IL “BIMBO” DI MONTENERO E’ IN PANCIA ,E ANDRA’ ” ADOTTATO ” .C’ E ‘ POCO DA FILOSOFARE

 

Unknown

 

 

Gianfranco Lamberti

Le tre scimmiette non sono solo il simbolo di qualche dirigente comunale, spaventato di dover verificare se le compravendite di alloggi di SPIL sono avvenute correttamente.
Dopo la illustrazione del nuovo progetto dell’Ospedale, affidato attraverso una gara predisposta a norma di legge, abbiamo chiesto se era possibile che tale gara fosse condizionata dalla messa a reddito dei beni asl a Livorno. In altre parole se fosse, ma sarebbe stato strano, una gara portata a compimento con assegnazione, condizionata dalla vendita o meno di alcuni immobili in città.
Ovviamente Chetoni ha spiegato, su mia precisa richiesta, che non era così, e che il finanziamento messo agli atti è assicurato comunque dal fondo regionale. Casomai sarà la Regione a vedersela con il proprio bilancio. Chiaro ed evidente.
Con tutti i benifici di verifiche ulteriori, è evidente che si tratta di norme abituali nella pubblica amministrazione, che vincolano gli enti e che prescindono dal merito.
Figuriamoci, se era per noi, che abbiamo raccolto firme per mesi , l’ospedale a Montenero Basso non si sarebbe fatto. Ma il referendum è andato come è andato, con tanti che oggi si strappano i capelli che sono stati a guardare.
Oggi , al contrario, assistiamo ad un cartello del NO che appare, quanto meno, tardivo e fuori contesto normativo. Se quello che è stato dichiarato a verbale ieri corrisponde al vero.
Ossia ci troveremmo nella impossibilità materiale di revocare una gara di assegnazione di lavori, per rimanere nei termini di legge.
Ed allora, a questo punto, dovremmo discutere di come ridurre l’impatto, di come organizzare i servizi, di come vigilare sul rispetto delle regole.
meraviglia, ma abbiamo parlato non a caso di cavalli di troia, che si facciano cartelli del No, adesso e senza un riferimento preciso ad un quadro normativo, ma piuttosto per presentarsi alle prossime scadenze amministrative. Molti combattono una giusta battaglia su una localizzazione sbagliata, in buona fede e con passione, altri usano il tutto come un cavallo di Troia.

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14 Responses to IL “BIMBO” DI MONTENERO E’ IN PANCIA ,E ANDRA’ ” ADOTTATO ” .C’ E ‘ POCO DA FILOSOFARE

  1. Kinto ha detto:

    Tralasciando che c’e’ stato
    chi armato di penna,umiltà
    seggiolina e banchetto ha messo su il Referendum per far esprimere i livornesi sul nuovo ospedale,
    mentre altri seduti morbidi sui cuscini porporati
    se ne sbattevano le palle del nuovo ospedale e degli impatti sul territorio di vario genere
    da quello ambientale,a quello dei servizi sanitari,
    a quelli economici ,
    fare battaglie scontestualizzate e post datate
    mi sembra un po balordo.
    sembra che qualcuno voglia essere eletto e trasportato dal popolo giubilante come Quasimodo nelle vesti del Papa folle.
    Dice bene il Dott.Lamberti,che oggi,
    conta guidare il processo e verificare l’efficacia del progetto a 360 °,
    il resto e’ fuffa politica che odora di campagna elettorale
    e di futuri cartelli della stessa campagna elettorale.
    Tornando al palazzone su due piani di Corso Mazzini 119 ,
    con posti auto,chiostri,alberi ,flora e fauna mediterranea e dependance anche sul dietro,
    venduta da Spil,
    mi pare che il punto tra i molti ,oltre la mancata destinazione ereditaria
    sia la valutazione di 800 mila euro del palazzo in centro.
    se e’ vero che nella stessa via un appartamento di 90 mq2
    sul mercato si vende all’incirca a 300 mila euro.
    fonti mi dicono che la valutazione sana sarebbe stata di almeno 1 milione e mezzo di euro,
    praticamente il doppio.
    dunque qualcosa non metro Quadra.o altrimenti chiunque cercasse casa farebbe
    bene a rivolgersi all agenzia immobiliare che ha curato la transazione.
    compri il doppio in grandezza e valore
    ma paghi la metà.
    dei maghi praticamente.sarei curioso ci capire chi ha fatto le perizie.
    i famosi misteri della fede.
    Saluti

  2. St. John ha detto:

    Da fonte giuridica inappuntabile, informata e documentata apprendo, senza ombra logica di dubbio, che il processo tecnico-amministrativo sul nuovo ospedale e’ ancora reversibile. Il project-financing e’ una pistola alla tempia, tutt’altro che ‘necessaria’, puntata sull’evoluzione dell’economia cittadina. Il piddino che dice riempiendosi la bocca su 34 anni di servizi nel migliore dei casi non e’ tecnicamente in grado di amministrare la sua citta’

  3. Sirio ha detto:

    Sulla reversibilità ,in data 13 giugno 2013, tecnico-amministrativa ho molti dubbi sinceramente.varrebbe la pena approfondire comunque.

