IL LABIRINTO POLITICO

labirinto

La Redazione

Ringraziamo gli amici del blog per il voto che danno alle quotidiane  discussioni che avvengono in  questo spazio.Qui si continua ancora piu’ convintamente a dibattere sperando che ogni contributo possa portare ad un cambiamento verso l’alto ed a condizioni migliori delle precedenti.

E’ chiaro che tutto il terreno politico e’ in smottamento,e proprio per questo motivo le sintesi della buona politica servono come il pane , a Livorno ed a Roma.

Senza alchimisti dell’ultima ora,ma con tanti elementi di serietà da mixare tra loro.

Oggi finalmente leggiamo le analisi sui macro dati che hanno certificato la fine di interi partiti, e di coalizioni che sino a poche primavere fa valevano a Livorno piu’ di un terzo dell’elettorato.

C’e’ urgente bisogno  di fatti concreti,di linguaggi di serietà ,   e  di nuove impostazioni che siano percepite come valide dai molti cittadini confusi ed incazzati.

se ognuno fa il suo dall’informazione ai singoli politici,  magari si riesce ad uscire da questo nuovo  Labirinto politico, migliori di prima.

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10 Responses to IL LABIRINTO POLITICO

  1. Sirio ha detto:

    A me pare oltre tutte le analisi,che per Cd aver eletto 6 parlamentari sia un risultato tutt’altro che trascurabile.Un inizio di qualcosa,non certo la conclusione.Ed in tempi in cui forze politiche sono scomparse dal panorama nazionale il dato risalta ancora di piu’.Vedremo anche le evoluzioni livornesi..non certo aprendo ai grillini che battagliano per la cancellazione dei partiti.Sarebbe una eutanasia calendarizzata.

  2. Ho letto solo ora e con attenzione tutti i contributi. Si sovrappongono troppe cose e nella gerarchia di importanza, vi assicuro, questa volta Grillo e Berlusconi vengono molto dopo.
    Ed allora penso che il punto, questa volta sia proprio lì. Quello di rimettere al centro della nostra vita problemi seri e veri, le possibili, se ci sono soluzioni, piuttosto che vecchie alchimie di vecchi corridoi di partito. Con una schiera di personaggi insignificanti, e , raramente, con persone di spessore e qualità.
    Al di là di tutto, lo dico a chi ha una storia politica alle spalle e richiama valori indimenticati, c’è la dignità ed il coraggio delle proprie azioni. Dentro un rispetto delle istituzioni democratiche che abbiamo imparato da chi ha rischiato la vita per darcele e non faceva spettacoli televisivi, né esibizioni in rete. Insomma, non abbiamo dimenticato le persecuzioni fasciste, la polizia di Scelba e nemmeno Berlinguer. Oppure i nostri maestri di amministrazioni oneste e rigorose , senza alcuna macchiolina nemmeno per sbaglio. Vita vissuta, non teatrini o battute.
    La politica fatta di battute non ci è mai piaciuta e nemmeno quella degli unti del signore, senza tollerare le ingiurie, se ci siamo messi in una strada a raccogliere firme per una lista civica o per un referendum non è stato per fare spettacolo o per avere uno strapuntino, ma rendere omaggio a chi ci aveva insegnato dignità, rispetto delle istituzioni e schiena dritta.
    A questo punto non ho il problema di fare alleanze con questo o con quello, ma di dire più forte di prima che è giusto criticare anche il Papa, se necessario, senza temere scomuniche ed al tempo stesso non limitarsi ad abbaiare alla luna, ma proporre soluzioni per i nostri figli ed i nostri nipoti.
    Le comparse e gli quaquaraqua’, i saltimbanchi non li abbiamo mai sopportati, anche se qualche volta non li abbiamo riconosciuti in tempo . Meglio un giovane che magari non le azzecca tutte, ma che è corretto e chiaro, che vecchie volpi di tutte le razze e le età.
    E visto che da sindaco come da semplice cittadino ho sempre dialogato con tutti nell’interesse della città, oggi l’ultima cosa che penso e di partecipare a giochi al massacro del giorno dopo. Salire sul carro del vincitore, come partecipare alle epurazioni, non è la mia visione della politica.
    E visto che siamo in una lista civica, ripartiamo da cosa serve a Livorno e da chi può essere capace di farlo. Naturalmente nel centrosinistra e parlando con tutti, su temi che anche su questo blog abbiamo analizzato spesso. Poi concordo con Kinto. La cosa più oscena rimangono i voti a Berlusconi.

