IL LIVORNO IN SERIE A ED I FRUTTI DI ALTRE INSPIEGABILI INSTABILITA’

images

 

 

Gianfranco Lamberti

Il nuovo stadio lo avevamo immaginato, come accenna il Tirreno, nel 2004, attraverso una riqualificazione del Picchi. Modello Villa Park e, progetto Galliano e Filippelli, ingegnere capo Michele Caturegli, impegno del CONI ad un finanziamento , interesse già manifestato da investitiori nazionali ed internazionali.
Poi la nuova amministrazione, guidata da Alessandro Cosimi, decise di non farne di niente, prevedendo uno stadio a Coltano ex novo.
Legittimo, ci mancherebbe, anche se non ho mai cessato di manifestare le mie perplessità. Non si trattava e si tratta di una guerra di religione. Mi sembra più delicata la vicenda del presidenzialismo, sul quale nutro vivissime perplessità, avendo appreso da piccolo il senso di una carta costituente che ha previsto una repubblica parlamentare, dopo la lotta antifascista. Non a caso.
Quella dello stadio è una storia assai più semplice e non richiede di ricordare i padri costituenti.
Tuttavia ripercorrerla non sarebbe male, con un minimo di consapevolezza. Capire perchè poi non si è fatto nè questo, nè quello. Capire le nuove norme, capire il rapporto con la società, senza ambiguità da parte di nessuno, capire il senso dell’uso del territorio, capire cosa è possibile fare davvero e nel più breve tempo possibile.
Insomma, senza ripetere vecchi confronti, ormai superati e senza voler dare pagelle, decidere.
Ma rimanendo con i piedi per terra. Sarà, come per molte altre cose, impossibile non farlo prima della scadenza del mandato. Ed il Consiglio Comunale dovrebbe essere il luogo delle decisioni, con una discussione rapida e ben istruita in ogni aspetto.
Anche per non replicare ancora una volta lo stesso film, nella prossima campagna elettorale. Non è più possibile.

Annunci

4 Responses to IL LIVORNO IN SERIE A ED I FRUTTI DI ALTRE INSPIEGABILI INSTABILITA’

  1. Sirio ha detto:

    Personalmente sono entusiasta di rivedere il Livorno in serie A,tutto cio’ che puo’ dare entusiasmo anche se breve e’ ben accetto.Cavalcare il risultato sportivo ottenuto grazie a degli splendidi ragazzi,una splendida società privata come l’Unione di Spinelli,e gli appassionati tifosi ,non quelli OCCASIONALI e da parata,e’ abbastanza ridicolo.La politica si occupi delle emergenze e criticità mai risolte in questi 9 anni ,e non provi a mettere cappelli dove non devono stare.Detto questo aprire la Gazzetta dello Sport e vedere le mosse di mercato del Livorno,non risolve i problemi ma aiuta per qualche minuto almeno a non pensarci.Forza Livorno

  2. Kinto ha detto:

    Sposo in pieno cio’ che dice Sirio,
    ed anche le analisi di St John,
    ora io dico proprieta’ pubblica per proprietà pubblica
    ma invece di fare la Penthouse-attico con interni da yacht di lusso
    alla Calamai in quel di monterotondo,
    d insieme a tutta la struttura sanitaria da smantellare e si sapeva,
    non era meglio piazzare delle tazze del cesso ,non alla turca,
    in quel del Picchi,
    e ristrutturarlo un pochino?
    ci sono state in questi ultimi anni tante di quelle spese folli a perdere,
    penso al basket ad esempio per farlo morire,
    e sarebbe un problema sistemare e bene
    una struttura permanente della città?
    c’e’ un unico posto comunitario e comunale dove vanno e andranno dalle 6.000 alle 18.000 persone,
    che e’ comunque una vetrina per la città
    ma dargli un imbellettata strutturale e’ chiedere la luna ?
    o su ogni cosa si chieda si mettono davanti(e son d accordo ovviamente)
    gli asili ,il sociale e ogni altra legittima battaglia?
    e via con la fornitura di alibi agogo.
    e cosi’ non si fa ne quello e ne quell altro.
    Sono i cintura nera 3°dan dell immobilismo illusionistico.
    Forza Livorno

