LA BUONA POLITICA DALLA QUALE RIPARTIRE.

ciampi e lamberti

di Gianfranco Lamberti

Può darsi che trovino una soluzione pasticciata ed in extremis per la vicenda delle province. Vedremo. Ma il dato politico è ormai sancito. Sperando che a Livorno il centrosinistra ed il PD lo capiscano. Il rapporto politico con il resto della regione deve essere rivisto ed in fretta, dopo la stagione delle guerre intestine per chissà chi e chissà cosa, per la gioia di tutti gli altri.
E’ questo il momento, con Bersani candidato premier di tutto il centrosinistra ed in attesa delle primarie. Nel giorno del compleanno di Ciampi, cui rivolgiamo un affettuosissimo augurio anche noi. Coincidenze importanti, se a lui abbiamo consegnato la prima tessera della nostra Associazione Confronto. Lezioni da non disperdere e persone da non dimenticare, guardando al futuro prossimo ormai. Ed era l’ora.

La Redazione

Coincidenze importanti,ed insegnamenti di etica nella politica che devono essere il faro per tutti.Queste settimane saranno probabilmente incentrate sulle composizioni e le candidature al Parlamento,il nostro auspicio e’ che si sia imparato da errori del passato,e non si facciano piu’ scontare a Livorno delle scelte  sciagurate i cui effetti sono stati devastanti per l’intera città.Una nuova stagione e’ alle porte,facciamo entrare aria fresca e costruiamo degni orizzonti.

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8 Responses to LA BUONA POLITICA DALLA QUALE RIPARTIRE.

  1. Mario ha detto:

    Non so chi saranno i candidati al Parlamento,certamente e’ un’occasione d’oro per la città per iniziare quel rinnovamento di contenuti ,e di quello spessore politico che abbiamo perso da anni.Tutto serve pero’,soprattutto se dagli errori si impara una lezione,e si agisce diversamente.La ripetizione di vecchie formule e’ fuori da questo tempo.Leggevo di Kutufà come papabile,ma stiamo scherzando ? non basta il niente assoluto che ha gia’ prodotto ?non basta l’assoluta mancanza di “peso politico” che ha gia’ dimostrato nella vicenda delle Province,Discarica del Limoncino,DisOccupazione in tutta la provincia etc.etc.etc.?

  2. Kinto ha detto:

    Credo che la via indicata da tutto il popolo del centrosinistra sia quella delle primarie sempre e comunque.
    Partecipare alla scelta delle persone che ci rappresenteranno
    a Roma e’ fondamentale per restituire ancora piu’ credibilità
    alla politica e dare un segnale inequivocabile.
    Altrimenti si fa come Grillo e Casaleggio,che fanno finta di aprire
    ed in realta’ scelgono eccome,in un sistema di assoluto potere
    come avveniva ai tempi
    dei monarchi e delle dittature.
    Proprio per questo spero vivamente che la paventata candidatura di Kutufà sia solo una boutade di cattivo gusto e nulla di piu’.
    Rinnovamento e concretezza.
    Saluti

  3. L vicenda di Grillo e Casaleggio è inquietante. Un potere oscuro e padronale , un pò come quello di Berlusconi per altri versi.
    Il PD ed il centrosinistra, in un contesto di populismi on line oppure nei centri benessere africani, hanno un solo modo per ridare fiducia agli italiani, compresi i livornesi. Quello di non rimanere dentro riti ormai di un’altra era politica.
    E le primarie sono un inequivocabile strumento, se vere e serie. Senza minestre già cotte o stracotte. Parlando di cose concrete e di persone credibili, oltre i sottoscala di qualche vecchia liturgia di partiti di un’altra epoca.
    E’ quello che si aspettano tutti, a meno di non dover dare ragione a SJ. che sarà anche un pò radicale, ma segue una logica per niente trascurabile.

  4. St. John ha detto:

    caro Lamberti, non sono radicale sono semplicemente un comunista. A Livorno. come sai :), di comunisti ne capitano. La mia sfiducia verso il centrosinistra, che ho anche votato alle politiche ben due volte, non è ideologica. E’ basata su criteri di analisi. Il pragmatismo serve, quando divenna sua stessa caricatura non serve più.
    Sulla candidatura di Kutufà, seguendo la Nazione, mi sembra che il competitor per il senato sia Cosimi. Così anche questo salmo potrebbe andare in gloria: l’uomo che ha la responsabilità storica, essendo stato sulla tolda di comando, di aver gettato la città nei problemi per almeno il prossimo quindicennio guadagnerebbe la bouvette di palazzo Madama. In una breve campagna elettorale il centrosinistra, nella prossima primavera, potrebbe riconquistare palazzo civico. Ora, non so a chi questo salmo piaccia o se sia cantabile. Però avrebbe una logica musicale.
    Per il resto signori mi tengo sul politicamente corretto ma avete già capito cosa siano veramente amari in queste ore. Andiamo per gradi

