PUNTI PERSI,OCCASIONI SPRECATE E LA SPEZIA ESULTA ….ROBA DELL’ALTRO MONDO

spezia 1

Redazione

In una città normale ci sarebbe stata una rivolta vera con richiesta di dimissioni dEl Presidente dell’Autorità Portuale

Venduta ad Eni la società di vendita del gas , Asa Trade , nel silenzio . L’unica azienda livornese , L’UNICA !!!!!, che guadagnava soldi , e tanti . A dicembre ci sarà la gara pubblica sulla distribuzione del gas , i tubi . Oggi sono di ASA . Dopo l’operazione Asa Trade indovinate chi vincerà la gara ? Forse Eni ? Quindi da dicembre , dopo che sarà  effettivo pure il rigassificatore LIVORNO avrà perso ogni titolarità su gas e ricadute economiche ed occupazionali. Bolletta gas compresa.

Idem se non peggio Gallanti da Genova . Costa Crociere boccia ulteriormente il Porto di Livorno certificando il fallimento  ma tutto passa in scioltezza via .

Gallanti , dati ufficiali alla mano , da quando si è insediato a Livorno ha fatto la fortuna economica del Porto di Genova e La Spezia !!!!!!!!!!!!!!

Ma a Livorno  sono felici .

Gianfranco Lamberti

Occasioni sprecate e punti persi. Quelle del Livorno ieri sera, con una beffa nel finale , così come quelle sul porto, in cui il rinvio di decisioni sulle banchine, porta a perdita di traffici e bottiglie di spumante nei porti vicini. Se qualcuno girasse per caso sulle cronache locali di Spezia, basta la Repubblica ligure di ieri, vedrebbe le foto dei festeggiamenti in corso e delle banchine che si attrezzano. Con il Presidente locale che stappa la fatidica bottiglia sulla banchina attrezzata, o comunque in fase di attrezzamento. Qualcuno penserà che è un accanimento terapeutico cercare di dare un contributo, con le vacanze pasquali in corso ( me lo dicono molti, soprattutto a sinistra ) ma continuo a ritenere che si debba fare di tutto per non perdere ancora mesi e mesi, senza atti che sono dovuti e decisivi.Non si farebbe altro che far perdere altri posti di lavoro e far festeggiare altrove.
Devo ricordare il porto turistico? Oppure Le modifiche sulla Porta a Mare per capirci qualcosa, il Piano della Costa e non la faccio lunga.
Noi ce la meniamo con i cronoprogrammi e le scadenze, che chi di dovere dovrebbe fissare e rispettare, magari lavorando anche nei lunghi fine settimana, così i conti non tornano.
Basta leggere un pò di rassegne stampa. Non ci vuole molto, sono molto meglio dei racconti romanzati su Livorno porta della Toscana e le sue potenzialità da scoprire. Come la rassegna locale di Salerno, dove oltre che della differenziata, si parla anche del traffico ferroviario potenziato ( ci hanno lavorato da anni ) e le ricadute in città perfino sui servizi di trasporto pubblico cittadino, con contributi esterni ottenuti attraverso il rafforzamento dei treni che usano quella stazione.
A Salerno, per chi fosse interessato, occorre consultare La Città, che è l’omologo del Tirreno.
Ma, per non fare parzialità, anche il Corriere del Mezzogiorno. Così magari si legge dei nuovi porti turistici ( fatti ) ed anche della prossima inaugurazione della stazione marittima e delle crociere in crescita. A proposito di feste pasquali da onorare, ed occasioni perdute. Basta una rassegna stampa.

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3 Responses to PUNTI PERSI,OCCASIONI SPRECATE E LA SPEZIA ESULTA ….ROBA DELL’ALTRO MONDO

  1. Pasquale Lamberti ha detto:

    Nella terribile sordina è passata la vendita di ASA Trade .

    Malissimo .

    Però vado oltre , mi aspetto , come pubblicizzato per giorni e giorni sulla stampa , la rinascita del basket a Livorno di SERIE A .

