SCRIPTA MANENT

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da La Nazione
La giunta mette tutto per iscritto, compreso l’impegno di Cosimi
GIANFRANCO Lamberti (Confronto per Livorno) e Lamberto Giannini (Sel) hanno chiesto una comunicazione del sindaco per stamani in consiglio comunale sull’Ippodromo Caprilli. Il presidente del consiglio comunale Enrico Bianchi ha messo la questione all’ordine del giorno. Intanto è stato eleborato, come richiesto dalla conferenza dei capigruppo, un documento intitolato «Situazione della Labronica Corse». Si legge nel documento redatto dall’assessore Paola Bernardo con le indicazioni dei capigruppo e la relazione del sindaco: «La conferenza dei capigruppo chiede ai lavoratori di non proseguire lo sciopero per evitare il rischio di compromettere la possibilità di iniziare le corse entro il 30 giugno». Questo «vista la situazione di estrema difficoltà venutasi a creare intorno alla riapertura dell’Ippodromo per la stagione 2013 a causa della necessità di renderlo agibile ed utilizzabile entro il 30 giugno 2013». 
NEL DOCUMENTO si sottolinea che «il mancato conseguimento dei requisiti di fruibilità dell’impianto comporterebbe il decadimento delle condizioni stabilite dalla concessione ministeriale e quindi la perdita degli introiti previsti (circa 600.000 euro) per mantenere in vita l’attività ippica locale». E si ricorda che «lo svolgimento delle corse è in grado di garantire l’assunzione da parte di Alfea Spa 7 lavoratori a tempo indeterminato e 6 stagionali, 3 dei quali saranno stabilizzati entro il 31 gennaio 2014 e altri 4 potranno essere impiegati nel maneggio di cui Alfea si è impegnata a verificare la fattibilità entro il 2013. E altri 5 a tempo indeterminato saranno impiegati nel golf club di Banditella». In più «il sindaco si impegna a garantire l’occupazione a coloro che al 1 gennaio 2014 non siano stati assunti a tempo indeterminato e la clausola di salvaguardia per tutti i lavoratori».

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5 Responses to SCRIPTA MANENT

  1. Sull’Ippodromo si è aperta da tempo una fase creativa, piena di fantasie più o meno credibili e di scaricabarile costante. Sabbie mobili e fine della storia.
    Oggi leggiamo di nuove performance e nuove idee, scaturite da una assemblea con qualche partecipante anche di rilievo istituzionale e politico.
    La fine del film sembra già scritta, come per il basket ed altro, con l’ippica che rimane solo un bel ricordo, e con tanti che diranno che non hanno alcuna responsabilità di nulla . Perfino il sindacato, che ne esce davvero male, che si limita ad invocare assunzioni a latere, non si capisce sulla base di quale norma e contratto e con quale criterio di omogeneità rispetto a tante situazioni critiche in città.
    Non voglio commentare le idee che vengono quotidianamente ai nostri eroi.
    Certo è che siamo riusciti ad ottenere dalla giunta un documento, proposto alla conferenza dei capigruppo, che intanto è qualcosa scritto nero su bianco. In attesa di conoscere tutti gli atti sottoscritti su questa vicenda, che hanno creato il groviglio. Protocolli, convenzioni e quanto altro, cose sulle quali dovrebbero esservi pareri e sottoscrizioni di uffici legali e direttori generali, oltre che di politici più o meno competenti di leggi. Insomma istruttorie corrette e non favole. Oggi in Consiglio lo continueremo a chiedere, così come ci hanno insegnato a fare e come abbiamo sempre fatto, in ogni situazione amministrativa di una qualche difficoltà a Livorno. Non avendo mai dovuto rispondere di nulla a nessuno, in tanti anni. Non a caso.

  2. GHINO DI TACCO ha detto:

    UN CONSIGLIO SPASSIONATO PER TUTTI……ma più che altro per QUERPOPODISINDAO……………………………..

    DATEVI ALL’IPPIA!!!!!!!!

