I NOSTRI CANDIDATI DENTRO UNA PROPOSTA COMUNE ..

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da La Nazione
CENTRO DEMOCRATICO LAMBERTI E BATINI CALANO IL «FULL» DEI CANDIDATI AL PARLAMENTO: DAI MEDICI AI COMMERCIANTI
«Abbiamo in panchina fior di professionisti, facciamoli giocare»
«NON SEMPRE serve la tessera del partito per guidare una città. Questo si deve capire anche a Livorno». Se tuona di quel che piove la sfida lanciata daBeppe Batini e da Gianfranco Lamberti con Centro Democratico è di quelle che si farà sentire da qui ad un anno, cioè in vista delle prossime elezioni amministrative. Ora lo scenario è ben diverso: siamo alle soglie delle politiche che, anche a Livorno, per il centrosinistra valgono una coalizione fatta da Pd, Sel, Socialisti e Centro Democratico. I candidati livornesi al Parlamento, sostenuti da Lamberti e dall’area Tabacci, rappresentano «energie nuove che la città offre. Noi abbiamo professionisti e persone capaci, perchè andarle a prendere fuori per guidare la città? A Genova si cercano genovesi per guidare il porto…».
E, PER FAR CAPIRE meglio, Lamberti si lancia in un’analisi calcistica che calza a pennello: «Se c’è un terzino come Ceccherini, va fatto giocare, soprattutto se il titolare è un brodo». Cercando di rimediare ad un «brodo» di troppo, Lamberti guarda il segretario del Pd Yari De Filicaia e gli rivolge un complimento «Tu sei un Ceccherini!». Il segretario comunale sorride «… non sono un terzino. Giocavo con il 10!». Il numero nobile della squadra, tanto per non lasciare niente al caso. Il messaggio, tra una battuta e l’altra, è arrivato forte e chiaro: Livorno ha delle potenzialità da giocare e Centro Democratico tira il petto in fuori presentando i suoi cinque candidati al Parlamento. Giovanni De Peppo, dirigente dell’Asl, al Senato, per la Camera Daniela Becherini «medico sportivo apprezzato in tutta la Toscana» dice Lamberti; Gianfranco Morelli«giovane imprenditore e presidente di GreenLab che collabora da tempo con l’assessore Majidi». In lista Aldo Luperini, architetto membro dell’ordine professionale e Cesare Trucchia commerciante del Mercato Centrale.
«LIVORNO DEVE andare con la schiena dritta — affonda l’ex sindaco — è fin troppo penalizzata per la rappresentanza in Parlamento. E’ la città di Ciampi e deve ritrovare la sua leadership in tutti i settori». Con questi nomi, Area Democratica entra a pieno titolo nella coalizione di centrosinistra che si misurerà alle prossime amministrative. Martedì prossimo in Comune si terrà una conferenza stampa con l’assessore regionale Scaletti passata in Centro Democratico che dunque, in Regione, è già forza di governo. «Il calendario delle iniziative elettorali — precisa il portavoce Pasquale Lamberti — sarà presentato la prossima settimana insieme a quello del Pd, Sel e dei Socialisti. Poi faremo tutti insieme un evento conclusivo a febbraio al termine della campagna elettorale».

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9 Responses to I NOSTRI CANDIDATI DENTRO UNA PROPOSTA COMUNE ..

  1. Kinto ha detto:

    Mi e’ sembrata una presentazione
    spumeggiante ,fatta con serietà ed un pizzico di ironia,
    che non guasta mai.
    Nello spirito riconosciuto e sempre apprezzato,da me certamente
    dei partecipanti all evento.
    I candidati sono persone stimate sia nei vari ambiti professionali che nel quotidiano e sociale vivere,
    e sapranno dare il loro onesto contributo.
    Al solito la qualità al sevizio della squadra.
    Poi se De Filicaia veste il 10 bene,
    dunque come da tradizione calcistica,croce e delizia,
    avra’ anche il compito di garantire lampi di tecnica e
    quello di sfornare assist al bacio per i compagni.Alla Paulinho insomma .
    L’importante e’ creare le condizioni,e le si sono gia’ create,
    per far esprimere a tutti i componenti della rosa
    le proprie qualità
    per differenziazione e non omologazione.
    Una bel roster con una proposta decisamente
    alternativa
    ai populismi di Ingroia ed al Berlusconismo,
    i due grandi mali di questi tempi politici.
    Saluti e complimenti

