DOBBIAMO CAPIRE CHE PAESE VOGLIAMO

 

 

3

 

 

 

 

 

di Gianfranco Lamberti

Il 25 Aprile non è morto, si metta l’animo in pace Grillo. Se dalle battute ad effetto si passasse alle cose serie, allora si capirebbe che bisogna fare i conti con la realtà e rischiare, senza scappare nel mondo dei sogni.
Lo spirito della guerra di Liberazione, appunto, che certo non ci insegna Grillo, visto che lo abbiamo appreso ogni giorno della nostra vita grazie a chi nelle carceri nazifasciste c’era stato per davvero ed aveva evitato il plotone di esecuzione solo per miracolo. Altro che battute e spot, prendendo il sole sulla spiaggia.
Ed in questo spirito, Letta ieri mi è sembrato serio e dignitoso, senza nulla concedere alle battute, anche di fronte ad interlocutori improbabili e disattenti.
Ed allora , piuttosto che speculare sulle vere o presunte rese dei conti interne al PD, se la vedano, restare con i piedi per terra di fronte alla emergenza italiana, al lavoro che manca, soprattutto, è un dovere da gente con la schiena dritta, come i partigiani.
Ma di cosa parla Grillo.
Responsabilità, senza demagogia, riconoscendo che siamo in una situazione di emergenza politica, morale ed economica e che il mondo non è quello che sogniamo la sera quando ci rimboccano le coperte.
E competenza, come diceva ieri Letta. Quella necessaria a governare situazioni difficili, non per fare un videogioco, ma per risolvere problemi.
Certo, si capisce chi pensa che sarebbe stato meglio poter gestire una situazione del genere con una posizione che desse al csx un protagonismo diverso, e facesse capire che a questo punto ci siamo arrivati grazie a Berlusconi ed anni di governi inadeguati, a dir poco.
Quando ero al PS ortopedico, nei primi anni di carriera, un mio collega, carissimo amico ora scomparso, quando arrivava un fratturato perchè aveva attraversato la strada disattento, incominciava a fargli una paternale, perchè non era stato attento. Io ascoltavo con simpatia la sua filippica e le battute labroniche doc per me nuove, ma intanto facevo subito il gesso necessario a quella frattura. E’ quello che si aspettava il paziente e si aspettano gli italiani e non si può non augurare che Letta ed il suo partito siano all’altezza della situazione. Dappertutto.

Annunci

6 Responses to DOBBIAMO CAPIRE CHE PAESE VOGLIAMO

  1. Kinto ha detto:

    A me pare che fare tante filosofie politiche oggi sia inutile
    e faccia solo perdere tempo.
    Non c’e’ nessuna nuova area politica da creare
    ma dei punti fondamentali da centrare per l Italia
    ed anche con una certa velocità.
    legge elettorale in primis,
    si facciano queste riforme si dia un po’ di stabilità e poi si torni a votare.
    Tutta questa ortodossia da madrase
    tutto questo rigorismo della “base ”
    di fronte ad uno stallo istituzionale grave e senza sbocchi diversi
    da questi indicati da Napolitano
    mi sembra pura follia.
    stupidità non solo politica che serve solo a comporre la foto del Bel Paese fornitaci dalla Redazione

  2. St. John ha detto:

    Cari signori, sono qui tra vecchi lanci di agenzia e nuovi grafici. Cominciamo dai lancidi agenzia che poi tanto vecchi non sono. Questo è dell’ 8 aprile; “Pensare che dopo 20 anni
    di guerra civile in Italia, nasca un governo Bersani-Berlusconi non ha senso”. Le parole
    non sono di Oreste Scalzone ma di Enrico Letta e sono le ultime dopo una lunga serie di pesanti critiche all’uomo che gli sta dando il via libera per il governo, Silvio Berlusconi. Addirittura
    il 2 gennaio Enrico Letta chiede una commissione di inchiesta parlamentare sul comportamento del Berlusconi politico. In politica il comportamento strumentale è d’obbligo ma ha anch’esso dei limiti. Oltre i quali non sei più considerato un politico, che è giusto che navighi tra posizioni diverse, ma
    un pericoloso opportunista. Poi i voti fuggono e persino il fido (per il centrosinistra) Piepoli ha registrato il calo record di 4 punti per il Pd in una sola settimana (quando il peggio a quel livello è 1,5). Letta dovrebbe riuscire a consolidare questa tendenza. A Livorno se ne è accorto anche re Pipino e credo sia tutto. Giusto per far capire che il centrosinistra a Livorno è più fuori che dentro alle elezioni 2014. Poi c’è il mondo reale e qui il giovane neopresidente della repubblica ha provato a metterci una toppa (al netto di una mutazione del ruolo del presidente della repubblica impensabile senza il berlusconismo).
    Chiedendo ufficialmente ai media italiani, basta leggere l’ansa, di concorrere alla promozione del nuovo governo. Come si fa? Ma come ai tempi di Moggi, senza gesti plateali ma gestendo i cartellini delle ammonizioni.
    Tradotto in politica: Letta jr. sta strologando di allentamento di patti di stabilità in Europa, facile dirlo anche di fronte a dei perfetti ignoranti in materia come gli attuali capogruppo 5 stelle, basta non dare la notizia che le cose vanno in altro modo. Così mentre il presidente della Bundesbank dice che la Bce non deve “aiutare” i paesi del sud, e Schauble afferma che la Germania ha già dato (cosa?) omettere il tutto, secondo il desiderio del giovane neopresidente, e vai con le paginate sul totoministri. Qualcosa poi agli italiani si racconterà. Già ma cosa? vediamo

