” SPIL AL TRACOLLO FINANZIARIO “

cestino

La Redazione

Vedremo tutti cio’ che avverrà di questa agenda di fine mandato,di sicuro le battaglie di Confronto ed altri circa lo scempio-operazione Odeon ad oggi oltre 20 milioni di euro pubblici elargiti ,valeva ieri vale oggi e vale per domani,dove ci auguriamo  qualcuno se ne assumerà  la responsabilità,e magari venga fatto tornare alla privata professione.

da La Nazione

LA SITUAZIONE economica e patrimoniale della Spil sarà affrontata dalla seconda commissione, che doveva svolgersi stamani ma che poi è stata rinviata per la concomitanza del consiglio comunale. La società guidata da Riccardo Vitti dà lavoro a nove persone full time a tempo indeterminato — di cui due dirigenti, un quadro e sei impiegati — e quattro part-time a tempo indeterminato. A colpire è ovviamente il capitolo relativo all’ex cinema Odeon diventato un parcheggio che non riesce a decollare.
«CON LA CONCLUSIONE del progetto di riqualificazione dell’ex cinema Odeon — si legge nel rapporto datato giugno 2012 — la società sta affrontando una fase di sforzo finanziario straordinario, avendo sostenuto il consistente investimento senza aver ancora beneficiato dei ritorni finanziari ed economici attesi dalle vendite o locazioni del complesso». Ecco che si spiega: «Le vendite dei box sono state rallentate nel corso del 2011 dalle difficoltà che la società ha dovuto fronteggiare per definire con le banche finanziatrici le modalità tecniche di restrizione delle ipoteche gravanti su ciascuna delle oltre 400 unità immobiliari derivate dalla riqualificazione dell’ex cinema. Sono trascorsi vari mesi per formalizzare i rogiti notarili dei garage già compromessi in vendita».
UN TEMPO che ha rallentato da spinta commerciale per la quale Spil promette un nuovo impegno nei prossimi mesi. Il problema è che i box non si vendono e il parcheggio aperto non è frequentato. Ecco che questa vicenda pesa — e non poco — sulla capacità di manovra di questa società. Spil scrive ancora: «L’aggravio finanziario viene gestito dalla società adottando politiche di massimo contenimento dei costi di gestione, accompagnata da azioni di parziale commercializzazione e sostituzione di alcuni asset immobiliari».
INSOMMA, massima ristrettezza e regime di austerity. A questo si aggiunge: la crisi del settore immobiliare, il contesto economico e la drastica contrazione degli impegni da parte delle banche mentre il costo dei finanziamenti è cresciuto vertiginosamente. La società sta lavorando per evitare che «i margini di reddito generati dalla gestione del patrimonio siano erosi dagli oneri finanziari».
ECCO COSÌ che Spil invoca un nuovo aumento di capitale da parte dei soci «un appello lanciato oltre due anni e mezzo fa e che alla data di questa relazione (giugno 2012) ha visto solo la Cassa di Risparmi di Livorno dar seguito all’operazione».
NELL’ALLEGATO i numeri dell’Ex cinema Odeon sono chiari, con 20.262.599 euro di spese. Nella relazione non si nascondono le difficoltà che l’operazione Odeon ha prodotto nella Spil. Un intervento che, prima di essere fatto, doveva «rafforzare i mezzi in dotazione alla società». Da qui, ancora una volta, il rinnovato appello alla ricapitalizzazione.

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3 Responses to ” SPIL AL TRACOLLO FINANZIARIO “

