LA BATTAGLIA PER L’AMBITISSIMO POSTO IN PARLAMENTO ENTRA NEL VIVO…..MA BASTA COMMISSARI A LIVORNO

gladiatori 2

La Redazione

Come da facile previsione sono cominciate le movimentazioni e le fibrillazioni politiche per la scelta dei due rappresentanti livornesi che andranno presumibilmente a Roma.Il nostro auspicio e’ che al di la di chi vincera’ le primarie ,che siano vere e trasparenti,questa volta Livorno sappia esprimere personaggi politici di peso e concretezza dimostrata,e che riescano  finalmente a collocare Livorno nella giusta dimensione parlamentare dopo 6 anni di vuoto pneumatico.

Ci auguriamo che siano risorse livornesi,ne di Provincia e ne di altre città,e che cominci un nuovo persorso  serio fuori da giochini vecchi e liturgie penombrate,dove l’ obbiettivo e’ la rappresentanza virtuosa di una comunità e non solo l’ingrossamento del proprio conto in banca.

Basta Turisti per caso e basta mezze calzette.      LIVORNO BENE COMUNE .

di Gianfranco Lamberti

Aspettiamo le regole. In ogni caso e’ davvero una buona occasione da non perdere. Consiglierei a tutti di evitare di fare troppa confusione e di mantenere saldi i ruoli da giocare nella partita. Che non deve essere l’ultima di una vecchia stagione, ma il primo atto di una nuova stagione livornese , in grado di evitare che si giochi per gli altri, più o meno vicini, con stemmi vecchi e nuovi e si tiri in alto finalmente la bandiera Amaranto.
Non abbiamo bisogno di lotte intestine, nemmeno di mezze figure, ma di qualcuno che rappresenti questa città nel modo migliore e più riconoscibile.
Basta con commissari turisti per caso, di tutti i tipi ed importati dopo una attesa piu’ o meno breve, da qualsiasi altra località.
Del resto quello che sta succedendo sul POT, con una incertezza legata essenzialmente alle indecisioni della AP, che alla fine scarica le proprie difficoltà al confronto tra i diversi soggetti della portualita’.
Un ragionamento in più per smetterla con Commissari venuti da più o meno lontano. Voltiamo pagina e questa e’ l’occasione giusta, basta mettere in campo i titolari e non turisti per caso, di qualsiasi provenienza.

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11 Responses to LA BATTAGLIA PER L’AMBITISSIMO POSTO IN PARLAMENTO ENTRA NEL VIVO…..MA BASTA COMMISSARI A LIVORNO

  1. Sirio ha detto:

    I nomi dei papabili letti sul Tirreno,mi lasciano un po’ perplesso,perfino col rientro in gioco di Filippi che dopo 6 anni di niente,e tanti soldi guadagnati ha il coraggio di ripresentarsi non pago del Gratta e Vinci gia’ vinto.ne vuole un altro… Ad ogni modo avevo fiducia ieri ,e continuo ad aver fiducia oggi che attraverso le primarie possa venir fuori una personalità di rilievo e utile alla causa.

  2. Mario ha detto:

    Comunque se la candidatura verrà fuori,fatte salve le regole chiare,dalle primarie almeno la nomina sara’ democratica ed a maggioranza dei votanti del centrosinistra.rispetto al passato mi sembra un passo in avanti notevole.Se poi devo pensare a qualcuno venuto fuori dai giornali mi vengono i brividi.Non faccio nomi,ma insomma Livorno e’ piccola e ci si conosce un po’ tutti.Speriamo in scelte di grande qualità.

  3. Kinto ha detto:

    Personalmente aspetto di vedere
    chi parteciperà alle primarie
    e poi darò il mio contributo col voto alla candidatura.
    Mi riservo di vedere chi sara’ nell’arena e poi si sviscereranno
    tutti i pro ed i contro.
    Certo che sara’ una “guerra” intestina mica da ridere,
    c’e’ Eldorado a portata di 2 ore di treno
    e non mancheranno a mio parere colpi bassi e metodi vigorosi
    per imporsi.
    Alcuni gia’ sono raccontati circa un personaggio livornese ben noto,
    dal valore politico dopo anni ancora tutto da individuare,
    che e’ gia’ partito con minacce fisiche e politiche
    ed intimidazioni urbi et orbi.
    Vedremo
    Saluti

