LA SETTIMANA DEI CONFRONTI

Gianfranco Lamberti
Oggi il fondo di Bernabò, sul Tirreno, fotografa in modo ineccepibile , a mio parere, la situazione ed il senso del voto in Toscana, ed a Livorno. Tra voglia di rinnovamento , peso di vecchi apparati ormai insopportabili e necessità di aprirsi ed aprire una nuova storia. Senza scomuniche e senza salti nel buio, di quelli del tanto peggio tanto meglio.
A Livorno Yari ha iniziato questa strada già da qualche tempo. Il motivo per cui ci è subito sembrato un giovane con senso politico e , come si diceva una volta, con la schiena dritta. Senza diplomatismi tattici da abatini delle carriere preconfezionate all’ombra di qualcuno.
Non viene da vecchie storie ed ha coraggio.
Le sue dichiarazioni di oggi sono corrette e calzanti, non truculente alla Rosy Bindi, roba da mettersi le mani nei capelli, ma capaci di aprire anche a Livorno una nuova e positiva fase politica.
Mentre Cosimi ha annunciato, in consiglio ed a verbale, l’apertura di una verifica amministrativa sulle presunte foresterie della porta a mare, di cui ci darà conto. Regole da rispettare, senza guardare in faccia a nessuno. Come ci ha insegnato la migliore tradizione di governo di questa città. Da non dimenticare mai e per nessuna ragione. Vedremo, presto ne sono sicuro, i risultati della verifica ed immagino saranno pubblicati con dettagli. Non ci sarà bisogno di sollecitarli, del resto Bruno Picchi e Mario Paci sono stati quelli che mi hanno spiegato per primi, tanti anni fa, il senso del lavoro in quella parte di città, non certo quello della speculazione fuori norma, vera o presunta. Ma da verificare leggendo le carte. Tutte e senza imbiancature.

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5 Responses to LA SETTIMANA DEI CONFRONTI

  1. Kinto ha detto:

    Il commento di Ludom,e’ lucido ed onesto
    come al solito.
    Quanto ai commenti dei principali politici in campo per queste primarie,
    mi sembra
    che ci sia senso di responsabilita’,almeno in larga parte,ed un idea chiara
    che questo centrosinistra vuole davvero fare squadra
    e arricchirsi di tutte le diverse sensibilità.
    Certo che i renziani sono i piu’ “scomposti” in esultanze e stile,
    ma su questo basano anche il loro messaggio.
    La stagione e’ seria,vediamo anche Livorno che scivola via in ogni classifica sulla qualità di vita in citta’,
    e dunque se non si prendono questi spunti,
    gli stimoli anche storici se vogliamo dei momenti cruciali
    che viviamo
    perdiamo tutti occasioni importanti.
    Vedremo domenica il risultato,ed io sarei per non far votare
    chi non ha votato il 25 .Troppo ghiotta l occasione
    per grillini,di pietristi e gente di destra
    per votare il candidato a loro piu’ vicino
    o funzionale ovvero Renzi.
    Altro che giustificazione da portare,
    registrazioni murate.
    Saluti

  2. Mario ha detto:

    A prescindere da come andra’,io mi auguro con convinzione che vinca Bersani,ma e’ comunque un’altra bella settimana di esercizio verso la politica a mio parere.Vedere il confronto tra i due candidati democratici,aiuterà a capire meglio anche lo spessore dei due politici ed a chi si vuole affidare la guida dell’intero schieramento in frangenti cosi’ difficili.Leggendo i vari De Filicaia,Lamberti,Latorraca etc. mi sembra che a Livorno ci sia davvero voglia di cominciare a ricostruire un centrosinistra serio e credibile.Ne abbiamo bisogno noi e l’Italia.

  3. Sirio ha detto:

    Saro’ vecchia maniera,ma veramente mi chiedo come si possa anche solo immaginare di mettere l’Italia nelle mani di Renzi ed il suo mentore “gobbo” Gori società Magnolia.Finche’ c’e’ da proporre l’esatta copia di format tra l’altro che gia’erano in uso in altri paesi,come il Grande Fratello e L’Isola dei Famosi puo’ anche andare bene,ma insomma mettiamo un limite tra lo spettacolo e la Politica seria.col voto di domenica.Anch’io concordo sul far votare chi ha gia’ votato,con pochissime eccezioni tipo se si era affetti da febbre gialla,o morbillo di durata settimanale.altrimenti capisco la partecipazione,capisco la democrazia,ma siamo al tafazismo piu’ esasperato.secondo me andrebbe a votare anche ST .John…e per Renzi ovviamente.

  4. Alessandro Latorraca ha detto:

    Quello che stiamo vivendo e che abbiamo contribuito a determinare è un passaggio necessario proprio per fare quello che dice Mario ma che tutti abbiamo sottolineato. Un centro-sinistra che sia all’altezza dei tempi difficili che stiamo attraversando dove il senso di responsabilità non va solo assunto dagli altri ma che l’Italia deve chieder con forza a tutta l’Europa. Nel dopo Monti l’Italia che ha ridato prestigio internazionale ora con responsabilità e preparazione dovrà contribuire a ricreare un tessuto culturale e sociale che anche nel resto dell’europa si è smarrito, anche per le cose che dice SJ.
    Solo il centro-sinistra che stiamo cercando di costruire può farlo nè un centrodestra devastatore e ormai deputato al ruolo di zombie nè un grillismo irresponsabile e senza cultura sufficiente per essere rappresentativo di una intera nazione.
    Il futuro dell’italia si giocherà su scacchieri tutti sovranazionali ma che non possiamo più subire ma che dobbiamo iniziare a condizionare. So già che Sj storcerà il naso ma questa è l’unica strada da percorrere.
    dopo le primarie un programma coerente, coraggioso, europeista e pacifico in campo internazionale (penso a tutte le persone che soffrono una guerra in questo momento).
    poi i conti in salsa PD li faremo non abbiate paura ma non adesso per favore.
    magari a ottobre novembre del prossimo anno e magari chiederemo a qualcuno, a tanti ,
    si accomodi per favore…

