NESSUN CUPIO DISSOLVI ,ED UN FUTURO SENZA ” PUGNALI NELL’OMBRA “

al pacino

Gianfranco Lamberti

Caro Ludom, nessun brindisi, ma la fine di qualcosa certamente. Una situazione che a pelle non ho mai sopportato, quella di un partito di correnti in perenne azione, a tutela degli strapuntini, con alle spalle marpioni di tante stagioni.
Quello che capiremo è a quale fine , di chi e di cosa , ci stiamo preparando. Una esperienza di lista civica, fuori da corridoi oscuri e pieni di pugnali ( 1 su 4 ) è stata salutare e rinfrescante. Ma anche un modo per cercare di non fare di tutti lo stesso fascio. Di incontrare, fuori e dentro quel partito, persone vere e che hanno una loro autentica autorevolezza. Persone che non hanno strapuntini da chiedere, ma idee da proporre. Magari da soli ed indicati al pubblico ludibrio perchè non allineati ad un potere indistruttibile e garanzia di posti e prebende.
Ecco, una esperienza che induce a ritenere inevitabile ed indispensabile, una fine ed un principio.
Visto che non si capisce perchè noi si debba essere l’unico paese europeo senza una sinistra riformista e moderna. vecchie storie ed inutile ripeterle.
Ma mettere insieme tutto e l’opposto di tutto, ma anche, è stato letale. Se poi ci si mettono i pugnali nell’ombra per gli strapuntini ed un apparato rinsecchito e succube di qualche notabile, il quadro è completo.
Ma il cuore è da quella parte e ci sono tante persone , giovani e meno giovani, che meritano rispetto e devono essere aiutate a liberarsi di vecchi schemi e vecchi opportunismi .
A Livorno non siamo al centro del mondo, nemmeno dell’area vasta e della Toscana. meno che mai. Ma possiamo giocare una partita dignitosa e con un minimo di orgoglio. E poi buttare via tutto in attesa della sciampista, di cui parla SJ, è roba troppo forte e dissolvente. Certo può affascinare chi aspetta un bagno sacrificale. Io penso ai tanti cercano lavoro e vogliono salvarlo.
Ci mancherebbe solo la sciampista, in rete.
Magari può aiutare anche lei, nessuna preclusione, ma non possiamo giocare così con il futuro di una città e di un paese. Non è possibile.

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One Response to NESSUN CUPIO DISSOLVI ,ED UN FUTURO SENZA ” PUGNALI NELL’OMBRA “

  1. Ludom ha detto:

    Nessun brindisi, Dott. Lamberti, glielo assicuro. È stupido, lo ammetto (poi per uno che la pensa come me!) ma non è stata una giornata felice……forse perché non ho nipoti.
    Nessun brindisi ma “qualcosa” si è rotto davvero. Non conta nulla se sembreranno sopravvivere per qualche giorno. Proprio sulle nostre colonne, Santo ha avuto modo di perculeggiarmi perché parlavo di zombie, già mesi fa.
    Per essere onesti, a dire il vero, noi che c’eravamo prima, dovremmo dire che prima del “qualcosa” si era già rotta e aveva fatto naufragio la famosa e fumosa “cosa”.
    Ma non importa! Ognuno ne tragga le lezioni che vuole ma almeno il riconoscimento della realtà!
    Parola stupenda, sincera il riconoscimento, perché gran parte del nostro enorme “non” sapere è solo riconoscimento, però almeno quello, il riconoscimento della realtà, nei limiti di quel che è possibile, ci siamo assunti l’obbligo di assicurarlo!
    Quando, amichevolmente, interloquimmo su quella che definii “inettitudine” della classe dirigente livornese, non era perché non riuscissi a vedere che c’erano anche precisi interessi a forgiare questa inettitudine.
    Era solo per quel rispetto che si deve avere per chi ci ha insegnato qualcosa, si chiami Longo o Berlingeur, si chiami Pertini o Lombardi, si chiami Dosetti, La Pira o Mattei oppure Moro o il giovane Fanfani (perché giovane, io con gli amici mi definisco fanfascista?!?), oppure chi vi pare.
    Ci sono tante opinioni che ci dividono, caro Lamberti, ma ci unisce il rispetto verso maestri comuni.
    Quei maestri (ma lo ripeto, ognuno ha i suoi) ci hanno insegnato cose più alte ma per prima cosa ci hanno insegnato, che vi sono tanti, tantissimi, quotidiani momenti in cui la politica diventa solo mera “tecnicalità” e allora la dignità si mantiene solo conoscendone e rispettandone le regole.
    Questi non sanno un cazzo! Sono inetti. Sì, lo so bene, sono ben altro ma oltretutto sono inetti! E se questo era l’aspetto che privilegiavo, nello stigmatizzare gli eponimi labronici dei dirigenti nazionali, era solo per amor di patria. Solo nell’inettitudine, hanno condotto Livorno ad esser paradigmatica.
    Adesso, appunto, ognuno prenda la sua strada ma evitiamo il paganesimo, almeno quello volgare, Alessandro.
    Ti voglio ricordare, senza alcuna vis polemica, lo sai, che hai scritto, proprio sulle “nostre” colonne, che dopo Monti niente sarebbe stato più come prima……e non eri nemmeno il solo.
    Oggi mi dici che Napolitano, “dimostrando un enorme senso dello stato e del bene comune (sic!) cercherà di………..; con la sua autorevolezza detterà tempi e termini che……”!
    Per fortuna ti “grazia” quel “forse” che giunge subito dopo, Alessandro, l’unico Ale politico labronico, che omaggerei col nome di Alino.
    Questa, scusami Alino (è solo l’opinione di un eretico), questa sembra proprio fede. Scusami di nuovo.
    Una parola, però, anche al mio amico e leader. Vedi Santo, reputo più le realistiche le tue considerazioni di quelle del nostro amico Whatnot, che oggi compie gli anni. Non credo sia un problema di intelligenza, ma di diversa confidenza con il “mondo”. Ti pongo, però, la stessa domanda: non vi sembra un po’ troppo “orientale”, una “scienza” che ci consegna l’immagine del presente, se non proprio come un dejavu, come un………ma che vi aspettavate?

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