  4. cesare trucchia ha detto:

    Quanti nomi stanno circolando per i candidati.
    lasciamo da parte il pensiero dei votanti.
    A Livorno c’è stata una conferenza programmatica dal titolo “Livorno che guarda oltre”, poi le primarie con tante dichiarazioni di buoni propositi. Ora se le parole hanno valore ogni candidato deve rispecchiare le promesse fatte; per il momento i nomi che circolano non hanno i requisiti che i votanti si aspettano.piuttosto che “tradire” il valore ed il senso delle primarie, perché non pescare fuori i soliti nomi e correnti.

  5. Pasquale Lamberti ha detto:

    Aspettiamo lunedì sera , dopo le regole ufficiali .

    Poi vediamo chi si candida ufficialmente , da Filippi a tirare giù e via di conseguenza .

    Vediamo chi ci mette la faccia e gli attributi pubblicamente .

    Così sveliamo e capiamo chi lo fa per lavorare e far rinascere Livorno a Roma oppure chi solo per il MITICO GRATTA E VINCI da 15 mila euro mensili senza fare niente .

    Nel frattempo domani sera c’è il magico Livorno che deve continuare a farci sentire orgogliosi di essere livornesi .

  6. Ludom ha detto:

    Nelle parole della Redazione riecheggiano temi cari a tanti amici ormai “passati” e che saluto con affetto e nostalgia. Risuona anche quello spirito nuovo che nel blog aleggia da qualche tempo. Uno spirito più aperto alla speranza, più misurato ma ugualmente orientato al bene, non solo comune, ma anche possibile, ovviamente secondo il suo punto di vista.
    L’auspicio è la forma forse più arcaica dei tentativi di regolazione del Caso. Sembra magia e invece sottende l’originaria e irriducibile superbia umana che reputa anche il Caso conoscibile, leggibile da segni.
    Quando si auspica oggi, che primarie “in quindici giorni” possano essere vere e trasparenti e da esse possano uscire personaggi politici di peso e concretezza dimostrata, si è in qualche modo più rispettosi degli dei.
    Il Caso non si interpreta. Al Caso ci si affida.
    Non so proprio come pensiate possa essere possibile?!? Ovviamente la smentita dai fatti sarà la benvenuta ma io l’avrei giocata in modo più tradizionale.
    Capisco che le primarie siano state un fatto importante, che nel buio della politica degli ultimi anni, sembrino aver la forza di un atto fondativo. Capisco che oggi i modi più tradizionali siano screditati ma non siete d’altra parte convinti che anche i più attuali, i più “connessi in rete”, abbiano perso negli ultimi giorni dei punti, manifestino limiti, a vostro dire, orrendi?
    Una fase nuova nella politica italiana e livornese non si apre se non si restituisce alla politica il suo ruolo.
    Se la politica, oltretutto legittimata da una recente investitura popolare, si limita a riferirsi sempre alla sua fonte di legittimazione per dirimere questioni che in quindici giorni non si demandano ad un presunto giudizio popolare, significa che non è in grado di aprire quella fase nuova.
    La mia non è un’avversione al giudizio popolare. Non solo col porcellum ma anche con i vecchi collegi uninominali sarebbe stato giusto scegliere gli “eligendi” con voto popolare. Fosse per me avrei fatto il referendum sul rigassificatore, farei sicuramente quello sul termovalorizzatore. Scelte così importanti per una comunità devono essere assunte tramite un processo ampio di partecipazione. Poi, chi ha più filo da tessere, tesserà…… come diceva un amico di Wladimiro.
    Ma non in quindici giorni! Se sindaco, con la pistola alla tempia, mi imponessero una scelta, in pochi giorni, fra il sì e il no al superinceneritore, cercherei consiglio ma vorrei assumermi tutta la responsabilità. Perché m’è toccato o l’ho voluto.
    Così farei, in questo caso, fossi Bersani, fossi i segretari del federazioni o dei comitati cittadini, come si diceva un tempo. Anzi Bersani, gli do atto, lo farà: c’è la “riserva” nazionale.
    Ecco, abbia fiducia anche nei suoi omologhi territoriali. Qualcuno sbaglierà, qualcuno si limiterà a scegliere il meno peggio ma sarà sempre meglio che lasciare tutto al cosiddetto Caso.