    a) imbelviti. Sono i giudizi della stampa tedesca sul ritorno di Berlusconi. Siccome sono tedeschi ma non stupidi temono, nelle pieghe degli articoli, che si sia innescato un processo di rigetto delle “riforme” inflitte al nostro paese. Riforme che permettono, qualcosina accennava Volpi ieri sul Tirreno, alle LORO Landsparkassen di stare in piedi (51 per cento di titoli tossici a bilancio nelle banche locali tedesche. Fiorani o Sindona dilettanti a confronto) Questo per dire chi le aveva pensate le “riforme” e per cosa. Poi gli epifenomeni Monti e Bersani servono per convincere la signora Gina a dare il voto per il risanamento. L’affare complessivo poi è grosso: l’Italia è il terzo mercato obbligazionario al mondo (e guarda te il caso con le “riforme” il debito è aumentato, allargando quindi il mercato) e il timore è che, causa Berlusconi, qualche pesce grosso scommetta sul rischio paese, trascinando con sè l’eurozona. Perchè finchè il mercato obbligazionario italiano è sotto controllo della Bce è una cosa, quando se la gioca qualche grosso hedge fund è un’altra.
    Non a caso Napolitano, sulla crisi di governo, non ha detto “sentirò le parti sociali” ma “aspetto le valutazioni dei mercati”. Una repubblica ormai fondata sul rating come necessità imposta dal destino, complimenti. Una vera continuità con i padri fondatori.

    b) se credevate a) fosse il peggio ecco la portata più sostanziosa.
    La svizzera Bis, banca per i pagamenti internazionali, è una banca creata da un accordo tra stati sovrani negli anni ’30.
    Ha molte funzioni tra cui quella di servire da banca per le banche centrali. Il Telegraph ha lanciato il chiaro avvertimento della Bis: il mondo sta rischiando una nuova bolla del genere di quella del 2008. “The BIS data is clear evidence that Europe’s banking system has been “renationalised” since the European interbank market shut down. It also implies that northern lenders could now withstand the shock of a euro break-up.” In poche parole gli investimenti si faranno sui northern lenders (che non siamo certo noi) mentre le rapine si faranno su questo paese, sulla Spagna e sui resti dei greci. Il nostro paese sarà chiamato sempre più al senso di responsabilità e di rigore per.. rifondere i rapinatori :) se necessario oltre il collasso dell’economia, come in Grecia.
    Che la Bis, che non è il banco di Populonia e Peretola, parli poi di sistema interbancario europeo saltato non è poco.
    Capita l’antifona? I mitici sacrifici sono frutto delle convulsioni di un sistema bancario europeo saltato. Quando si dice il senso di responsabilità della classe dirigente di un paese.

    http://www.telegraph.co.uk/finance/newsbysector/banksandfinance/9733547/World-risks-fresh-credit-bubble-Switzerlands-BIS-warns.html

    vi faccio una previsione. Questo paese si svenerà, per l’Europa, per la crescita, i conti in ordine etc. fino oltre l’evidenza. Dando la colpa di quanto starà accadendo a tutti i mali del genere umano in politica: populismo, lassismo, corporativismo etc. Poi, come accadde al governo Amato, che nel ’92 sperpero’ 70.000 miliardi di euro a difesa di uno Sme che esisteva solo nei suoi sogni (e l’hanno pure rifatto ministro e primo ministro..e con il centrosinistra) si aprirà il baratro della nuova condizione sistemica. Ancora nel 2002 i redditi in Italia non si erano ripresi dallo choc del 1992. Ed era una crisi piu’ leggera di questa.

  5. St. John ha detto:

    ps. ovviamente i settantamila miliardi bevuti da Amato, in concorso con Bankitalia, sono di lire. Tecnicamente il presidente Ciampi ne dovrebbe, appunto, sapere qualcosa. Bravuomo per carità e retta persona sul serio. Deve però trovarsi qualche storico bravo per il futuro. Perchè tra separazione dellle funzioni tra tesoro e Banca d’Italia, questa vicenda del sacrificio dell’oro alla patria per lo Sme nel ’92, la costruzione dell’euro..non vorrei si arrivasse alla damnatio memoriae. E, guardate, non sono battute da bar.

