OGNI STAGIONE HA LE SUE RICETTE

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La Redazione

Tra unti del signore, la casa comune deserta, sembra davvero che  l’unica ricetta possibile sia quella della foto.e quante volte ce la fanno mangiare oltretutto.

 Gianfranco Lamberti

Basta camminare per strada che ti propongono una mezza dozzina di sicuri candidati sindaci alle prossime elezioni. Quando ho scritto porte apertissime, Ludom commenta invitandomi alla selezione attenta, ma questa volta non coglie il punto.
Glielo spiega il Tirreno, forse involontariamente o forse no. Se arriva un unto dal Signore, direbbe qualcuno nel PD, che bisogno ci sarebbe di primarie? Unico caso in Italia, ma conta poco, a Livorno sappiamo farci del male assai bene. Che poi l’Unto sia questo o quello conta poco, l’importante è far passare il criterio che qui non si fanno le primarie e decide il bene supremo. Certo è dura da far credere, ma intanto facciamo trapelare alla cronista questo eventualità e vediamo l’effetto che fa. Un vecchio schema, usatissimo da certi vecchi burocrati di partito. Ma non credo proprio che questa volta i trucchi degli artisti del solfeggio interno ai corridoi funzionino.
Basta guardare Roma, oppure Massa, oppure Siena.
Quindi porte aperte contro il solito gattopardismo di una vecchia sinistra immarcescibile. Questo è.
Porte aperte verso coalizioni che facciano dei progetti il loro collante e della serietà e qualità dei candidati la caratteristica, finendola con gli strapuntini ai fedelissimi.
Del Resto se Cagnardi, di ritorno dalla Cina, fa riflessioni assai esplicite, anche se trascurate, rispetto al Piano in vigore ed a quello che è successo in questi dieci anni, evidentemente non è passato da qualche filtro di partito, ma osserva semplicemente la realtà livornese e quello che vede ce lo dice.
Basterebbe ripartire dalle cose come sono, e non dagli asini che volano, per ridare un minimo di slancio alla città. A porte aperte.
A proposito, devo dare atto a Monica Calamai, che stamattina si era presentata in Comune, con il suo staff, per riferire alla Commissione prima di partire per Firenze, che è una persona seria e che aveva rispettato quello che ci eravamo detti in un incontro occasionale qualche giorno fa.
Peccato che non ha trovato nessuno, perchè c’è stato qualche intoppo che possiamo immaginare. Incredibile ed umiliante.
Di Monica Calamai si potrà dare un giudizio od un altro, ma certamente è una persona seria, una professionista competente. Le ho augurato buon lavoro nella sua nuova destinazione. Ma che roba!

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6 Responses to OGNI STAGIONE HA LE SUE RICETTE

  1. Ludom ha detto:

    Ah! Ora ho capito. Quel “Roma insegna” mi aveva tratto in inganno. È una bella pretesa, questa mia, di seguire il dibattito cittadino leggendo soltanto queste colonne, per quanto ricche.
    Dunque, siamo all’argomento inoppugnabile.
    D’altronde, se si chiama qualcuno da fuori, è difficile poi pretendere che si sottoponga ad un giudizio preventivo rispetto a quello darà la città votando. Quel giudizio preventivo deve essere già insito nella “chiamata”. Se quello che si chiama è addirittura un Unto del Signore, ma scherziamo, è un Eletto a priori!
    Non l’abbiamo ancora perso il vizio di non far conto innanzitutto sulle nostre forze, “rimboccandoci” le maniche, per prima cosa?
    Ancora alla ricerca di presunti salvatori della patria!
    Esterni, meglio ancora, hanno più carisma…………per forza, dopo l’invereconda prova der bimbo di “Livolno”!
    Una crisi irreversibile, che non guardo con gioia.
    Voglio sperare che qualcosa si muova altrove (l’altro giorno Santo ha fatto balenare un’ipotesi) perché lì, cari amici, è dura dura……….e, comunque, auguri.