    a) grafico uno. Ho davanti a me un grafico sulle esportazioni tedesche. La tendenza è quella all’aumento del volume di
    esportazioni fuori dall’eurozona e alla diminuizione di quelle entro l’eurozona. Recentemente le esportazioni extraeuropa
    hanno superato il volume delle esportazioni europee. Cosa significa? Il minore peso del continente negli interessi tedeschi.
    Domandina semplice. Ma secondo voi per il futuro è più semplice per la Germania agganciarsi a una qualche ripresa cinese o a quella italiana?

    b) grafico due. Nel vasto mondo l’unica zona in recessione è l’eurozona. Domandina: per quale motivo un cancelliere
    tedesco deve invocare la ripresa italiana (lo sanno anche i tedeschi che l’Italia crescerà dell’1 per cento fino al 2050)
    e non agganciare quella cinese o indiana? Perchè Napolitano ha fatto un bel discorso? :) Quindi delle strologate di Letta
    Jr. in Europa non frega a chi conta, i tedeschi, e gli italiani devono servire a fare quello che hanno fatto fino ad oggi
    (grazie Pd da Monti in poi): trasferire risorse dal bel paese alla Deutschland. La fonte? I dati sui flussi interbancari
    secondo l’accordo Target 2. Esistiamo in Europa finchè c’è cassa, il resto è pura disinformazione alla Scalfari, alla Ezio
    Mauro alla Calabresi Jr. (che ha scritto cose agghiaccianti sarà la vicinanza con Conte). Già ma perchè fanno così?
    Perpetuare il proprio potere locale svendendo la ricchezza nazionale. Finchè dura of course.

    c) grafico tre. Ripartizione creditori Italia. A sorpresa il paese più esposto verso l’Italia (in debito pubblico) è la Francia. Che si trova in pessime condizioni. Scommettiamo che il creditore in difficoltà è il più severo verso il debitore in difficoltà? E che l’asse Berlino-Parigi si troverà d’accordo per vampirizzare le nostre residue risorse?
    Ai tedeschi l’Italia interessa il giusto, come abbiamo visto, per i francesi è questione di garanzie di capitali. Ah, quanti discorsi sul senso di responsabilità dobbiamo ancora sentire.

    d) Grafico quattro. Indebitamento banche italiane. In caso di avvitamento della crisi solo Intesa-San Paolo è sicura di
    salvarsi. Mps, omaggiata recentemente dalla trimurti Napolitano-Monti-Bersani di 3,9 miliardi di euro, non ce la farebbe.
    E stiamo parlando di bilanci. Lo scopo per cui esisterebbero le banche, liquidità per il sistema economico, al momento
    non è garantito. In alcuni casi, vedi Mps, neanche se la Bce regalasse soldi (di qui il monito del presidente Bundesbank).
    Magari tra qualche anno i grillini vanno in streaming da un presidente incaricato e si accorgono del problema (molto
    più pressante dei costi della politica). Ora non lo vede nessuno (salvo chi ha interesse a vederlo). Previsione: se Letta
    Jr. riporta liquidità alle imprese italiane (visti anche i punti a, b,c) io sono il clone 30enne di Alex Ferguson pronto
    per allenare il Livorno per 100 anni di fila.

    e) grafico 5. Livelli di uso di titoli tossici nelle borse mondiali. Grafico a cura di Citigroup. Che ha scritto cose
    interessanti sull’Italia. Ebbene si c’è una percentuale di uso di titoli tossici, rispetto a quelli di altro genere,
    che è vicina a quella della vigilia di Lehman Brotehrs. Dice nulla il nome? A me dice che paesi come il nostro verrano
    spremuti fino all’inverosimile per scongiurare un botto di quelle dimensioni.