  3. St. John ha detto:

    credo sia giusto citare una frase che sta facendo il giro della rete

    “se questo Grillo vuole fare politica, fondi un partito e vediamo quanti voti prende”

    Piero Fassino, 2009

    http://www.repubblica. it/politica/2013/02/27/foto/elezioni_2013_le_lungimiranti_profezie_di_piero_fassino-
    53531031/1/#

    Oppure mi viene a mente Prodi, quando stava montando la crisi che ci avrebbe condotto a Lehman Brothers, che diceva che era “tutto sotto controllo” e che i paesi emergenti avrebbero compensato l’eventuale perdita di esportazioni verso gli Usa (E’ accaduto, ma solo per la Germania).
    Sono solo piccoli, spettacolari esempi dei limiti di una cultura, quella del centrosinistra, che è ormai superata dal tempo e dagli eventi. La mancata comprensione, nonostante le statistiche chiare e incontrovertibili, dei disastri sistemici dell’ euro è però più grave della distanza siderale del Pd dalla società italiana.. Non è un dramma, se non ci si intestardisce, tutte le culture politiche nascono e muoiono.
    “Il fato guida chi vuole lasciarsi guidare e trascina chi non vuole” (Seneca). Per il centrosinistra c’è il rischio di farsi trascinare e di farsi molto, molto male. E con lui una parte significativa del paese.

  4. Oggi non ci resta che aspettare le strade che prenderà la politica nazionale . Discutere di Livorno, fuori contesto, avrebbe poco senso.
    Certo e’ che proprio in situazioni come questa bisogna guardare avanti e muoversi con grande senso di responsabilità .
    In ogni caso il centrosinistra livornese si trov di fronte ad uno scenario inedito, con alcuni scomparsi, altri aspiranti aghi della bilancia e professori che lascianomil tempo che trovano ed i grillini festanti .
    Naturalmente dovremo continuare a capire come fare a passare questi mesi,in attesa della nuova amministrazione , senza troppi danni e portando qualche risultato utile per la citta’ ed il lavoro che manca.
    Non e’ tempo di battute e di inseguimenti ai populismi, fuori dalla concretezza delle cose da fare.
    Qui a Livorno, più che mai.
    E giocare al tanto peggio tanto meglio non e’ mai stato il mio obiettivo. Trovare soluzioni e non piegare la schiena a tattichette da due soldi, la strada maestra. Con obiettivi precisi e chiari.

  5. Ludom ha detto:

    Come ho più volte ammesso io sono un coglione, quindi quel che dico vale quel che vale. Figuratevi che ho provato a convivere persino con i ds fino al 2001. Con grande fatica ma l’ho fatto. Quando però, dopo la sciagura elettorale di quell’anno, vidi D’Alema, senza nessun ruolo ufficiale (il segretario era pur sempre Veltroni, anche se aveva disertato in piena campagna elettorale candidandosi a sindaco di Roma), convocare la direzione del partito per spiegarci che non avevamo compreso il popolo delle partite Iva e proporre un ulteriore spostamento al “centro” (che forse funge un po’ da sinonimo del senechiano fato) trovai la forza di dire basta.
    Sono passati quasi quindici anni e oggi mi ritrovo sempre lo stesso baffino che pontifica nuove ingegnerie politiche. Ieri proponeva ardite ripartizioni dei seggi “istituzionali”, oggi ribadisce, per far finta di dare una mano al buon Bersani, che i grillini si devono prendere le loro responsabilità: altrimenti si torna al voto perché “loro” un governo con SB, e capisco il punto, non lo faranno mai!
    Quello che non capisco è dove stia il problema. Giorgione, che oggi ha incassato il plauso di Grillo e ne è rimasto colpito, l’incarico non può darlo che a Pierluigi e tutto sta in cosa Bersani proporrà alla Camere: come dice lui: “ci si vede in Parlamento, davanti agli italiani.” Se propone qualcosa di “sostenibile” e gli rispondono picche, quei voti forse non li recupera ma probabilmente li sottrarrà al MoVimento ed è già un primo passo.
    Se propone di continuare a finanziare Tav, spedizioni militari e acquisti di aerei “supersonici”; se propone di non privatizzare l’acqua ma la rete di distribuzione, che tutti lo capiscono è ben altra cosa :(((; se la sua nuova legge elettorale sarà un altro mattarellum coretto da un “ultra premio” di maggioranza, è altrettanto probabile che le conseguenze siano di diverso segno.
    Però a quel punto, massimino ci dovrebbe spiegare perché: mai con Berlusconi? Avete paura di prendere qualche malattia venerea?
    Facile no? Le carte siete Voi a darle e Grillo, è vero, ha raggiunto un risultato molto difficile da gestire. Non sarebbe impossibile uscirne bene.

  6. St. John ha detto:

    > Non sarebbe impossibile uscirne bene

    Il terremoto è solo agli inizi. Ma questo per chi non lo vuol vedere. Bastava dare un’occhiata alla crisi italiana a partire da Lehman. Ma anche a tutto quando si è espresso di nuovo e spiazzante (almeno per chi più delle primarie non riesce ad osare in termini di legame sociale nella politica) negli ultimi 5 anni. Può anche darsi che Grillo sia più un epifenomeno che la rappresentanza di tutto questo.Una società non si ingabbia nei parametri di stabilità, di una economia che esiste solo in manuali di teorie sbagliate (e per le quali il Pd tributerebbe sacrifici di sangue). Austerità, rigore e “crescita” sono solo formule per impiccare chi le propone. Quindi una qualche tattica parlamentare non potrà fermare l’ineluttabile. Qualunque forma prenda questo ineluttabile. Ti dirò di più, tra qualche settimana chi conta (i cosiddetti mercati, la Bce) suonerà la campanella della fine della ricreazione. E se non ci sarà un governo, chi conta ricorderà che è l’ora di farlo (per adesso basta e avanza l’intervento discreto di Mario Draghi). Ma non sono sicuro, il mio è un giudizio clinico non partigiano, che basterà il suono della campanella. Una cosa che non si capisce è il fatto che milioni di persone si sono sentite sollevate, un sentimento fondamentale nella psicologia sociale, dal fato di non vedere un funero governo Monti-Bersani instaurarsi dopo le elezioni. E quando assaggi la libertà è difficile tornare indietro. E’ una legge di natura difficile da capire per uno del centrosinistra.
    Dalle nostre parti invece se prima piovevano fette di torta ora diluvia. Alla già copiosa precipitazione si è aggiunta la torta di Cecio, indigeribile ricetta labro-belga. A me lo spettacolo diverte, comprese le evoluzioni del povero Re Pipino, ma penso anche al dopo. Quando il centrosinisra uscirà definitivamente da palazzo civico, ci sarà da lavorare molto di più che nel luglio del ’44. Giusto settanta anni dopo. Certo chi sostituirà il Pd è un improvviso. Ma tra quelli che ci sono ora e quelli che ci saranno domani passa una differenza ontologica. Si chiama speranza. E quindi ben vengano gli improvvisi. Male che vada non metterò un dito contro.