  2. St. John ha detto:

    >apertissimi?!? Andiamoci piano!

    al di là dei nomi che escono, e ne usciranno credo altri, alle amministrative potrebbe imporsi un metodo. Abbastanza vicino a quello senese. Quello di un garante apparentemente esterno, con una lista propria più rispondente all’identità cittadina, con il Pd altrettanto apparentemente portatore d’acqua. Ma non in modo tale da allontanare gli elettori. Ufficialmente nessuno sa nulla, dice nulla, tutti affermano “tutto è bloccato” o “è presto”. Siamo nelle fase in cui i segretari se si chiamano, e si consultano sui nomi, si rispondono “ah a me va bene tutto”. Insomma è il mondo dell’apparentemente interlocutorio. Ma qualcosa si è mosso. Non potrebbe non essere altrimenti. Perchè tutti gli abitanti di via Donnini, sia i consapevoli che gli inconsapevoli, si giocano la soprravvivenza politica. E perchè ci sono reti di affari in piena sofferenza.
    Ludom ti dico di non disperare. La vocazione al suicidio di questa città non ha ancora toccato tutti i suoi cittadini e tutte le sue componenti. E non disperare su una cosa. Che carisma vuoi che abbiano gli esterni? Sulla stampa nazionale, grazie ai giornalisti imbeccati. Se qualcuno vuol ripetere la vicenda Tadarash stavolta lato centrosinistra, si accomodi.
    Se il pisano su due che è andato alle urne ha riconfermato Filippescu è questione, appunto, tra pisani. Io dico che il fatto di giocare playoff di differente categoria non è solo un fatto sportivo. Suggestioni? Vedremo.

  3. La logica degli unti dal Signore, che ho segnalato a Ludom , e’ stringente. Gli segnalo un passo ulteriore :ci vuole l’unto e ci vuole anche il signore ( s minuscola ovviamente ). Ora , in una situazione come la nostra, con una amministrazione in via di conclusione della sua esperienza ed un sindaco non ricandidabile, il signore chi e’?
    A leggere la stampa di oggi, con la Calamai che non e’ messa in grado di lasciare le consegne alla citta’ , oltre le slides. Occasioni perduta, tra le tante.
    Così come leggere le dichiarazioni di Cosimi e Rossi, sulla regione madre o matrigna. Oltre il merito, su cui si potrà rientrare per l’ennesima volta, quello che bisognerebbe capire e’ dove so trova e, a proposito di unti ed aspiranti tali, si troverà il bandolo, ossia il signore. Rossi parla di litigiosità ed autolesionismo, conosce bene le nostre storie, quelle dette equelle non dette ( ancora) .
    Vista la cultura della sinistra storica cui apparteniamo, il signore , allora e per salvare la patria, dovrebbe essere il popolo sovrano. Se invece rimane una stanzina con trucchi da illusionisti e veleni da corte dei Borgia, allora la diagnosi di Rossi diventa una sentenza inoppugnabile. Ed il destino di Livorno, sarebbe segnato, oltre le slides a futura memoria.

  4. Ghino Ditacco ha detto:

    Querpopodisindao, dall’alto della sua boriaspaziale, supponenzainterplanetaria, e spocchiasenzafine……oggi piange per lerisorse che Piombino riesce a ruscolare e noi ciccia, graziepopodincapaci

  5. St. John ha detto:

    Non sono un esperto di Signore, con la “s” maiuscola, ma di aspiranti signori ho una certa pratica. Qualcuno lo si potrebbe trovare tra gli sponsor dell’eventuale vincitore del tappone collinare Ospedale di Montenero. Sempre se ci saranno un vincitore o persino un traguardo (perche’ magari con i subappalti tra medaglia d’oro e argento ci si mette d’accordo ma se il traguardo non c’e’ e’ un casino). Mi sembra poca paranza, in attesa di pesca migliore, l’audit del signore venuto dalla Cina assieme al vicesindaco (uno dei miei candidati all’esilio al parterre e di corsa, Tirreno e nipoti alla mano). Insomma c’e’ una bella frammentazione a giro.
    Ps. Sono giorni in cui il letto di casa e’ un ricordo. Ma domenica impossibile mancare al Picchi. Alla squadra va trasmessa solo tranquillita’.Al resto ci pensano loro.

  6. Non si può mancare, ci mancherebbe.
    Quanto alla frammentazione, concordo assolutamente, e’ una caratteristica evidente del momento, con esiti imprevedibili .
    Tenendo conto che non si può tenere tutto dentro una scatola. Almeno non dovrebbe essere possibile.
    Ed allora ne vedremo di cose mai viste, credo. Quanto alle ricadute di eventuali appalti non immagino cose simili, anche se capisco il senso politico.
    Quanto all’urbanistica siamo in attesa di atti importanti relativi al percorso ospedale, vedremo e non immagino aria fritta, anzi.

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