QUALITA’ DELLA VITA,TONFO RECORD. BRAVI TUTTI .

qualità

 

da il Tirreno

Non esiste nessun’altra provincia (fra le oltre cento del Bel Paese) che abbia fatto un capitombolo più rovinoso del nostro nella classifica che il quotidiano economico Italia Oggi dedica ogni anno alla fotografia delle province d’Italia dove si vive meglio: giù di 17 gradini, dal 39° al 56° posto. 

Alla fine di novembre era stata l’analoga indagine del quotidiano confindustriale “Sole 24 Ore” a metterci sull’avviso: anche quell’inchiesta costruita sulla base di parametri statistici segnalava che nell’ultimo anno la qualità della vita nella nostra provincia aveva avuto un brusco peggioramento. Un tracollo con pochi eguali in tutto il Paese: basti dire che perdevano 16 posizioni in un sol colpo (e solo quattro province su oltre cento presentavano capitomboli maggiori del nostro). Dunque, caso raro, per una volta le indagini parallele dei due quotidiani economici hanno dato il medesimo segnale: e per noi non è affatto un bel segnale. C’è da dire che però il “Sole 24 Ore” ci faceva scendere dalla 14ª alla 30ª posizione, lasciandoci quindi nella metà alta della classifica nazionale. “Italia Oggi” no: eccoci più giù della linea di demarcazione di metà graduatoria. E, a differenza degli amaranto che volano nei cieli nobili della serie B, ecco che la provincia ruzzola verso la zona retrocessione.

La Redazione

C’e’ poco da commentare………………..

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10 Responses to QUALITA’ DELLA VITA,TONFO RECORD. BRAVI TUTTI .

  1. Non ci stupiamo certo, per questi dati. E’ da tempo che ce ne siamo accorti, anche senza i dati riportati dalla stampa.
    Quello che auspichiamo, oltre le alchimie sui consensi di questo o quello nelle battaglie interne al PD, che si volti davvero pagina e l’occasione delle politiche e’ preziosa.
    Sarebbe devastante che la citta’ rimanesse prigioniera di piccole storie correntizie, mentre occorre come il pane una ripartenza con un disegno strategico e progetti concreti.
    Ogni citta’ ha i suoi problemi, qui dove mi trovo si lamentano perché arrivano troppi visitatori ed i servizi vanno in tilt. Eccesso di succeso. Che pone problemi di crescita e di consolidamento sulle ricadute economiche ed occupazionali locali. Naturalmente nessuno e’ maestro di niente ed il locale assessore al traffico viene considerato poco capace. Ma e’ una situazione di grande dinamismo e concretezza. Fra poco inaugurano la nuova stazione marittima e via dicendo.
    Guardiamo avanti e apriamo di non perdere altre occasioni. Anche perché spiegare che l’Odeon e’ stata una bufala, che i servizi sanitari sono in caduta, mentre si aspetta la prima pietra chissà come e l’ultima chissà quando, e via dicendo, non vale più la pena. Credo che tutti abbiano capito, dai dai, la situazione.
    Ora occorre rimboccarsi le maniche e creare condizioni nuove e più adeguate. Lo diciamo da anni. La diagnosi era semplice. Ora occorre e rapidamente una terapia. Se siamo sempre a tempo

  2. henry brubaker ha detto:

    Quando si interromperà per forza di cose il ciclo generazionale delle pensioni d’oro (quelle retributive, che hanno garantito portuali e pubblico impiego e di riflesso il voto al partito di maggioranza relativa)la città sarà definitivamente in vendita.Sono comunque graduatorie che da sempre valorizzano la propensione al consumo.Evidentemente la crisi ha colpito.L’importante sarebbe ripartire con i redditi da lavoro.Magari salvaguardando beni come l’ippodromo o gli stessi bacini ,che oggi come oggi vedo ahimè nuovamente in discussione.E intorno,scenari sempre piu’ lunari.Nonostante i bagni d’inverno.E ovviamente la nuova viabilità ospedaliera.

  3. Forse i dati della caduta di Livorno cominciano ad essere più coerenti con la realtà effettuale che è ben oltre e diversa dall’1% di PIl in più rispetto a Pisa che il nostro Alessandro spesso ci ha ricordato.
    Il disagio si respira nella’aria , nei contatti, nella vita vissuta.
    CILP in grave crisi e con grandi rischi che la portano a giocare una partita conflittuale sulle banchine che potrbbe portare più danni che utilità. Il Porto che nonostante il CP abbia approvato il POT non ci da sufficienti garanzie e certezze per oportunità e condizioni di ripresa ancorate a responsabilità collettive e prospettive temporali ( cronoprogrammi) incertissime e solo slogan di buoni intentii e arringhe – vedi escavi e ristrutturazione uso banchine..Mi pare non manchino osservazioni critiche, e che dire della occasione concordia sventolata da Rossi, ostacolata in sede locale con il contorno dei bacini ormai verso un utilizzo diverso dalla genesi stile tre gambe?.
    E lasituazione AAMPS con un impianto strategico regionale che fa acqua da tutte le parti e con bilanci aziendali che andranno spulciati fino all’osso. Sarà dura convincermi che vanno bene, con una riflessione che sto maturando da tempo ormai sulla inutilità per Livorno del TMV, per come ce lo vorrebbero imporre.
    Sanità da film dell’orrore, con accordi che iniziano ma per i quali sarà davvero interessante intravedere un percorso a regime strategicamente valido, contando nel fabbisogno finanziario la vendita del patrimonio ASL – anche del vecchio ospedale – passando dal Piano Strutturale – che intanto batte in testa su quello già in vendita vedi Via E Rossi. con una allarmante crescita di disservizi territoriali che avrebbe ro dovuto essere fiore all’occhiello della strategia socio sanitaria – già in condizioni di grande precarietà per quanto riguarda la linea Rossi e in condizioni comatose per il servizio in salsa locale.
    Pensiamo in grande che è divenuta pensiamo in piccolo con tutte le contraddizioni e le assenze denunciate ai tempi della G. G. A dicembre i lavoratori di ATL hanno rischiato di non riscuotere domandare per credere. E non si sa bene ancora cosa sta maturando nella strategia regionale di certo ecredibile.
    politiche abitative poggiate sulla schiena e sulla faccia di una persona per bene coem Cantù ma in preda ad un assordante silenzio strategico a cominciare dai Q. N. Sembrano tuute ferme al nosatro lcune partite per i Q.N. Abbattimento e ricostruzione In Corea – Ricostruzione Signorine( 420) doveva partire a giougno scorso siamo in ritardo schizzofrenico e irresponsabile, trsferimento del Circolino possibile – abbiamo votato il passaggio all’AC del terreno ad ok per questa operazione e quando si parte?
    Fiorentina dopo le fatiche di ercole per approvare la VAS fiorentina ha dato il via al trasferimento di Via G. b. 14, ma la partita non era questa ma un po più seria e ampia. E cosi il mercato è sempre li senza regia pubblica che consenta la soluzione dei problemi esistenti per il trasloco – impegni finanziari ci sono, ma ridotti e solo verbali da parte di regione e Camera di commercio. si rischia grosso per il mercato e per il progetto Fiorentina su cui si dovrebbe specificare una volta per tutte la strategia finanziaria ( fondi regionale e ex 560) e le tempistiche , ma a voler bene siamo in assoluto alto mare.
    caprilli senza prospettive strategiche e sicurezze per i lavoratori, Lavoro con punti di crisi drammatiche.
    Ultimi, direbbe il vescovo, senza avere adeguati sevizi di riscontro, basta vivere nei quartieri per avvertire l’inadeguatezza di interventi per tanti strati sociali. commercio sempre più in crisi per mille fattori , ma non manca uno specifico locale a dispetto di chi si sente padrone della verità e non ha mai nulla di autocritico da pensare per correggere e fare.
    Partecipazione ridotta ad un prezioso slogan, basato su una coscienza culturale cittadina che ha ancora da scoprire una verità dura e poggi ancira su conservatorismo politico che appena si aprirà una finestra credibile potrebbe crollare, nonostante le primarie del PD che andranno analizzate in sede locale più in profondità.
    In 3 Commissione intanto portremo i lavoratori del caprilli, del mercato, i commercianti, ascolteremo i sindacati sul lavoro a Livorno , faremo il punto spero sul maarketing territoriale con Simoncini. Un lavoro programmato, ma la sfida è ardua e sul piano politico potremmo vederne delle belle.
    In tutto ciò che si muove non c’è dinamismo econcretezza e gran responsabilità va alla macchina da sempre, e alla debolezza politica.
    Non c’ coraggio innovativo e si ha paura di rimuovere per cambiare.
    In un simile comtesto le guerre per bande non servono a nessuno , ma speriamo che me la cavi. Scusate gli errori vado di getto, perchè sono su una viaccia, in….to davvero . Saluti cari a tutti anche a chi non apprezza cosa scrivo. Magari prendesse corpo il rispetto per gli altri e per il prossimo forse sapremo fare meglio anche politica e governare bene. Ciao