  7. Ludom ha detto:

    > Il terremoto è solo agli inizi.
    Amico mio, maestro e capo, sono un coglione ma non del tutto scemo e da quel Grillo “può anche darsi che sia più un epifenomeno che la rappresentanza di tutto questo” puoi ben togliere l’anche e persino il può e financo il darsi.
    Chi i giaguari non prova davvero a smacchiarli ma li tiene a dovuta e rispettosa distanza, non può confondere le cause con gli effetti.
    Proprio stasera, a cena, parlando con Andrea, il “Grillo” de noantri, a proposito di terremoti e di inizi, più volte mi è capitato di angustiarlo, ribadendo: loro sono alla frutta e “noi” neppure all’antipasto.
    Dai, Santo! Senza compromettere “sigle nobili” e movimenti, per carità d’Iddio! Magari continuando ad usare nickname, non possiamo provare a costruire una sponda “antagonista” (antagonista, come a ogni sponda conviene) da “offrire” a Pasquale, a Kinto, a Mario, a Sirio, a Gianfranco, ad Alessandro, Wladimiro e tanti, tanti altri?
    Altrimenti questi continuano ad aspettare Yari e credono che “Pipino II” possa sconfiggere Bavari e Burgundi, mentre sta già calando le braghe dopo aver promesso “carri armati” :)))
    Ovviamente, e speriamo solo in senso metaforico, per qualche mese ci piglieremo a puntate (come, ancora una volta, a sponde antagoniste conviene) ma sono certo che passati gli eroici furori, posatasi la polvere, ciascuno di noi, dalle rispettive posizioni acquisite, se non proprio un pasto completo dall’antipasto alla frutta, ma almeno un buon apericena ai livornesi riusciremo a garantirlo e insieme a ciò la speranza e il tentativo di un futuro.
    Impresa titanica, “quarantaquattresca”, hai ragione. I nostri amici, a loro modo come è ovvio, ci sono. Vogliamo mancare proprio noi?
    Tutto il resto, lo sai bene, è affidarsi al fato mentre gli spezzini sono già alle porte.
    Forza Magico Livorno, vinci ancora………

  8. Beh, ben vengano gli improvvisi a risolvere tutto al prossimo giro a Livorno, come dice St. John, non mi sembra la soluzione più coerente ad analisi che si fondano su esperienze di ben altro spessore. Certo si può pensare che Casaleggio mandi qualche mail ai suoi epigoni livornesi per guidarli e che tra di loro ci siano ottime persone ( con qualcuno ho condiviso i banchetti contro l’ospedale a Montenero) .
    Ma che questo basti a ripartire verso una prospettiva per i nostri figli e nipoti mi sembra assai velleitario.
    Chi dà le carte ha il dovere di fare proposte serie e praticabili, senza demonizzare i grillini, ma senza inseguirli in modo ridicolo.
    Certo, la eventualità Monti Bersani, a Roma come a Livorno, ha fatto venire i brividi a molti, anche a me. Non a caso abbiamo sempre parlato del modello Milano ed abbiamo declinato offerte..
    Ora resta da capire come andranno le cose a livello nazionale e come passeremo il tempo a Livorno. Se per preparare gli scenari che prevede SJ, magari con qualche supercazzola per poter dire che io l’avevo detto, oppure per dare le carte e non lasciare macerie.
    IO non avrei dubbi. Non so se tutti nel PD la pensano nelo stesso modo, ma spero proprio che quel partito, con tutti i suoi difetti, rimanga un partito con un segretario che fa il suo ruolo e che ci dica cosa intendono fare. Certo , se anche nel pd livornese ci fosse un Casaleggio amaranto a dettare la linea, nascosto chissà dove a fare le scarpe al segretario ed a chissà quanti altri, saremmo davvero alla fine del film. Bisognerebbe trovare subito soluzioni di emergenza.
    Infatti, allora l’ipotesi di SJ, quella del dopoguerra e delle macerie da ricostruire, sarebbe assai concreta.
    Ma io propendo per l’ipotesi più seria e realistica, questa volta Renzi non sbaglia certo. Sfidare e non inseguire l’onda di protesta con un impegno serio, concreto e responsabile.
    Alla luce del sole e senza perdere tempo con i Casaleggio amaranto nascosti nelle vecchie stanze dei partiti, con i saltimbanchi e con quelli che si venderebbero facile facile, per uno strapuntino trovato per strada.
    Le lezioni politiche saranno uno spartiacque, ha scritto a suo tempo Yari. Giusta intuizione, basta ora far seguire i fatti, ad occhi aperti, ma senza spaventarsi troppo.
    E non far marcire questi mesi a Livorno, in una interminabile serie di dibattiti, convegni ed analisi del voto. Fuori da vecchie liturgie e da gruppi autoreferenziali ed ormai delegittimati. Ce ne eravamo accorti da un bel po’, almeno questo un pò ci gratifica.
    Naturalmente una strada da percorrere a seguito della prima mossa, quella che farà Napolitano fra qualche giorno.