    Previsione fin troppo facile. Qualsiasi cosa faccia Letta jr.,che è persona cortese e capace, se partirà con il governo
    farà casino grosso. In più ogni tanto va anche a vedere le partite del Pisa e siamo al suggello del malaugurio. Il resto
    sono discorsi da piddini che cercano di sopravvivere politicamente. Alcuni li rispetto altri meno ma la storia ha preso
    un’altra direzione.

    ps. e non ho pronunciato la parola “Berlusconi”. Il bacio della morte per il Pd.

  3. Consegnare l’Italia a dei perfetti ignoranti , come dice SJ, non mi sembra proprio il caso.
    Certo nulla può rimanere ormai come prima, spero lo capiscano tutti, anche nel PD. Ma certo che consegnare tutto, anche Livorno, alla sciampista, non mi sembra una via di uscita realistica e convincente. Certo, un limite al peggio alla fine sembra non esserci. Ma credo proprio che poi, alla fine, debba prevalere, nel csx , il senso di responsabilità .
    Certo , con serietà e competenza. Anche nel confronto serrato, come fa SJ, ma senza arrendersi. Pensando al 25 aprile, appunto.

  4. Ludom ha detto:

    Cosa vuoi, caro Kinto, quando si allevano tifosi invece che militanti o cittadini consapevoli……
    Il rigorismo che tu rimproveri alla “base” è in realtà proprio di tanta parte del gruppo dirigente e non parlo di quello locale, ché da questo ma anche da altri punti di vista è totalmente irresponsabile.
    Quando, all’indomani dei primi niet grillini, sfottendoli dicevo…..e vi tocca anda’ di lì…la loro risposta era un sonoro: giammai!
    Non parlo di un anno fa ma di settimane.
    Non un passo indietro! Macché! Ne eran così convinti che era del tutto inutile paventar loro che quell’arma polemica della “responsabilità/irresponsabilità nazionale”, che brandivano contro i grillini, prima o poi, se la sarebbero vista brandire da altri. Se l’emergenza c’è, perché con noi no, avrebbe detto primo o poi il Pdpiùelle?
    Macché! Erano certi. Con loro non ci andremo mai!
    Chi c’insegna in quelle madrase, Kinto? Questo è il punto…..gli allievi non nascono imparati.
    Eppure, hai ragione, questa scelta delle larghe intese, ormai non si profila bensì è già fatta! A che serve tentennare?
    Dovevate impallinare Napolitano come Marini, come Prodi, “apertamente”. Così come ha fatto Civati……e questo nobile Pippo non mi pare proprio un blaccheblocche come me.
    Appena è apparso Re Giorgio all’orizzonte, silenzio assoluto, nemmeno un sms, si sono tacitati ma non vi auguro di sapere di cosa stanno discutendo. Un cortocircuito!
    Pensate. Già qualche mese fa, avevano l’impressione di essere stati raggirati e alle mie solite invettive “repubblicane” non si sdegnavano più e anzi rincaravano la dose con dietrologie complottistiche……Montiiiii???? Era già l’uomo pronto da quel 14 dicembre 2010. Quello di stampo finiano.
    Quello per il quale una “manciata” di compagni teste di ‘azzo, che non hanno avuto la fortuna di conoscere i compagni che ho conosciuto io, passano guai orribili.
    Quest’ultimo periodo l’ho aggiunto io, ovviamente. “Loro” aggiungono……….e Napolitano era consenziente, già allora!
    A quale insondabile profondità pensi si situi il dibattito politico, Kinto, in quel di Roma ladrona?
    Oh! Non mi prendere per un “lettiano”, eh!!!
    Faccio soltanto mia la preoccupazione di Rodotà, sulla crisi del Pd, la cui “ frammentazione apre una grande questione democratica, un vuoto. Se viene meno un soggetto forte della sinistra (e qui sarei stato più cauto!), ci sarà un puzzle impazzito, avremo il confronto Berlusconi-Grillo. Una specie di livello finale.”………….vedi, caro Ghino, non mi pare proprio un settario irresponsabile.
    Per il resto mi rifaccio all’effettualità ricordate da Santo. Poi, per carità! Siccome a dispetto dei “dati” non c’è niente di “dato” (ma il nostro Ale e mia madre potrebbero obbiettare), si può sempre sperare che le effettualità non si trasformino in “emergenze” e che, quindi, sia possibile, di qui alle elezioni tedesche, non dover mettere le mani in tasca agli italiani e che, dopo le suddette, la Germania, venga a più miti consigli……
    Hai visto mai……….di certo, nel Pdpiùelle troverebbero certo una sponda molto più combattiva di loro……..più a sinistra, sembrerebbe.
    Eppoi, dai Santo, che gusto c’è a rovinare i sogni altrui, quando non sappiamo proporne di più “materiali”?
    Come qui a Livorno, diciamocelo. Se il confronto è solo fra centro sinistra e Marusca la sciampista, cosa pensi che possa auspicarsi, ragionevolmente, un uomo di sinistra…….o supposta tale?
    È una condanna. Famo solo i grilli parlanti e votiamo Grillo.

