” SE LA SUONANO E SE LA CANTANO “

Unknown

Gianfranco Lamberti

Se la suonano e se la cantano, si dice in casi del genere.
Sulla sanità la Calamai se ne va tra un corteo di plaudenti comprimari, che non fanno altro che applaudirla a prescindere, senza che nessuno possa porre domande inopportune o richiedere report fuori luogo, in una occasione elegante. Commissioni con carte e documenti, richieste e mai realizzate. Volete mettere una bella conferenza stampa, senza traccia di domande inopportune.
Sull’Ippodromo si sono tutti incartati dentro una serie interminabile di promesse, richieste e progetti stratosferici o più semplicemente costruiti con qualche buca a Banditella. Con assessori che hanno lasciato il campo e non abbiamo ancora capito bene perchè e sindacati che fanno solo da comparsa. E gazebo in piazza permanenti, con cartelli e tavolini. Commissioni con carte e documenti, garantite e mai realizzate, finora.
Scene assai decadenti, certo, ma che non sono belle, anzi sono lontane anni luce dalla Grande Bellezza romana di Sorrentino e dalle mitiche feste organizzate sulla terrazza vista Colosseo. Un film splendido e desolante su quelli che se la suonano e se la cantano, appunto, tra di loro, seppure in una dimensione straordinaria ed affascinante. Ma Roma è Roma, e Toni Servillo è un attore di classe pura ed insuperabile.
Qui di straordinario non c’è proprio nulla, pensando alle maglie nere ( o quasi nere, anzi marroni , tendenti al grigio argento) sulla sanità ed alle mutevoli scenografie di posti attesi e promessi con l’Ippodromo, il golf e magari anche qualche altra cosa, ancora non ben chiara.
Mentre non vota quasi più nessuno e non dobbiamo certo sforzarci a capire come mai. Magari varrebbe la pena di chiedere se sono interessati alle terrazze eleganti senza domande inopportune oppure sanno da soli quanto tempo devono attendere per un esame medico, da pagare profumatamente e da attendere assai di più che in qualche altra città toscana. Per non parlare del nuovo ospedale, ma sarebbe stata una storia troppo complicata

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4 Responses to ” SE LA SUONANO E SE LA CANTANO “

  1. Kinto ha detto:

    Niente di nuovo,
    potremmo sfogliare i giornali dello stesso giorno indietro di 10 anni
    e le notizie ed i commenti rimangono i soliti.
    Nel frattempo ogni criticità si e’ acuita e non di poco
    cosi’ come
    gli applausi ai lavori svolti dai vari personaggi che sono comparsi sulla scena
    sembrano delle pagliacciate veramente crepuscolari.
    Non so quanto valga a Livorno ma il fenomeno Grillo
    da questo giro amministrativo pare ridimensionato e nemmeno di poco,
    si attesta sulle cifre che gia’ a Livorno abbiamo ufficializzato
    dal 2009
    con il supporto a Cannito che altrimenti avrebbe preso lo 0,95 %.
    non sono un astrologo ma credo che anche a Livorno anno nuovo sara’ la stessa cosa.
    Onestamente me lo auguro a prescindere da chi verra’ candidato dal csx
    con tutti gli aspiranti che ci sono e’ difficile capire chi sara’.
    Tralasciando il Magico,
    siamo immersi in una realtà cittadina morfinizzata
    dove comunque tutto scorre
    tra noia , giochi sotto il banco e voglia di andare al mare.
    Saluti

  2. Sirio ha detto:

    Resta il fatto che quasi un elettore su 2 non ha votato in queste elezioni;a Pisa ha votato il 55 % degli aventi diritto e passa Filippeschi.Se vince l’astensionismo nelle città si perpreta il blocco politico e di potere esistente.Vorrei chiedere a SJ un parere su questo visto anche il crollo di M5S.Ci sono similitudini tra Pisa e Livorno?ti tocchera’ risorbirti un centrosinistra che vince al primo turno anche l’anno prossimo a Livorno?

  3. St. John ha detto:

    Se i 5 stelle ascoltano chi e cosa devono ascoltare la giornata di ieri non e’ la norma. Saper tendere l’orecchio e’ una dote fondamentale specie in politica. Se non ce l’hai meglio girate e playstation. Se ce l’hai e’ altra questione.

  4. Che i grillini potessero replicare Parma, da qualche altra parte, lo abbiamo scritto sul Tirreno da tempo.
    Figuriamoci a Livorno.
    Certo che ogni città ha le sue situazioni e molto, molto diversa è la storia di una città con un sindaco da confermare, rispetta a quella in cui occorre trovare il candidato giusto, nel modo giusto e con le alleanze giuste. Per non parlare di programmi e consuntivi.
    Quello che è successo ieri conferma che vecchi schemi non sono replicabili e che quelli nuovi richiedono competenza, coraggio e fantasia. Quyalità non troppo diffuse nella nostra classe dirigente od aspirante tale. Ma avremo modo di vedere e commentare. A parte le conferenze stampa eleganti, che francamente sono davvero deludenti. Ma si tratta di roba ormai vecchia, vedremo il successore.

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