  3. Naturalmente ci sono competenze diverse e fondi destinati e vincolati. Quindi non si può mettere tutto insieme . Ma certo bisogna discutere di tutto, per evitare di fare della citta’ una scacchiera senza capo ne’ coda
    Comunque avremo a giorni una discussione in Consiglio sul Bilancio e stiamo chiedendo che di queste cose se ne parli prima, magari in commissione. Non vorremmo trovarci di fronte ad un percorso tipo ippodromo. Anche in relazione ad ipotesi urbanistiche e quanto altro. I tempi sono assai stretti, sia per la prima che per la seconda questione .

  4. St. John ha detto:

    Signori miei, dopo aver lasciato sfogare la schiera di improvvisi messa in campo dal Tirreno sulla promozione del Livorno, passi per i giornalisti ma gli autoproclamati narratori proprio no, ecco la pubblicazione celebrativa di Senza Soste. Su un paio di improvvisi letti in questi giorni, in particolare uno, avrei aneddoti copiosi. Tali da far risaltare un certo eclettismo perdonabile magari in politica ma meno sul piano sportivo. Ecco il link della short story amaranto:

    http://www.senzasoste.it/locale/dedicato-ai-tifosi-amaranto-la-notte-che-attaccammo-berlusconi-a-san-siro

    Sulla questione stadio difficile negare le perplessità. Il progetto del 2004, che reputavo positivo (per l’ambiente di cui faccio parte è un giudizio impegnativo) era in altro contesto amministrativo, legislativo e finanziario.Non è poi come Italia ’90 quando, per fare un esempio, Cesena fece lo stadio nuovo con i soldi dei mondiali senza spendere un euro. Qui, secondo cosa si trova dentro la legge (si dice) in dirittura d’arrivo, la principale possibilità di finanziamento è il project-financing. Funziona così: i privati ci mettono i soldi (o meglio se li fanno prestare a loro volta in diversi modi), e il comune glieli rende in una trentina d’anni. C’è un problema (oltre ad altri che evito di spiegare): i comuni non hanno un euro. Semplifico al massimo: significa che per pagare lo stadio a due soggetti (chi dà direttamente i soldi al comune e chi presta i soldi a chi li dà ai comuni) o aumenti le tasse o tagli i servizi. Siccome a Livorno siamo già ai massimali per le tasse aggiuntive… La collettività da qualche parte deve ripianare 20 milioni di sbilancio della Spil, per il parcheggio dell’Odeon. E il comune arranca su questo. Figuriamoci se dal parcheggio si passa ad uno stadio intero, con i privati che più caricano il servizio finanziario piu’ si garantiscono una rendita sicura per decenni. Occhio quindi sullo stadio a ragionare da tifosi (quello lo vole all’inglese, quello fori città, quello con le majorettes, quello senza). Il ragionamento va fatto da cittadini. Non dico che non debba essere fatto nulla, ci mancherebbe, ma occhio a non avvallare operazioni che pagheremo tutti e caro. La scorsa settimana a Bergamo, altro contesto economico e amministrativo, mi spiegavano che tra nuovo ospedale e nuovo stadio (dice niente l’accoppiata?) hanno dovuto scegliere. Perchè il carico per l’amministrazione, su tutti i piani, era troppo oneroso. E stiamo parlando del modello lombardo del mattone e di una città dove il presidente Percassi i soldi per lo stadio li avrebbe messi lui. Quindi vanno bene le passerelle, le opinioni ma i megaprogetti li vedo male. Meglio puntare su risamento e riqualificazione dell’esistente. Entro un’altra logica urbanistica e finanziaria.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: