“Come far vincere Grillo al prossimo giro e vivere felici ”

 

verso il congresso

 

Gianfranco Lamberti

Deve essere guardata con attenzione la vicenda interna ai partiti, e per quello che ci riguarda da vicino, come centrosinistra , quella interna a Sel ed al PD.
Attenzione, ma con il dovuto rispetto per dinamiche interne che ognuno gestisce come meglio crede. Se ci fosse interessato partecipare a questa o quella corrente, ci saremmo iscritti a suo tempo al PD, dopo aver contribuito a fondarlo, con tanto di pergamena.
Continuo a ritenere che comunque la bussola sia parlare di cose concrete per persone che tutti i giorni si misurano con problemi grossi e difficili, anche per rinnovare i partiti e renderli più adeguati. Lavoro, innanzi tutto. E che tutti questi alla fine possano non poterne più di giochi e giochetti secondo vecchie logiche correntizie è assai probabile.
Io , ma non ce ne è bisogno, fonderei l’associazione ” come far vincere Grillo al prossimo giro e vivere felici”, naturalmente così potremmo vantarci con ” l’avevamo detto ” e goderci sereni lo sfascio cittadino.
Ma poiché ognuno ha la sua cultura e la sua storia, questa proprio non me la sento ed allora continuo ad essere convinto che, alla fine, si potrà parlare di cose da fare in questi mesi, subito e non rimandabili.
Tra un week end e l’altro, oppure tra un convegno e l’altro, oppure tra un corso di formazione e l’altro, oppure tra una gita fuori porta e l’altra.
La città non si è ( del tutto ) fermata, e l’agenda della cose da fare subito e senza spot per non perdere ancora lavoro e tempo è chiara e la porteremo, spero, in Consiglio tra qualche giorno.
In mezzo a tutti questi luoghi della politica, legittimi e naturali, nessuno dimentichi che lo spazio più importante e democratico è proprio quello. Magari da utilizzare per prendere decisioni che contano. Su questo ha ragione Renzi, come dargli torto, smettiamola di perdere tempo. E qui non siamo in vacatio. A bordo ci sono tutti in pienezza di funzioni e con maggioranza garantita. Ed allora cosa aspettiamo a decidere le cose che si devono decidere e che tutti conosciamo?
Sempre che non ci convincano che è più giusto connetterci e votare con un clic ed un nickname, magari per mandarli(ci) tutti a quel paese. Ma non credo che si risolverebbe nessun problema e la democrazia è quella che ci hanno insegnato quelli che avevano rischiato la vita per combattere il fascismo, di ieri e di oggi. L’unica tessera che abbiamo in tasca.

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