  3. St. John ha detto:

    a me garberebbe, detto alla livornese, vedere gli scripta del “prestito” di 10 milioni a Aamps. Vedi mai che si tratti di un altro swap. E se gli scripta sono quelli che dico io allora manent, cioè rimangono che è un piacere. E qui vi racconto un film che rischia di essere girato alla livornese cioè alla Ridolini, con movimenti molto più accellerati ed esageratamente grotteschi. Metà anni ’90: due persone già in carriera, e ne faranno ulteriore, si mettono in testa un’idea meravigliosa: finire di ingabbiare l’Italia nell’eurozona. Del resto i loro amici banchieri tedeschi glielo hanno assicurato: “avrete tassi di interesse bassi, un mercato unico quindi sviluppo e prosperità per generazioni”. Poco importa se diversi studi già dagli anni ’60 ammoniscono sul fatto che il sogno (parola oggi ancora usata) può rovesciarsi in un incubo (come è accaduto e non si vede risveglio). C’è poi un problema: l’Italia non “cresce” (si usava anche allora l’espressione) e i parametri finanziari per entrare nell’eurozona sono rigidi. Che fare? “Ci sono degli amici americani”, suggeriscono i banchieri tedeschi, “basta una firmettina qua e là e vi danno i soldi per abbassare il rapporto deficit-pil, per far apparire il debito pubblico sotto controllo”. “Splendido”, dicono i due amici, “tanto il prestito lo ripaghiamo con la crescita e al massimo se ci sono delle criticità è roba di una quindicina d’anni”. E vai i due amici Mario, con l’appoggio di Carlo Azeglio, beccano il prestito e l’Italia abbassa i parametri per entrare nell’euro. Ma come, senza l’adeguata struttura tecnologica-industriale, un sistema formativo all’altezza, come era possibile entrare nell’euro senza essere la Finlandia del Mediterraneo? Semplice, saremmo stati la Polonia del sudEuropa questo è sottinteso. E chi protestava? “un massimalista, violento, ideologico e fascista che fa il gioco di Berlusconi” (mentre il centrosinistra ha sostenuto tutta l’operazione di
    quotazione in borsa di mediaset “per il bene del paese”, ci mancherebbe)
    Ma le cose vanno male lo stesso (ah, la realtà si impiccia sempre degli affari del mondo). Passano gli anni, di Polonia in Europa ne basta una..cresce il debito (colpa dei lavoratori che vogliono andare in pensione e l’elettore di centrosinistra ci ha pure creduto..) Carlo Azeglio va in pensione, i soldi per gli investimenti non arrivano, e Mario diventa presidente della Bce. In una situazione economica e finanziaria drammatica, certificata da quei comunisti di Fitch e di Standard & Poor’s un amico americano dei tedeschi bussa alla porta di Mario Monti, anno 2012. L’amico americano (si chiama JP Morgan e nel nostro paese comanda più di Epifani anzi lo comanda a bacchetta agli incontri Aspen di cui Epifani è frequentatore) pensa che l’Italia sia alla frutta, e lo è, e chiede (e ottiene) da quella generazione di prestiti degli anni ’90 ..quasi tre miliardi di euro dal governo (che li prende da noi assieme a un 4-5 da destinare alla voragine Pd-Monte dei Paschi). A partire da quel momento altri amici americani, consigliati dagli amici tedeschi (proprio quelli che a suo tempo avevano consigliato gli amici italiani…e sapete perchè? Date uno sguardo allo spread..) battono cassa in Italia. Ecco che spuntano altri 8 miliardi di euro da pagare. Frutto degli interessi da derivati maturati nella trionfale operazione di entrata nell’euro (ehm ehm) governata dai due amici Mario e Carlo Azeglio.
    Nel suo piccolo l’operazione Aamps si candida a velocizzare questa dinamica, ma da scommetterci su William Hill.
    Ma, in tutto questo, cosa è il Pd? Lascerei parlare una sua parlamentare..

