MEDIOCRITA’ E TRADIMENTI.

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Gianfranco Lamberti

Che il PD fosse ridotto così sorprende molti osservatori,basta leggere Repubblica e tutta la stampa. Nessuno immaginava fino a questo punto.   Per quel che vale la mia esperienza, i sintomi erano però  ben evidenti fin dalla nascita.

Dopo aver passato anni bellissimi nel partito di Berlinguer e di chi gli è succeduto, con esperienze amministrative che mi hanno impegnato molto, a danno di una professione per questo trascurata, mi sono trovato a vivere la nascita del PD. Cui , dopo molte riflessioni, non mi sono mai iscritto. Il motivo fu semplice, come ho scritto mille volte ed anche qui. Ho capito subito che , oltre le ambizioni della fase fondativa, fosse diventata una organizzazione in cui prevaleva non certo il confronto di idee, ma la contrapposizioni per gli strapuntini di gruppi e gruppetti, definiti dall’appartenenza  e dalla fedeltà a questo o quello.

Insomma , un luogo dove, insieme a tantissime splendide persone, diventava dominante la presenza di correnti e correntine, definite sulla base del ” con chi stai”. Non avevo intenzione di iscrivermi ad una corrente, di nessuno, perciò lasciai stare. Senza rinnegare un minuto della mia vita politica e non solo, ci mancherebbe altro, mi hanno insegnato così i miei indimenticabili maestri.

Ecco allora un partito, visto dall’esterno, di carriere , con le ovvie e dovute eccezioni, basate sulla disponibilità ad un “capetto” piuttosto che sulla autonoma rappresentazione di una posizione e di una idea.  Certo non  generalizzo, anzi e tuttora vedo dentro quel partito molte energie importanti, da valorizzare , giovani e meno giovani, per l’interesse di una città e di una sinistra che non dovrebbe rinunciare. Molti hanno incominciato a voltare pagina, nel mio piccolo cerco di incoraggiarli, al di là di qualche infortunio comprensibile. Ma questo è stato.  A ciò si aggiunga una connotazione terribile . Il tradimento ( 1 su 4)  che scopre ( ! )  Bersani come un modo di far politica.  Ebbè….lasciamo perdere, piove sul bagnato e non voglio ritornarci. Ma è certo che vedere un partito che acclama Prodi per infilzarlo dopo poche ore nel segreto dell’urna , fa proprio schifo.

Ed allora la finiamo qui, certo che no! Ma niente potrà ritornare come prima, dentro e fuori quel partito. E per non andare sulle nuvole delle citazioni filosofiche, mi spiego.

Poter dire senza scomuniche che fare il parcheggio dell’Odeon è stata una cosa allucinante e che chi ne ha le responsabilità , peraltro superpagate, se le deve assumere fino in fondo senza proroghe automatiche e benevole,secondo logiche di “appartenenza”, mi sembra il minimo. Insomma rendiconti e responsabilità, domani, senza rinvii furbeschi e burocratici a fra qualche mese:  una analisi doverosa e senza sconti per nessuno. Schiena dritta, forza non ci vuole poi tanto. La politica non può essere succube passiva di manager e dirigenti , sennò si aprono altri scenari.

Certo è una goccia, sulla quale peraltro abbiamo basato una campagna elettorale, ma potrebbe dimostrare ad una città esausta , che la sinistra livornese non è diventata solo opportunismo ed inefficienza. Che ogni tanto si ricorda che  era cosa ben diversa da mediocrità e tradimenti ( ho citato i termini di Repubblica per essere misurato)  . E non è  nemmeno chiacchiere e distintivo.

Una sinistra, anche quella più impegnata, che , alla vigilia del 25 Aprile, si commuove per chi assalta i vigili urbani di Livorno gridando “Viva Amadio”. Ma via!

No, così non possiamo andare avanti più, ormai. nemmeno in attesa dei ponti festivi.

Che nulla può essere come prima, è  quindi evidente, ma  non possiamo buttare a mare una storia che chi rischiò la vita per quel 25 aprile, ci ha insegnato.

Mediocrità e tradimenti lasciamoceli alle spalle e voltiamo pagina davvero, fin quando è ancora possibile. Se è ancora possibile. Non ci si può rassegnare a tanto.

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8 Responses to MEDIOCRITA’ E TRADIMENTI.

  1. Giovanni De Peppo ha detto:

    Pensando a quel 25 aprile di tanti anni fa non posso non pensare che i padri costituenti inorridirebbero dopo aver visto i contorsionismi del Partito Democratico e la soluzione condivisa con il PDL di sfuggire alle responsabilita’ di eleggere un nuovo Presidente della Repubblica come succede dalla nascita di quella Repubblica nata dalla Resistenza. Povero Pertini, povero Parri,Berlinguer e tanti altri che non ci sono piu’ e tanto ci hanno insegnato e povero anche Napolitano travolto ancora dalla incapacita’ e dalle furbizie di altri.
    Quale migliore occasione aveva il PD ed aveva il nostro Paese di trovare nella proposta di Cinque Stelle e nella persona di Rodota’ una svolta ed una speranza, ora sara’ tutto piu’ difficile e penso che molti, io per primo dovremo ripensare alla nostra collocazione ed alla nostra idea di politica.

  2. Alla fine è stato rieletto Giorgio Napolitano, una scelta legata alla situazione di emergenza creata dalla crisi del più importante partito della sinistra . Un grande italiano, che ci restituisce fiducia nelle istituzioni repubblicane.
    Adesso tutti devono assumersi per davvero le loro responsabilità e dare le risposte che gli italiani si aspettano ed a cui hanno diritto.
    L’elezione di Napolitano è un atto di corretta democrazia parlamentare, al di là di ogni altra valutazione.
    Ha fatto bene Rodotà a correggere le sciagurate dichiarazioni di Grillo, che ha invocato addirittura un golpe usato per eleggere Napolitano.
    Quel che resta del partito democratico dovrà assumersi le responsabilità che gli competono, all’altezza dei problemi drammatici che abbiamo di fronte, in Italia ed a Livorno.

  3. Alessandro Latorraca ha detto:

    Caro Gianfranco, quel che resta del PD, giusto. Ma cosa resta?.
    Di chi fidarsi?. Chi ne assume la guida, quella vera, quella morale, quella politica seria? non figurette di facciata che pensano di occupare posti di responsabilità non si sa in nome di che e di chi.
    Quello che temevo molto tempo fa, una implosione anarcoide è avvenuta.
    Ora neanche Renzi, e poi oggi cosa rappresenta Renzi? ma nessuno è in grado di fermare lotte intestine , anche personali fatte di rancore e di livore.
    Meglio forse firmare la presa d’atto che un altro tempo è passato e cercare nuove forme.
    Napolitano, dimostrando un enorme senso delo stato e del bene comune cercherà di ricostruire un rapporto di fiducia con il popolo; con la sua autorevolezza detterà tempi e termini che forse finalmente ci faranno rivedere un pò i luce..tuttavia la situazione politica continuerà la sua spaventosa corsa al ribasso e tutto porterà con se; anche lo stesso movimento di Grillo che non è stato in grado di proporsi in nulla e d’altra parte non si improvvisano uomini politici tra i quali oltre a quelli citati dall’amico Giovanni metterei De gasperi, Dossetti, La Pira, il giovane Fanfani o Aldo Moro.
    saranno tempi ardui dove alcuni legitimamente potranno pensare che non ne vale più la pena..vedremo.
    Certo sono momenti di amarezza intensa.
    E il minimo che si possa chiedere è l’azzeramento intero di una classe che a tutti i livelli, nazionale e locale, non è stata in grado di capire questi tempi, di proporsi autorevolmente.
    Personalmente potrò rimanere se già da domani riusciremo a marcare una discontinuità vera senza prenderci per il culo con primarie o primariette che ormai vanno bene solo per avanspettacolo.

  4. Discontinuità e nuove forme politiche, giusto. Io sono , ti sembrerà strano visto che mi sono tenuto fuori dal pd non a caso, disorientato. Non immaginavo tanto. Tuttavia ne vale sempre la pena. Rincorrere Grillo o Berlusconi, affidando a loro il destino dei nostri figli e nipoti non si può proprio. Mettendo da parte mezze figure, che ci hanno portato a questo punto. Non e ‘ facile, nella terra dei Gattopardi, ma non vedo altr strada. E basta con l’avanspettacolo, sono d’accordissimo.

