LA NASCITA DI CENTRO DEMOCRATICO

tabacci c
“Il lavoro comune, svolto nella coalizione di centrosinistra , che ha portato allo straordinario risultato delle primarie che hanno designato Bersani come candidato premier e definito le linee portanti del programma di governo, e’ stato la base sulla quale e’ nato Centro Democartico.
In esso confluiscono Api ed il gruppo che fa riferimento all’on Donadi.
 BrunoTabacci ce lo ha ribadito personalmente, con particolare apprezzamento alla nostra attivita’ a Livorno.
Sulla base delle indicazioni ricevute, proseguirà l’attività politica, che vede come coordinatore Provinciale l’avvocato Giuseppe Batini.
 Nel mio ruolo di portavoce , insieme a Ruben Bianchi, continueremo a sviluppare occasioni di approndimenti programmatici, tese a dare ulteriori contributi al programma della coalizione, in forte raccordo con il PD e Sel, con l’obiettivo di dare grande rilievo alle questioni aperte sul territorio livornese.
In particolare il rinnovamento avviato e consolidato dalla segreteria di De Filicaia , rende ancor più credibile lo sforzo della coalizione sui temi concreti che ci attendono.
E le parole di Napolitano, chiare ed inequivocabili, sono un riferimento essenziale.
Crescita ed equità , guardando alle tematiche del lavoro e della innovazione, valorizzando per davvero il contributo della società civile, saranno i punti cardine da aggiungere all’opera di risanamento e di recupero di credibilità internazionale , avviata  dopo la sciagurata stagione berlusconiana.
Livorno e le sue prospettive di capitale della Toscana sul mare , a partire  dalla sua dimensione marittima euromediterranea , sarà una priorità assoluta.
Per questo la sede di Scali Olandesi, in collaborazione con l’Associazione Confronto, sarà per Centro Democratico uno spazio aperto e vivo in questa delicatissima campagna elettorale e non solo. “
Pasquale Lamberti
Portavoce  Centro Democratico  LI
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8 Responses to LA NASCITA DI CENTRO DEMOCRATICO

  1. ps – suggerisco di leggere e valutare l’articolo di Alessandro La Torraca su LA Nazione di ieri. Con la sua genuinità e onestà intellettuale commenta la situazione politica a modo suo secondo la propria testa. Mi onoro della sua amicizia vera , saldata in questi anni di legislatura. Siamo in sintonia su quasi tutto il fronte della riflessione politica attuale e vedremo cosa potremo escogitare per dare senso e concretezza a qualcosa di utile, nonostante si provenga da 2 mondi diversi ci unisce LIVORNO NEL CUORE.

  2. Storie diverse, ma percorsi caratterizzati da una notevole autonomia e coraggio intellettuale. Ripartire dai contenuti e dal coraggio di dire le cose come stanno. Un linguaggio di verità direbbe Bersani, appunto . E non si silenzia nessuno come dice , a proposito della infelice uscita di Monti, che può far riflettere , eccome, tutti i silenziatori di voci scomode in servizio permanente effettivo. Tutto torna…

  3. Ludom ha detto:

    Comprendo perfettamente la reazione di Lamberti al termine “centrino” e non solo perché le questioni, purtroppo, sono sempre più complesse. Detto questo il rischio di fare quella fine, a me sembra, ci sia tutto e questo rischio, ha ragione henry, aumenta col passare vano del tempo.
    Vedo ad esempio che Pasquale con questo suo bell’intervento, per sostanziare il nuovo clima deve però ancora riferirsi al rinnovamento che Yari ha promosso e che, con ottimismo auspicante, definisce addirittura consolidato.
    Ecco, questo temo sia un altro e nuovo punto critico nella strategia di tanti amici. Se un mese fa era ampissimo il consenso e la propensione all’investimento su De Filicaia in tutto il pd, oggi credo che la situazione sia cambiata. Sono successe cose brutte davvero. Wladimiro non sarebbe ancora così in…..
    Adesso i contorni dell’accaduto cominciano ad essere più chiari. Del pd livornese si può dir tutto fuori che sia un partito “settario” e segreto. A essere generosissimi e dimenticarsi l’orrendo incipit della vicenda, che certo ha contribuito alla piega poi presa, a Yari non può non essere imputata, quantomeno, una pessima capacità di governo di questo passaggio.
    Sono defaillance che ancora pesano nel giudizio di un partito anche se aperto a tutto e un po’ “sperimentale” come il pd. O il “giovane” ha un colpo di reni (si smarca un po’ anche da se stesso) o rischia di diventare una sponda molto meno consistente per il Centro Democratico.
    Intanto domani vediamo cosa ci porta da Firenze. Speriamo bene, altrimenti se ne vede delle belle.
    Comunque è vero, dice bene Lamberti, ora ci sono le politiche. È un “gioco” diverso e, al momento il posizionamento assunto da quest’area politica, credo non potesse essere che quello. A questo proposito auguro al Centro di prendere più di una manciata di voti. Dovrete conquistarveli e non è impresa da poco ma in caso contrario la partita diventerebbe veramente difficile.