  1. Nel mio intervento in Consiglio ho ricordato che il CdA di Spil e’ in scadenza. Sarà l’occasione per valutare il suo operato e non si potrà eludere alcuna questione. Quindi riaccendere la luce, come viene fatto oggi, su questa società , sulle sue iniziative e sulla lungimiranza ( ? ) ed onerosità delle sue scelte e’ essenziale. Con rendiconti che attendiamo da tempo, ormai imminenti.
    Naturalmente ho parlato soprattutto di politica e del suo perimetro progettuale e non solo, che delimiterà la squadra per presentarsi alle prossime amministrative , magari per evitare che vincano il cdx o Grillo.
    A Livorno non si può accettare di rassegnarsi solo che possa esserre ipotizzata una simile deriva, pensando a chi ci e’ stato di esempio e di insegnamento, ad una storia prestigiosa da non buttare via, ma anche e soprattutto al futuro, a tutti quelli che aspettano un lavoro o non vogliono perderlo.
    Insomma una dignità della politica, fuori da tattichette, a volte chiare ed a volte incomprensibili. O meglio autolesioniste.
    Mentre sul porto girano il mondo allegramente, perdendo traffici e giocando a scaricabarile. Magari poi dandoci qualche lezioncina ogni tanto. Anche questa storia dovrebbe cessare, appena possibile.

  2. St. John ha detto:

    Quando l’Irpet parla di Livorno come di città dove è alto l’impiego di capitali e basso quello di forza lavoro vale la pena sottolineare che anche la Spil rientra, a modo suo, in questa categoria. Infatti, con sei impiegati un buffo di 20 milioni ed oltre sull’ormai mitico parcheggio dell’Odeon è un bell’impegno. Ma problema di Spil non è solo contabile (anche se pare grossino). Può una partecipata con sei impiegati essere un agente dello sviluppo sul territorio? Sul Tirreno sicuramente ma solo li. Non a caso diventa quindi l’ennesimo hub del mattone, della trasformazione dei beni pubblici in profitti privati (e pure fatta male). Vista più complessivamente Spil è una delle tante facce del fallimento delle politiche pubbliche regionali di sostegno a economia e innovazione. Tra Fidi, Sviluppo Toscana, Toscana Innovazione è un urlo di Munch. Spil non si può sottrarre. E’ che di fronte alla paralisi dei processi di supporto all’innovazione e all’economia il piddino è sempre scosso dalla solita idea geniale: dismettere, privatizzare e “Il pubblico fissa le regole”. A questa politica, che se la contendono l’errore clamoroso e gli interessi di basso profilo, tra poco non ci credeva più nemmeno la Thatcher sul letto di morte: i dati ci mostrano che così la ricchezza evapora in poco tempo e sul territorio restano solo le polemiche e le superliquidazioni agli amministratori.
    Volevo poi ringraziare Vladimiro Mannocci, che purtroppo non conosco di persone, per l’intervento che a me non ha certo fatto venire l’orchite. Tre osservazioni a margine del suo articolo . 1) rifletterei, per il futuro, sul fatto che Livorno ha bisogno di tanti Sergio Bologna non di nuovi prof. Paoli (senza offenderne la memoria, ci mancherebbe). Si tratta di coltivarseli, arte che la “sinistra” livornese non conosce 2) Sul fatto che il centrosinistra si sia lanciato sul nuovo ospedale, come ricorda Mannocci, pesa il problema che rischia di essere una avventura senza ritorno. GIà circolano i pizzini sulle ditte che vinceranno le gare per il nuovo ospedale. A parte i conflitti di interessi, forse visti solo da noi di Senza Soste, c’è un però grosso come una casa. Se si va a gara, se si conferma il tutto dopo una procedura che dura qualche mese..se non si fa l’ospedale scattano tante penali. Tra patto di stabilità (che verrà esacerbato..nessuno si faccia illusioni), rischi connessi agli impegni presi dall’amministrazione e dall’Asl e la crisi la possibilità che l’ospedale non si faccia è concreta. Non vorrei che qualcuno giocasse comunque a riscuotere le penali senza fare l’ospedale. Con Mps, futuro player finanziario dell’operazione, che ha titoli tossici il doppio di quanto preventivato un anno fa..tutto è possibile non è un mondo di angeli 3) Se il centrosinistra perde il comune, le componenti puramente portuali del porto, si perdoni il gioco di parole, sono destinate a lavorare meglio. E’ un dato di fatto destinato a emergere in campagna elettorale.

  3. Alle penali per l’ospedale non ci avevo pensato. Comunque vedremo, gli interrogativi si moltiplicano , in un mondo che non e’ di angeli.

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