  5. Ludom ha detto:

    738 voti. L’unanimità dei consensi possibili. Hanno votato in massa, unanimi, anche i deputati più giovani. Quelli da cui uno si potrebbe anche immaginare………invece no, disciplinatissimi.
    Sono ritornati a bomba. Dove hanno preso, solo due mesi fa, un sonoro storcione con la differenza che allora uscivano da una mobilitazione straordinaria del loro elettorato e adesso quell’elettorato si mobilita spontaneamente e non sembra osannare.
    Sono ritornati a bomba, alla situazione ante quem; sono ritornati al governissimo.
    La bruciante esperienza già costata enormemente sul piano elettorale, appunto solo due mesi fa. Con l’aggravante oggi di aver condotto una campagna elettorale a chiedere voti per scongiurarne la riedizione.
    Figuriamoci se un uomo come Napolitano contraddiceva così tante sue dichiarazioni, senza avere assicurazioni assolute sull’esito della crisi politica.
    Sul Presidente mi sono espresso tante volte pesantemente ma devo riconoscere che ha sempre affermato che non poteva essere lui il “rabdomante” del nuovo. Con lui si possono praticare solo antiche strade; quelle che non è chiaro perché, questa volta, dovrebbero suscitare l’entusiasmo degli italiani.
    L’altro ieri, hanno impallinato Marini perché, dice, la cosa preludeva all’inciucio. Oggi qualcuno, evidentemente, si è fatto convincere che con l’alto patrocinio del Quirinale non si corre questo rischio. Nel mezzo, per la caparbietà di Bersani, ha preso la sua parte di sberle anche Prodi.
    Povero Bersani non ha avuto più il controllo del partito dalla sera del voto. D’altronde non ce l’aveva nemmeno prima. Quello non è un partito come non lo è il Pdl, anche se favorito da una più chiara coscienza degli interessi che rappresenta. Un partito ha sempre una linea politica e il Pd non ce l’ha, da sempre.
    Il Pd ha introiettato perfettamente l’idea americana che gli portò in dono Walter. È un comitato elettorale. Per questo, maturata la sconfitta, il segretario salta……perché non è un segretario è un candidato premier.
    Ed è per questo che le primarie riescono a furor di popolo! Bersani si era illuso di avere dietro di sé un partito ed è colpevole solo di averci messo troppo per capire che non era vero.
    Adesso ci diranno che questa non è una riedizione perché nasce su pochi e determinati obiettivi.
    Perché? Il governo Monti peccava per la vastità programmatica? Non si è occupato soltanto di urgenze?!?
    E poi, ammesso che lo spread non vi costringa ad altre misure impopolari, quali sono questi obiettivi? L’abbattimento dei costi della politica? E di che vivete, poi? La legge elettorale? L’unica legge elettorale che potrebbe essere utile è il Porcellum perfetto: quello che con il 20% assicura una maggioranza solida anche al Senato. Peccato che il Pdl possa optare per una soglia molto più alta per far scattare il premio.
    Le buone maniere mi obbligherebbero a dire “mi dispiace” ma non mi dispiace affatto anche se non brindo.
    La fine è definitivamente cominciata.

  6. GHINO di TACCO ha detto:

    Il problema principale del PD a mio avviso e’ stato quello di non aver capito di aver perso le elezioni
    Di fatti non è stato sufficiente arrivare primo in un contesto di una legge elettorale boiarda , che non permetteva di fatto nessuna autonomia politica.
    In questo contesto mi è’ parso sin da subito velleitaria la posizione di Bersani, che si è impiccato agli otto punti, con un tantino di arroganza e supponenza di chi sembrava poter avere ampia autosufficienza .
    Pensare poi di rincorrere Grillo, che non è affatto “il nuovo” che il paese ha espresso ma bensì il termometro di una febbre altissima di grandi malumori certamente legittimi.
    Non aver capito che la così detta “novità ” Grillo e la sua pattuglia di eletti con le proprie velleità e parole d’ordine niente c’entravano con la cultura e le aspettative di una sinistra riformista, ma anzi un vero nuovo e diverso pericolo per la nostra bistrattata e fragile democrazia.
    Pertanto se il PD vuole salvarsi deve cominciare a capire e decidere che partito e’ quale tipo di riformismo (sempre che capiscano cosa vuol dire) vuole attuare e con chi.
    Pensare come hanno costruito l’ultima campagna elettorale, di poter stare con Vendola e al tempo stesso con Monti, per poi pensare anche un poco alla Lega e perché no a patti di desistenza con Igroia.
    Le manifestazioni di piazza che si stanno svolgendo in queste ore con alcune pattuglie di disperati che affiancano i grillini che inneggiano al Golpe, e’ qualcosa di assurdo ma anche di inquietante, e qualcuno ne porta certamente la responsabilità .

  7. St. John ha detto:

    signori miei, la situazione e’ tale per cui deve essere cura evitare il sarcasmo. E si che si potrebbe spargere a litri. In sintesi due erano le bagatelle da risolvere con l’elezione del presidente della repubblica. La prima riguardava la stabilita’ del principale attore privato dello strategico mercato televisivo (che fa e disfa’ equilibri politici da oltre un quarto di secolo). La seconda soddisfare le esigenze di chi esercita l’egemonia reale sul governo delle risorse del paese. Ovvero la trimurti borse-bce-eurozona. Incidentalmente c’era anche da offrire un paese docile per la campagna elettorale tedesca. La nascita di Afp in Germania (euroscettici) richiede alla campagna elettorale tedesca l’ impressione che gli zingari (noi) siano sotto controllo assieme ai vantaggi dell’eurozona. E le pressioni esplicite della Lagarde hanno contato piu’ delle esternazioni del borioso fiorentino. Le bagatelle sono state risolte. Per il conto, l’aperitivo lo paga il Pd mentre il banchetto lo paghiamo noi. Le Napolitanomics sono un misto di cadornismo economico e di comportamento da presidente centroamericano ai tempi di Reagan.

  8. St. John ha detto:

    Ah quando si intende “il banchetto lo paghiamo noi” si veda alla voce Schauble

    http://www.wallstreetitalia.com/article/1550251/crisi-sistemica/schaeuble-senza-ritegno-prelievo-forzoso-cipro-diventi-modello-per-l-europa.aspx

    Giorni fa girava per la stampa tedesca un commento di Schauble sul benessere degli italiani. Questo, se l’eurozona peggiora, viene a pompare i soldi direttamente dal bancomat. Ma devono ancora scorrere tante narrazioni della favola dell’austerita’ e della crescita..prima di afferrare il problema

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