  5. Oggi leggiamo la replica di articoli ciclici sulla storia di Livorno, riveduta e corretta, per introdurre la speranza di riaprire vecchie strade chiuse a suo tempo.
    Napolitano e Letta meritano una declinazione livornese più attenta e, soprattutto, più rigorosa.
    Proprio a partire dalla necessità di tenere forte il richiamo di un rinnovamento della politica, senza disperdere rigore morale, senso di responsabilità e coerenza. Quella che rappresenta proprio Giorgio Napolitano.
    Mi sembra che Marco Filippi colga questo aspetto cruciale, evitando si utilizzare in modo strumentale quello che sta succedendo a Roma, per la cucina da retrobottega livornese.
    Vediamo come finisce, e speriamo proprio con successo, il tentativo di Letta. Lo abbiamo detto subito, così come avevamo auspicato la elezione di Prodi, franchi tiratori a parte.
    Ora non possiamo incominciare a giocare con Livorno e con le fantasie morbose di questo o di quello. Consulenti doc, indici edificatori e compagnie cantanti.
    Ci vuole una strada dritta, alla luce del sole e con contenuti chiari.. Con una amministrazione ancora in carica e nel pieno dei suoi poteri. Nessuno ha staccato la spina, e neppure se la è staccata.
    Allora responsabilità e coerenza anche a Livorno, soprattutto da chi più di altri può capire e conosce Napolitano.
    In attesa dele primarie, che, come dice Filippi, non sono una cena tra amici, annessi e connessi. Una citazione non casuale.

  6. St. John ha detto:

    >Eppoi, dai Santo, che gusto c’è a rovinare i sogni altrui

    quando i sogni altrui sono un attentato al portafogli e ai diritti di tutti prima si spengono meglio è :) Sto velocemente guardando la composizione del governo. La linea giudiziaria la fa Ghedini,e a questo ci penseranno gli elettori del centrosinistra prima tutte le volte che vedranno Alfano e poi quando andranno a votare. La linea economica la fa Saccomanni che ha già promesso tagli e sottomissione alla linea Bce. Disastro assicurato in nome del senso di responsabilità, ci mancherebbe. Mi fanno sorridere gli strateghi, tutti interessati, del centrosinistra. Quelli che prefigurano scenari di ritorno alla “normalità” dopo il governo con Berlusconi. Intanto siamo al secondo, dopo quello della maggioranza ABC, e sarà meglio che i soci familiarizzino. Anzi seguano l’esempio della coppia Boccia-De Girolamo. Perchè in Italia è accaduto qualcosa di molto simile a quello che è accaduto in Grecia. Dove i due partiti sistemici e alternativi tra loro, Pasok e Nuova Democrazia, si sono ormai stabilmente alleati. In nome del “non ci sono alternative”, all’eurozona. Ah prima di sentirsi raccontare la favola, a reti unificate (dal tg3 a canale 5 per finire su Sky è un coro sul nuovo governo, roba che la settimana dell’Istituto Luce era democrazia) del prestigio del governo Letta-Napolitano darei un’occhiata alla stampa straniera. Passi la Bild, che titola “mamma mia”, che è un giornalaccio-accio anche se sposta milioni di voti. Ma Die Welt, serio, sobrio, tecnico e vicinissimo a Frau Merkel, ha titolato “al governo il braccio destro di Berlusconi”. Che siano privi di senso di responsabilità anche loro? La Frankfurter Allgemeine, noto giornale di provocatori, parla di “Berlusconi felice”. Le posizioni sono ampiamente chiare: i tedeschi chiederanno prove e patti di sangue all’Italia che dimostrino che Berlusconi non si occupa di economia (di li’ Saccomanni). E giù tagli, e nuove misure sul lavoro, in nome dei mitici impegni con l’Europa (sconosciuti anche a chi si occupa di politica 24 ore su 24 ma è altro affare). Allo stesso tempo Berlusconi andrà accontentato in qualche modo..ehehh già ci rido.
    E’ la fine di un ciclo storico, quello del centrosinistra, cominciato con la Bolognina. Cominciato male e finito peggio, insomma.
    Quanto a Livorno, vedo tante capriole ma il barometro per ora indica “Marusca” fisso. E più i livornesi vedranno la faccia di Alfano in tv, messo li’ con il contributo del 39 per cento degli elettori cittadini Pd, più Marusca diventa reale. Così è la politica.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: