RESE DEI CONTI ,DEGRADO E ANONIMATI.UN MOMENTO POLITICO A DIR POCO DELICATO

esci dall anonimato

Gianfranco Lamberti

La Terrazza Mascagni degradata, che la mia amministrazione restituì con orgoglio ed entusiasmo alla città, è il simbolo di questa stagione politica. Il Tirreno la segnala giustamente. Nessuna personalizzazione e nemmeno il gioco dello scarico di responsabilità tra questo e quello, compresa la crisi mondiale.
Ma a leggere le altre pagine, questo è.
E vi assicuro che arrivare al punto che assessori parlano al cronista ma assicurandosi l’anonimato, che il cronista gli garantisce come pattuito, non appartiene per nulla alla storia, bella e combattente, schiena dritta e mettendoci la faccia, di una cultura di questa città. ( ovviamente il problema è l’assessore e non il cronista, che fa professionalmente la sua parte ). Una città franca, coraggiosa ed aperta al confronto anche più tosto, senza timori e senza angoli bui nei quali nascondersi-
Gli assessori che chiedono di non essere nominati, ma lanciano messaggi, non si capisce se a titolo personale o per conto di chissà chi, sono un pò come quella Terrazza abbandonata.
Inaugurata, Ablondi lo ha ricordato fino all’ultimo, dal vescovo cui cedetti la parola dal Gazebo ricostruito, per segnare una informalità lontana dalle liturgie laiche dei tagli del nastro e delle prime pietre.
Me lo ricordò quando ci siamo visti l’ultima volta. Lo feci anche perchè alcuni operai che rischiavano il lavoro erano venuti a contestarci ed allora pensai che se parlava il Vescovo, non avrebbero usato fischi e pernacchi. Grande rispetto ,e così fu.
Insomma, un episodio incredibile. In puro stile livornese, senza prendersi troppo sul serio, facendo le cose e senza alzare steccati.
Lo spirito di Giovanni De Peppo, che di quello che ha detto De Filicaia ha colto, al primo punto, il tema delle nuove povertà e cerca di dare un contributo vero e concreto. Senza farsi trascinare in questioni interne ai partiti, ma parlando di cose concrete a chi ha bisogno di risposte per mangiare tutti i giorni, con i pasti della ASL o della Caritas.
A noi interessano quelle storie lì e chi le pone come il cuore di una nuova stagione politica. Gli assessori che si nascondono dietro l’anonimato non li avevamo mai visti a Livorno, una città che non si merita davvero queste storie.
Quanto ad Alessandro Cosimi, con cui dialogo spesso e di cose assai più importanti di queste, sono convinto che saprà tenere davanti a sè l’interesse di quelli di cui parlava De Peppo. E di tutti i lavoratori, senza distinzioni tra buoni e cattivi, come l’assessore anonimo lascia intendere per nascondersi meglio.
Il prossimo consiglio parleremo di ASA, AAMPS, Ippodromo e lavoro sul porto. Tutte cise che hanno bisogno di amministrazioni in carica e di partiti capaci di guardare oltre le proprie correnti interne. Non immagino scenari da dichiarazioni anonime, non voglio proprio, anche per rispetto a chi ci ha insegnato a stare in quel palazzo in altro modo. Ci mancherebbe altro.

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8 Responses to RESE DEI CONTI ,DEGRADO E ANONIMATI.UN MOMENTO POLITICO A DIR POCO DELICATO

  1. Kinto ha detto:

    Un momento davvero delicato per il maggior partito livornese.
    Certo che leggere dichiarazioni sotto promessa di anonimato,
    mantenuta oltretutto,
    da parti di assessori credo segnali una delle pagine piu’ barocche
    della politica amministrativa livornese degli ultimi 60 anni,
    Insomma non e’ che stavano svelando il nome dell assassino di JFK,
    riportavano impressioni da una riunione di giunta.
    Mi sembra si sia smarrito un po’ quel senso di dignità che dovrebbe
    accompagnare chi ha cariche pubbliche.
    Comunque abbiamo visto anche questa.
    Lamberti scrive bene quando comunque afferma che l azione amministrativa non puo’
    e non deve avere sosta poiche’ la città non puo’ permetterselo e perche’ almeno una chiusura di legislatura
    degnina va data.
    Tralascio il degrado della Terrazza perche’ e’ lo spot fotografico
    di cio’ che c’e’ a Livorno da 8 anni,e dispiace anche commentare.
    senza entrare in altri meriti e in tutte le farlocche descrizioni che ci hanno propinato in questi anni.
    i fatti si commentano da soli molto spesso.
    Saluti

  2. La riunione su Casalp, che oggi sta facendo la commissione, ha dimostrato come non ci si possa perdere in sciocchezze o giochini vari, ma si debbano affrontare i problemi veri, che esistono e tanti. Le nuove povertà di cui ha parlato Yari e che De Peppo approfondisce con passione e competenza.
    Ecco, i prossimi appuntamenti sono questi, anche in C C.
    Ci sono state proposte su come investire risorse , per segnare un metodo, a partire dalla caserma e le emergenze più gravi di chi non ha casa e non solo quella. Del Corona e Giannini se ne sono fatti carico in sintonia, vedremo se sarà possibile. Ma il modo per fare politica oggi e’ questo.
    Le candidature a tempo debito. E senza anonimati.

  3. Oggi leggiamo di un gruppo consiliare turbato, con alcuni, a partire da Paolo Fenzi, che usano sagge parole.
    Io non sono per niente turbato, se non dal fatto che abbiamo da prendere decisioni importanti su cose che riguardano il lavoro dei nostri giovani e le difficoltà delle famiglie. Quelle cose lì mi turbano. Il resto è una storia che riguarda altri. IO non mi sono iscritto a suo tempo al PD perchè vedevo la deriva delle correnti e delle carriere avere il sopravvento sul concreto della politica con i cittadini e per i cittadini. L’ho detto allora e lo ripeto oggi, la patologia è questa. Mi sono ostinato a parlare della sciagurata scelta dell’Odeon, non per farne una guerra di religione, ma perchè si sottraevano risorse agli investimenti sul lavoro. E via dicendo.
    Oggi la peggiore beffa sarebbe che la città venisse trascinata in uno psicodramma dai contorni ambigui, come lo dimostrano gli assessori anonimi, alla corleonese , che rilasciano dichiarazioni ma solo se non si nominano.
    Ec allora c’è un sindaco che si presenterà nei prossimi giorni a dirci cosa vuole fare fino alla fine del mandato, per il quale si è impegnato con i cittadini.
    Occorre aspettare che ci proponga un foglio scritto , che lo si valuti con rispetto, e che si voti. Cronoprogramma preciso, tutto qui ed un consiglio che possa avere tutte le carte a disposizione e si esprima alla luce del sole il suo giudizio.
    Un partito, Yari che lo rappresenta, che non si faccia trascinare dai giochetti delle correnti e dagli psicodrammi veri o presunti, ma che sia in grado di parlare con gli altri partiti e soprattutto con la città delle cose da mettere dentro il programma che dovrà presentare alle prossime elezioni.
    Tutto il resto, per condizionare a favore di questo o di quello, la scelta di un candidato, non ci turba nè ci meraviglia.
    A Firenze le chiamano supercazzole, a Napoli sceneggiate, ma in fondo la immagine più efficace è sempre quella di Antonio La Trippa.
    Cosimi e Yari ci evitino, lo possono fare e devono farlo, uno spettacolo del genere. E parlino loro, piuttosto che anonimi figuranti, siamo a Livorno e non a Corleone, appunto.

  4. Alessandro Latorraca ha detto:

    Ieri ho partecipato come e’ ovvio al gruppo del mio partito.
    Vi assicuro nessun turbamento, ne’ alcuna voglia di protagonismo da gossip.
    Che la situazione politica fosse arrivata ad un punto di criticità’ lo sapevamo tutti con serena coscienza.
    Dopo aver toccato altri punti all’ordine del giorno abbiamo ascoltato con scientifico atteggiamento quello che il Sindaco doveva e poteva legittimamente dire al suo gruppo. Nessun psicodramma e nessun atteggiamento da fine dei tempi.
    Il Sindaco avrà’ opportunità’ e dovere morale di esprimersi in consiglio comunale.
    Da parte del gruppo, mi dispiace per parte della stampa e di tanti spettatori, non ci sarà’ nessuna resa dei conti e noi non abbiamo chiesto alcuna conta.
    Ci sforzeremo ancora una volta di giocare con tutti i nostri limiti e le nostre fatiche quello che abbiamo sempre fatto: cercare di rimanere sulla concretezza delle cose. Appare evidente che il progressivo ridursi di tempo ci rende sempre meno sufficienti a portare a termine alcune partite ritenute da tutti importanti.
    Ribadiremo almeno tre passaggi che sono improcastinabili e sui quali chiederemo al sindaco di guidarci con il suo necessario contributo:
    Attuazione con scadenze precise del POT senza tentennamenti
    Rilancio e ripresa di rinnovamento di politiche di welfare ripartendo dalla grande tradizione e dal valore sociale del nostro welfare cittadino attuale
    Valutazione attenta e strategica su partecipate
    Sguardo realistico all’urbanistica e alle possibilità’ di accelerazione del PS.
    Gli scontri di vecchie guardie e di vecchie cariatidi della politica cittadina non ci interessano.
    Abbiamo certificato infine il nostro appoggio alla linea del partito nel tentativo che sta facendo di riavvicinarsi alla gente tenendo il gruppo nel suo insieme unito alle necessità’ del partito fuori da logiche guerresche e banditesche che qualcuno forse vorrebbe.
    Tutto qui senza giri di parole e cose non dette.

  5. Alessandro è un interprete esemplare di un rinnovamento della politica, fatto di parole semplice e senza tatticismi. in grado di risvegliare un qualche interesse in chi di vecchi giochi correntizzi e poltronari non ne può più. Non si tratta di (s)fiducia in chicchessia, ma di punti da realizzare, con scadenze ed atti alla mano. Tutto qui.
    E poi Alessandro non si nasconde mai dietro un anonimato indecente. Piccoli ma consistenti particolari. parla con franchezza, come fa Yari e, per fortuna, non solo loro. Gli anonimi portaborse sono un’altra storia, che ben conosciamo, purtroppo.

  6. “nel mezzo del cammin di nostra vita mi sono ritrovato in una selva oscura che la diritta via era smarrita”.
    Stando a cosa sta succedendo sembrerebbe che Dante canti per il PD.
    Allora suggerirei tantissima prudenza , a chi ha in animo muri e guerre , magari strumentali. E no, il gruppo non può essere strumento di assurde guerre suicide. Condivido le riflessioni sostanziali di Ale che credo di capire bene.
    sarebbe il caso che qualche lezione la imparassimo ma ( ?????) .
    Non si è ancora capito che l’unica vera alleanza dobbiamo ristabilirla con la città e con i livornesi?
    Spero in un sussulto di responsabilità che non porti a dimissioni e a fiducie per regolamenti interno suicidi. Spero che ci sia la volontà di dire alla città : porto/POT – Caprilli – Lavoro – Partecipate – nuovo disegno sociale a partire dalla totale rivisitazione delle poste del sociale relative ai 35 milioni di E in bilancio – emergenza abitativa e strumenti e decisioni ad ok per fare cose utili e urgenti.
    Poche cose insomma da qui a un anno.
    Poi c’è la mia convinzione che ormai è troppo tardi almeno per tutte quelle coscienze che si sono ribellate e hano detto basta votando in massa griilo. Andate a vedere gli ambienti da cui ha riscosso la lista Grillo, illuminante.Ciò non di meno abbiamo il dovere di dare alla città qualcosa d iutile e di serio e poi la democrazia del voto dirà cosa ci siamo meritati, ma almeno non diamo più spettacoli indecenti

    .