  2. Sirio ha detto:

    Bene cosi’,andiamo avanti contro populisti-urlatori e Berlusconi.Comunque i deliri del presidente di Spil meriterebbero reprimende pubbliche e rimozioni forzose;tutto l’opposto dell’assessore Cantu’ “ostaggio” di Cosimi cosi’ titolano i giornali on-line.Stranezze dei nostri tempi.

  3. Oggi giornata dedicata alla famiglia. Da domani ci rituffiamo in un mare di questioni aperte , di cui si intravede ua conclusione, forse. Io per la verità , a partire del questioni porto e Spil ci ho capito assai poco, tra consiglio del 23 e commissione del 24 dovremmo capirci di più .
    Sul mercato ortofrutticolo, non sono l’unico ad averci capito poco, dentro e fuori la maggioranza e via dicendo.
    Certo, bisogna guardare le persone alla pari e non dall’alto, come dice Bersani. Il modo migliore, quindi, e’ quello di consentire a tutti come stanno davvero le cose. Vedremo.
    Mentre come stanno le cose in Spil, dopo le ennesime esternazioni sui livornesi che non capiscono l’operazione Odeon , fatte questa volta ( dopo Grassi ) dal suo presidente, li’ abbiamo le idee chiarissime. Ci ritorneremo eccome. Oggi cisiamo dovuti occupare di cose più serie.

  4. St. John ha detto:

    >Lamberti guarda il segretario del Pd Yari De Filicaia e gli rivolge un complimento «Tu sei un Ceccherini!»

    si, ma Ceccherini Massimo, quello che più dell’avanspettacolo non va ;-). Caro Lamberti pur essendo Filicaia culturalmente pochino, ed è un difetto grosso per chi fa politica e più di ieri, non ha esattamente l’occhio della tigre. Per una città che rischia di sparire dalle mappe geografiche sono problemi. Credimi, mi dispiace dirlo, perchè Livorno ha bisogno di outstanding player. Eppure la politica istituzionale livornese pullula di Danili. Sarà per questo che mano anonima scrisse, quattro anni fa, “Danilevicius sindaco” per ratificare una situazione di fatto.

    a proposito di percorsi alla Ciampi, parlavo oggi con un amico, ex normalista e grosso esperto di mercati finanziari, sulla possibilità di una nuova guerra delle monete. Sul fatto che, dopo Lehmann, ci sia stata una guerra delle monete, che ha sinistrato non poco la nostra economia (già provata dall’egemonia di Berlino nell’Eurozona), non ci piove. Certo, non se ne sono accorte nè Repubblica nè l’Unità, che in bassa qualità di informazione sono una certezza, ma lo scossone nel biennio 2009-2011 c’è stato. C’è un’ottima voce su Wikipedia in inglese per farsi un’idea

