LE BACCHETTATE SETTIMANALI

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La Redazione 

Leggiamo  del Vescovo alla città,ed alla sua sterile classe dirigente.

da La Nazione
È UN FIUME in piena il vescovo Simone Giusti quando si provoca su quello che per lui dovrebbe essere il nuovo corso per Livorno. Anche ieri — alla cerimonia di consegna del contributo dei Lions Club International alla Caritas per finanziare la cucina didattica della Scuola dei mestieri — ha rilanciato il suo messaggio: «La città deve prendere in mano il suo destino facendo fronte unico per sbloccare una realtà ingessata che la mette nella condizione di mandare indietro i finanziamenti ricevuti, come mi è stato riferito in ambiente portuale, perché non si riesce a spenderli, ma in particolare per colpa della burocrazia e della necessità di non nuocere agli interessi di qualcuno». Stimolato ad essere ancora più chiaro sulla questione il vescovo ha detto: «Ci sono imprese in porto che si potrebbero espandere, ma non lo fanno perché hanno bisogno di più spazio. Diamoglielo. Sempre dentro il porto vanno rimodulati gli equilibri interni per consentire questo scalo di svilupparsi. Ebbene facciamolo anche se questo significa andare a rompere le scatole a qualcuno». Ha ribadito la sua idea sulle riparazioni navali: «C’è un bacino di carenaggio tra i più grandi del Mediterraneo sotto utilizzato. Apriamolo anche ai riparatori navali che possono dare lavoro a 400 addetti. E perché ci si è lasciati sfuggire la demolizione della nave Concordia? In nome di cosa? Abbiamo perso in questo modo posti di lavoro». Il tema del lavoro è diventato quasi un’ossessione per il vescovo: «Gli imprenditori rischiano per creare lavoro. Per questo devono essere visti come benefattori della comunità». In questa visione di monsignor Giusti «Confindustria deve fare di più senza arrendersi alla sindrome della sconfitta nella quale sovente si culla rassegnata».
E HA RIBADITO rivolgendosi alla classe politica: «Dobbiamo mandare al governo della città chi è capace di creare posti di lavoro». Stoccatina finale: «Noi nel nostro piccolo diamo l’esempio impegnandoci in iniziative come la Scuola dei mestieri…».

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4 Responses to LE BACCHETTATE SETTIMANALI

  1. Anche il Vescovo ha qualcosa da dire sulla burocrazia e sulle occasioni perdute. Mi sembra giusto, è un richiamo alla responsabilità che facciamo da tempo. “A ciascuno il suo” ( vista la fonte ) ruolo, competenze ed atti alla mano. Siamo sempre lì e non penso certo che Monsignor Giusti voglia travalicare il suo, anzi. Quanto agli imprenditori “benefattori”, mi sembra di poterla interpretare come una affermazione benaugurante ed un pò ironica. non sempre, anche da queste parti, le cose sono così evangeliche e disinteressate. Sempre atti alla mano, purtroppo.

  2. St. John ha detto:

    Monsignor Giusti me lo hanno descritto come una brava persona. Fonti che reputo serie. Persona sulla quale mi confermano che, nel campo dell’assistenza a settori di popolazione bisognosi, ha fatto di più di quanto risulta dal marketing ufficiale. Buon segno sicuramente.
    Tuttavia quando parla di economia ho il sospetto che si serva di qualche ostia dove, sicuramente per errore, sono finite sostanze psicotrope. In questi casi vale sempre l’ammonimento di Alberico Gentile: “silete theologi in munere alieno”. E qui il munere, l’economia, è già parecchio alieno a cosiddetti esperti (nel PD poi..) che non mi sembra il caso di aggiungerci altre bocche. Specie se si tratta di persone che, nel suo specifico, hanno dato seriamente alla città. Credo che senza un riferimento diretto a una sociologia economica da Mesozoico, Giusti ne guadagnerebbe in simpatia ed in efficacia.

  3. concordo con SJ. Oltretutto i benefattori esistono certamente, anche tra gli imprenditori, ma devo dire che non mi è capitato di conoscerne molti. Alcuni ( non tutti, ci mancherebbe ) di quelli che ho conosciuto io partecipando ad atti conosciuti, e parlo anche di questioni aperte, apertissime avevano ed hanno una predisposizioni a moltiplicare le entrate proprie, in qualche caso border line.

  4. GHINO di TACCO ha detto:

    Solo una parola ….LIVORNO ……VERGOGNA ….VERGOGNA…VERGOGNA.
    Chi ha potuto seguire questo blog, Sa quanto sia stato l’impegno mio personale e quello delle aziende di RIPARAZIONI NAVALI , per la difesa del GRANDE BACINO.
    Sentire oggi Monsignor Giusti chiedersi perché del Bacino, e della sua morte nonostante le prospettive (Concordia compresa) non può che far piacere per chi ha dedicato tanto tempo ed energie per questa causa.
    Ma mi chiedo DOSTANNO TUTTI I SOLONI, quando le aziende di Riparazione chiudono i battenti i lavoratori se ne vanno a casa, senza uno straccio di ammortizzatori, il POPODISINDAATO, tace e acconsente per curarsi interessi MIOPI DI BOTTEGA, povera Livorno in mano a sta gente…….caro Giusti fai na osa ritornatene in quel di Pisa …….tanti vi un’e’ aria….

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