  4. Incomincio a credere che la terza commissione diventerà uno spazio molto interessante, nel prossimo futuro.
    Sotto molti punti di vista.
    Nel merito ci sono tanti spunti da riprendere con calma.

  5. Alessandro Latorraca ha detto:

    Wladimiro come al solito rende concretezza alla contraddizione e le difficoltà’ che in molti su questo blog denunciano a riguardo di una situazione politica e sociale che sta rendendo Livorno terreno arduo da coltivare.
    Il tempo che inesorabilmente trascorre rende inestricabili definitivamente alcuni nodi vitali per il rilancio della nostra città’. I dati riportati sui due giornali economici sono drammatici da qualsiasi angolazione si leggano, forse addirittura insufficienti se proiettati non solo su scenari nazionali ma internazionali.
    La rabbia e le difficoltà che incontro nascono dal vedere il mio partito imbarbarito da lotte evidentemente interne e mai rese alla luce del sole che hanno altamente inquinato l’aria politica che respiriamo.
    Con Wladimiro e forse altri, sicuramente altri, poniamo ormai con forza e in maniera decisiva il tema di come continuare ora il nostro lavoro amministrativo.
    Non siamo ingenui e sappiamo certo leggere anche tra le righe quello che succede nel nostro partito che sembra in preda comunque ad una sindrome tutta liburna.
    Vogliamo però’ rimanere volutamente fuori da logiche guerresche e da faida personale, ancora una volta proviamo a marcare una differenza veramente democratica stando sui fatti.
    Certo e’ che l’aria e’ cambiata e se continuiamo il cammino sappiamo che ora saremo più’ autonomi e cercheremo di lavorare per la città nel PD con un rinforzato atteggiamento di costruzione dialogante ma critica.

  6. St. John ha detto:

    la speciale classifica in cui Livorno non eccelle va letta bene. Dal punto di vista metodologico si può fare molto meglio, producendo indicazioni più utili per chi le dovrebbe raccogliere, ma il campo giornalistico (italiano) è quello che è. Consideriamo che stiamo parlando della classifica sulla qualità della vita di un paese che, dal 2008 inizio della crisi, ha perso il 24% della produzione industriale. Un quarto secco mica sorbole. Una autorità internazionale della statistica, oggettivamente sconcertata per quanto accade nel suo/nostro paese, mi diceva stamani al telefono: “i dati sulla produzione industriale sono da economia di paese bombardato”. Paragonabili all’Inghilterra sotto attacco aereo del 1940-1. In questo scenario da guerra, Livorno risulta una delle zone più colpite dal fuoco nemico (una miscela di rigore-conti in ordine-crescita che ha già devastato intere popolazioni in altri tempi ed in altri luoghi ma questo non sembra interessare ai più). Due mi sembrano i dati più preoccupanti di questa classifica (su cui ho delle riserve ma me le tengo). Il primo è l’alta incidenza di infortuni sul lavoro. Frutto di organizzazione del lavoro selvaggia, i cui costi sono all’osso, come i margini di guadagno, scaricati sulla nuda pelle del lavoratore. E’ un classico segno da economia del sottosviluppo (ma “i numeri dicono che stiamo meglio di altri”, parole del primo cittadino). Il secondo è l’alta incidenza di tumori nell’indice di mortalità (anche qui ricordo che un altro esponente della amministrazione, ora rispedito a Firenze, sostenne pubblicamente l’esatto contrario). Sono cose che non possono che accadere nella seconda provincia più inquinata d’Italia, di cui Livorno è capoluogo.Qui siamo ad un genere di economia romeno-moldavo dove lo sfruttamento dell’ambiente avviene di concerto con l’ultimo tasso di redditività di impianti in declino.
    Si tratta di indici strutturali, poi magari tra un anno qualche territorio ruzzola più già di noi, bombardato da qualche crisi locale, e ci tocca pure leggere di un miglioramento di Livorno nella classifica nazionale. Di un paese in cui ulteriore anno di recessione, entro una recessione europea (la stessa Germania vede calare la produttività, figuriamoci noi), produrra i suoi bravi nuovi sconquassi. Non vi tedio sulle formule politiche ma invito a guardare la sostanza: se ne esce solo con un potere molto forte, estremamente innovativo, intelligente e molto motivato.

