ASA , DIMISSIONI FARSA ?

Redazione

Il Presidente di ASA ,vecchia volpe democristiana , rispedisce al sindaco , vecchia volpe comunista , la responsabilitá evidente di una Caporetto TECNICA E POLITCA .

Dimissioni dette, forse si, forse no, anzi NON CI sono ma decida il sindaco …..

Alla fine vincerà il presidente di Asa, perché è l’ex assessore al bilancio con Pippo presidente AAMPS ,perché è l’ex presidente del Basket Livorno.

E il sindaco ne incassa un’altra . È il grillismo ingrassa.

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2 Responses to ASA , DIMISSIONI FARSA ?

  1. St. John ha detto:

    Ma che dire del Warren Buffett dell’impiantistica livornese, Nista (uno che con acqua e piscine pare essere parecchio sfortunato) che tuonava contro gli irresponsabili che volevano togliere, come da risultato referendario, quel 7 per cento dalla bolletta? Ci erudiva tutti sul fatto che, senza quel 7 per cento, sarebbero stati bulbi mai portati a fioritura gli investimenti del “privaato” (come ci si riempiono la bocca i Nista di questa parola, perpetuando un mondo finito. “Non c’è mercato”, “non ci sono fondi”, “altrimenti il privato non investe”. E’ gente che non sa dire altro perchè non conosce l’economia. Sanno solo dismettere ed impoverire). E’ stato accontentato, confortato dalle decisioni dell’autorità regionale (leggi il nostro primo cittadino Bernanke), e il disastro Asa è sotto gli occhi di tutti. Ce lo vogliamo dire dove vanno a finire questi soldi o lo facciamo dire ad Andrea Romano (non l’ipotetico candidato sindaco ma il responsabile di un partito ormai semiclandestino)?
    Già perchè dirselo è stare al cuore del fallimento dell’ideologia del centrosinistra livornese. Quella del “il privato investe, il pubblico regola”. Un’ideologia immobiliare e delle partecipate, un tempo non priva della sua razionalità, che ha esaurito il suo ciclo storico. Basta andare oltre l’ideologia, analizzando il logoramento storico dei tassi di investimento nel capitale privato sui territori, per capirlo. E ora come si farà senza “privaato” (da pronunciarlo con la bocca larga alla livornese), senza la santissima trinità impresa-imprenditore-profitto?
    Non sarà mai problema del centrosinistra che non ha nè interessi nè testa nè strumenti per porsi il problema di un passaggio epocale nell’economia dei territori.
    Più che altro il centrosinistra nostrano ha un bel problema: ha pagato oltre un milione di euro, con due testimonial di successo (Cosimi-Del Nista) per lo spot “siamo il centrosinistra, siamo improbabili, non votateci mai più”, con la partecipazione straordinaria di quasi tutta la popolazione livornese. Può definirsi forza politica simile congrega di mecenati? :)
    E’ la fine di una generazione che ha creduto, in età più matura, alle miste pubblico-privato quanto da giovane credeva nel materialismo dialettico e nell’economia pianificata. La fine è segnata, la data precisa la fissa la storia, il dopo è affare di altre culture e generazioni.
    Quanto alla vicende serie, Weidmann, presidente della Bundesbank, è molto arrabbiato. Fino al 24 febbraio ha ricevuto italiani, direttamente o indirettamente, che confermavano la tenuta della durezza delle politiche filotedesche da applicare in Italia dopo le elezioni. Qui ora sta vedendo solo gente che, dal suo punto di vista, riesce solo a ciurlare nel manico. E non bastano le promesse di “mettere al centro il lavoro”(in linguaggio euro significa salari più bassi, meno garanzie e maggiore produttività poi l’elettore pd è libero di inseguire le fole che preferisce). I tedeschi vogliono diverse decine di miliardi di euro sul piatto, quelli promessi dal duo Bersani-Monti, e non li vedono. E quelli mica li paghi con le citazioni su Falcone e Borsellino. Anzi, occhio a come li paghi perchè questo fine settimana l’eurozona ha sperimentato il salvataggio di Cipro. Vicenda semiclandestina vista dall’Italia. Però per la prima volta l’eurozona ha sperimentato la tassa nuova: togliere direttamente soldi dal conto corrente della gente nella misura del 10 per cento sopra i 100.000 euro e del 7 circa sotto i 100.00. Insomma Giuliano Amato versione Eurodoom 2013. Ma la crisi in europa non era passata? come no..basta vedere i fondamentali dell’economia tedesca e un grafico sulla crisi di liquidità delle banche europee. Ma chi ne parla è un populista :) auguri a tutti..

  2. Alessandro Latorraca ha detto:

    Caro SJ, nel continuo andirivieni tra congiunture in salsa labronica e scenari internazionali, quelli giusti, quelli sui quali dovremmo confrontarci mi sembra che il caos regni sovrano.
    Personalmente ho cercato fino ad ora di pensare ad una autorigenerazione del sistema, alla capacità di riformare nel contesto dei soliti paradigmi. Anche tu mi sembra soffra di questa patologia. Dobbiamo cominciare a liberarcene se vogliamo realmente far capire alle persone che ci ascoltano che non è solo il rapporto pubblico-privato a non reggere ma il sistema irriformabile che non trova più elementi di sostenibilità.
    Al riguardo mi ritorna alla mente il discorso che Bob Kennedy fece esattamente 44 anni fa, il 18 marzo, su PIL e felicità e cominciò ora seriamente a credere le ragioni di Latouche e alla sua visionaria via alla Decrescita. Il problema e’ che se cominciassi a smascherarmi e a portare questo grado di conoscenza forse mi prenderebbero per insanabile visionario.

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