  7. henry brubaker ha detto:

    Manca assai meno di un anno e mezzo,forse un semestre.Cosimi probabilmente ha fatto i suoi conti e allo stato delle cose si sta domandando chi glielo fa fare.Con voi che lo impegnate su temi di altissimo profilo come la povertà (che stridono un po’ con le Cabrio mai viste di Rossignolo e spugna pubblica dell’Odeon),la graticola della Commissione Asa alle viste (sperando che sia una cosa seria),e tante cosette che potrebbe venire al pettine.E poi un ripetuto tintinnar di manette nei confronti di cittadini innocenti che certamente fa riflettere.Veramente un brutto quadro.che potrebbe indurre a sciogliere anzitempo il bostik della sedia di piazza del Municipio.

  8. HB non me ne voglia ma credo di aver un pò più di esperienza su alcune sintomatologie di casa nostra ( loro ), per preoccuparmi oltremisura.
    Oggi leggiamo sul Tirreno, dopo gli assessori anonimi che mandano messaggi in bottiglia chissà per conto di chi ( ma non si vergognano di mettere qualche volta la fascia tricolore livornese ? ). leggiamo del sindaco di Collesalvetti. Dico subito che mi è sempre apparso un ottimo ragazzo, preparato ed innovativo. Ce ne fossero.
    Tuttavia assistiamo ad un’altra novità, quella delle tirate d’orecchio del sindaco accanto, a Livorno ed a chi la rappresenta in Giunta, assai protempore dice lui. Oddio niente di straordinario, peraltro battute fatte in modo garbato e con ironia, ma quelle sono. E dopo le dichiarazioni anonime degli assessori, anche , parlo degli anonimi, passati presenti e futuri, assai condivisibili.
    Non mi era mai capitato nei rapporti frontalieri, non certo per mancanza di personalità e qualità dei colleghi colligiani con cui ho collaborato, anzi. Altri tempi ed altra politica.
    Ed allora , come diciamo dal primo minuto, occupiamoci delle cose serie, lavoro e nuove povertà, innanzi tutto. Sennò alla fine arrivano le pernacchie.
    Dimissioni, sfiducie, tirate d’orecchie colligiane, correnti e correntine, fans di questo e quello nella corsa verso il principale strapuntino, lobbies sempre pronte ma senza fretta basta capire cosa ci guadagnano, giornalisti che si divertono un sacco, magari con anonimi collaboratori al soldo dei contribuenti, sondaggi sul nuovo nome del Palasport ( si potrebbe passare il tempo che rimane a ripensare quello del Goldoni, della Terrazza e via dicendo ) oggetti scaramantici, corni e varie amenità le lasciamo perdere, per una volta. Baristi arrestati per una pietra, vai a capire se voleva lanciarla o mostrarla, vedremo.

    Il Sindaco e Yari sanno benissimo cosa bisognerebbe fare in questi mesi, concretamente, per chi non ha lavoro e chi non mangia.
    Le candidature prossime venture le lascino perdere, come le supercazzole di qualsiasi origine.
    Ci dicano, ciascuno nel suo, cosa intendono fare nei prossimi mesi, come e con chi. Ruoli diversi, evidentemente e come sanno benissimo.
    Non si lascino trascinare nelle sabbie mobili delle ambizioni personali di questo o di quello. E neppure ci giochino cinicamente, sarebbe la cosa peggiore. Gli uomini di buona volontà collaboreranno, gli altri si opporranno, tutto qui.
    E’ la domenica delle Palme, che viviamo in famiglia con serenità ritrovata. Pensino tutti alle cose serie, quelle vere, le ambizioni personali dovrebbero venire assai dopo.
    E se poi il sindaco Bacci entra davvero ( non solo nel film di alice ) nel Comitato Portuale non ci vedo niente di male, anzi. il sindaco di Capraia, grazie a qualche manovra che qualcuno ricorderà, determinò nomine significative. Nessuno si turbò. Ma erano tempi in cui alle parole seguivano fatti, Discutibili, ma concreti e verificabili. Basterebbe questo, dai cronoprogrammi sul porto in giù.

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