    Pd, j’accuse della deputata Marianna Madia: “Troppi delinquenti nel partito”
    La veltroniana di ferro denuncia “vere e proprie piccole associazioni a delinquere sul territorio”, in occasione del tour di Fabrizio Barca, ex ministro della Coesione Territoriale nel governo Monti, che gira il Paese in vista del congresso del partito”

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/25/pd-jaccuse-della-deputata-marianna-madia-troppi-delinquenti-nel-partito/636827/

    c’è anche il video. Riproporre una simile congrega a Livorno sarà anche spiritoso..ma fermiamoci qui :)

  4. Merita attenzione, certamente, l’ennesimo soccorso all’Aamps. SJ non si lascia sfuggire il punto . Buchi che vengono da lontano. Senza ripetere la storia, scritta e riscritta, da Spil in giù. Polvere milionaria sotto il tappeto a futura, ma non troppo, memoria.
    Quanto alla congrega sono curioso anche io. Ma prima di finire il film in corso ci saranno altre storie da seguire, eccome.
    Piccole e mediocri filiere di potere, dice la Madia, appunto

  5. St. John ha detto:

    Anche nella contingua Pisa non si scherza però. Senza tornare sulla formazione del CCT è stupefacente il comunicato di quei sindacati pisani che accusano i colleghi e gli utenti livornesi (strasic) di consumare gasolio pisano. Siamo passati dall’area vasta al grande pollaio che notoriamente dispensa polemiche e miseria. Non manca però di responsabilità (premesso che i nostri cioccolatai li conosciamo) quel sindaco che ha presenziato alla manifestazione dell’orgoglio pisano contro la provincia a predominio livornese. Se la crisi acuisce queste stupidaggini, invece delle sinergie, il problema c’è e neanche piccolo.
    Vale la pena anche ricordare le promesse del pisano furbo che sta a palazzo Chigi. Pochine ma chiare: nel vertice di fine giugno sarebbe comparso un tesoretto di una dozzina di miliardi (cifra confermata da Saccomanni) per la “crescita” (oh c’è ancora chi ci crede a queste cose e va rispettato) e anche un fondo europeo per l’occupazione. Sono invece scomparsi entrambi, e velocemente, mentre il piano nazionale di incentivi all’occupazione toh..diciamo che è tanta buona volonta e basta :) Sorvolo su un centrosinistra che voterà, tra pochi mesi, l’acquisto di cacciabombardieri (per bombardare chi?) che costano quanto il collasso di scuola, università e sanità insieme (a dimostrazione della resa incondizionata al big business di qualunque provenienza. E anche acquistando prodotti, come l’F35, ritenuti insicuri). E mi concentro sulle notizie vere. Accordo nella notte all’Ecofin sui meccanismi di salvataggio delle banche. Occhio perchè è un accordo mezzo cipriota per capirsi.

    http://www.linkiesta.it/come-funziona-unione-bancaria-europea

    Di questo Patuelli, eletto per acclamazione erede di Mussari ai vertici dell’ABI (e già questo..) ha detto che rappresenta il primo sicuro passo vero l’unione bancaria europea e la sorveglianza unica europea. Patuelli, che è anche storico del risorgimento , membro dell’accademia dei Georgofili, presidente dell’Accademia degli Incamminati (quella dove si potevano dipingere i nudi anche durante la controriforma) deve essere così indaffarato da tutte queste cariche da non aver potuto leggere la stampa tedesca. La resistenza tedesca a questo processo di unificazione bancaria è tale che c’è stampa in Germania che sostiene che, dopo le elezioni, la Merkel dirà che non verrà fatta. Siamo al primo vedo nodo della crisi europea, fatto filtrare dalla stessa Welt stamani: “tutti sanno che il settore bancario europeo è un buco nero”. La Welt non il Tirreno, il quotidiano della Merkel. E gli italiani ancora rassicurati dai tg (“banche solide”) o informati da quel meraviglioso quotidiano di fantascienza che è Repubblica. L’altro nodo è l’eurozona in sè. Su questo, per chi non si spaventa per i primi 10 secondi del filmato, ho un imperdibile spiegazione infografica.

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