  4. Kinto ha detto:

    E ci mancherebbe pure che il termine centrino avesse lasciato indifferenti.
    Qui bisogna anche capire che ,e non dico a te Ludom,
    il tempo delle filosofie
    e dei salotti di sinistra tipo Capalbio e’ finito ,
    inutile stare sempre a criticare seppur in cognizione di causa
    senza fare niente;
    ho profondo rispetto di coloro che si mettono in gioco e
    provano a dare il proprio contributo con faccia nome e cognome ,direi da sempre.
    L’Oste c’e’ e bisogna farci i conti,inutile girarci intorno.
    Oggi che per “qualità” Livorno e’ agli ultimi posti chiunque
    nel suo piccolo riesca a contribuire in qualità al di la dei numeri e’ a mi parere piu’ che ben accetto.
    Dopo di che
    uno scatto ci vuole da parte di un intera classe dirigente per dare una prospettiva almeno degna a tutta la città,
    anche perche’ se si riparte da Cecio Mannelli e Mancusi
    dopo la performance di Martorano e Bolognesi alle primarie
    e’ meglio chiudere baracca e burattini.
    e rassegnarsi all’avaria divenuto sistema,ma non e’ praticabile
    come premessa.
    Caro Ludom ogni singolo voto,tranne che in alcuni quartieri tipo Fort Knox per il Pd,sono difficilissimi da prendere,
    pero’ le sfide sono anche il sale della vita
    e ti danno quella carburazione vitale direi.
    A me pare,aspettando di vedere anche la composizione territoriale di Centro Democratico,
    che tra politiche prossime,
    e la fine di un decennale amministrativo barocco
    e farlocco,
    qualcosa di buono all’orizzonte lo si intraveda,
    e certamente lo si deve provare ad impostare da subito.
    Saluti

  5. Barocco e farlocco …. Una rima pesata e DOC !

  6. St. John ha detto:

    > O il “giovane” ha un colpo di reni

    tanto dev’esse Casillas.:) a questo punto credo che la decisione di staccare la spina, se ci sarà, sarà dell’elettorato. E qui i risultati di febbraio andranno visti in proiezione. Tanti o pochi che risultino i voti presi da Pd-Sel saranno il pieno di questa stagione. Dopo, per una serie di fattori locali e nazionali, si potrà solo scendere. Quanto potranno scendere è il dettaglio che conta.
    Vorrei però, si parva licet, parlare un attimo di Livorno reale. La vertenza all’Ipercoop, sull’assunzione di lavoratori da farsi secondo la non rigidissima legge Damiano e sugli straordinari, è di quelle piuttosto dure. L’Ipercoop è arrivata persino a precettare alcuni lavoratori per lo sciopero del 31. Un collettivo di precari e disoccupati, il giorno della precettazione, ha rallentato l’afflusso alle casse in solidarietà con i lavoratori dell’Ipercoop in sciopero. Tutta roba che ha trovato solo articoli di piccolo taglio sul Tirreno e la più interessata indifferenza del ceto politico locale. Evidentemente la stabilizzazione dei lavoratori non è un interesse concreto e materiale, inutile girarci attorno.. E’ accaduto inoltre un episodio bruttino assai. Com’è come non è, con una certa discrezione, all’ipercoop è arrivata bella carica una camionetta della celere dei carabinieri. Reparto che è entrato dall’ingresso secondario dove c’è il parcheggio per lo scarico, Si erano già schierati sulle scale interne coi manganelli e tutto. Solo l’intervento del direttore dell’Ipercoop, da quel che risulta, ha scongiurato l’entrata in scena in pieno supermercato. Con intuibili effetti, genere piazza Cavour un mese fa (sempre se nel centrosinistra si sia capito cosa è successo). Intuibili e del tutto inutili. Ora capisco che tra panettone e primarie tanto ceto politico di quel che accade a Livorno è parecchio disinteressato. Ma è il secondo episodio, stavolta fortunatamente senza conseguenze, in meno di un mese di proteste leggere alle quali si tende a dare una risposta militare. Come è andata il 3 lo sappiamo tutti ma forse non si ha un’idea di come le cose possano andare se non si cura la mediazione dei conflitti sul territorio. Ora, sempre da quel che risulta, l’appiattimento del centrosinistra livornese su Cardona porterà ad un numero alto di avvisi di garanzia sulla vicenda del 3 dicembre. Se il numero è quello che è uscito da fonti confidenziali è spropositato, rispetto alla sostanza dei fatti, e mostra un desiderio.
    Quello di fare i conti con un’area, e le relative occupazioni, come se fosse tutto un mero problema di ordine pubblico. Dico una cosa. Talleyrand, che di governo in regimi diversi se ne intendeva (ha servito Luigi XVI, la rivoluzione, Napoleone, è stato uno dei registi della restaurazione antinapoleonica e infine Luigi XVIII, Andreotti in confronto è stato un impiegato del potere) diceva sempre: “mai governare con zelo o sperando che sia la polizia a risolvere i problemi”. E si che di cospirazioni ne sapeva qualcosa. Non ho alcun dubbio: se la vicenda denunce cresce il centrosinistra livornese non combinerà niente di intelligente. Che almeno non si facciano troppi danni. Perchè questo fenomeno di separazione tra ciò che accade reamente in città e ciò che fa la politica istituzionale, la pratica dell’autoreferenzialità più estrema, non dura in eterno.

