DIMMI CON CHI ANDRAI E TI DIRO’ CHI SEI …

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da La Nazione
LA PROVOCAZIONE DI BALDI, DIREZIONE REGIONALE, CHIEDE AI PROSSIMI CANDIDATI SINDACO DI ANNUNCIARE LA GIUNTA PRIMA DELLE URNE
«Dimmi quali assessori vuoi e ti dirò se ti voto…»
«HO SEGUITO l’evolversi dell’elezione del presidente della Repubblica, a cui auguro un buon lavoro e sottolineo il grande senso di responsabilità. Ho assistito alla catena di errori politici fatti dal gruppo dirigente e dal suo segretario Bersani, ma soprattutto dal protagonismo scellerato dimostrato dai grandi elettori e parlamentari». Alessandro Baldi, membro della direzione regionale del Pd, non le manda a dire su quanto accaduto negli ultimi giorni. «La portavoce di Bersani, l’onorevole Alessandra Moretti la mattina partecipa al voto applaudendo il nome di Prodi e a votazione effettuata dichiara di aver votato scheda bianca — scrive Baldi — questo è un partito dove manca un’identità politica e soprattutto il senso di appartenenza. Ma quanto dobbiamo continuare a sentire le novelle che i bindiani, i veltroniani, i prodiani, i d’alemiani, i bersaniani, i franceschiniani continuino a esistere perché hanno idee politiche diverse? È una colossale balla». La verità «è che sono rigirii dai quali si trae benefici politici e materiali immediati. Mi sembra che gli esempi siano alla portata di tutti». Più chiaro di così, Baldi continua: «Di rendita non si vive più! I cittadini pretendono risposte urgenti dal partito, dalle istituzioni in riferimento al quotidiano. Basta con le chiacchiere, la gente vuole i fatti! Non si risolvono i problemi urlando “Tutti a casa ora ci penso io”, bisogna che la politica ritrovi la voglia di impegnarsi seriamente e con fatica sui temi che sono sempre stati il nostro punto di forza: il lavoro, le politiche sociali, la scuola e soprattutto parlare con i giovani, entrare nel loro linguaggio e non come tanti fanno cercando di impartire lezioni».
POI SI MISURA con le nuove forme di comunicazione: «Il mondo è cambiato, e fare politica oggi con i mezzi che tutti hanno a disposizione (social network) è una cosa diversa. Ho sempre partecipato alle riunioni nelle nostre sezioni quando erano affollate. Oggi non le riempi più, se si pensa che con gli accorpamenti dei circoli si possa risolvere il problema della partecipazione si continua a sbagliare».
E L’ULTIMA stoccata: «Sento parlare delle future elezioni amministrative del 2014, leggo che addirittura si potrebbe arrivare anche a primarie per il Sindaco ma anche per i consiglieri, visto il numero degli aspiranti; non sarebbe male presentare prima di votare anche i futuri assessore, la cosiddetta squadra. Ho sempre sostenuto l’inutilità delle primarie; un partito moderno deve farsi carico e assumersi le responsabilità, ma scegliere gli amministratori sulla base reale delle loro conoscenze, del loro impegno. Insomma sulla base del merito».

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5 Responses to DIMMI CON CHI ANDRAI E TI DIRO’ CHI SEI …

  1. Ottima citazione della redazione. Ho incontrato Alessandro questa mattina. In una situazione confusa e preoccupante, bisogna riuscire capire da dove ripartire. Io continuo a ritenere che il Napolitano di ieri sia stato un passaggio ineludibile per tutti, anche a Livorno. Nulla sarà come prima ,ed iniziare a ragionare su scenari nuovi e coraggiosi e’ la strada.
    Ora stiamo a ragionare con la nuova direzione di AAMPS. Un Direttore giovane, che eredita una situazione scritta da anni indifendibili, e mi fermo qui, basta pensare alla indecorosa uscita di scena di Rosi. Che spiega tutto quello che da anni scriviamo su questo blog.

