YES ,WE CARE !!!!!!!!!

Unknown

Gianfranco Lamberti

C’è da farsi il segno della croce, dice Alessandro Latorraca. Sono d’accordo. Naturalmente il problema è quello di farselo per augurarsi una guarigione, piuttosto che per accompagnare il caro estinto. Hb coglie questo aspetto.
Per chi ha passato all’opposizione questo mandato, individuando illo tempore i temi centrali e critici di questi anni, o almeno alcuni di essi, sarebbe facile riprendere qualche articolo di stampa, per non farla complicata e rivendicare diagnosi a tempo debito. A partire dalla vicenda Odeon , che ha fatto investire per acquistare un teatro da demolire, milioni di euro, mentre il Goldoni si trova nella situazione che vediamo.
Anche il Palasport, trasformato in un palaconcerti – ma si facevano anche con il basket –  è il segno musicale di un altro caro estinto, il basket livornese appunto. Sull’ippica vedremo presto.
Ora, per rispondere al “chi gestisce cosa” di Alessandro, il Goldoni non è una società in liquidazione ( basket, ippica ) e quindi non bisogna nemmeno andare sul sito del comune per capirlo. E nemmeno una partecipata dall’incerto futuro come la Spil.
Il fatto che sia lo stesso sindaco a presiedere la Fondazione Goldoni, mette il Consiglio Comunale in condizioni di svolgere un ruolo ancora più agevole, in termini di conoscenza dei dati e di condivisioni, o meno, di terapie adeguate. Il balletto di cifre sulla stampa, dopo telefonate di questo o di quello ( sempre intra moenia) è sorprendente. Sarà l’ora di avere parole conclusive, in Consiglio.
La votazione sul bilancio di previsione è l’occasione e  non è un fatto irrilevante, visto che impegna un anno di attività amministrativa. Ridurre la discussione sul bilancio alla autocelebrazione tecnica di gestione dei tagli ed alla apertura di un anno sabbatico, in attesa di non si capisce bene cosa non mi sembra corretto politicamente.
Ed allora sia pensando alla stagione in corso, sia soprattutto alle future, possiamo mettere a frutto il nostro lavoro di questi anni e di questi mesi , senza essere travolti dal vortice di una situazione politica cittadina e nazionale, di cui allo stato davvero è difficile immaginare gli esiti. E fissando alcune priorità su cui la città dovrà, inevitabilmente e per forza di cose misurarsi.
Nel mare aperto di un confronto cittadino e non solo partitico. Del resto non avremmo fatto, dopo una vita che tutti conoscono, una lista civica per Livorno, una decisione conseguente alla netta percezione della deriva correntizia e personalistica di partiti ormai in crisi strutturale. E le nuove scadenze sono ineludibili, per tutti.

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