  6. Ludom ha detto:

    In lire .……. si fa per dire. Se non ricordo male attingemmo pesantemente alle riserve in valuta estera che al tempo, per un paese come il nostro, avevano un gran senso. Una difesa assurda. Un Luglio e un Agosto forsennati e poi ovviamente a Settembre uscimmo, svalutando.
    La rapina “patrimoniale” sui nostri conti correnti a Luglio e la dimensione inusitata della finanziaria Amato in Settembre pagavano anche quel conto. E pensare che quella fu un po’ l’epifania del centrosinistra di seconda generazione o seconda scelta, come volete voi. Niente di più profetico.
    Ma lasciamo stare e ancor più, lasciamo stare l’accordo Andreatta-Ciampi sulla separazione. Segna l’inizio, è vero, ma la cosa stupefacente e che i sunnominati non solo erano galant’uomini ma convinti, convintissimi, di rinnovare il paese, liberarlo dai condizionamenti della politica, arginare la spesa, raffreddare l’inflazione. Invece, esplose il debito pubblico mentre i salari cominciarono la fase depressiva. Il famoso San Valentino è coevo: 1983. Dieci anni prima degli accordi del 93. C’era ancora una volta il Presidente Ciampi, di cui sono orgoglioso concittadino.
    La storia, secondo me, ha parlato chiaro. E sia chiaro, lo dico solo col senno di poi, l’unico senno autentico. Al tempo ero d’accordo.
    Non nel 92, certo, ma almeno allora il dibattito era permesso. Ricordo De Benedetti, ad esempio, che criticò aspramente, sin dai primi di Luglio, l’ostinatezza che si profilava. Oggi non è possibile neppure dissentire, per lo meno pubblicamente, che si è subito tacciati per uno di quei tanti mali che affliggono la politica.
    Detto questo, Santo, voglio sperare davvero che il paese non si ostini a proceder troppo oltre l’evidenza. Ci sarà pur un modo affinché apra gli occhi, magari davanti all’evidenza!
    Certo che, a parte le obiettive carenze dei comunisti, la fase politica non aiuta neppure i democratici. Ti par nulla ritrovassi Monti tra le .…. a piede libero?
    Sai, un conto è dire ti sosteniamo però rappresentiamo il futuro. L’agenda Monti c’è (te l’hai mai vista?) ma noi avanzeremo di più, come dicevano The Rokes. Un altro è dovergli dire in faccia o comunque per interposta persona, in campagna elettorale: noi siamo un’altra cosa.
    Chissà se il norcino Bersani sarà in grado di farlo? Chissà? In fin dei conti ha studiato filosofia e qualche spunto potrebbe trovarlo. D’altra parte lo spazio è stretto. Se non ci riesce, l’unico a differenziarsi sarà Silvio e la partita per una maggioranza solida sarà ancora più dura.
    Se d’altra parte tenta la via dell’accordo, che so con ipotesi quirinalizie, chi ci crede che poi farà qualcosa di diverso, specie dopo essersi precipitato a Palazzo Chigi, proprio ieri l’altro, alle prime bordate del centrodestra, per giurare a Monti fedele sostegno fino a fine legislatura?
    Oltretutto se le elezioni son così vicine, non si fa neppure in tempo a far le primarie per i parlamentari ed è un vero guaio, anche qui a Livorno, proprio per le notizie allarmanti che mi date.
    Precipitando nel pragmatismo caricaturale mi verrebbe da dire che è proprio necessario che Yari tenga botta. Il fisico ce l’ha e il sostegno, almeno dei nostri amici, non gli manca. Gli testimonio anche la mia simpatia, oltretutto cresciuta solo col tempo.
    Si profila un inverno difficile.

  7. Difficile certo, ma non impossibile. Non tutti i mali vengono per nuocere , ai tempi delle primarie anche di fretta. Ma che ci sia una scadenza da rispettare e cose da fare senza metterla sui massimi sistemi ed a futurissima memoria potrebbe essere una utile sperimentazione per il centrosinistra livornese al tempo di Yari. Mi sembra che Ludom abbia colto il senso dei nostri ragionamenti, per quanto assai approssimativi.

  8. St. John ha detto:

    >Detto questo, Santo, voglio sperare davvero che il paese non si ostini a proceder troppo oltre l’evidenza.

    a partire dalla guerra franco-prussiana, e non solo in Europa, la storia è piena di popoli che si sono svenati per la stabilità della moneta. E’ finita male per i popoli e per la moneta, ovviamente. Il fanatismo monetarista e delle politiche di bilancio è una droga che penetra quasi dolcemente, in modo sottile, ma è pericolosa quanto gli effetti del fanatismo religioso. Se proprio la storia sembra un incomodo, e non lo è, basta guardare al passato più recente. Uruguay e Argentina. Ma cosa vuoi sperare da un paese dove il presidente della Repubblica dice di voler giudicare sulla crisi di governo dopo il responso dei mercati? :) E nessuno gli dice “ma che botta c’hai”? Mi dici quale in quale paese conta più il giudizio di Standard & Poor’s della locale confindustria, dei sindacati, e di tutte le parti sociali? Sono cose che ricordano la repubblica di Vichy, la Manciura sotto i giapponesi. Guarda, nemmeno la repubblica di Salò, dove il ministro delle finanze (il fascistissimo Pellegrini Giampietro) stette ben attento a limitare il potere dei Reichskredit Kassenscheine di occupazione. Ci sveneremo oltre l’evidenza e speriamo di raccontarsela da vivi.

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