UN GURU AL GIORNO TOGLIE IL MEDICO DI TORNO

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Gianfranco Lamberti

Emanuele Rossi scopre che saremmo tutti dei polli, a Livorno. Per la verità lo avevamo scritto anche noi qui sul blog, da un pò di tempo, seppure senza generalizzare, anzi citando fatti e situazioni. Ma non credo proprio che qui siamo tutti polli, mentre a Pisa , a Piombino oppure a Salerno sono delle faine. Il fatto è che spero proprio che i polli vadano a farsi cucinare e ci lascino giocare una partita seria e vincente, finalmente.
Abbiamo attraversato una fase politica complicata, abbiamo perso occasioni preziose e ci siamo dedicati a coltivare modeste ambizioni di un partito burocratizzato e chiuso. Mi sembra che si stia tentando, da un pò di voltare pagina, pur tra molte incertezze, continuo a sperarloi e crederci. Dovevamo giocare per la nostra città, per Livorno e non lasciar giocare compagni vicini e lontani per strategie che hanno portato frutti cospicui altrove. Per loro.
Credo, a questo punto, che tutti abbiano capito che va bene fare i donatori di sangue, e la cosa è nobile, ma non possiamo essere solo noi, e neppure dissanguarci del tutto.
A chi autorevolmente mi dice che non abbiamo bisogni di padrini, rispondo che è una cosa giusta e corretta, purchè nessuno giochi a fare il padrino, per se stesso e per suoi. E francamente basta guardarsi intorno per capire cosa è successo.
E nemmeno ritengo che rivendicare e tutelare il ruolo che spetta a Livorno non è una linea politica sbagliata, anzi.
Certo, non possiamo cadere nelle provocazioni strumentali ed in un provincialismo di modesta levatura.
Ma nemmeno fare le verginelle in un casino.
Non so quanto durerà questa alleanza indecente con Berlusconi. La schiena dritta e l’orgoglio di una storia politica e personale diversa, lontana anni luce da una omologazione contronatura con il corruttore di minorenni, vanno di pari passo con un giusto orgoglio cittadino.
Nei limiti del politically correct, ma senza sconti per nessuno. Dalle cittadine limitrofe fino a Bruxelles.
Abbiamo già dato e non possiamo leggere, come se nulla fosse, che Piombino vuole andare con Grosseto e non dire nulla. A meno che la linea non diventi una linea spiazzante, andiamo tutti con Piombino e facciamola finita. Magari ci daranno quel che ci spetta, visto come funziona da quelle parti.
Non può essere così ed allora giochiamo come giocano tutti. Niente padrinaggi, giusto, ma per nessuno e non aspettiamoci commissari furbastri da chissà dove. Non si sbaglia mai a tifare Livorno, non solo al Picchi. E le occasioni ( altre ed importanti ) per dimostrare il ruolo ed il peso che merita Livorno, la sua storia e la sua gente, verranno presto, ma molto presto.
Giochiamo per vincere e senza sudditanze nei confronti di nessuno. E si vince facendo i gol, non raccogliendo lacrimosi ed interessati complimenti per il buon gioco, ma sfortunato, messo in campo. Oppure aspettando unti del Signore, più o meno resuscitati. Ciascuno ha la sua storia e nessuno la può dimenticare. Ma di questo ne riparleremo se insistono.
Sarò datato allora, ma meglio vincere con un gol di rapina, che perdere con una bella esibizione e facendo buon viso ai falli da espulsione dell’avversario. E poi qui non dobbiamo rapinare niente, anzi non dobbiamo proprio accettare di essere rapinati. Altro che polli, schiena dritta e basta pazzeggiare. Un messaggio da far valere dappertutto, non abbiamo più tempo da perdere.

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