  7. Che ci sia una storia ssconclusionata tra realtà quotidiana ed un certo pezzo di politica locale sulle nuvole, misembra evidente . Quale che sia la citazione, da SJ a Del Corona ed altri, a ben vedere ce ne siamo accorti tutti. La cura proposta può essere diversa, ma la diagnosi e’ facile e consolidata.

  8. St. John ha detto:

    >Quale che sia la citazione, da SJ a Del Corona ed altri, a ben vedere ce ne siamo accorti tutti

    personalmente se scrivo è perchè sono convinto che la nostra città abbia superato il livello di guardia. Nella speranza di fare informazione utile. Siamo al livello oltre il quale non è in pericolo tanto la contingenza economica, quella nel capitalismo è sempre instabile, ma proprio la sopravvivenza della città. Quello che mi colpisce, e trovo significativo, è che nel centrosinistra non c’è una tesi economica complessiva sull’inversione del declino livornese (a parte le esternazioni del sindaco che oggettivamente sono imbarazzanti). Ci sono una serie di convinzioni, più che di teorie, su alcuni settori della vita economica cittadina. Convinzioni che non fanno sistema economico. E senza quello Livorno non la salvi. Ma per far valere una concezione dell’economia ci vuole una filiera, molto motivata, di persone differenti per preparazione e ruolo e in grado di implementare innovazioni e comportamenti in modo permanente. Ma Livorno è spaccata in due: c’è una città dei vari livelli di rendita, talmente bollita da trovare inutile l’inversione del declino, e una dei vari livelli di sottosviluppo che vive una stagione di inerzia sociale. Siamo messi molto male. E prima di una stagione terrificante.
    Sempre per parlare di Livorno reale la scena raccontata dal Tirreno, dei rugbisti che scappano dal campo di allenamento a causa della nube asfissiante, è da quartiere Tamburi di Taranto. Nel 2014 la vicenda della nube peserà sui voti dei quartieri nord che sono il polmone elettorale del Pd. Ma è tutto visto come lontano.
    Per farsi due risate oggi mi hanno fatto vedere una foto d’epoca. C’era uno striscione “Lamberti dimettiti”, con accanto un più giovane St.John con il volto travisato dal passamontagna che rilascia dichiarazioni ad una stampa che ricordo attonita :) e che fece di tutto per minimizzare l’episodio (in fondo meno male, viste le possibili conseguenze). Mi sono sono prese le risate davvero. E mi è venuto a mente l’episodio dell’inagurazione del Goldoni, successivo di diversi anni a quella foto, con Ciampi e Lamberti. Beh, quella volta lì siamo andati veramente vicini a qualcosa di simile a quello che pochi anni dopo sarebbe accaduto con Borghezio.Le forze dell’ordine non avevano capito cosa volevamo fare, capire il campo è essenziale sempre, e pensarono 1) che eravamo li’ per Ciampi e Lamberti (non era così ma vaglielo a spiegare..) 2) che eravamo in numero minore del solito per quell’area, curva e spazi sociali, perchè l’appello era circolato meno (invece era una cosa per “uomini abili”, dove i ciaccioni meno circolavano meglio era. Mi ricordo di aver salvato dal linciaggio uno conosciuto a Livorno perchè aveva la telecamera.. per dire che meno gente c’era meglio era).
    Bene, siccome ero tra quelli in cui giravano le informazioni sul da farsi, ad un certo punto sentii arrivare quella scarica di adrenalina collettiva che passa quando sta per partire la carica. Intendiamoci, non della polizia verso di noi ma di noi verso la polizia. 99 su cento quando passa quell’adrenalina si passa alle vie di fatto, questione di attimi. Invece il capo dei puffi (leggi forze dell’ordine) ebbe l’intuizione che forse era meglio farci passare verso Corso Amedeo come chiedevamo da un’ora.
    Perchè vi racconto questi due episodi? Per un paio di motivi. Se volete continuare a governare Livorno, sempre se l’elettorato ve ne darà facoltà, a mio avviso dovete pensare a guardare la città, e i suoi abitanti e anche la sua storia,in modo estremamente diverso rispetto a quello con il quale siete da troppo tempo abituati. I punti di vista consolidati non aiutano nessuna mutazione.
    Poi c’è un modesto contributo personale: non ‘è cambiamento politico senza adrenalina. Ne deve circolare tanta e a lungo, perchè i progetti circolino, durino e cambino le cose. La politica contiene una cifra antropologica primordiale che va sempre rispettata affinchè le cose cambino davvero. Altrimenti come diceva il replicante di Blade Runner, e quel Carl Schmitt dell’ex assessore Grassi su facebook, tutto si perde come lacrime nel vento.

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