    http://en.wikipedia.org/wiki/Currency_War_of_2009%E2%80%932011

    Tra le tante la voce parla delle tensioni, legate alla questione della guerra delle monete, a diversi recenti G20. Tutti temi regolarmente mancati dall’informazione italiana. Non è un caso quindi che una cappa surreale di informazione avvolga questo paese in una campagna elettorale senza contenuti (almeno per la maggioranza tra noi mangiaspaghetti). Insomma, cosa sta accadendo? Io, da bravo eurocentrico insistevo con il mio amico sulle immissioni di moneta nel mercato da parte della Federal Reserve e della Bank of England. La prima immissione di moneta da parte della Fed provocò grosse tensioni commerciali con la Cina, la seconda il dettaglio dell’effetto collaterale delle rivolte in Nordafrica (causa della rivalutazione dei prezzi dei generi alimentari primari). Ed ora?
    Il mio amico che, a differenza di me, è un economista mi ha fatto notare che il rischio grosso, per una nuova guerra monetaria, viene dal Giappone. Non che le immissioni di liquidità della Fed e della BoE non contino. Ma il Giappone, dopo l’elezione del nuovo premier, si è gettato a corpo morto ad immettere liquidità nel sistema economico-finanziario per abbassare lo yen e ritrovare competitività. Con impressionanti iniezioni di denaro. Risultato, lo yen ha ribassato seriamente, mettendo in crisi il competitor coreano e, qui ci riguarda, i tedeschi nei settori in cui competono con il Giappone. La guerra finanziaria, per ora si parla di conflitto, funziona cosi’: ribasso ferocemente la mia moneta e divento competitivo rispetto agli altri sistemi monetari. Chi vede apprezzata la propria moneta perde. Se date un’occhiata negli ultimi tempi è proprio l’euro a veder apprezzata la propria moneta. Ora gli europei, e a maggior ragione noi mangiaspaghetti, abbiamo un problema. La Bce non ha i mezzi per svalutare, neanche formali, rispondendo ad una eventuale recrudescenza della guerra delle monete.

    http://www.investireoggi.it/economia/uscire-dalla-crisi-svalutazione-inflazione-e-una-bad-bank-europea/

    inoltre la Germania e il complesso dell’eurozona sono entrati in recessione. Senza la possibilità di svalutare, che non è che sia il massimo ma è una via d’uscita, indovinate dove l’Europa interverrà? Con un ennesimo trasferimento di ricchezza dai paesi periferici (tra cui l’Italia) al centro (Germania e Francia) e con una complessiva riduzione del costo del lavoro (leggi salari e stipendi). Così l’eventuale recrudescenza della guerra monetaria ce la paghiamo tutta (e non solo in termini metaforici) grazie ad una costruzione demenziale ed iniqua dell’Europa e della Bce. Agli amici del centrosinistra, se vogliono sopravvivere politicamente, suggerisco una cosa: sperate nel pareggio al senato. Perchè se andate al governo da soli, vi convoca Schauble, che è incazzatissimo per la mossa dei giapponesi, vi mette il vostro Bersani sugli attenti e vi ordina delle misure draconiane a sostegno della “crescita”. Fatte queste, che hanno serissime possibilità di non funzionare, la sopravvivenza politica del centrosinistra è appesa ad un filo (per non dire di quella materiale degli italiani ma quella non frega a nessuno). Meglio appoggiarsi a Monti facendo melina sulle responsabilità reali di quanto sta accadendo. Finchè gli italiani non aprono gli occhi naturalmente.

    Quanto a Livorno, siamo nelle mani di Ceccherini e siamo a posto. A livello di avanspettacolo s’intende :) Almeno lì tra nuovo modello di sviluppo, abitare sociale e porto è tutto risolto.

  5. Imperativo di oggi è vincere le elezioni politiche, per governare e cambiare con responsabilità e concretezza di governo, puntando l’azione su lavoro opportunamente punto cardine di Bersani e inizio di inversione di tendenza sulla crescita.
    Non di meno Welfare ,in rapporto al fenomeno risorse come sappiamo bene condizionato dal sistema europa , comunque ambito e scelta di campo su cui non si può discutere.
    Per dare risposte diverse e più incisive alle fasce deboli e che i ricchi restino tranquillamente in Italia, basta pagare ognuno per quanto può e deve, è la democrazia e il dettato costituzionale.
    E riformare le regole del gioco ormai archeologia istituzionale per un Paese moderno e funzionale, a cominciare dalla legge elettorale , dal conflitto di interessi ecc….compreso l’etica e la morale ovvero partiti parlamentari vitalizi ecc..
    Livorno è qui.
    Pensate un attimo a chi vive la disperazione quotidiana per perdita di lavoro, mancanza di prospettive, difficoltà finanziarie, problema casa e morosità incolpevole, inadeguatezza di servizi socio sanitari – punto debolissimo in questo momento per tagli e dissevizi che di razionale e serio non hanno gran che da vantarsi.
    Dunque problemi più grandi di noi che pesano nelle tasche di tutti e soprattutto nella dignità messa a dura prova dai disagi ciclopici che questa fase storica ci sbatte duramente in faccia.
    Ne abbiamo avuta dimostrazione all’audizione della CNA, confindustia e Confartigianato di pochi giorni fa e pure nell’ascoltare le grandissime preoccupazioni del mercato Ortofrutticolo, ancorate quasi totalmente al fenomeno risorse e costi da affrontare.
    Allora vincere per ridare elementi di fiducia e speranza al Paese .
    ai lavoratori e a tantissima gente che non crede più a quasi nulla e nessuno.
    Vincere per far tornare credibilità nella nobiltà della politica riformista che affronta e riolve i problemi senza fare incantatori di serpenti.
    LIORNO – Mercato ortofrutticolo. La paginata del TIRRENO crea secondo me discussione . La VAS è stata necessaria votarla per avere lo strumento per intervenire altrimenti tutto sarebbe stato inevitabilmente fermo e IMPOSSIBILE.
    Trattasi di Riqualificazione di Fiorentina in un progetto urbano complessivo e coerente con una visione organica dei Q. N. e di una città UNA senza are ghettizzate socilamente e urbanisticamente. prova difficile da sempre ma ineludibile nella quale oggi è inserita anche Fiorentina – CON Via G. Bruno . con Mercato ortofrutticolo e Piazza La guglia con Porta storica.
    Per area M. O. si scontano superficialità sdel passato inquadrate bene dal concetto espresso a più riprese in ambito tecnico burocratico ” tanto il mercato Ortofrutticolo morirà di consunzione”. Sta qui la genesi di tanti problemi e ritardi. dopo di che nel Progetto VAS c’è il necessario equilibrio progettuale, ma non c’è coerenza di cronoprogrammi e tempistiche. Oggi non è neppure forte e solido l’impianto economico finanziario che dovrebbe dare la necessaria garanzia del trasloco e della delocalizzazione.
    L’Interporto qualche anno fa ha preso impegni per un prestito bancario da rimborsare oggi non più possibile, punto.
    Il progetto è stato rivisto al ribasso, ma ancora buono, per ridurre il fabbisogno finanziario.
    c’è l’impegno di Regione per 500000 Euro e di Confcommercio per 100000 euro, 600000 Euro importanti rispetto ai 2,5 milioni occorrenti.
    ma è chiaro che resta sempre una cifra seria per i lavoratori del consorzio che come privati devono accollarsi la cifra.
    Si può certamente capire che inquadrare questo problema oggi non è uguale a farlo 3-4 anni fa, in condizioni magari migliori anche per le istituzioni per un loro più forte contributo anche sul piano finanziario.
    Ma oggi nessuno chiede onestamente al Comune soldi, ma di funzionare da forte regia dell’operazione, per i tempi, per i finanziamenti, per contributi da individuare in ogni sede per procedere nel progetto con più garanzie e sicurezze e con tempi rapidi.
    Qui credo serva uno scatto di responsabiòlità più energico e concreto. vedremo nei prossimi giorni.
    I piani città si dice hanno tagliato fuori Livorno.
    bene.
    Qui devo dire che sono perplesso, perchè un progetto di riqualificazione Livorno lo aveva presentato al ministero anni fa e lo aveva vinto per 10 milioni di euro.
    soldi poi spariti nei cassetti di Di Pietro ministro di Prodi.
    Oggi nulla ??????
    Comunque per Firoentina si sapeva che era finanziato l’abbattimento e la ricostruzione del n. 14 ( altrimenti neppure qui si poteva procedere, come avvenuto in passato dove alcune idee e opportunità sono naufragate proprio per mancanza di strumento urbanistico e progetto) e che le cifre per proseguire erano una sfida aperta.
    come ben sa Lamberti non si conquistano finanziamenti senza progetti e senza portarli nelle sedi giuste per ottenerli.
    vedi soldi non ricevuti per il Porto.
    Quindi ricerca ora possibile di risorse.
    Risorse però che per Fiorentina e non solo , in parte esistono.
    si tratta di capire a che punto siamo. Ci sono circa 8- 10 milioni di Euro da capire come si possono usare e con quale strumento ( accordo di programma con la regione) visto che provengono dalla finanziaria 2011 della Regione , parte dei 135 milioni stanziati per politiche abitative , emergenza abitativa e per giovani coppie.
    A che punto siamo?
    Qualcuno sarebbe opoprtuno ce lo dicesse senza false verità.
    Ci sono le decisioni del LODE che ha ripartito le risorse della ex L.560 – non poche – provenienti dai residui di vendita alloggi popolari – oggi la legge è bloccata .
    Risorse messe su Fiorentina per area Mercato e area V. G. Bruno . Ripeto ci siamo e no ?
    MERC ORT. – Il lavoro dell’ortofrutta è compatibile con il cantiere che prevede la costruzione di 18 alloggi ERP – progetto e soldi in mano ad ATER , si può procedere e si procederà.
    Stava solo qui il rischio di perdere finanziamenti.
    Si dovrà realizzare i 60 alloggi ex consorzio Etruria ( 36 in vendita per finanziarie il progetto e 24 per affitti concordati) in area interna al M. O. di fronte ai negozi all’ingrosso.
    Qui servirà un tempo minimo di compatibilità tra cantirer e mercato attivo, oltre tanto diventeàò un problema.
    E qui si entra dentro il problema delocalizzazione, con le questioni sopra richiamate.
    Serve quindi una regia solida per chiudere bene e gradevolmente il FILM “altrimenti ci arrabbiamo”.
    C’è infine il progetto di ulteriori 100 alloggi previsti dal piano volumetrico nell’erea di sedime dei negozi una volta delocalizzati .
    Un progetto quindi con linee chiare e con equilibri, che tiene di conto di diversi aspetti sociali.
    anche dei 200 lavoratori che si sono giustamente mobilitati per il loro lavoro, il loro reddito, ma pure come risorsa per la città, per i negozi di vicinato ecc….la delocalizzazione non deve essere una urgenza a perdere, ma un investimento per il rilancio di lavoro , servizi, occupazione, non altro.
    Non dimentichiamo che un progetto del genere porta oneri di urbanizzazione per il territorio non un particolare banale.
    Per il PORTO ne parliamo in 3 commissione giovedi per ora è già tanto, ma non mi tolgono il sonno le cose scritte dal tirreno, quanto le contraddizioni che abbiamo vissuto nel percorso e i problemi concreti da risolvere per un progetto serio di città.
    Questo è la VAR. AB. SOCIALE Fiorentina. Vedremo.
    Le politiche però sono un grande appuntamento nazionale da vincere guardando in faccia la nostra gente , sarebbe utile saperlo tutti.
    Sono andato di getto …di altro riparleremo.
    Ciao

