“LA VIA LASTRICATA DI VETRI E MACIGNI ” ( e buche )

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foto di una piccola buca in via dell’Artigianato-zona Picchianti

Wladimiro Del Corona

Caro Gianfranco, la politica è arte diffcile e lo sai bene e non si va da nessuna parte , o meglio si muore se si creano le condizioni che ci condannano a esiti come quelli politici e di governo di oggi, perchè tutto si può dire ma è sicuro che solo e soltanto il PD ha finito per essere l’officina dove si è costruito le catene che ora
ci tengono legati a questo governo e a questa situazione.
Pe ril PD è una continua creazione di contraddizioni purtroppo ed è il male storico della sinistra. Detto questo è mia opinione che il partito che ha in mente Barca sia un tantino datato, insomma roba da anni passati. Rossi non può stare con Barca e poi sostenere che le ragioni fondanti del PD sono ancora valide. Sono 2 cose diametralmente opposte.
La genesi del PD è nel progetto presentato da veltroni al Lingotto ma sembra che molti fattori lo stiano annullando , fattori interni e solo interni.
Il mondo fuori è la gravissima lacuna in essere, le risposte di qualsivoglia natura sono imprese ciclopiche individuarle, il rapporto con i cittadini roba da inventarsi. Ma non mancano , anzi primeggiano i duri e puri per cui chi la pensa diversamente è un nemico, roba vecchissima. metti poi tutta la sfilza di aspiranti a tutto di più che già si sono collocati in tutti i panchetti possibili , selezionati sulla base di alleanze interne che si ripartiscono pani e pesci e la storia è sancita.

Ma il Pd nella sua genesi era tutta altra cosa da duri e puri, da settarismi e chiusure, da rigidità ideologiche e da stupidaggini culturali fuori dalla storia. Non abbiamo capito nulla e stiamo uccidendo il PD, vedremo  caro Gianfranco ma la via è davvero lastricata di vetri e macigni, speriamo bene, personalmente ho fatto scelta con la testa e l’anima, ma non mi impicchero dietro ciò che mi sembra davvero fuori contesto .

Gianfranco Lamberti

Caro Wladimiro, il PD avrebbe dovuto essere una cosa diversa che un insieme di correnti , molte e personali.
E giudicare le posizioni di ciascuno non nel merito, ma per l’adesione a questo o quel gruppetto è stata una logica devastante. Comunque ha portato a selezionare una classe dirigente che, con le dovute eccezioni ovviamente, è sicuramente di basso profilo.
Nel partito cui abbiamo dato gran parte della nostra passione politica, non mancavano certo i confronti, duri e tosti, nel merito di idee e progetti. Anche di comportamenti. Ma vi era l’autorevolezza della sintesi e la garanzia della legittimità di esprimere un dissenso-
Ieri ho sentito Cacciari, che impietosamente descriveva la scomparsa dei partiti nel nostro paese. Tra quello personale di Berlusconi, quello antipartito e settario di Grillo, ed infine l’evanescente PD.
Detto questo, analisi condivisa da chiunque abbia voglia di ragionare, figurati se ci si può impiccare nell’inseguire questo o quello, magari sperando in qualche strapuntino, che magari è stato promesso contemporaneamente a mille persone. Storia vecchia, che a Livorno ha avuto esempi inarrivabili e cinici. Lo sai meglio di me.
Assai più dignitoso valutare idee progetti e persone , senza farsi impacchettare in logiche di appartenenza.
Veniamo dal partito di Berlinguer, non abbiamo dimenticato quella storia e non abbiamo certo da seguire nessuno con il cappello in mano. Figuriamoci qualche capetto improvvisato.
Parliamo, possiamo farlo ancora per un po’, di cose che interessano davvero la città, e su quella discriminante, chiaramente in un ambito politico di csx, costruiamo una prospettiva. Farlo sulla base di chi vorrebbe moltiplicare pane e pesci, per se stesso, prima che per quelli che ci credono, sarebbe davvero svendere una storia personale e collettiva. Tutto si può politicamente fare, ma non perdere la propria dignità, in alcun modo. Io mi sono ispirato sempre a questo principio e non ho mai inseguito nessuno con il cappello in mano. Quelli che hanno inseguito me, a suo tempo, me li ricordo bene, come te li ricorderai anche tu. Tanto per fare esempi concreti.