    PS: Domani sera! Anche se diluvia!

  7. In quindici giorni si fa poco, certo, ma si è costretti a farlo fuori dai vecchi riti. L’alternativa, quella di una consultazione interna fa venire i brividi. Io ho vissuta quella di una consultazione, testa a testa, stile fil horror. Con verbalizzazione e sottoscrizione, davanti a tre commissari. Non è il meglio possibile adesso, ma è un passo avanti enorme. Certo va gestita bene, vedremo. Per quanto dice Cesare, non credo ci sia da inventare scelte fantasiose, se bisogna eleggere qualcuno bisogna anche conoscerlo. E Livorno non è poi grandissima. E se poi qualcuno nessuno lo conosce, non si può certo candidarlo. Forza magico Livorno, quindi e non disdegnerei giocatori affidabili, seri e conosciuti, anzi.

  8. St. John ha detto:

    >un personaggio livornese ben noto, dal valore politico dopo anni ancora tutto da individuare, che e’ gia’ partito con minacce fisiche e politiche ed intimidazioni

    eh mi sono fatto un’idea simile anche io :). Fatti i conti, a cosa serve un senatore o due? Voglio dire tra decretazione d’urgenza, voti imposti dall’Europa, contingentamento del lavoro parlamentare e di commissione lo spazio legislativo di manovra è piuttosto ristretto. Poi si possono sempre fare le leggine alla Fontanelli, ma si parla di qualcosa di respiro. Visto lo stato in cui versa Livorno uno un’occhiata ai papabili ce la dà. Da quello che si vede non c’è un esperto di economia, meno che mai di quello che gli americani chiamano rigenerazione urbana. Eppure questa gente serve più del pane. Fanno lavoro di lobbying, hanno staff che non servono per accompagnarli alla bouvette ma preparano progetti, finanziamenti a questi progetti, creano reti di lavoro per il territorio, girano il continente per promuovere i progetti di casa loro. Dall’altra parte è il territorio ad avere le reti che si agganciano a questi personaggi, su criteri di lavoro performativi e verificabili. Si dirà è una mentalità anglosassone. Infatti l’Europa è costruita su questi criteri. A proposito di Europa, leggo che la Merkel ha chiesto a Monti di candidarsi. Nessuno in Italia mette bocca, neanche indiscrezioni, sulle candidature tedesche per le elezioni 2014, non sfugga il particolare. Non solo, Bersani oggi è stato di conseguenza costretto a dire, alla stampa estera, che se il centro perde le elezioni un accordo di governo va trovato comunque. Non sono passaggi sottili qui a suon di una campagna elettorale piena di banalità, con il contributo del commodoro di Arcore, sfugge l’evaporazione della sovranità nazionale. E sfuggono anche le notizie importanti: con grande soddisfazione della Germania è stato raggiunto l’accordo sul controllo interbancario all’Ecofin. Si tratta, fuori dai denti, di un fronte di banche, causa reale di questa crisi, bisognose di almeno 500 miliardi di euro a causa di titoli in sofferenza. Schauble, tenerissimo con le banche, ha detto che non si sa se si riuscirà a recuperare questi fondi. Intanto però il controllo del sistema bancario sfugge ormai a criteri nazionali. In queste condizioni, e con questa tipologia di controllo, il sistema bancario italiano è in grado di sostenere quella che viene chiamata la crescita?
    Sono domande un pò più serie della questione delle alleanze. Non mi cullerei sulla risposta consolatoria del tipo l”Europa pensa a tutti”. Quando un paese cerca di esprimere il presidente del consiglio di un altro c’è qualcosa che non torna. In politica e nelle banche. E guardate, siamo messi davvero male.

    Nello scarto tra previsioni di crescita e pil reale del 2012 quella dell’Italia è la peggiore performance delle economie occidentali, molto al di sotto della media Ue

    http://www.wallstreetitalia.com/immagine/45884.jpg/0/le-previsioni-di-crescita-stilate-dal-settimanale-the-economist.aspx

    rigore, come annunciato dal centrosinistra, e privatizzazioni rappresentano la ricetta utile per peggiorare queste performance. Quando poi il sistema creditizio ha una autorità di vigilanza diciamo meno nazionale (e entro un sistema colmo di titoli tossici) i dubbi aumentano.

