crisi immobiliari si avvitano. Nonostante sia un convinto avversario di questo modello di sviluppo spero che la crisi immobiliare si congeli. Tanto è grave il fenomeno.

  3. Ci vuole equilibrio tra cose da congelare ( crisi immobiliare ) e da scongelare.
    non mi ci metto con le corse d’agosto, quelli che siano i cavalli. Altrimenti mi sarei iscritto al PD a suo tempo, con correnti annesse.
    Mentre sono molto interessato a capire come dare un contributo ad una sinistra di governo che riesca a non buttare via tutto, di una storia che abbiamo vissuto non certo nascondendoci , anzi proprio per questa storia fuori da logiche correntizie e da strapuntino.
    L’importante è che non si congeli il tentativo di capire come stanno davvero le cose e da dove bisognerà ripartire. Le corse, vere o presunte, d’agosto lasciano il tempo che trovano.
    Quanto alle ricadute di OLT, sono come per SPIL, curioso anche io.
    A proposito di curiosità, ecco la mia nota , oggi sul Tirreno, su Spil:

    Conosciuto , dopo molte sollecitazioni, il bilancio di Spil 2012 ed in attesa di discuterlo presto in Commissione secondo quanto convenuto, mi sembra giusto chiedersi subito perché SPIL anche nel 2012 è in perdita.
    E’ determinante la vicenda Odeon, sotto molti profili, anche per valutare le caratteristiche e le conseguenze della attuale gestione societaria. Qualche cifra:
    Rispetto alla Nota Informativa sull’andamento della gestione al 30 giugno 2012 (la semestrale), i risultati che apprendiamo sono diametralmente opposti.
    Nella semestrale si indicava un utile netto di 260.951 euro, mentre il bilancio 2012 si chiude con una perdita di 461.641 euro.
    Il risultato dell’area operativa è peggiorato, tra il primo semestre e la fine dell’anno 2012, di oltre 30.000 euro, ma un vero baratro si apre nella gestione finanziaria, dove ovviamente, gli oneri (interessi e spese bancarie), si raddoppiano nei secondi sei mesi, passando da 717.523 euro a 1.506.633 euro.
    La risposta principale al risultato negativo della società sta tutta qui: SPIL spende in interessi passivi quasi un terzo di quanto fattura, perchè per sostenere l’operazione ODEON si è indebitata per quasi 40 milioni di euro con le banche.
    Il che, al di là di ogni altra considerazione, significa che una tendenza a perdere ogni anno diverse centinaia di migliaia di euro. Questa potrebbe essere invertita soltanto in tre modi:
    Riducendo il debito verso il sistema creditizio, cosa che sarebbe dovuta avvenire con l’aumento di capitale che non c’è stato;
    Vendendo in modo massiccio e a prezzi sostenuti (e il mercato oggi è fermo) gli immobili dell’ODEON;
    Cedendo pezzi pregiati del patrimonio di SPIL per immettere liquidità ed abbassare la febbre bancaria.
    Basterebbe sapere dal management come intende affrontare la questione, perché in assenza di decisioni adeguate la società è in discesa senza freni e in fondo alla discesa c’è il muro.
    E’ importante conoscere a questo proposito le cifre della semestrale 2013, ovvero i dati al 30 giugno 2013, che in virtù dell’obbligo dell’art. 22 dello statuto dovrebbero essere già a disposizione dei soci e quindi dei consiglieri comunali. Un obbligo ineludibile e che sollecito.
    Ciò detto, scendendo nelle pieghe del bilancio e della nota integrativa, si trovano più o meno gli stessi opinabili meccanismi dell’anno precedente, solo qualche esempio:
    il titolo derivato a suo tempo sottoscritto registra una perdita (non iscritta a bilancio) di oltre 500.000 euro;
    il risultato economico negativo è in parte mitigato da imposte anticipate per 211.000 euro. Tale voce è ammessa dai principi contabili solo se c’è ragionevole certezza che negli esercizi successivi si verifichi un utile. Esiste davvero questa certezza?
    La società ha sottoscritto a suo tempo obbligazioni convertibili De Tommaso per circa 500.000 euro. La De Tommaso è fallita e i titoli valgono zero, ma SPIL li ha svalutati solo del 60%, ridimensionando la perdita per 200.000 euro;
    Insomma, anche senza considerare i rischi del contenzioso ex CMF, se ai 460 mila euro di perdita aggiungessimo solo parte delle cifre suddette, arriveremmo tranquillamente a livelli ben superiori.
    Di qui la necessità che si mettano a disposizione dell’Amministrazione Comunale e del Consiglio tutti i dati aggiornati e le strategie che si stanno perseguendo. Tra l’altro non è ancora in rete la obbligatoria Relazione sulla Gestione degli amministratori, utile appunto a conoscere indirizzi e strategie societarie.
    Infine, ma non certo per importanza, possiamo chiederci per quali motivi dell’aumento di capitale, deliberato sin dal 2010 e sempre rinviato, non vi è traccia e che senso ha avuto, allora, il conferimento del Biscottino?

  4. henry w,brubaker ha detto:

    Ha ragione,St.John,D’Alesio è un personaggio sopra la linee.Mi ricorda quel politico locale che nella prima edizione del film “Lo Squalo” si aggirava fra i bagnanti di Amity dicendo a tutti che non si dovevano preoccupare e che lo squalo ,appunto,non c’era,salvo poi vedere affiorarne la pinna a poca distanza dalla costa.La fiera dell’irresponsabilità.Quando al prossimo sindaco verranno a bussare gli ufficiali giudiziari del basket,della Labronica e della Spil vedrete che musica.Altro che Fabrizio Barca.

  5. St. John ha detto:

    ho bancato tra le tre soluzioni che indichi su Spil le quote su quella che, a a mio avviso, ti sembrerebbe più razionale. Tra le tante noto che sono venuti fuori i derivati di Spil, spero siano tutti. Aggiunti a quelli di Aamps, uno si chiede: ma esiste un prospetto completo dei derivati di tutte le partecipate livornesi? Se un consigliere lo chiede glielo danno?
    Domande retoriche, ora la scena è tutta per Silvio.

  6. henry w,brubaker ha detto:

    40 milioni di euro con le banche ?Ammazza.Io una soluzione li’ per li’ ce l’avrei.Sostituire Vitti con D’Alesio,l’uomo piu’ ottimista del mondo.E magari fare una telefonata al nuovo guru Barca.A parte tutto,la sensazione è che di fronte alla porta del nuovo,sfortuntato sindaco ci sarà una lunga teoria di ufficiali giudiziari…

  7. Alessandro Latorraca ha detto:

    Anche io, con l’ovvio ausilio di chi di bilanci ne mastica, per lo più semplici amici che di mestiere fanno i revisori di conti, mi preoccuperei già del muro in fondo di cui parla Lamberti. Altro elemento di preoccupazione quello dei derivati che nel bilancio di Spil ci sono e come, per non parlare della quota De Tommaso ormai persa senza tanti giri di parole.
    Ora per non avvitarsi in rocambolesche discese tecnico-finanziarie, nelle quali solo SJ può agevolmente muoversi, ma molto più da umile reumatologo di scuola pisana, mi chiedo in questo ultimo scorcio di legislatura ma chi caspita dovrà assumersi la responsabilità politica non solo della questione ma anche delle possibili vie d’uscita. Insomma io squinternato consigliere comunale, bacchettato anche dall’ex vicario diocesano, posso chiedere al signor Vitti cosa intende fare, o se non posso farlo io almeno potrà farlo il sindaco o magari l’assessore alle partecipate ?Anche per evitare magari agostane incazzatura e prese per il ……
    Ma una eventuale difficoltà di Spil o altre partecipate sono un problema privato, o porco cane riguardano la città ? Perché se non riguardano la città allora sono felice, mi accontentò del bilancio sperimentale dell’ amico Walter e tiro a campare.
    O forse l’exit strategy sarà ancora quella di resistere sulla linea di fuoco ancora per qualche mese e poi saranno c…i di chi verrà ?
    A proposito sono molto rassicurato dai nomi di oggi..è se magari poi davvero avessimo la super sindaca Marcella? Altro che sobbalzi nel PD come dice lei. Buona serata a tutti

  8. GHINO DI TACCO ha detto:

    Un Quotidiano…… per una Citta’ senza spina dorsale
    La pagina di cronaca del Tirreno di oggi fa credere ad una citta’ dinamica che nonostante la crisi……
    Come non pensare ad una Porta a Mare in Ritardo di almeno dieci anni, ad un Nuovo Centro, ulteriore veicolo di speculazione dei SOLITI NOTI, ad un Interporto seza capo ne coda, che da anni accumula debiti alla faccia dei compensi degli AMMINISTRATORINOTI e per ultimo la Stazione Marittima PREDASEISOLITINOTI cha attendono di depredarla.
    Non un’analisi da parte del quotidiano ma bensi’ notizie da sotto l’ombrellone

  9. henry w,brubaker ha detto:

    Complimenti a Cosimi e company per la mezza bufala sui Sin.Un autentico gioiello che neanche Lazzeri puo’ fare a meno di evidenziare.Oggi gran consulto tra Cosimi,l’estinguendo Kutufà e Sir Giuliano Gallanti nel tentativo di raddrizzare la baracca.Eh,se ci fosse stato D’Alesio…

  10. Caro Alessandro, non credo siamo alla exit strategy, ma piuttosto alla definizione di una strategia di entrata nella nuova stagione politico ed amministrativa.
    Il punto politico è tutto lì.
    Insomma, non credo che sia di importanza essenziale, per una amministrazione che non può essere riproposta a norma di legge, dare le pagelle sul passato.
    Certo ognuno avrà le sue valutazioni, ma oggi interessa assai di più cosa costruiamo per il futuro. Ed allora io pongo le questioni su Pil e partecipate non per valutare chi, per forza di cose e secondo le dichiarazioni dello stesso sindaco, passerà la mano a fine mandato, ma con quale strategia ci poniamo rispetto alle partecipate, e con quale innovazione ormai necessaria e con quali scelte che, non essendo procrastinabili, possono essere tali da limitare i danni e creare le condizioni per un cambiamento.
    Evitiamo di considerare già chiuso ed in ferie il Consiglio Comunale, in attesa del 2014. Un errore madornale, se verrà rispettata l’agenda di fine mandato. E se così sarà, a partire dal porto e dalle partecipate, ma anche dalla sanità in Commissione Consiliare, oltre che negli attivi di partito, i nodi di un programma per le prossime stagioni non potranno essere elusi, nè congelati.
    Basta turisti per caso, da dovunque provengano e recupero di un protagonismo della città che francamente sembra assai appannato.
    Sulla linea del fuoco, come dici tu, c’è tutta Livorno, a parte i vacanzieri che sono capitati per caso.
    Programmi e necessario rinnovamento. Certo il condizionamento delle autocandidature più o meno fantasiose e delle fasi congressuali del PD è assai insidioso.
    Ma stando alle cose concrete, come cerco di fare con i bilanci di SPIL o con le inconcludenze portuali, il bandolo è più semplice.
    Poi decideremo chi votare, ma certo non lo faremo sulla base di indicazioni piovute dal cielo oppure sulla pressione di questa o quella lobby.
    Parlo di quelli, e non sono pochi, che ragionano con la propria testa e nell’interesse della città. Dentro e fuori il PD.
    Lo verificheremo assai presto. A parte le supercazzole, ma quelle non ci hanno mai impressionato troppo. Non siamo alla ricerca di guru ed unti del Signore, almeno a Livorno e visto la fine che fanno.

  11. St. John ha detto:

    >per la mezza bufala sui Sin.

    Ci speravo che il sindaco non tradisse proprio ora. Nel senso che speravo del classico effetto annuncio e poco più. Una classe dirigente che spera nel Sir, licenza di inquinare nella seconda provincia più inquinata d’Italia, è una piaga biblica. Sempre per produrre pochissimi posti lavoro, perdendone tanti in assenza di un complessivo modello di sviluppo territoriale. Con Lazzeri, palma agostana per l’irresponsabilità, che incalza e dice “siii, ancora”. Sotto accusa va messa una classe dirigente che sa concepire solo consumo di suolo e ambiente e non produce non dico un saldo attivo di posti di lavoro ma nemmeno un passivo decente. Ora un faccio nomi perchè è imbarazzante e sembra un’accusa alla persona e non al modello..ma..a parte capire chi comanda e dove sono i soldi a Livorno, a questa gente è stata data una formazione, una cultura, una visione complessa dei problemi? No, altrimenti non saremo in questo casino. Con magari il Tirreno che si appresta a fare l’agenda della campagna elettorale con domande intelligenti :) tipo “ma quando entreremo nel sir?” “quando sarà pronto il nuovo ospedale?” “quando la ricaduta benefica di Olt?” (quando chiude..ovvero quando finiscono i contributi statali). Domande a celebrazione del collasso di una città :)
    Comunque anche il TIrreno si è accorto che esiste il mondo reale. Non ho visto le locandine perchè sono via. Pero’ l’ho scaricato e c’è un articolo che parte sulla celebrazione del nuovo cemento, con luci e suggestioni (secondo schemi poverissimi) per arrivare ad ammettere i veri problemi. C’è una crisi immobiliare mentre arriveranno centinaia di appartamenti sul mercato e decine di migliaia di metri quadri di negozi. Come ha detto il presidente di Confcommercio questi nuovi prodotti sono roba di una logica che andava bene 10 anni fa (concordo). Ma sono “prodotti” che entreranno in circolazione domani. Problemoni ne vedo eccome. Anche per una questione che i mentori di rigassificatori, ospedali nuovi, nuove privatizzazioni forse trascurano. Qualche giorno prima di partire ero, per lavoro, in una importante cittadina della nostra regione. Nonostante la forte deindustrializzazione era tenuta benissimo. Chiedo ad un ex assessore “ma scusa i capitali sono rimasti qui o sono andati via?”. Lui mi fa “sono rimasti qui”. In effetti si vede. A Livorno sta accadendo questo. Ve ne dico una per chi non la sa. Un importante player immobiliare della nostra città sta trattando con un fondo basato in un’altra regione per la gestione del tutto. In sostanza lo stadio supremo della rendita. Prendo i soldi e fa tutto un altro. Solo che così a) i capitali vanno altrove b) i centri decisionali si spostano dalla città su un settore importante.

    Quindi la base materiale di qualsiasi formula di centrosinistra (invariabilmente centrato sul consumo di mattone più suolo e brumeggio per i meno avveduti) è finita. Meglio che l’elettorato se ne accorga il prossimo anno. Altrimenti l’uscita da un modello di sviluppo e politico cotto e fallito potrebbe essere dolorosa. E, guardate, a me dispiacerebbe. Meglio transizioni traumatiche dal punto di vista simbolico quanto indolori dal punto di vista materiale. Alla fine ci perderebbero in pochi.

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