  6. Occorre una regia solida, dice Wladimiro . Eggia’ .
    Il lavoro della sua commissione e’ un esempio buono. Deve essere una occasione almeno per capire cosa si dovrebbe fare. A 360′.
    Certo, poi bisognerebbe fare. Ma qui non sarei così ottimista.
    Vedremo e, se ce lo consentiranno, daremo un contributo. Niente stampelle, nessuno ce lo chiede, ma almeno aprire ua finestra sul futuro, seria e responsabile .
    Quanto a S J, non credo che ci siano a giro salvatori della patria. Allora magari proviamo a giocare un po’ di squadra e non lasciamo che giochino al massacro di tutti. Poi nessuno da solo a portare il verbo, non lo vedo. Ma tra grillo che vuole cancellare i sindacati e le figurine che vediamoa giro, non vedo molte altre alternative.
    Il respiro culturale e politico e’ necessario. Aspettiamo proposte,senza pregiudizi,senno’ voltiamo pagina con l’aiuto di tutte le persone serie e leali. Almeno questo. E senza cancellare destra e sinistra, nemmeno con i PM rivoluzionari in aspettativa e sentenzianti. Alla fine parlare dell’abitare sociale può essere un utile impegno per definire campo di gioco e squadre , vista la storia di questa citta’. Sul porto devo capire quanto durano le ferie pagate. Se durano. Sarà .

  7. St. John ha detto:

    >non vedo molte altre alternative

    Sappiamo tutti che la città è messa veramente male. Sono saltati sia il modello di sviluppo che la capacità di trasmettere risorse umane, innovative al sistema politico. A prescindere dalla scadenze elettorali ci vuole una fase costituente cittadina, molto seria e profonda, che sappia prefigurare il futuro. Non è qualcosa a portata di mano, meglio non nasconderselo, ma comunque necessario.
    Segnalo poi che il Financial Times ha seccamente bocciato Monti. Münchau, il columnist più importante del Ft, ha usato, per bocciare Monti, lo stesso esempio che vi portai una decina di mesi fa per dire che con il professore della Bocconi non si andava lontano. La sua politica è infatti ritenuta seriamente fallimentare come quella di Brüning, cancelliere del Reich dal ’30 al ’32. Münchau parla anche di Bersani e suggerisce all’Italia di contrattare con la Germania una presenza flessibile nell’euro (qualcosa di simile al vecchio serpentone monetario), una vera unione bancaria, una seria assicurazione dei rischi delle banche e una politica economica espansiva. Se Münchau avesse scritto queste frasi in italiano, su qualsiasi giornale nazionale, sotto pseudonimo sarebbe stato accusato di irresponsabile populismo. Il punto è che le parole di Münchau contano moolto più di qualsiasi tonnellata di articoli di De Bortoli, Scalfari o Ezio Mauro. Perchè orientano gli investimenti veri quelli del big business. E Münchau è stato chiaro: i mangiaspaghetti vanno verso una inconcludente maggioranza arlecchino, Monti più Bersani, forse condizionata dal centrodestra. Quando si è letto questo articolo a Londra, a New York, a Dubai o nelle sedi di fondi asiatici, dove si scommette forte, di sicuro si sarà tentati se non di investire sul rischio paese (speculando contro di noi) perlomeno di non investire in Italia. Poi se Bersani va a muso duro dai tedeschi e ottiene sostanza allora le cose cambiano. Ma una campagna elettorale dove i temi di politica estera, che sono nodali più di qualsiasi ciribiri sulle tasse, non ci sono autorizza ad essere pessimisti.

  8. Fase costituente. Giusto. In fondo stiamo seguendo lo stesso ragionamento, in particolare avendo davanti oltre un anno di questa amministrazione.
    Naturalmente ognuno sceglierà la sua strada, ma mettere in chiaro dove stanno le questioni, mi sembra doveroso. Lo diciamo da tempo.
    certo la scala politica, tra europa ed il limoncino determina molti scarti intellettivi.
    Tuttavia non possiamo non partire dalle cose con cui abbiamo a che fare tutti i giorni, per declinarle in una nuova fase costituente, appunto. E non ci aiuta troppo il FT, a proposito della paduletta e delle sciocchezze di SPIL.
    Ci vogliono nuovi ruoli da verificare e nuove energie da mettere in moto. Dopo quello che leggiamo su Spil e su Gallanti mi sembra sempre più urgente.
    Bersani a muso duro lo vedo difficile, ma a volte lo stile tradisce la sostanza. Hai visto mai.
    Quanto a Monti, francamente un pò deludente davvero. Anche dal mio punto di vista, anche se non lo omologo a Berlusconi e Grillo.

  9. St. John ha detto:

    >certo la scala politica, tra europa ed il limoncino determina molti scarti intellettivi.

    putroppo, o meno male a seconda dei punti di vista, senza una classe dirigente che sappia pensare in modo glocale non se ne esce. E poi non invento niente di nuovo, basta pensare a dirigenti come Piccini senior che sapeva ben districarsi tra europa e limoncino. Solo che ora una classe dirigente va formata, non nasce come le mele e le pere.
    Ho letto la stizzita risposta di Monti al Financial Times. Fortuna sua che gode di buona stampa in Italia e certi argomenti inconsistenti non hanno il risalto che dovrebbero avere.

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