SABBIE MOBILI E “PULCI ” GALLEGGIANTI

sabbie

Gianfranco Lamberti

Ieri abbiamo discusso per ore, in Consiglio, sulla sciagurata situazione di AAMPS. Ridotta a questo stato da gestioni fallimentari e da commissari arricchiti dai nostri soldi , ma sprezzanti ed irridenti per la città e le sue istituzioni.
Una ennesima umiliazione di Livorno, che ci viene raccontata, senza lo straccio di un documento, in un consiglio comunale che alla fine non si sa bene cosa abbia deciso. Anzi non è stato messo in condizione di decidere nulla. Magari lo faremo, come si è impegnato Cosimi, la prossima volta. Staremo a vedere. E parliamo del trattamento dei rifiuti, piani locali regionali ed interplanetari, mica pinzillacchere.
Si perchè i Consigli Comunali servono a decidere qualche cosa, e non solo ad ascoltare le performance di questo o quello.
E le decisioni si prendono su atti e non su discorsi, con un voto da esprimere nei modi rituali.
Qualcuno ha completamente cancellato dalla cronaca le ore di discussione, altri ci danno qualche spazio, ma la sostanza non cambia, anche se diventa sempre più difficile mettere a disposizione dei livornesi quello che succede nelle istituzioni. Sia come sia, per l’AAMPS siamo alla ultima pagina di una storia che abbiamo denunciato da tempo su questo blog.
Come dice Alessandro Baldi, oggi sulla Nazione, le cose in politica si devono chiamare con nome e cognome e si devono fare analisi senza sconti, per chi ha gestito situazioni del genere in questi anni. Altro che responsabilità di tutti e di nessuno. Lo stesso PD rischia di affondare in queste sabbie mobili.
Altrimenti quelli che parlano di cose successe per colpa del destino, per non individuare le responsabilità e buttare il pallone in fallo, inducono a trovare nella proposta di Grillo, tutti a casa, una interpretazione più credibile e convincente.
Poi arriva un Rosi di turno e , superetribuito, ci dice che siamo pure dei fessi a non aver capito cosa succedeva . E poi se ne va .
Come fra un pò farà Gallanti, che dopo averci spiegato che non siamo buoni, ci fa vedere qualche slides, passa qualche ora a Livorno ogni settimana e poi aspetta di tornarsene a Genova. Magari per lasciare il posto a qualche vecchio marpione della politica , come dice oggi Dario Fo.
Che poi quei progetti di mercatini nei container galleggianti nei fossi, siano probabilmente solo una slide strampalata,conta poco. Basta passare il tempo, tirando di tanto in tanto qualche idea a sorpresa e cercando di convincere quanti più livornesi possibile a votare Grillo. Forse è una linea anche questa.

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6 Responses to SABBIE MOBILI E “PULCI ” GALLEGGIANTI

  1. Kinto ha detto:

    Concordo pienamente che ad ogni azione corrisponda un nome e cognome
    e che buttare tutto all aria
    sia probabilmente una linea meditata e posta in essere dai soliti personaggi in
    penombra o semplicemente in cerca della cadrega .
    Ovviamente tutti i nodi cittadini sono sempre nel pettine
    e se non si da ai livornesi un anno di trasparenza
    ma anche di rilancio fattivo e programmatico
    la situazione si complica ancor piu’ di quanto non lo sia gia’ adesso.
    I plastici sul mercato delle pulci galleggiante mi
    fa dire quel ” Boia deh ”
    pubblicizzato nei giorni scorsi e che ha sempre lo stesso immarcescibile e margheritino fine politico.
    Rappresentazioni galleggianti che servono a poco.
    Anche gli ultimi giapponesi prima o poi lo capiranno.
    Saluti

  2. lo “spot Authority” della redazione è un mito.

  3. henry brubaker ha detto:

    I moduli galleggianti sono un “fulmine a ciel sereno” C’è il rischio che qualcuno abbia in mente l’espianto degli ormeggi.Poi c’è la questione Mercatino Americano,operazione salutata dagli osanna dai nostri embedded solo tre anni fa.E ora questi che dovrebbero fare,lasciare le postazioni (di cui peraltro si sono fatti carico )per trasferirsi armi e bagagli sulle chiatte dei Fossi?Probabilmente è in atto la stessa operazione cui stiamo assistendo in Via Sgarallino.Un altro pogrom,insomma.Vista la consistenza dell’area,in tempi di Piano Regolatore puo’ accadere anche questo.

  4. Ludom ha detto:

    Sì certo, c’è un ruolo dell’individuo. Nonostante possa sembrare un ossimoro appositamente ricercato, sono convintissimo che una quota parte della responsabilità “oggettiva” sia “soggettiva”.
    Che ad ogni azione corrisponda un nome e un cognome però ne dubito fortemente, specie se si intende proprio un nome e cognome solo.
    Ecco piuttosto che auspicarsi un po’ vanamente, spero tu me lo consenta caro Kinto (lo sai, è detto in piena amicizia) che proprio quest’anno, con questo popo’ di marasma, si recuperi una lucidità, chiamiamola così, che si è smarrita da tempo; ecco, piuttosto che questo, penso sarebbe più credibile una classe dirigente (ma proprio tutta la classe dirigente del cs livornese, non solo l’attuale pd) che si rimettesse in discussione proprio collettivamente.
    Perché, diciamoci la verità, per limitarsi al solo aamps, i guai mica cominciano con Pippo! Ho espresso così tante volte la mia stima e riconoscenza “discente” nei confronti di un uomo del valore e della serietà di Salvatore Tanda, che spero di non essere frainteso se dico che i suoi bilanci erano certo tutt’altra cosa ma presentavano già, specie se incrociati con le scelte che la città veniva compiendo (discarica in primis), segni di un prossimo cedimento strutturale. Poi, con la Tia, sono oltretutto subentrati regimi di liquidità completamente diversi.
    È vero, le giovani leve di amministratori dovrebbero servire per rispondere più efficacemente al modo in cui si presenta attualmente quello che, in realtà, è il “problema annoso” di ogni azienda ma Pippo, almeno all’epoca, l’unica azienda che conosceva era quella del detto popolare: è na’zienda per ride!
    Possiamo criticarlo perché la sfrenata ambizione l’ha indotto a non rifiutare l’incarico ma se proprio un nome e cognome lo dobbiamo fare, sono certo che condividi Kinto, è un altro: quello di chi l’ha nominato.
    E d’altra parte Cosimi, pensando in piena sintonia con i tempi, si sarà detto: ma quando si deve mettere alla prova un giovane? Un po’ d’esperienza politica ce l’ha, laureato è laureato, l’ho anche aiutato a prendere un master in logistica! Come dicevano certe signore di centrosinistra tempo fa, oltre al grande Primo Levi: se non ora, quando?
    Ad uno che crede alle capacità di maieutica politica di un partito come il pds-ds e che crede nelle certificazioni della scuola di stampo (ahimè, bisogna dir così) berlingueriano, possono capitare di questi inconvenienti. Anche lui però, non credo che sia l’unico colpevole di aver aderito a quella filosofia che questi misfatti ha prodotto.
    Come addirittura precedente al Tanda, è l’inizio di quel valzer che ha portato a cedere (pagando oltretutto per l’alleggerimento degli oneri aziendali) rami remunerativi di attività dell’azienda.
    E certo prima di Pippo, era cominciata quell’epoca di esternalizzazioni, che ho provato a non criminalizzare in sé (ci provo a non essere ideologico) ma perché compiute in un quadro di pessima e sostanziale sottoutilizzazione del personale “a libro paga”. E la direzione amministrativa duplicata, ce la dimentichiamo per quanto è andata avanti? E quando abbiamo chiuso l’officina, non perché si presentava l’occasione del pensionamento delle maestranze, ma spostando otto lavoratori di officina in “ufficio” e affidando la manutenzione ordinaria dei mezzi alla stessa ditta che aggiudicataria dell’appalto per quella straordinaria, è un fatto storico o sono malignità dei lavoratori? Ma poi, se i lavoratori di una partecipata hanno quest’idea della loro azienda, bisogna aspettare che un tribunale condanni il Berluska, sul caso Fassino-Unipol per sentirsi casti?
    Roba da torta…….o da “torte”, chissà?
    Insomma sarebbe bello ripensassimo un po’ a tutto. Mi ci metto anch’io, anche se su questi temi, il mio coinvolgimento è affatto retorico perché quando dicevamo che si trattava di “prendere il largo”, io intendevo tutt’altra cosa e ho sempre cercato di dirlo, finché ce l’ho fatta.
    Non mi prendere per un comunista. Comunista è un titolo nobile, specifico, che fra noi spetta solo a Santo. Solo che mi sarei aspettato che dei pragmatici, degli empiristi, se vuoi dei riformisti (se proprio vogliamo nobilitarci) non guardassero al “Merito” ma al mero merito delle cose: tenessero d’occhio, misurassero attentamente i risultati delle scelte compiute, pronti a metterle in discussione, a rettificarle. Un riformista è un po’ popperiano, per forza! Considera non solo ideologico ma proprio metafisico l’infalsificabile.
    Ma straparlo e come sempre eccedo, scusatemi. Meno male il lavoro mi tiene lontano ma leggo i vostri commenti…………meriterebbero di più.
    Chiudo mandando un bacino leggero leggero, senza neppure sfiorarla, ad Azzurra. Spero che dorma adesso e che dia ristoro a sua madre. Nonostante tutti i tuoi sforzi, Pasquale (e mi raccomando prodigati perché è l’esperienza che vale tutta una vita), non riuscirai a sollevare tua moglie dalla prima linea, nemmeno tu fossi la Montessori.
    Orazio, Orazio, ci sono più cose fra cielo e terra che in tutta la tua filosofia……. Guglielmo Sciachespeare,

    PS: Santo, ho letto sempre. Grazie per il Target2. Quanto al resto, fammi mettere sul binario quest’altro inutile obiettivo che mi è stato affidato e poi mi faccio vivo. Anche solo per il piacere di una stretta di mano e due risate, sorseggiando e quant’altro. Poi se ti passa qualcosa per il capo, sentendo anche cosa pensa Andrea, di motivi per continuare a sgranocchiare e quant’altro, ne troviamo di si’uro. Intanto, sabato spero di rivede’ Luci, ma dice sia influenzato. Stupendo lo “spot autority” della Redazione!!! Alcune sintesi meriterebbero una raccolta.

  5. un post da approfondire, con calma. Caro Ludom. Tuttavia, una cosa è essere a capo di una azienda dopo decenni di esperienza amministrativa, altra cosa è farlo a prescindere. Per me Pippo poteva fare il vice sindaco e poi chissà che, mentre sperimentare un master senza altre esperienze aziendali dirigendo proprio una azienda chiave di Livorno, non mi sembrò una grande scelta. Questioni non personali evidentemente , ma di valutazioni politiche ed amministrative. Se poi ci mettete che Chimenti, mica uno qualsiasi, ad un certo punto se ne è andato, senza dare spiegazioni pubbliche e via dicendo, si capisce bene che non era la strada giusta. Quella di Rosi poi è la strada di un manager sprezzante verso le istituzioni, anche se sicuramente capace nel suo lavoro. Lo conosco assai bene. Il punto, al solito, non sono le singole persone, ma il ruolo che ricoprono. Ce l’avreste visto Maradona giocare a terzino stile Burnich? Magari non lo convocavano nemmeno nel Pontedera o nella Salernitana.
    E se il prossimo film che è iniziato è il nuovo che avanza in certe riunioni di rinnovatori con oriundi ( pur con qualche presenza positiva, il giovane sindaco Bacci mi è simpatico e mi sembra in gamba davvero ), beh non sarei così fiducioso in futuro radioso.
    Meglio che chi guida la federazione, che giovane è e comunque la si veda ha rotto con un certo passato, non abbandoni o sia indotto ad abbandonare la nave.
    I vecchi marpioni della politica, per citare Dario Fo, non aspettano altro. Per ricominciare un gioco della torre senza fine, per i soliti noti.
    Che poi questo possa far comodo a chi perseguire strategie politiche alternative, è legittimo e rispettabile. Sul blog leggiamo analisi serie e rispettabilissime. Non coincidono con le nostre in parte, ma chissà.
    Che debba invece essere consentita una ricicleria da cinque e cinque e partecipate pronte per l’uso, beh questo proprio non si può.
    Alla luce del sole e senza spot Authority, lontani come la peste dal correntismo dello strapuntino, dei fedelissimi da piazzare ( lo diceva bene la Bindi ieri da Santoro ) e dei pacchetti di voti, il motivo per cui non mi sono mai iscritto al PD.
    Forse un CONFRONTO leale, vero , riveduto, corretto ed aggiornato, sarebbe lo spirito giusto per tentare di rilanciare la città. Noi siamo nel centrosinistra senza equivoci. Ma vinca chi vinca, a parte i vecchi marpioni, ovviamente.

  6. St. John ha detto:

    Ludom, non c’è solo il target 2. O il two pack che il governo ha recentemente siglato, e preparato nel 2012, e che rappresenta un grave vulnus per la nostra democrazia. C’è un’altra sigla, contenuta in un’altra ancora, che al momento probabile preoccupi i piani alti del Pd più di qualsiasi questione legata a Grillo. Si chiama PNR, piano nazionale di riforma, che è un capitolo del DPEF. Se il Pd non riesce a mettere le mani in quel capitolo del Dpef può benissimo farsi le primarie che vuole, le uniche elezioni che vince :), ma non può accreditarsi presso quei poteri in nome dei quali si è svenato dal novembre 2011. Su questo Fitch, che ha una importante partecipazione francese (hanno investito molto nel nostro paese e sono molto in difficoltà, la situazione classica che ti porta a cercare di strozzare il vicino) in queste ore ha parlato chiaro. Anzi ha tuonato. Perchè la polpa della politica delle “riforme” è nel Pnr, a sua volta estensione dell’agenda di Lisbona (agenda che è tema tabù nella politica italiana eppure è uno di quelli che governa il paese). Se non sei in grado di fare gli interessi di chi conta in Europa mettendo mano al Pnr, le cui indicazioni generali vengono tutte e solo da Bruxelles (basta leggere i documenti ufficiali) ti buttano via come un rottame.
    Ma questo è l’abc della politica: cos’è un target 2, un two pack, un six pack, un OMT (che lo stesso Monti ha definito “un qualcosa che fortunatamente non sarei mai io a firmare”). Non sono cose affatto incomprensibili ai più, basta non tenerle nascoste. Il problema è che facendone oggetto di campagna politica, ovvero chiedendo voti e attenzione su cose serie e concrete, poi c’è la certezza che la gente capisce. E realizza in che razza di abisso ci ha trascinati il Pd con la sciagurata scelta di assecondare Napolitano su Monti presidente del consiglio. Ora sta emergendo un altro problema: le banche di Frau Merkel hanno una bassa “leverage ratio”. Sembra una questione astratta e lontana ma se i crucchi non la risolvono si crea un effetto finanziario tale per cui i tempi dell’Imu verranno ricordati come quelli delle tasse dolci. Consiglio questo in materia

    http://mauropoggi.wordpress.com/2013/02/13/banche-a-orologeria-un-articolo-di-vladimiro-giacch/

    Che la nostra sia una crisi del debito ci può credere giusto Enrico Letta magari per paura delle manate dello zio. E’ che in Italia non si può dire che siamo nel bel mezzo di una crisi delle banche di proporzioni inedite per l’Europa. Aperta da Lehmann ma distinta visto che il Dow Jones ha raggiunto i livelli 2007 (a spese del pianeta ma sono dettagli), e degenerata per un sacco di motivi. Detto in parole spicciole: il modello di business delle banche non solo non funziona, non solo genera voragini di debiti, che paghiamo noi europei, ma viene tenuto in vita anche se non ha prospettive. In poche frasi: sono le politiche di “risanamento” quelle che porteranno, se applicate fino in fondo, il continente alla deriva.
    Ovviamente dò per impossibile il fatto che il centrosinistra rompa le connessioni che ha con quel mondo, si dia un profilo europeo di rottura con questo genere di suicidio. A ognuno il suo, e visto che la campanella di fine ricreazione ha cominciato a suonare (vedi declassamento Fitch), il bravo scolaretto del centrosinistra correrà in classe per cercare di terminare la lezione. Come sa. Cioè in modo catastrofico :))

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