    E di conseguenza la soluzione al FALLIMENTO DEL BASKET LIVORNO .

    E sempre di conseguenza capire a cosa sono serviti i 2,2 milioni di euro che la Livorno Sport (Comune di Livorno) con il 5% nella società Basket Livorno .

    Caro Luciano , quanto manchi a questa a città.

  2. Ciano ha detto:

    Qui tutto passa in sordina, un porto che perde traffici, non ha mai avuto collegamenti ferroviari adeguati, che rinuncia alle crociere ed è governato da un liquidatore più che da un’Autorità portuale. Passa in sordina una città che è sempre più tagliata fuori dai collegamenti ferroviai veloci con i grandi centri nazionali-non solo non abbiamo l’alta velocità ma neanche i modesti frecciabianca-e che è mal collegata con Firenze. Una città che non riesce ad avere un ruolo non provinciale-piombino e la valdicornia sempre più volte a gr- ma neanche sovracomunale(abbiamo rinunciato ad esercitare qualsiasi ipotesi di influenza addirittura con rosignano e cecina, vedi configurazione della’rea livornese nella asl e molto altro..)Una città il cui centro è sempre più spento, immobile, degradadato, vuoto e in cui le serrande chiuse danno asilo sempre più a scritte, sozzure e spaccio..Questo è il quadro, quadro che nessuno non vuole mutare e nessuno denuncia, per un vivacchiare sterile, modesto e mortificante..auguri!

  3. GHINO di TACCO ha detto:

    Una città’ vecchia, fatta di vecchi vizzi

    Tutto cominciò con l’economia socio economica industriale di questa città e l’influenza dell’assistenzialismo attraverso le industrie di stato

    Per troppo tempo Livorno si è cullata in un contesto di tipo meridional assistito, ove sono stati forgiati i politici e i sindacalisti nostrali.(assaporando addirittura la cassa del mezzogiorno per l’isola d’Elba)
    In questo contesto ha da sempre prevalso il “do ut des” in un confronto falsato con un padronato fortemente influenzato dal sistema delle partecipazioni statali.
    L’ideologia dominante ha vissuto assistita dalla sicurezza di livelli occupazionali “compatibili” (vi ricordate quanti dibattiti con la pancia piena su modelli di sviluppo “compatibili”?)
    Una classe politica istituzionale vissuta all’ombra di un contesto industriale protetto che mai si misurava con il mondo circostante e sulle compatibilità’ e sostenibilità’ socio economiche.
    Un sindacato assistito dal tesseramento semi obbligatorio di un contesto industriale fortemente compromesso con i livelli politici locali.
    Per troppo tempo si è pensato che questa manna non avesse mai fine, ed è in questo contesto che sono cresciute le generazioni di politici, sindaci presidenti di provincia, sindacalisti ed affini.
    Pensare oggi ad un colpo di reni considerando che l’organo con il tempo si è atrofizzato e difficilmente potra’ riuscire ad esercitare la sua funzione ( il contesto Livornese e’ ormai quello di un portiere che cerca di guadagnare 4-5 cm per riuscire a parare la palla, ormai con la punta delle dita) in un contesto di disastro internazionale ove ognuno a cercato di mettere a frutto il proprio territorio, ciò che ancora invece a noi sfugge.
    Ecco che torniamo alla centralità di questo nostro territorio il mare e di conseguenza “il PORTO”, occorre sviluppare un’economia PORTUALE PROVINCIALE, un porto che va da Livorno a l’Elba passando da Rosignano, Cecina, Piombino, ognuno con la propria peculiarità economica possibilmente non sovrapponibile nel contesto provinciale, IL TURISTICO – IL COMMERCIALE – L’INDUSTRIALE, la porta della Toscana sul Nord Europa e lo sbocco con il MedioOriente.
    Espelliamo i “calcoli” che per anni si sono accumulati, e solo così riusciremo ad avere quello slancio per un vero “colpo di reni”

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