    ps. C’è poi ancora da capire se l’eurozona tiene. Per fermarsi a fattori europei (l’esito economico della trattativa sul fiscal cliff è decisamente ancora da leggere) la Handelsblatt, che è il Sole 24 tedesco, ieri parlava apertamente di 2013 come anno recessivo per tutta l’eurozona. E ne possono accadere di cose, su un panorama europeo instabile, in un anno recessivo.
    In materia segnalo, per i tedescoleggenti, questa intervista di Die Welt al direttore del Centrums für Europäische Politik dedicata alle elezioni italiane.

    http://www.welt.de/print/die_welt/wirtschaft/article112337872/Italien-steht-seit-dem-Sommer-still.html

    riassumo qualche tema utile per la comprensione del contesto. 1) si rinnova la sfiducia di settori della maggioranza Merkel verso la Bce. Per un motivo semplice. La politica di Draghi, quella annunciata
    tra agosto e settembre, è ritenuta inflazionista, e si che i tedeschi sono “bravi” a tenere l’inflazione sotto controllo, e in grado di ridurre la capacità di rendita dei fondi pensione tedeschi (nodo importantissimo,
    già emerso quest’estate) 2) L’Italia è vista come il paese sostanzialmente, nonostante i massacri che abbiamo visto, tenuto in vita da queste politiche della Bce 3) L’intervistatore, anche per motivi di schieramento,
    spera in Monti altrimenti sarà Adrift (deriva). Come l’Italia è vista da questo settore di maggioranza Cdu-liberali credo sia chiaro. Vi traduco un pezzetto di intervista. C’è un punto in cui si parla di come l’Italia può
    ritrovare “equilibrio” nei conti pubblici e nel sistema economico. Si sostiene che non è attraverso la politica “espansiva” della Bce che si risolvono il problemi dell’Italia. Ma solo con il recupero di competitività. Ecco
    quindi questa frase, tradotta velocemente: “nella moneta comune la competitività può essere raggiunta SOLO comprimendo il costo del lavoro. Gli italiani non vogliono intraprendere questo difficile sentiero, costringendo
    l’eurozona a ineguaglianze e fallimenti, cosa che rende la Bce sempre più forte nel poter praticare comportamenti dal dubbio risultato”.

    è interessante notare questo rapporto, qui esplicitato, tra costo del lavoro italiano, politica della Bce e rendita delle pensioni tedesche. Va analizzato bene. Intanto direi che le parole di Monti di oggi hanno un bell’accento tedesco. Poi quando leggo di Bersani che appoggia la proposta Schauble (vicino all’area die Welt) sul supercommissario europeo..mi domando che razza di politica del lavoro ha in testa il Pd.

