CAPITOLO SCEMENZE PALASPORT CHIUSO,ORA PENSIAMO A LIVORNO CON SERIETA’

 

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Gianfranco Lamberti

Le scemenze scritte sul Palasport, spontanee od imboccate chissà, ma respinte facilmente al mittente da me e Michele Caturegli, hanno messo in secondo piano il commento da fare sulle vicende del centrosinistra livornese.
Guardiamo con rispetto quello che succede in quel partito. Comunque immagino, almeno spero, che tutte le sue diverse anime siano animate dall’obbiettivo di giocare per vincere, almeno qui a Livorno. Far vincere Berlusconi, qui , in modo diretto o tramite alleati anche involontari dei più diversi orientamenti, sarebbe al limite della fantascienza.
Certo tutto è possibile.
Ma che il PD debba fare i conti con se stesso è inevitabile. Il mio auspicio è che li faccia tenendo nel debito conto quello che la città si aspetta dalla politica. lavoro e cose concrete.
Quello con il quale facemmo la Porta a Terra ed il palasport, per dirne una e parlare di cose che i livornesi ricordano bene, non progetti sulla carta e buone intenzioni.
Non a caso alle elezioni successive, il partito ebbe un ottimo risultato. Naturalmente senza nulla togliere al candidato sindaco, ci mancherebbe, visto peraltro che allora detti un contributo un pò anche io alla candidatura. Ma qualsiasi candidato, anche Maradona, può essere agevolato o penalizzato da una eredità amministrativa di un tipo o dell’altro.
Ed allora non si tratta di far passare questi mesi in attesa del 25 Aprile. Magari correndo a perdifiato per lo strapuntino. Chi la pensa così, dentro e fuori il PD , se sostenitore del csx, secondo me sbaglia di grosso. Mi dicono che ce ne siano più di quanto si pensi. Io auspico l’esatto opposto, come abbiamo detto in tutte le salse e condividendo quanto veniva proposto dal PD livornese ai più alti livelli, in una logica di non cavarsela abbandonando Livorno sugli scogli e con il comandante sulla scialuppa di salvataggio.
Sempre che non si giochi a perdere,appunto e ci sta anche questo, visto quello che è successo a livello nazionale. Ma qui è davvero assai più difficile riuscirci. Tuttavia tutti possiamo capire presto dove si va a parare, anche perchè in Consiglio Comunale c’è lo streaming e non c’è il voto segreto. Per fortuna. E le scadenze sono state definite in modo inequivocabile. Non è cosa da poco, di questi tempi. A partire dalla commissione di lunedì con Latorraca sul nuovo Welfare, Asl e servizi veri e non presunti a futura memoria, tanto per non andare lontano.

Ecco il pezzo integrale di Michele Caturegli. Un grande professionista ed una persona seria. Come si vede, altre storie.

Non capisco di quali serie ditte fiorentine, che avrebbero lavorato male a Livorno e bene a Firenze, parli il sig. Gramigni, perché le opere in cemento armato del Palasport di Livorno erano state in buona parte già costruite negli anni 80 e in parte eseguite direttamente dalla stessa Baldassini. La splendida copertura in legno lamellare, con travature di 109 m di luce, la più grande d’Europa di quel tipo, è stata costruita dalla Holzbau di Bressanone, su cui c’è da levarsi solo di cappello. Il resto, sarebbero gli impianti elettrici che non usano LED? Ma la tecnologia LED è assolutamente nuova oggi, forse era a livello di ricerca 10 anni fa. Oppure è un problema il fatto che in sede di costruzione, non sapendo quali dei numerosissimi locali sotto le gradinate sarebbero stati usati ad uffici dal gestore, non è stato messa una pompa di calore per scaldare 3 stanze? Lo sa che con 400 euro la si può oggi installare, con tanto di condizionatore estivo?
Quanto all’estetica il forum Mandela è certamente bello, ma non paragonabile al Palalivorno, dove tra l’altro possono trovare posto a sedere 1.530 spettatori di più che a Firenze.
L’acustica è stata studiata da uno studio specializzato di Torino, che ha dato una serie di indicazioni alla Holzbau sul distanziamento e la forma del perlinato e sui materiali da utilizzare in copertura. In ogni caso le tecniche di amplificazione acustica dispongono oggi di sistemi informatici che rendono ottimale la diffusione del suono in qualsiasi ambiente. Altro è se facciamo musica lirica o da camera, ma non mi sembra questo il caso.
Vorrei ricordare infine che una parte della gradinata è sollevabile con meccanismo idraulico e nel palasport possono entrare i TIR per scaricare gli allestimenti e quant’altro. Il pavimento ha la portanza necessaria anche per questo uso, nonostante sotto vi siano i pannelli radianti per il riscaldamento del solo campo, in caso di allenamenti. E intorno al campo è stata costruita una canala che arriva all’esterno del palasport per passarvi i cavi elettrici o altri che occorrano per l’allestimento degli spettacoli.
Mi sa dire il signor Gramigni in quanti altri palasport ci sono queste enormi facilitazioni per il gestore? Ci sono forse a Firenze? O il problema è se si è intasata una gronda? o la mancanza dell’ADSL(?)?

Michele Caturegli

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2 Responses to CAPITOLO SCEMENZE PALASPORT CHIUSO,ORA PENSIAMO A LIVORNO CON SERIETA’

  1. GHINO di TACCO ha detto:

    L’unico commento da fare e’ che siamo di fronte al l’ennesimo furbacchione.
    Un’imprenditore che dopo aver accettato le condizioni, e non prima, si accorge che la struttura ha molte carenze, O CI È’ O CI FA’
    State sicuri che quello che ha detto ieri sarà’ iscritto a futura memoria, per essere pronto ad un contenzioso lungo e brodoso nei confronti dell’amministrazione, qualora ve ne fosse la necessità’.
    Ecco l’ennesimo furbo che cala a Livorno, paese di allocchi……..
    (Precedenti: Rossignolo, 20 milioni per il parcheggio Odeon, Terme del Corallo, fallimento Baschet)
    E IO PAGO…………..

  2. che dietro dichiarazioni assurde e stupide ci possa essere il disegno che ipotizza Ghino è probabile.
    Caturegli è chirurgico. Non a caso era capo dell’ufficio tecnico nelle mie amministrazioni.
    A proposito, oltre la sfiga con la Ternana, ci sarebbe da sperare che tutte le squadre giochino fino all’ultimo secondo, in questo finale di campionato. ve ne sono alcune che non incominciano nemmeno a giocare e prendono cinque gol in mezzora.
    A proposito di quelli che ci sono e quelli che ci fanno. Gemellaggi e via dicendo.

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