EQUILIBRISMI INCONCLUDENTI E DANNOSI

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Gianfranco Lamberti

Il cartello creatosi, in vista delle prossime amministrative, per interrompere l’iter amministrativo per al costruzione del nuovo ospedale, secondo una deriva di ispirazione grillina, ha comunque il pregio di mantenere viva l’attenzione sulla nostra sanità.
Anche Massimo Ferrucci fa la sua parte, seppure più prudentemente non entra sulla interruzione dell’iter di gara avviato. Non è certo disattento e sa di cosa si parla.
Oggi il PD, con Yari, visto l’iter regionale ormai avviato, prende posizione in modo chiaro, sul piano della nuova organizzazione dei servizi, raccogliendo, magari lo avesse fatto a suo tempo, qualche preoccupazione sulla gestione urbanistica della vicenda. Da verificare e discutere, ma significativa.
Rispetto a posizioni alla parmigiana, credo che si debba al più presto riportare la discussione ai suoi contenuti concreti e verificabili, Quelli di oggi e non di tre anni fa. Con al centro la salute dei livornesi e non tattiche politiche .
Del resto sarà impossibile evitare una discussione approfondita anche in Consiglio Comunale. Per questo spero che finalmente l’ottimo Alessandro Latorraca riesca a dare seguito alla sua agenda di lavoro ( Commissione/Consiglio) , che dopo il buco della audizione della Calamai stiamo sempre aspettando.
Poi ci si mettono industriali e CNA, che litigano anche loro, ma per come farlo ed alla luce della gara di appalto effettuata. Anche loro sanno bene di cosa parlano. E non sono certo turbati dall’interrogativo di come la Regione onorerà l’impegno finanziario messo agli atti. Sarà un problema della Regione, ovviamente e lo hanno capito bene. Ma credo che lo abbiano capito anche molti del cartello che va dalla Amadio ai grillini.
Un motivo in più per dare seguito al più presto alla discussione in commissione e Consiglio. Non certo per impedire di raccogliere firme ( lo abbiamo fatto a tempo debito e per mesi, promuovendo il referendum) ma per dare al confronto di oggi contenuti documentati, concreti e seri. La base di ogni battaglia politica, che non voglia essere demagogica e strumentale. Una nuova stagione per Livorno, di cui tutti avvertiamo l’urgenza, non può che nascere in questo modo e senza ambiguità. Dove il centrosinistra si è affermato, a partire da Roma, lo ha fatto sulla base di programmi e contenuti seri e non demagogici. Senza ammiccamenti ed equilibrismi inconcludenti per tenere tutto e l’opposto di tutto.

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2 Responses to EQUILIBRISMI INCONCLUDENTI E DANNOSI

  1. Era arrivato anche Ciampi, dice Juna, quando inaugurammo il Glodoni, nel gennaio del 2004.
    Di tutte le cose che abbiamo fatto, durante i miei mandati, e’ quella cui tengo di più.
    Investire nella culture e nella storia di una città rappresenta il segno che adatte rizza ua amministrazione.
    Avremmo potuto lasciarlo ridotto ad un cinema di seconda categoria, ci impegnammo a fondo, aiutati anche da un governo attento con Veltroni che ci dette una sponda significativa e consistente. È con un ruolo importante anche di privati
    Forse ricostruire quella storia, di buona amministrazione, aiuterebbe anche a trovare bandoli da seguire oggi. Le inaugurazioni non si costruiscono in due giorni, come e’ ben evidente per altre opere pubbliche di cui si parla,e varrebbe la pena non rassegnarsi al declino.
    Se poi basta una battuta , situazione critica ma non tragica, e tutto finisce li’ , vuol dire che siamo annodati nel nulla.
    Anche perché i tagli sono effettivamente modesti, come dice il sindacalista.
    È visto che parliamo di teatro e di cultura, magari pensare che siamo alle scene finali della rappresentazione, per tirare a campare, sarebbe una fine ingloriosa.
    Guardiamo oltre , oltre mille cose storte che forse avrebbero potuto aere ha storia diversa e cercando di costruire qualcosa per il futuro. Non certo un anno sabbatico, come sostiene qualcun del cartello del No,in attesa del salvatore della patria. Un anno sabbatico porterebbe verso Parma, quello si. Ripensando a Ciampi ed a quella splendida serata del 24 gennaio del 2004

  2. henry w.brubaker ha detto:

    I casi Mascagni e Goldoni dicono che non è possibile andare avanti cosi,caro Gl’.E’ doloroso dirlo,ma gli attuali modelli gestionali del Mascagni e del Goldoni sono superati in parte dalla storia,in parte dalla crisi della finanza locale.Ritengo poi che confondere la “cultura” con il mantenimento degli apparati amministrativi di questi due burosauri sia un esercizio strumentale.Ho grande rispetto per gli operatori del Goldoni,come per insegnanti e docenti del Mascagni per non sapere che anche queste categorie anelano il superamento di questa situazione.La statalizzazione del Mascagni si fa attendere da anni,da parte sua il Goldoni,che ha costi di gestione ingentissimi anche se non alza alcun sipario,ha perso da anni la scommessa di una gestione che fosse meno onerosa per il pubblico.E tutto questo,dopo avere divorato nella fase di start avviamento e abbonamenti della Gran Guardia.Trovo veramente sterili gli articoletti di Tredici che si trincera dietro i numeretti fornitigli da Nebbiai per darsi un contegno e poi magari rilanciare da par suo con la riapertura del Teatro ed il recupero in extremis del baraccone di Effetto Venezia.Non è una questione di qualche centinaia di euro.Qui il problema è strutturale.Basta dare un’occhiata al baraccone del Maggio “renziano” Fiorentino (in liquidazione)per capire che la proiezione di queste attività al dunque fondate sulla socializzazione delle perdite è quella dell’inesorabile fallimento.Mi sarei aspettato allora che Bertini non si limitasse ad annunciare con riservatezza anglosassone una sospensione,ma lo dichiarasse magari nel corso di una conferenza stampa proponendo contestualmente le sue dimissioni (dopo avere fatto la relazione dei numeri) da un incarico ormai virtuale.Mi auguro che il Consiglio Comunale ,dopo avere tacitamente benedetto le compensazioni ambientali di Olt verso lo stadio ( una cosa vergognosa)si smuova dal suo torpore e riprenda il bandolo della situazione.

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