NESSUNA SEDE VACANTE A LIVORNO

gattopardo

di Gianfranco Lamberti

“Alessandro è un osservatore “nuovo” della politica cittadina e delle dinamiche interne al principale partito. Nuovo relativamente, ma sicuramente dal punto di vista dell’approccio. Riconoscerà che mi sono permesso di fare una valutazione del genere dopo aver ascoltato i suoi primi interventi in Consiglio.

Ora figuriamoci se non sono convinto che esiste una crisi di un partito, inaridito da lotte intestine e logiche correntizie, che mi indussero, pur avendo partecipato alla sua fondazione a non iscrivermi. E poi a mettermi a fare, con tanti altre splendide persone, una lista civica raccogliendo firme per le strade. Insomma un modo per segnalare che la vecchia politica dei corridoi e delle pugnalate nell’ombra non poteva essere una prospettiva per la Livorno di Ciampi, di Alì, di Badaloni, di Italo, di Bussotti e non solo loro.
E nemmeno si poteva continuare con la logica delle scomuniche se si dissente su di una partecipata folle, oppure sulla malagestione dell’AAMPS, oppure su di un cinema storico demolito per un parcheggio inutile. Oppure scegliendo persone in base ad appartenenze di gruppi e gruppetti, piuttosto che in base alla autonomia ed alla autorevolezza. Come mi avevano insegnato a fare .
Logiche nefaste ed autodistruttive, come si vede.
Eppure , a questo punto, mi sembra che lo scenario sia inevitabilmente cambiato. Riflessione banale, all’epoca di Grillo, ma che qui stiamo facendo da molti mesi, anche con il tuo contributo.
E poichè non ho mai giocato al tanto peggio tanto meglio, lo ridico, ho percepito nella segreteria di Yari ( sua e dei suoi più giovani collaboratori ) l’inizio di una nuova stagione, piuttosto che stanchi cascami di supercazzole e strapuntini.
Certo, se tutto si riducesse alle riunioni interne del partito, saremmo ai santi vecchi. Ma credo che non sarà più possibile, nè che lo si voglia fare, almeno spero.
Visto anche che l’agenda amministrativa e politica si rimescola e Yari, giustamente, non ci pensa a dimettersi. Non è uno Schettino, per fortuna. E la nuova rotta va ritrovata anche fuori, fuori da quelle stanze intendo.
Non c’è una sede vacante a Livorno, anzi. Ciascuno faccia ciò che deve fare. Ed il Consiglio Comunale può essere una sede nobile e costituzionalmente corretta per confrontarsi sul futuro assai prossimo, ormai.. Ben al di là di correntismi redivivi e nefasti, utili solo ai soliti noti. Salvo complicazioni, se ne parlerà il 21, tanto per dare una scadenza.

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5 Responses to NESSUNA SEDE VACANTE A LIVORNO

  1. Proviamo a fare una somma politica strana .
    Primo addendo
    Alessandro La Torraca mette chiaramente alla nostra attenzione un problema di “qualità del legno”.
    Pur passando per vecchio o forse vecchissimo mi piace ricordare alcuni elementi –

    Coscienza del limite come valore ( Gramsci), azione pedagogica ( Togliatti ), falsa coscienza ( ancora Gramsci), ricognizione critica permanente per attrezzare noi stessi alla realtà che cambia (di nuovo Gramsci).
    Ho detto che posso passare per vecchissimo, ma Gramsci lo studiano nelle università americane , un qualche valore lo avrà, che dite?
    Certo buonissima parte dell’elettorato , specie giovane, che ha votato Grillo non credo conosca questi , diciamo insegnamenti.
    Credo fermamente abbiano misurato semplicemente il loro livello e la loro qualità della vita, abbiano valutato la loro fatica di vivere dentro una disperazione sociale maturata nelle condizioni italiane di questa fase storica, dentro una quantità di tasse insopportabili, dentro la sofferenza di arrivare a fine mese .
    O di garantire dignità esistenziale alla loro famiglia e ai loro figli, che abbiano misurato il ruolo e le responsabilità politiche , che abbiano misurato le risposte istituzionali a tutti i livelli , abbiano confrontato questa sofferenza sociale ed economica ( lavoro, disoccuopazione, prospettive vietate, scuola , ambiente e condizioni di vita, ecc….) con i privilegi, con la casta, con la moralità, con gli scandali, con la latitanza del sistema . Credo che abbiano preso atto che cambiamento e rinnovamento, unitamente a partecipazione come concetto di trasparenza e condivisione di scelte chiare e mirate a soluzioni vere, siano da troppo tempo retorica vuota.
    Una presa in giro.
    Quindi credibilità a livello zero o quasi.
    Sfiducia, rabbia, incazzamenti, disaffezione, ecc….uguale voto Grillo.
    Dico cazzate?
    Credo di no.
    Allora a che serve tanta spocchia e tanta boria di partito – parlo del mio ora – oppure tante anime candide all’insegna del ” il partito prima di tutto”?

    Il partito prima di tutto è un concetto nobile se trova riscontro in cosa è nella realtà il ruolo speso dal partito nella società.
    Ovvero se è al servizio della propria missione e dei cittadini.
    Se invece diviene arena per conflitti autoreferenziali, obiettivi personali, ecc… siamo davvero alla frutta e sarà difficile non avere riscontro in voti come questi di cui poi è simbolo negativo anche il meravigliarsi.
    Lascio perdere la storia di questi anni, ma sarebbe davvero grave sottovalutare e demonizzare la coscienza dei cttadini che sommando tutte queste cause scatenanti hanno indirizzato il proprio voto, prima nel non voto e poi recuperando partecipazione elettorale in favore di Grillo.
    Come abbiamo saputo ascoltare questa gente?, voto 3.
    Come abbiamo affrontato soluzioni o combattuto per queste soluzioni in favore di un minimo di dignità recuperata in tanti ambiti di vita? voto 2.
    Pensate un attimo in sede locale ( indubbio il contesto nazionale ovvio, ma Livorno ha un suo specifico negativo):
    Conflitti in Porto senza soluzioni serie previste a breve;
    Piano strutturale , per agevolare sviluppo economico, ricchezza e lavoro , ???????????;
    Mercato Ortofruticolo fiera della superficialità,
    Caprilli tante chiacchere e per ora poca farina,
    Partecipate nel marasma;
    Lavoratori comunali imbufalitii e con loro tanti cittadini per aumenti dirigenti e contraddizioni per loro;
    Centro Città ecommecianti in crisi economica gravissima,
    Bisogno abitativo sempre con un crescente quadro critico e tante storie di disperazione vera, quotidiana , con bisogni e storie inedite ,
    Politica dei rifiuti senza una strategia chiara e oggi più di ieri sarebbe necessaario dire chiaramente che Livorno non farà il TMV,
    Limoncino senza soluzione al momento,
    Vallin dell’Aquila bomba ecologica e finanziaria,
    Macchina comunale come esaltazione della burocrazia inconcludente,
    Sanità come miscela esplosiva di disservizi, con confliti traa gli operatori, liste di attesa irragionevoli, servizi territoriali un enigma,
    Sociale da capire nonostante i 30 milioni di euro spesi, ma grandi bisogni in fase deflagrante
    vigili he sembrano al servizio del demonio per colpire duramente chi già sanguina.
    Ma insomma ,sarà il caso di finirla di essere complici di tanta inadeguatezza e trovare la via che indica Latorraca per cercare di capire e attrezzarci seriamente.
    Non per rincorrere qualcuno o Grillo, ma per corrispondere alla nostra missione e resoonsabilità politica e di governo, sapendo chiaramente che ormai il rischio vero è che questa città può essere persa nel 2014? Non ho più voglia personalmente di prendere ciaffoni per altri.

  2. PS – E non si torni al solito giochino con la critica per irresponsabilità perchè dico queste cose.
    Ripeterò fino alla noia che la responsabilità giunge ad un livello che superato il quale diviene irresponsabilità e complicità .
    Sui problemi serve starci ,punto.
    Avete sentito i lavoratori del Sulcis oppure dell’ilva pittosto che gli imprenditori del nord ieri sera in tv ? Dove era il PD, solo Grillo si è fatto vedere ci ha ascoltato.
    Sarà servita qquesta lezione , oppure anche a Livorno ci dobbiamo svegliare nel 2014 con un Guazzaloca livornese che sbanca la città, come ormai da anni , dicendo cosa dico denuncio il rischio?
    E forse qualcuno è in grado di riflettere su tante critiche lanciate verso il sottoscritto per il ruolo difficilissimo che ho cecato di ricoprire in CC proprio per essere sui problemi, Grillo o non Grillo?
    IDV o non IDV ?
    Vi posso assicurare che ho la coscienza che non è proprio in rivoluzione, semmai in stato di ribellione verso tanta , troppa superficialità culturale verso un mondo cambiato e verso un approccio borioso ai problemi della gente .

  3. La politica fatta sui problemi e per risolverli e’ la cosa giusta, sempre. Una storia che abbiamo frequentato con la schiena dritta, sempre. Ci mancherebbe.
    Eppoi il luogo giusto e’ il Consiglio Comunale, senno’ dove? Alla luce del sole .

  4. Alessandro Latorraca ha detto:

    Nessuno penso possa permettersi di chiamare Vladimiro irresponsabile.
    Per certi versi un “grillino” ante Grillo. Un compagno di viaggio (che ho conosciuto strada facendo) che tra letture e studi seri non riesce a sganciarsi dalla gente concreta che ogni giorno incontra. Certo errori ne ha commessi come ne commettiamo tutti.
    La sua grande capacità però di rimanere vincolato alla concretezza dell’azione politica lo rende prezioso a tutto il partito.
    I problemi li elenca tutti e sono li a ricordarci che la politica non è un gioco di parole ma sono fatti concreti dove la gente si riconosce o meno.Non si tratta adesso di fare un’analisi sociologica di chi ha votato chi. Ci dice che un partito nuovo ma erede di grandi tradizioni non può menar il can per l’aia, deve reagire con proposte e azioni conseguenti. Tutto il resto è aria fritta. Ci dice che c’è un gran bisogno di ricollegarsi alle persone di questa città. Riconenscendo anche i nostri errori, i nostri ritardi ma cercando da ora in avanti di dire siamo qui per cercare risposte, concerte, perseguibili. Non siamo pifferai magici
    I problemi li conosciamo, sono difficili da gestire, ma cercheremo di farlo, insieme senza unti del Sigore.
    Vladimiro richiama una politica che mi piace..poi vedremo quello che sapremo fare senza tormenti, senza stracciarsi vesti.

  5. henry brubaker ha detto:

    Beh,vedi Wladi Del Corona,credo che tu sia l’ultimo a dover fare mea culpa.Forse hai una concezione ancora un tantino totalizzante (dal mio punto di vista)del Partito con la p maiuscola,ma nessuno non puo’ riconoscerti l’impegno sul territorio.Grillo è un fenomeno che non è possibile classificare con le categorie tradizionali ,già in un certo senso lo “subiscono” quelli della mia generazione 40/50 ,lo utilizzano come specchio del disagio i trentenni,lo amano incondizionatamente i ventenni.Poi c’è il dato locale che esprime picchi di disagio nel cuore della città storica.Via Tonci e Grillo,perchè.Via Garibaldi perchè.Via Sgarallino perchè.Mi pare che lo tsunami abbia venature sparse ,comunque solo in parte ascrivibile alla cultura eco pacifista radicale che esprime alcuni suoi punti di riferimento locale.Io credo che al 70 per cento degli elettori livornesi di Grillo dell’inceneritore o della terza linea dell’inceneritore freghi pochissimo.Cosi’ come del gassificatore.C’è dell’altro.Ma questo lo dovete scoprire voi.Forse ha pesato di piu’,come onestamente riconoscevi,la sciatteria di alcuni atti di governo,l’assurda autoreferenzialità del Sindaco,l’inconcludenza di certe aspettative,la scadente qualità dei servizi a fronte del loro crescente costo all’utenza.Per non parlare del tunnel Rossignolo,della vicenda Discarica ,autentica Caporetto istituzionale,delle farse Concordia e Ortofrutticolo,della scarsa trasparenza sull ‘Imu e di altre cosette che piano piano verranno fuori.Fino al balletto degli Assessori.Mettiamoci anche la fuga degli assessori dalle Commissioni tematiche e il percorso è chiuso.Non credo che tutto questo possa essere risolto con un dimagrimento delle segreterie.

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