  4. GHINO DI TACCO ha detto:

    Cari amici, forse qualcosa vi sfugge…….è cambiato il MONDOOOOO
    La posizione dell’amico Gianfranco, non fa una piega, oggi dalle tombe risorgono i morti…coloro che durante la raccolta delle firme ai banchini(esperienza che prescriverei per ogni amministratore accorto), guardavano con sufficienza e un pizzico di maligna avversità ideologica, pensano al futuro non dell’opportunità dell’ospedale ma invece della propria collocazione politico amministrativa.
    Io però non mi attarderei troppo sul fatto della “reversibilità”, che può anche essere legittima, ma il contesto in cui oggi discutiamo e ben diverso da quello usuale.
    Oggi forse qualcuno può prevedere se salta o no il “bricco” della sostenibilità italiana in relazione al debito ed alla necessaria crescita?
    Il mondo è cambiato, e la necessità (non certo quella Grillina fatta solo di protesta e poco di proposta reale) di uscire dagli schemi che questo “ormai” non si può cambiare…è superato dalla drammaticità
    degli eventi che giornalmente si manifestano
    Il CORAGGIO DI DIRE ANCHE QUALCOSA DI SCOMODO MA DI REALE.

  5. St. John ha detto:

    Spiace non dire di piu’ perche’ e’ giusto che la fonte parli quando e se ritiene opportuno. Io ho visto con i miei occhi e so quando il processo sara’ irreversibile.Non oggi. E’ giusto che una maggioranza si prenda la responsabilita’ politica di quel che fa. Sostenere il project financing nel 2013 fa ridere le telline. Solo un ceto politico arretrato lo fa. Giusto che si assuma la responsabilita’ di farle ridere di fronte all’elettorato. Senza pararsi con il mito dell’irreversibilita’

  6. Da sempre mi hanno insegnato, per fortuna, a tenere separato l’indirizzo politico, dalla assunzione piena di responsabilità di chi è responsabile del procedimento sul piano tecnico.
    Lo dico perchè ho amministrato senza problemi, mentre il magistrato indagava e non ho avuto alcuna remora a citare, testimoniando in tribunale, i dirigenti e d i provvedimenti connessi, sui quali non avevo certo interferito per condizionarli.
    Roba che sarebbe piaciuta anche a Travaglio.
    Oggi, di fronte a dichiarazioni a verbale in seduta pubblica, di dirigenti pubblici, non si può far finta di niente.
    Delle due l’una, e dato che lo streaming serve a Grillo ed ai suoi fans, ma anche a noi, basta rivedersi la registrazione.
    Non dubito delle fonti di SJ, figuriamoci, ma se hanno credibilità basta che confutino e mettano in mora le dichiarazioni a verbale e non si nascondano. Semplice semplice. Citando quello che va citato.
    Del resto il nostro SJ ci insegna come citazioni pertinenti, e le sue in economia lo sono, vengono supportate da fonti e richiami ad atti e norme. Gianfranco Chetoni lo ha fatto pubblicamente . Bisogna dargliene atto.
    Poi ci sono i cavalli di troia, sempre attivi in politica, e non voglio fare battute facili. Contro i quali non ho nessun pregiudizio, anzi sono un mito. Basta sapere cosa sono, chi ci sta dentro ed a cosa servono. E’ anche più divertente.
    PS. a scanso di equivoci, ovviamente la citazione del cavallo di troia non coinvolge in alcun modo il nostro grande SJ, ci mancherebbe. Anche la sua citazione la posso immaginare, mi hanno telefonato, credo le stesse persone. Si materializzino e ne riparliamo, non siamo a Corleone.
    aggiungo poi che ho letto Ghino e mi sembra non faccia una piega, come kinto! Ma la questione è apertissima, eccome se ne riparleremo.