  9. St. John ha detto:

    > non possiamo provare a costruire una sponda “antagonista” (antagonista, come a ogni sponda conviene) da “offrire” a Pasquale, a Kinto, a Mario, a Sirio, a Gianfranco, ad Alessandro, Wladimiro e tanti, tanti altri?

    dipende cosa si intende. Il dialogo e il rispetto non mancheranno mai. Altra questione è legata a chi comincia a realizzare che con il centrosinistra affonderà senza possibilità di emersione. Salvo improvvise mutazioni di scenario, che in una situazione così mobile non sono certo da escludere anche se traumatici. Vorrei essere chiaro: la prospettiva di un governo degli improvvisi non mi entusiasma. Non a caso non ho votato Grillo. La situazione livornese è così complicata e grave che affrontarla con chi ha come priorità la riduzione del gettone dei consiglieri, le piste ciclabili e il wi-fi come simbolo del programma politico non so se mette più i brividi o le risate. D’altra parte il centrosinistra ha esaurito la sua spinta propulsiva. Porterebbe Livorno nella fossa delle Marianne. Ha una concezione dell’economia, e del nesso società-economia-amministrazione, da trapassato remoto. Poi se un popolo decide di andare a morire votandoli di nuovo, va rispettata la sua scelta. Il Renzi, detto alla fiorentina, è uno che non è ancora uscito dagli anni ’90, quando giocava sulle prime playstation, e si vede. E’ il massimo che possono offrire. Poco e nettamente insufficiente.
    Se siamo arrivati a dire “non muovo un dito contro” se si propongono dei volenterosi improvvisi vuol dire che la situazione è grave.
    Cosa si può fare? Mentirei se dicessi che non mi passa nulla per la testa. Ma, come sa la persona con cui eri ieri a cena, se non ci sono le condizioni giuste non apro nemmeno bocca. La politica è qualcosa di diverso da due chiacchiere anche se ben argomentate.
    Ieri non ci siamo beccati, figurati avevo già pagato la cena ma causa lavoro sono potuto tornare alla base solo tardissimo, praticamente stremato.
    Se ti va posso suggerire di muoverti da diplomatico. Becca il mio amico, di cui mi fido da una vita, e si va a prendere un aperitivo. Male che vada si sgranocchia le noccioline e si fanno due risate mentre si sorseggia il Martini. A me piacciono le cose alla luce del sole, più trasparenti di una bevuta annunciata su un blog..oggigiorno è difficile :)

  10. Se il Livorno vince a Spezia e bene , si potrà anche trovare una soluzione ai nostri dilemmi. In fondo il fatto che i giochi si rimescolino tutti e’ assai meglio di una calma piatta e burocratica,oppure delle supercazzole di fine stagione. Stimolante.

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