  5. St. John ha detto:

    >andrebbe a votare anche ST .John…e per Renzi ovviamente.

    conosco diversi del suo entourage, non scherziamo :) fra tutti sono un branco di cavallette. E di una specie particolarmente famelica e resistente. Assieme a loro c’è qualche vecchio magliaro della raccolta voti sul territorio in area fiorentina. Questo non toglie che un eventuale governo Bersani abbia una qualche possibilità di toglierci da dove siamo. Inviterei a vedere i problemi là dove sono. L’eurozona ha tre fonti di squilibrio a) un sistema ineguale, costituito come tale (non è stato un errore), di allocazione delle risorse finanziarie (per cui imprese e stato tedesco, e dei paesi della tripla A, si finanziano a tassi nettamente minori rispetto ai paesi periferici) b) un differenziale di produttività tra Germania ed altri paesi europei che manda paesi come il nostro fuori mercato e li fa riprodurre inflazione (costringendoli ad accanirsi sul costo del lavoro) c) uno squilibrio strutturale delle partite correnti, in parole brute il termometro della creazione di ricchezza, per il quale quest’anno diverse centinaia di miliardi sono passati dall’Italia verso i paesi della tripla A.

    Il prestigio di un paese, detto con tutto il rispetto, non si fa nel mondo a parte di Repubblica. Ma lo si crea se si è da lato giusto dei punti a), b), c). Noi siamo dalla parte sbagliata. Per uscirci tenendo assieme euro, eurozona ed Ue.ci sarebbe, sembrerebbe, una sola soluzione. Passare all’unificazione politica, economica dell’eurozona (almeno). In modo da creare istituzioni adeguate per la regolazione di questi squilibri. Ovviamente la soluzione non è praticabile. Alla Germania tutto questo, oltre ad una perdita reale di sovranità e di potere coercitivo con altri stati (e all’indebolimento di una posizione importante delle banche tedesche nel circo della finanza globale), costerebbe 900 miliardi di euro che non ha (la Germania non ha risorse illimitate, è in una fase in cui risente del rallentamento dei paesi bric) . Ora il bersanismo è una teoria del sollievo, per cui si teorizza che in una trattativa con la Germania, si ottengono una serie di aggiustamenti che permettono al paese di respirare. A parte vorrei vedere quale paese respira, in questa situazione, se gli dai mezzo punto di disoccupazione in meno o gli permetti un punto di crescita dei consumi in più rispetto ad un calo inedito dal dopoguerra. Come mettere 10 euro in mano ad uno che ha un debito di 5000. Oltretutto, a coronamento del fallimento della politica del mitico rigore su scala continentale, l’eurozona è attesa da una recessione nel 2013. Non ci saranno quindi sollievi e l’eventuale nuova stagione di lenzuolate bersaniane servirà solo ad alimentare gli squilibri delle partite correnti. Nonchè l’esplosione del debito pubblico, come ha fa fatto Monti nel 2012 con le politiche di “rigore”, causa il mancato gettito fiscale dovuto alla recessione provocata dai tagli. Situazione peggiorata dalla firma del fiscal compact, votata dal Pd, e dall’inserimento dell’obbligo di pareggio di bilancio in costituzione. Due ordigni suicidi che privano lo stato degli strumenti economici, finanziari e giuridici per far ripartire l’economia. Sperando che tutto in Europa vada in modo tale da non dover far scattare il dispositivo di salvataggio detto Sme. Il bilancio dello stato sarebbe governato da una autorità esterna, libera dai vincoli giuridici italiani, e così si proverebbe di cosa “godono” i greci. Le soluzioni ci sono ma non sono neanche pensabili entro il centrosinistra. Che si è impiccato al mitico rigore, a questa Europa e non ha piano B. Anzi non ha proprio piani.
    Ma come diceva Seneca, fata volentes ducunt nolentes trahunt. Spero solo che il nostro destino non sia tragico come quello dell’immenso filosofo che l’ha scritto.

    ps. Che nel centrosinistra, composto anche di persone dotate di buona volontà, non ci sia complessivamente una reale percezione dell’ordine dei problemi che abbiamo davanti è come dire buongiorno e buonasera. Vi passo un link, chi non legge la lingua in cui è scritto potrà scorgere le seguenti parole “Problem”, “2040”.

    http://www.ftd.de/politik/europa/:schuldenkrise-griechen-problem-dauert-bis-2040/70122442.html

    E’ un articolo del Financial Times Deutschland che confessa candidamente che i problemi economico-finanziari della Grecia, che è stata spellata viva negli ultimi due anni, termineranno solo nel 2040. Niente di lontano dall’Italia. Il presidente dell’Istat, come ricordavo, ha detto in televisione che il tasso di crescita dell’Italia sarà all’uno per cento (totalmente insufficiente quindi) fino al 2050. Sono dati che indicano che il modello di sviluppo austerità-rigore-debitopubblicobrutto-mercatifinanziaribuoni ha completamente fallito. Io faccio i miei auguri, quando sono posizioni sincere ovvio, in chi crede in Bersani, nelle teorie del sollievo, nell’Italia che tratta con Berlino etc. Ma non posso prendere in giro me stesso, non ci credo.

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