  9. sulla sovranità nazionale avevo fatto una riflessione anche io. Non mi sembra funzioni così, o, almeno, non dovrebbe proprio funzionare così. Mi sembra ineccepibile. Una dimostrazione di dove siamo finiti dopo gli anni di Berlusconi e non solo di Berlusconi.

  10. Ludom ha detto:

    e non solo.

  11. St. John ha detto:

    cari signori, esprimendo la speranza di poter tornare a casa in tempo per andare allo stadio :) questo paese, per collocazione geografica e morfologia economica, l’ultima cosa che si può permettere è il nazionalismo. Detto questo, credo nelle differenze si sia d’accordo, ccà nisciuno è fesso. Questo paese ha imboccato una strada dove ci sono tutti gli svantaggi della sovranità nazionale (competizione con altri sistemi-paese, adesione subordinata alle regole della Realpolitik internazionale) e nessuno dei vantaggi (moneta come strumento di regolazione della vita economica, sostegno al proprio sistema del credito e dell’innovazione). Non sono un euroscettico ma non è questa l’Europa di cui abbiamo bisogno non solo noi ma anche gli altri (con questa economia continentale in Germania si creano milioni di lavoratori a 4-600 euro, non crediate che la Deutschland non abbia aumentato le differenze sociali). Tanto per dire che la Merkel non ha sponsorizzato un eventuale governo Monti a caso. Metto un link che spero serva per aprire gli occhi e faccio sommaria opera di traduzione.

    http://www.spiegel.de/wirtschaft/soziales/italien-zahlt-hoechste-nettobeitraege-zum-eu-budget-a-872604.html

    Cosa si dice? Che il maggiore contribuente del bilancio Ue, in rapporto al Pil, non è nè la Francia nè la Germania ma proprio l’Italia. Come si vede da questo grafico (comunque comprensibile)

    http://www.spiegel.de/wirtschaft/soziales/bild-872604-437634.html

    nei scorsi anni di crisi l’Italia ha persino aumentato il peso del proprio contributo guadagnando la testa della speciale classifica. L’articolo, di un settimanale a volte molto duro con l’Italia, dice testualmente che non solo “l’Italia non ha il cappello bucato” (noi diremo le mani) ma che “”quando chiede i contributi europei per l’agricoltura o per la malata economia siciliana questi contributi se li è già pagati”. Ci siamo fatti un’idea di come siamo arrivati a fare 100 miliardi di debito in più in 12 mesi, tenendo conto che stiamo sostenendo banche fallite di Grecia, Spagna, Portogallo (oltre che le nostre).? E ci credo che la Merkel ama Monti, fossi cancelliere tedesco lo farei anche io :)
    La cosa divertente che la Germania si è tirata indietro dalla testa speciale classifica dei contribuenti quando ha cominciato a ristrutturare per diventare più competitiva imponendo poi il suo modello anche a noi. Ma che tipo di paese è quello che trasferisce le proprie risorse all’estero, ha imprese che pagano il denaro più delle concorrenti europee, un sistema politico che non conta, un sistema dell’innovazione sinistrato? Semplice è una colonia. Siamo diventati il Cile quando sperimentava l’economia dei Chicago boys ultraliberisti, l’Argentina di Domingo Cavallo all’epoca dell’aggancio tra dollaro e moneta di quel paese. A quel punto non deve suonare strano se un polo, quello di centro, deve andare al governo anche se perde le elezioni, se un eventuale governo di centrosinistra dovrà imparare a dire “ja, genau so” abbastanza presto. Temo che Bersani imparerà a conoscere che i modi della Spd, dietro alla forma, non sono affatto delicati. Chiedere ai greci, esempio che tutti non vogliono vedere, per informazioni. La differenza tra noi e i greci? Noi siamo una cassaforte più grossa. Può essere un punto di forza. Basta non genuflettersi rispetto ai mitici “impegni con l’Europa”. Dove siamo diventati oltretutto i fessi pagatori, con una opinione pubblica nazionale che si è persino convinta di essere in colpa con l’Europa. Geniale no?

    ps. su Filippi credo che un cavallo del fu Caprilli possa svolgere egualmente il mandato in vece sua. Almeno si salverebbe un animale dall’abbattimento

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