  2. GHINO di TACCO ha detto:

    Solo chi si ritiene fortemente di sinistra e’ capace a dividerla

    Sentire Rodota’ che reclama la sua appartenenza nella polemica con Scalfari, mi fa’ venire in mente Nanni Moretti che tra un salotto ed una piazza reclamava i compagni di dire “qualcosa di sinistra”
    Se Rodota’ voleva bene alla sinistra in questa fase storica, doveva sottrarsi ad essere strumento di Grillo, il cui obiettivo è’ sempre stato quello di dividere la sinistra.
    Sia chiaro che Grillo non è’ ne di sinistra ne di desta, ne tantomeno il cambiamento.
    Grillo e’ solo il TERMOMETRO, che misura una febbre altissima a cui hanno contribuito tutte le forze politiche a manifestarsi, grazie alle proprie colpevoli inefficenze e mascalzonate.
    Pensare che con il termometro si possa governare questo paese e’ come pensare che buttare via il termometro …passa la febbre.
    Questo “grande” vecchio di Rodota’ e’ altra cosa rispetto all’altro GRANDE vecchio Napolitano, che è invece un vero galantuomo che con i suoi silenzi del passato e la fermezza di oggi, ha dimostrato che non è l’uomo che divide ma invece riesce ad unire il paese (e la sinistra se lo vuole) come nessuno ha avuto la capacità’ di fare.
    Rodota’ ha perso un’occasione che penso sia l’ultima della sua carriera politica, quella di unire la sinistra ed il paese.

  3. Sirio ha detto:

    In un gioco delle parti da commedia dell’assurdo.Se si vanno a leggere le preferenze stesse dei grillini in rete alle quirinarie ad un punto di distanza percentuale circa il gradimento Rodotà c’era proprio Romano Prodi,al 23,7 %,ed allora perche’ non hanno optato per lui?tralasciando i 101 franchi tiratori che sarebbe onesto si identificassero;Comunque gia’ in Friuli qualcosa si e’ mosso,molto piu’ di qualcosa…a mio parere tante coperte sono corte,partendo dal M5S passando anche e pero’ dai voltagabbana in rituale permanente all’interno del PD.

  4. Continuo a ritenere che Napolitano abbia dato una grande lezione, sotto tutti i profili.
    Dopo la Direzione dl PD, non so cosa potrà essere quel partito, con la esistenza di tante anime, ma anche tanti franchi tiratori in agguato e via dicendo.
    Vedremo l’incarico a chi sarà dato. E si aprirà così una storia tutta diversa. Bersani ha spiegato e concordo, che bisogna capire che tipo di partiti e di sistema politico si determina adesso nel nostro paese. E non si può pensare che ci sia sempre un Napolitano a risolvere nodi irrisolti da anni, con contraddizioni enormi ed ormai non più eludibili.

  5. Ludom ha detto:

    Do i numeri o in Friuli c’è stato il 20% di votanti in meno rispetto a due mesi fa?
    Calcolo male o in questa già misera messe di elettori, ben il 25% ha votato solo per il presidente? I partiti sono stati disertati, anche Grillo, in proporzioni incredibili!!!
    Si potrebbe pensare, a scusa di quest’ultimo, a uno specifico scarso radicamento oppure alla debolezza del candidato. Niente di più falso!
    La Venezia Giulia è stata una regione generosissima con Grillo alle politiche e il suo candidato alle regionali è quello che ha realizzato il differenziale più significativo fra voto per il presidente e voti delle coalizioni.
    Perché se gli altri candidati godevano del supporto di altre liste, con il loro codazzo di specifici supporter, compresi parenti e amici, tale Saverio Galuzzo, solo soletto, ha preso il doppio dei voti della sua unica lista.
    Un giudizio politico, inequivocabile!
    In uno smottamento impressionante verso l’astensionismo, una parte dell’elettorato continua a ragionare, a mandare segnali. Anche in quello di centro destra. La lista Tondo, prende la metà dei voti del grande Pdl. Segnale, a sua volta, anch’esso inquietante che siamo a diserzione dai partiti, nonostante il Colle ne abbia ricordato, ieri, l’insostituibilità.
    Detto questo, c’è un elettorato che manda ancora segnali e, chissà perché, ho fiducia nell’italiani.
    Però, caro Ghino, alti moniti a parte, con un paese che reagisce così, dopo questi due mesi, è difficile accusare qualcuno, seppur in modo traslato, di non voler unire il paese.
    Il paese è dilaniato!
    Grillo è vero, è solo un termometro. Peccato che sia usa e getta come termometro “generale”. Ormai, come tutti i partiti, dopo l’exploit, è un termometro solo per se stesso.
    Unire la sinistra, poi, la ritengo “mission impossible”. Ha fatto la fine del comunismo, la parola sinistra. E sì che partiva avvantaggiata, perché ricca di soggettività sin dai primordi (avrebbe dovuto averci fatto il callo) invece è divenuta polisemica anche lei. La intendiamo in troppi modi.
    Mi verrebbe di suggerire quanto diceva, giorni addietro, Santo, riguardo al porto. Intanto cominciamo dalla chiara rappresentazione degli interessi che pensiamo di voler “sussumere”, poi si vede. Per lo meno sarà più facile intendersi.
    L’interesse generale è naturalmente aspirazione comune ma troppo alta, al momento.
    Però rimproverare al Professor Rodotà di essere di ostacolo all’unità della sinistra, no. È sbagliato. Dai, Ghino! È una storia più complessa.

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