  7. henry brubaker ha detto:

    A Latorraca ;credo che sia venuto il momento,dati alla mano,che le persone serie (ho letto l’intervento di a.l.t. sulla stampa)mostrino appunto la propria autonomia di pensiero.Al di là degli indici di Italia Oggi (che Zucchelli legge come al solito deresponsabilizzando la politica locale attribuendo i default alla radice antropologica “della società”,anzi “alla carne viva della società”),ci sono una serie di parametri oggettivi che dovrebbero indurre a una serena valutazione politica.Siete in Consiglio Comunale da ormai quattro anni e non si puo’ far finta di nulla confidando nella ostinata operatività del solito Picchi.(con le balle dei cantieri a Marzo amplificate da Granducato e Tirreno).Serve uno scatto d’orgoglio e ,appunto,autonomia di pensiero.Non ho sentito un commento sulle incredibili dimissioni di Grassi,non ho capito se quelle deleghe siano state riassunte e da chi.Non ho capito se ci sarà un futuro per il Piano Regolatore.Non basta dire “fatti loro”.Nè fare i centrini del centro sinistra con una manciata di voti e alimentare con un sondino cio’ che non esiste piu’.Se alle parole non seguirà (come temo)alcun fatto c’è il rischio poi di scalfire la credibilità personale.E questo non sarebbe bello.

  8. Non voglio intromettermi, ma centrino e’ vocabolo troppo berlusconiano , mi sembra stonato e fuori contesto, parlando deiconfrontinaperti in consiglio comunale. Non banalizzerei percorsi importanti, anzi. Mi sembra che le questioni sino un poco più complesse. Ed il primo appuntamento sono,le politiche, non le amministrative. Un particolare non insignificante. In consiglio si scontano insufficienze del PD, ma anche presunte ed inconsistenti alternative di opposizioni,francamente improponibili ed impresentabili . Con qualche eroica eccezione.

  9. Alessandro Latorraca ha detto:

    HB dal suo punto di vista dice cose ineccepibili:staccare la spina alla giunta Cosimi e tutti a casa, questo dimostrerebbe una vera coerenza e una netta cesura con il passato.
    Mi permetto di dire che però le cose a me sembrano molto più complesse e in questo momento e’ necessario lavorare per creare condizioni per un futuro governo della città che siano le migliori possibili. Se staccassimo la spina ora avremo un caos politico che farebbe ancora di più precipitare la città verso il basso.
    Volenti o nolenti il PD rimane ancora, non so per quanto, il centro intorno a cui ruota tutta la politica cittadina; il resto al momento e’ qualcosa di marginale.
    Il problema e’ che tale centro gravitazionale, piu’ sulla carta che nella realta’ sociale di Livorno, non ha fantasia e preparazione sufficiente , coraggio, o quello che vi pare per dare risposte adeguate. È necessario dunque generare un processo di trasformazione del PD ma i tempi stretti non sono in grado di farlo e allora ecco il misero e forse ingenuo tentativo mio e di altri di cercare di generare spinte dal suo interno, in attesa che anche al suo esterno si generino movimenti convergenti per creare un’area civile e civica nuova, in grado di operare segnali forti di cambiamento in un prossimo futuro.
    È necessario mantenere una coscienza critica, che vede i limiti e le cose che non vanno come fa HB, anzi questa azione dovrebbe essere più forte, ma neanche , almeno per il momento, essere l’alibi per forzose cadute che ridurrebbero le responsabilità di chi deve assumersele fino in fondo davanti alla città.
    Potrebbe apparire perfino cinico questo ragionamento politico ma non saprei al momento identificare altre soluzioni.
    Su l’assessore grassi HB ci invita ad una valutazione. Mi sono già’ espresso senza timore: gravissime le sue dimissioni perché persona competente, schietta che sapendo fare il suo lavoro avrebbe condotto l’urbanistica livornese verso una visione più nuova, vicina ai tempi nuovi che stiamo vivendo, ma oltre questo caro HB che dire?
    Proviamo ancora a percorrere questa strada, vedremo..poi sempre disposto ad assumermi le mie responsabilità senza perdere comunque spero credibilità, anche se dovessi sbagliarmi.

  10. A proposito di Grassi, morto un Papa….sono curioso di capire il riassetto della giunta.
    Giungono notizie e previsioni varie. Immagino sia l’ultimo riassetto, prima della conclusione. Un segnale importante per capire cosa ci dobbiamo aspettare

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