” CORSA CONTRO IL TEMPO PER IL PIANO STRUTTURALE “

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da Il Tirreno

«Il nostro lavoro non sarà diverso da quello di un accordatore di pianoforte: dovremo aggiustare le tonalità, rivedere il piano strutturale alla luce delle necessità di oggi». L’architetto Augusto Cagnardi, classe 1937, è il volto della milanese Gregotti associati international, la società che si è aggiudicata il bando del Comune per ridisegnare – o meglio aggiustare – il volto urbanistico della città. Ma per Livorno Cagnardi è anche altro: è la penna che diciassette anni fa, in era Gianfranco Lamberti (che in un paio di occasioni chiama sindaco), ha disegnato e collaudato l’attuale Piano strutturale. Ovvero lo strumento che, insieme al regolamento urbanistico, dice dove si può costruire, quanto, come, dove si può fare impresa o neppure piantare una vite. In pratica ciò che «riguarda la vita nel tempo della città», ripete l’architetto. Ieri Gregotti è tornato ufficialmente in Comune per un primo faccia faccia con le forze politiche in vista della presentazione dei lineamenti guida per la revisione del piano. «Ho promesso al sindaco di darglieli per ottobre», dice ai consiglieri della commissione urbanistica. Il vicesindaco Bruno Picchi, di fronte alle perplessità sollevate dal centrodestra circa «il percorso aperto e la pesante ipoteca che lascerete a chi verrà dopo di voi, visto che tra poco si vota», ha risposto che «l’amministrazione metterà la città in condizione di discutere questo strumento che non concluderà il suo iter di approvazione, ma sarà adottato». Certo sarà una bella corsa contro il tempo, considerando proprio che in primavera Livorno deciderà il nuovo sindaco e che, nel frattempo, la città non potrà – lo dice la legge, non solo il buon senso – essere esclusa dalla discussione. «I tempi dell’adozione – sottolinea Cagnardi a margine di una commissione fatta di filosofia urbanistica, ma anche di scelte politiche e questioni concrete e scottanti, come porto, colline, nuovo e vecchio ospedale – dipendono da chi siede in questa aula. La partecipazione è un’opportunità, quello che bisogna sveltire è la mente». «Sapete – chiosa – perché parlo di lineamenti a ottobre senza sentire brividi sulla schiena? Negli ultimi anni ho lavorato in Cina: là mi hanno chiesto di progettare città da 100mila abitanti in tre mesi, all’inizio ho avuto paura, poi il segreto è stato muovere una molla nel cervello. Anche Livorno vada oltre il luogo comune». Intorno a Cagnardi ci sono 15 consulenti (dal giurista all’esperto di economia) ai quali è stato chiesto di rispondere a domande su settori specifici. Intanto, però, con questi tempi strettissimi, la città come potrà dire la sua? Dell’urban center di cui si è parlato fino a qualche tempo fa non sembra esserci traccia. A spiegare la strategia è Ugo Baldini di Caire, la coop emiliana che ha vinto il bando per la partecipazione. Ieri, riferisce, si sono conclusi gli incontri con gli assessori, che hanno messo sul tavolo problemi e punti di forza della città nei propri campi di competenza. A giugno partiranno le interviste a un gruppo di stakeholders: associazioni, singoli cittadini, professionisti «ritenuti rappresentativi della società». I risultati dovrebbero arrivare a luglio nelle circoscrizioni con il modello degli “host”, incontri aperti per raccogliere le idee sul territorio. Quindi l’appuntamento di settembre, quando dovrebbe essere Marina Bellocci (oggi in emilia, ma nipote del pittore Cafiero Filippelli) ad organizzare incontri nelle scuole.

Juna Goti

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