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2 Responses to “LA VIA LASTRICATA DI VETRI E MACIGNI ” ( e buche )

  1. Vladimiro Mannocci ha detto:

    Wladimiro, provo il massimo rispetto per il travaglio che in questo momento si sta vivendo dentro il P.D. ,sia a livello nazionale che locale. Certo che è la cronaca di una morte annunciata, per dirla con García Márquez, o forse di una nascita mai avvenuta. D’Alema l’ha definita una amalgama mal riuscita, ma questo è un eufemismo. Un partito che si è dovuto inventare una collocazione “anomala” a livello europeo, per superare le divisioni interne, perché il solo assemblaggio delle varie componenti non ha prodotto una cultura politica definita e condivisa. In questo caso il correntismo è solo una conseguenza. Questa nuova situazione che si è creata con la costituzione di questo nuovo governo è lunare. Il discorso alla Camera del Presidente Letta ha avuto come preambolo una santificazione dell’operato del Governo Monti che ha affrontato, è vero, una situazione lasciata marcire dal precedente governo, ma ha anche attuato misure di chiaro segno classista, facendo pagare gli effetti della crisi ai soliti noti, deprimendo ulteriormente i consumi interni e aprendo sul piano sociale una spirale negativa i cui esiti sono sotto gli occhi di tutti. Oggi si parla di creare nuovo lavoro per i giovani, ma oltre al problema di creare nuove occasioni di lavoro dobbiamo combattere la povertà che si è allargata anche a quelle famiglie che percepiscono dei redditi (pensioni, salari, cig). Napolitano, che è il primo protagonista di questa situazione, a partire dall’operazione Monti, ha parlato chiaramente di un Governo politico di larga coalizione per affrontare le emergenze del Paese (stessi argomenti del Governo Monti) La dove si sono realizzate situazioni simili, ad esempio in Germania, i partiti “alternativi” che hanno governato insieme (SPD CDU), hanno sottoscritto un programma molto chiaro, con tanto di cronoprogramma. Oggi, in questa situazione italiana vi sono già interpretazioni diverse sul discorso programmatico che Letta ha fatto in Parlamento, in altri tempi si sarebbe chiamato “dichiarazione di intenti”,sul quale è stata votata la fiducia in Parlamento, come ad esempio sull’abolizione o rimodulazione dell’IMU. In un caso anche i ricchi non pagherebbero, nell’altro caso non pagherebbero i più poveri. Senza mettere in conto che senza quelle risorse a livello locale dovrebbero aumentare l’addizionale irpef. Il rubinetto dell’ossigeno è in mano salda a Berlusconi che agli occhi dell’opinione pubblica è diventato una statista, ma tutti sappiamo quali sono gli interessi che rappresenta: i suoi!! Insomma ci sono tutti gli elementi per essere preoccupati dentro e fuori dal PD. Potrei continuare ma non voglio fare la Cassandra della situazione. Questo grande partito di Centrosinistra, nato con una ispirazione maggioritaria, anzi bipartitica, può essere in questo quadro una coalizione ma non un partito. In questi decenni abbiamo vissuto svolte e contro svolte basate sulla parola d’ordine di dover “andare oltre” senza mai indicare dove andare, quali interessi rappresentare, con una dicotomia fra gli indirizzi espressi dal gruppo dirigente nazionale e i compagni/amici di base ed il proprio elettorato. E’ o no un problema sul piano della rappresentanza se, fra partiti che non hanno superato la soglia per entrare in parlamento e le astensioni, in Parlamento é nel suo complesso rappresentata una minoranza degli elettori? Anche a Livorno la situazione del PD influirà molto sulle prospettive della città, e al di la dei giochi interni che si sono accentuati, per occupare divani, poltrone e strapuntini, non vedo una vera volontà di rifare il “punto nave”, rispetto ai processi economici e sociali che con la crisi sono intervenuti in modo pesante anche sulla nostra area. Gianfranco mette in luce quanto sta accadendo nel comparto della sanità, dove egli ha anche spiccate competenze professionali, oltre che politiche ed amministrative. Io non ho certo le sue competenze ma leggendo e guardando alcune trasmissioni televisive mi sono fatto l’idea che prima dobbiamo avere chiari quali processi attivare e quali servizi sanitari vogliamo sviluppare, poi si decide se le attuali infrastrutture sono adeguate, se devono essere riorganizzate o se bisogna crearne di nuove. A Livorno siamo partiti dal tetto, con la decisione di costruire un nuovo Ospedale, a prescindere dalla individuazione e raggiungimento di quegli obiettivi. Intanto i livelli dei servizi stanno peggiorando in modo esponenziale. Oggi fra la gente sento molto scetticismo sulla necessità e realizzabilità di questa infrasttruttura.
    Il porto sarà sicuramente un nodo centrale su cui poter rivitalizzare od impoverire l’economia e il tessuto produttivo e sociale livornese e regionale. E’ stata chiusa la partita che riguarda l’assetto Alto Fondale e accosti 46 e 47. Secondo Gianfranco questa partita è stata chiusa in ritardo rispetto ad alcuni dirottamenti di navi da crociera su La Spezia, ma abbiamo anche Carrara che si sta preparando. Posso essere d’accordo con lui, nel senso che si è chiusa questa partita solo quando gli Hooligans sono stati neutralizzati, e si è colto lo spirito che sta alla base di soluzioni in linea con la legge, adottate anche in altre realtà portuali come, la stessa La Spezia, Napoli, e la sua Salerno. Ora che non ci sono più alibi e potenziali “capri espiatori” (vedi la CILP) lavoriamo per cogliere tutte le opportunità che anche questo traffico può portare. Per prima cosa dobbiamo risolvere l’”equivoco” delle attività turistiche della Porto di Livorno 2000, altrimenti possiamo dedicare anche la Darsena Toscana ma le navi se ne andranno altrove. Certo se pensiamo che le soluzioni passino da qualche pullman in più al santuario di Montenero, dall’apertura della fortezza nuova, con mercato galleggiante, stiamo freschi!!!
    Più in generale, in riferimento al porto, continuo a pensare che la filosofia che sta alla base del nuovo P.R.P. sia ormai superata e che le scelte che verranno adottate, se non corrette, produrranno più danni che vantaggi. Se rispetto ai problemi del porto non usciamo da un ragionamento ideologico, la fine della crisi ci troverà ancora più deboli.

