DISSERVIZI SANITARI

Unknown
da La Nazione
LA DIFFICOLTÀ I NODI IN VIALE ALFIERI
Lo sfogo di De Peppo:
«Ogni giorno per me
è carne e sangue»
QUELLO di Giovanni De Peppo, responsabile dei servizi sociali dell’Asl, è stato un vero e proprio sfogo. Sembra che il suo impegno non trovi sostegni adeguati in viale Alfieri e ieri il suo attacco ai vertici dell’azienda è stato diretto, supportato dall’amico Gianfranco Lamberti che ha tirato più volte in ballo la direttrice dell’Asl Monica Calamai. «Sono andati in pensione sette assistenti sociali e non ne hanno rimpiazzato nemmeno uno — tuona De Peppo — quando, vorrei precisarlo, un operatore costa la metà di un medico». Le richieste di De Peppo cadono sistematicamente nel vuoto «Non c’è più dignità di azione nel settore servizi sociali. Per me è carne e sangue, ogni giorno». 
ECCO L’APPELLO «invito il Comune a metterci un po’ del suo — dice De Peppo — e magari al prossimo direttore dell’Asl bisogna spiegare che le cose che in questo momento vi sto dicendo, non sono favole». Ma il rapporto tra Comune e Asl «va malissimo — attacca Marco Cannito, Città Diversa — è dal 2005 che denunciamo la situazione esplosiva di questa città». Lo sfogo di De Peppo ha trovato pronta spalla in Lamberti: «Chiedo a Carla Roncaglia — dice guardano l’assessore — se riesce ad avere una relazione prima che la Calamai se ne vada. Si dice che dovrebbe lasciare Livorno a giugno, bene, allora entro l’estate ci dica almeno cosa ha trovato quando è arrivata e cosa lascia». Poi aggiunge «non so se la Calamai avrà voglia di relazionarsi con noi»; e non perde l’occasione per un altro pizzicotto «abbiamo ospitato aretini, fiorentini e genovesi — chiude Lamberti — che lasciano peggio di come hanno trovato». 
ED È PROPRIO l’Asl che viene tirata in ballo per la carenza di convenzioni: «Non se ne fanno più da anni» hanno lamentato Serenella Lenzi e Susanna Malfatti mentre la neo responsabile del settore Semia Bacci Graziani ha detto «senza un’organizzazione idonea è difficile offrire servizi». Si capisce che il sociale, a Livorno, ha vissuto per troppo tempo seguendo schemi che non rispondono più alle reali esigenze della città. Le esigenze cambiamo e questo settore, a partire dalla sua organizzazione, va rivisto completamente. La Bacci sembra determinata e Latorraca pure.

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