IL LIVORNO DA SERIE A ED IL FUTURO COMINCIATO IERI … VITTORIOSI !!!

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e con grande soddisfazione :

Ecco le 20 squadre che giocheranno il campionato di seria A 2013-14. Atalanta, Bologna, Cagliari, Catania, Chievo, Fiorentina, Genoa, Inter, Juventus, Lazio, Livorno, Milan, Napoli, Parma, Roma, Sampdoria, Sassuolo, Torino, Udinese e Verona.

da La Nazione
IL PRESIDENTE ARRIVATO NEL MARZO DEL 1999 HA TRASFORMATO RADICALMENTE LA SOCIETÀ
Aldo Spinelli, un livornese «adottato»

Quattordici anni con aragoste e champagne
«IN TRE ANNI torneremo in serie A». Aldo Spinelli lo aveva detto dopo l’amarissima retrocessione della stagione 2009-2010, con un cambio di linea che faceva però temere per il peggio. «Linea verde» e risparmio per evitare pericolosi tracolli economici sono state le indicazioni di questi ultimi anni, che alla fine hanno pagato assai di più di chi ha speso follie senza neanche raggiungere i play off. La storia d’amore di Aldo Spinelli con il Livorno è nata nel ’99, quando il sindaco Lamberti, l’assessore Vezio Benetti, Italo Piccini e il figlio Roberto, del Gruppo Compagnia Portuale di Livorno, individuarono in lui la persona giusta per continuare la storia calcistica del Livorno che rischiava di fallire. Un trattativa lunga, quasi estenuante, vista la poca voglia di vendere dei presidenti Achilli e Deodati che facevano opposizione, ma sotto la spinta dell’intera città alla fine si arrivò alla svolta e il primo marzo, 15 minuti prima della partita casalinga contro il Lumezzane, l’altoparlante dello stadio dette lo storico annuncio tra applausi scroscianti. Anche allora l’obiettivo prefissato dal presidente fu la serie B in tre anni e così avvenne. Poi il volo in serie A nel 2004, la Coppa Uefa nel 2006/2007, la discesa in B nel 2008 e la pronta risalita in A attraverso i play off. 
ALDO SPINELLI è nato il 4 gennaio 1940 a Palmi. Ha cominciato a lavorare per il porto di Genova con un furgoncino Ape, ora possiede terminal vastissimi in tutta Italia e una rete di trasporti su gomma efficiente. Il 7 maggio del 1985 rileva il Genoa in serie B diventandone il presidente per 13 stagioni, delle quali 6 consecutive con le perle del quarto posto in A, la partecipazione alla Coppa Uefa, il successo sul Liverpool, e la sconfitta in semifinale di misura con L’Ajax. La sua «era» rossoblù si chiude nel 1997. Ma al calcio non può rinunciare e dal ’99 è alla guida degli amaranto: ha riportato Livorno nel calcio nobile dopo anni di tracolli e fallimenti.

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6 Responses to IL LIVORNO DA SERIE A ED IL FUTURO COMINCIATO IERI … VITTORIOSI !!!

  1. Kinto ha detto:

    Grande Spinelli
    Grande Mister Nicola e
    Grandissimi i giocatori.
    prossimo anno serie A.Ce la siamo meritata fino all’ultima goccia di sudore.
    Saluti

  2. Sirio ha detto:

    FORZA LIVORNO !!!una gioia in mezzo a tente altre cose che non vanno.non e’ poco.Bravi !!

  3. La storia del Livorno di questo anno e’ la storia di una squadra che ha saputo mette a frutto le sue qualità , senza complessi di inferiorità nei confronti di nessuno.
    Una identità di gioco e valorizzazione dei giocatori che si hanno a disposizione. Una metafora per una città alla ricerca di nuove prospettive e di rilancio.
    Mi sembra che il richiamo all ‘inizio del percorso di Spinelli a Livorno sia significativo.

  4. GHINO DI TACCO ha detto:

    Scusate ma vorrei sottolineare un’aspetto che attiene allagrande vittoria del Magico Livorno;
    un uomo…anzi un Uomo, che da anni habrillato per la sua forte presenza, la sua abnegazione, la suacapacita’ di unire la citta’ di stringerla intorno alla squadra, di trovare le soluzioni ai tanti problemi in passato inrisolti per lo stadio e per la tifoseria
    Un Uomo che ha sempre visto LONTANO
    chi se non ….QUERPOPODISINDAOAMARANTO, grazie grazie grazie….

  5. henry w.brubaker ha detto:

    Come mai quest’anno Il Tirreno sta sbracando cosi’ sul Livorno.(in compenso Senza Soste ha toni,e gliene do ampio merito, da club anglosassone).Solo una questione di tiratura?Fuori luogo il solito trito paragone di Guarducci tra il Livorno Calcio e la Livorno politica.Il Livorno è un’azienda familistica tenuta in pugno con piglio autoritario -e quest’anno addirittura con toni guerreggianti -da un uomo che possiede una liquidità straordinaria (grazie alle sue rendite di posizione sui Porti)e che soli tre anni era detestato dal 95% della città.La politica è un fatto complesso.C’è qualcuno che vorrebbe adottare il modello Spinelli,ma nonostante la scorciatoia del maggioritario (che lo ha agevolato in modo spaventoso)non è riuscito a portare a termine un solo provvedimento.Vedremo come risolverà la questione dello stadio che come di prassi il buon Spinelli gli ha già sollevato con toni ultimativi.

  6. St. John ha detto:

    >Come mai quest’anno Il Tirreno sta sbracando cosi’ sul Livorno

    beh è semplice. I temi che fanno core business si stanno restringendo. Vuoi per l’invecchiamento della fascia di lettori abituali, la riduzione delle vendite, la concorrenza della rete e dei social network (che sono cose diverse entrambi pericolose per un consolidato modello di stampa locale). Riportare la copertura del calcio a livelli 2004, almeno per la promozione, è anche il tentativo di ridare un pò di entusiasmo ad una cronaca locale spenta ringiovanendo l’audience.ll destino, ed il rischio, dei giornali istituzionali (ed il Tirreno lo è dai Ciano ad oggi) è quello di perdere adrenalina. Perdita che è sempre stata scongiurata finchè c’è stato il monopolio della rappresentazione della notizia (non solo di mercato ma anche di piattaforma). Oggi ci si aggrappa al calcio, più degli ultimi anni, proprio per questo. Eppure, se la vogliamo dire tutta, domenica non c’è stata la notte folle come sembrerebbe dal Tirreno. Domani ci sarà la festa con i giocatori è altra cosa. Ma il territorio bisogna saperlo leggere. Lo sanno fare dei giornalisti cui metà dell’occupazione, ad esser buoni, è raccontare (male in modo filtrato) ciò che accade su Twitter e Facebook? Lo si potrebbe fare da Città del Capo, a questo punto. Potrei raccontare episodi recentissimi in cui il giornalista del Tirreno è chiaro che vive su Marte. Ma lasciamo perdere :)
    Quanto alla politica locale oscillerà ancora per un pò tra retorica del decisionismo e quella della partecipazione. Poi o muore o accade qualcosa.

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