  2. Condivido grande parte dei ragionamenti di Wladimiro Mannocci. Lucidi e rigorosi. Io aggiungerei la situazione di stallo, legata alla posizione di Grillo ed ai franchi tiratori del PD, conseguente alla bocciatura di Prodi, come elemento chiave di lettura, anche in prospettiva.
    Comunque sia, vedremo cosa succederà. Intanto Vincenzo De Luca è diventato vice ministro alle infrastrutture. Almeno questo mi ha fatto grande piacere e dovrebbe insegnare qualcosa anche da queste parti, parlo in termini di capacità di creare uno spirito di squadra senza continuare all’infinitp nel gioco autolesionista degli Orazi e Curiazi interni al partito livornese e non solo.
    Ora, io sono convinto che bisogna ripartire dai contenuti e dalla situazione data, quale che sia il giudizio sul come ci siamo arrivati. Guardando avanti e consentendo che gli appuntamenti istituzionali, imminenti, non siano ennesimi giochetti tattici senza senso. Almeno per il PD e per la potenziale coalizione di csx. Cosimi ha usato parole sagge nell’ultimo consiglio. Spero si concretizzino e ci consentano di discutere e decidere. Porto, Piano Strutturale, Welfare, anche partendo dal tetto, certo, ma senza nascondere la polvere sotto i tappeti. E’ possibile gettare le basi per una nuova e positiva fase politico ed amministrativa, non inseguendo populismi ridicoli ed inciuci contronatura.
    La mia posizione di osservatore esterno mi consente di guardare con rispetto e doveroso distacco quello che succede nel PD. Se avessi voluto iscrivermi ad una corrente, mi sarei iscritto a suo tempo. Non è la mia politica e non è la storia di tanti, che da sinistra hanno vissuto questa città.
    Wladimiro può capirmi bene.
    Bisogna uscire da ragionamenti ideologici, giusto, ma non solo sul porto. Un piccolo bandolo per ritrovare la rotta, il tempo non è poi tanto, prima della scadenza delle nuove elezioni amministrative e tanti hanno già incominciato la corsa.
    Magari non sanno ancora per andare dove, ma intanto corrono, hai visto mai….

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