  7. Vladimiro Mannocci ha detto:

    Io non so se sul piano amministrativo questa scelta può essere revocata. Certo è che questa scelta mi è parsa fin dall’inizio fuori dal mondo e nel mio piccolo ho cercato di contrastarla. Mentre si progetta un nuovo Ospedale, si stanno indebolendo i servizi sanitari e tutto questo ricade su tutta la cittadinanza ma in particolare sulle fasce economicamente e socialmente più deboli. C’è poi il problema del Project Financing che è materia da usare con cautela, specie in questo ed in altri settori. Vi invio video della Gabbanelli su nuovo Ospedale di Mestre, se non ricordo male

    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-99108864-939c-494b-8949-4e411cc1ab4c.html

  8. Gianfranco Lamberti ha detto:

    La questione della gestione di questa fase, per così dire, di transizione, è centrale. Il nuovo ospedale andrà, se andrà, in funzione chissà quando. nel frattempo la tutela della qualità delle prestazioni, nell’ospedale esistente, e sul territorio è un punto da approfondire .
    Ho parlato con Latorraca, perchè convochi su questo una commissione con urgenza. Lui ci aveva già pensato ed è in attesa di avere conferme da chi di dovere.
    L’esperienza di ospedali iniziati e finiti ben oltre li limiti previsti è diffusa davvero, si potrebbero fare molti altri esempi.
    Oltre quello citato da Vladimiro.
    Naturalmente si tratta di tener separata la questione del nuovo modello di cure, sicuramente necessario, con la concretezza di previsioni urbanistiche , patrimoniali ed infrastrutturali. Ed, inevitabilmente, tenendo conto degli atti sin qui assunti e della loro non reversibilità, almeno a quello che ci spiegano in sedi ufficiali, con piena assunzione di responsabilità. Un tema delicato, ma che non deve lasciare ambiguità. Sarebbe davvero imperdonabile.

  9. Al di la’ di tutto, quale e’ e quale sarà in questi anni il livello delle prestazioni resta il punto chiave. Per questo Latorraca sta lavorando per riuscire ad avere risposte precise, nella sua commissione, su questo fronte. Concordo con Vladimiro. Naturalmente, a questo punto, bisognerebbe evitare battaglie di bandiere, ma stare molto con i piedi per terra.
    Avevamo auspicato che la Calamai venisse a dar conto, aspettiamo che la faccia chi deve e presto. Dobbiamo giocare la partite in corso, non quelle di un campionato che ormai e’ finito. Pensiamo al prossimo , che peraltro sta per iniziare, con i piedi per terra.
    Vladimiro penso concorderà . Battaglie di mera testimonianza non sono nella mia e neppure nella sua storia. Anzi, l’esatto contrario.
    Quanto agli ospedali che si iniziano e non finiscono mai, l’Italia e’ piena. Per questo ci vuole molta concretezza. Chiamando ciascuno alle proprie responsabilita’ , atti alla mano.

  10. henry w.brubaker ha detto:

    Mah,siamo di fronte ad una aggiudicazione provvisoria,troppe cose non tornano compresa l’offerta rispetto al massimale regionale.Ci saranno sicuramente contenziosi e i tempi si dilateranno di molto.A quel punto anche il project dovra” essere ricalcolato.A farsi grasse saranno le banche di riferimento dell’operazione ,visto che l’ammortamento spalmato in decine di anni servirebbe a rimborsare i costi dell’indebitamento e non fornirebbe alcun tipo di realizzo finanziario all’azienda concessionaria.Sulla solvibilita’ della Regione Toscana ho seri dubbi,cosi’ come sulla capacita’ di Asl di rimborsare l’anticipazione della Regione.Preoccupa il ruolo ancillare del Comune di Livorno che utilizza il Piano Regolare per fare impennare la potenzialita’ edificatoria delle strutture in via di dismissione.Un amministratore illuminato avrebbe gia’ fermato la macchina.

  11. henry w.brubaker ha detto:

    Il problema ,caro Spassky Lamberti,non e’ Chetoni come tale.Ma il chetonismo ,cioè quel dare sempre tutto per scontato senza alcuna verifica di supporto,confidando nella bassissima soglia di attenzione della politica e della stampa..I consiglieri meno distratti dovrebbero aver letto le cannonate della Regione Toscana sull’argomento.E’ tutto scritto nella delibera con osservazioni.

  12. St. John ha detto:

    >mi hanno telefonato, credo le stesse persone

    penso di no :) io mi servo di fonti dove la Livorno ufficiale non mette gli occhi. Il resto è questione che riguarda chi vuol agire come vuol agire. Se il tema della reversibilità o meno degli atti amministrativi sarà sollevato è discrezione che riguarda chi vuol muoversi sull’ospedale. A me interessa far capire che il project financing è uno strumento da trogoloditi dell’amministrazione dei territori. Dice nulla che Veneto e Lombardia hanno accelerato i loro processi di deindustrializzazione proprio usando la leva sanitaria-immobiliare per il project financing? Che rapporto c’è tra questi due fenomeni? Perchè accelerano il declino?

    E’ che il centrosinistra quando ha detto “qui è irreversibile sul piano amministrativo”, poi “i tempi ci impongono” là “non c’è alternativa” è convinto anche di aver tetto qualcosa di reale. Sulle affermazioni dell’ingegnere taccio perchè non amo delegittimare le persone. Trovo curioso poi che fino a poco tempo fa l’ospedale era chiaro non avesse la viabilità necessaria, specie dopo l’ìmpossibilità dei famosi fondi di compensazione, ed ora la cosa scompare.
    Vorrei solo sapere da un sostenitore del nuovo ospedale argomenti seri non tentativi di mandarla in corner :) su : a) perchè, come, attraverso quali studi di fattibilità il project financing sul nuovo ospedale inverte il declino economico del territorio livornese b) Quali settori beneficiano dell’effetto sistema e in quanti anni c) quanti posti di lavoro produce in più rispetto a quelli esistenti e la qualità di questi posti (solo quelli di qualità ne producono altri..)

    gli studi di fattibilità sulla sinergia di questa operazione sul sistema economico-finanziario locale non ci sono. E se ci fossero sarebbero negativi. Certo ci sarebbe chi ci guadagna. Ma il bingo di qualcuno ricadrebbe su un’intera città.

  13. St. John ha detto:

    Leggo ora hb. Premessa etica: la rimozione dell’ingegnere da quell’incarico e’ un atto di democrazia. Il tipo di verticalita’ amministrativo-politica presente a palazzo civico Livorno non se la puo’ piu’ permettere. Il referendum su tutto e’ da cialtroni, la mistica del ‘decidere’ e’ da sconsiderati in un territorio dove l’uso delle risorse finanziarie e’ talmente cambiato in tre anni da rimanere stupefatti. Premessa tecnologica: figure come quella dell’ ingegnere stanno a meta’ tra l’amministrativo dello statuto albertino e una cultura tecnico-scientifica ferma agli anni ’60. Chi vuole il futuro di Livorno dissolve queste figure e sa dove mettere le mani (via Donnini notoriamente pullula di questi creativi..) Realta’: un project financing garantito dalla regione nei termini descritti dall’ ingegnere e’ banco regio per chi li fa. Si chiama azzardo morale: io so che in ultima istanza il pubblico paga. Con il rischio di collocazione del project financing (perche’ chi lo fa mica. ci mette i soldi se li fa dare da mercato il quale fiuta se a monte c’e’ una regione di polli da spennare) tutto sulle spalle del pubblico.
    E qui emerge la questione banche-territorio la piu’ interessante di tutte per il futuro di questa citta’. Ma fermiamoci al presente: i piazzisti di progetti improbabili come questo non devono trovare cittadinanza in questa citta’

  14. le delibere arriveranno in Consiglio ed avremo modo di chiedere chiarimenti opportuni. poi naturalmente ognuno si assume, come sempre, le sue responsabilità.
    Io, a differenza di molte anime candide dell’ultima ora, ho fatto di tutto per evitare.
    ora io pongo, per quel che ne capisco, questioni di modello assistenziale sanitario e sociale sul territorio e nelle strutture.
    Possiamo anche metterci a combattere senza se e senza ma , ora per allora. Ma capire come verranno curati i livornesi in questi anni, tanti, mi sembra la cosa più urgente. Che non esclude nulla.
    Poi non capisco la mobilitazione a gara assegnata e non prima, c’era tutto il tempo.
    Francamente , anche nell’opporsi ci sono molti modelli. Quelli seri e quelli da cavalli di troia, di passaggio e come capita. Mentre è tutto da capire, per me, la questione del p. finanzino, per quanto riguarda i rischi di cui parla SJ. Rapporti con le banche compresi.
    Si sommano molte cose, alcune rispettabilissime, altre senza capo nè coda ( nei volantini e nella propaganda , non su questo blog ).
    E quelli che arrivano a cose fatte, o quasi, dopo la polvere, non mi entusiasmano certo. Dove erano finiti in questi anni?
    Quanto alla citazione , mi riferivo a questioni poste dal fronte referendario ed oggetto di ricorsi. Diverse da quelle di SJ. Prendo atto.

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