CONFRONTI

I confronti si moltiplicano, nello schieramento di centrosinistra e dentro il d in particolare. Meno male. Così capiamo qualcosa di più di una politica locale abituata da troppo tempo a vivere con difficoltà il contrapporsi di idee e progetti. Chi può essere più convento di noi, che abbiamo intitolato CONFRONTO una associazione ed una lista civica, per segnalare il bisogno assoluto di vivere in modo laico e costruttivo la narrazione di progetti e percorsi che si misurano alla luce del sole, fuori da vecchie e comode liturgie di vecchi partiti.
Prendete l’esempio dell’ospedale a Montenero Basso. Tra i due principali amministratori del territorio di riferimento ci onoidee diverse se portarlo avanti o meno. Nessun anatema, e posizioni problematiche. Un passo avanti notevole, visto che abbiamo discusso e fatto un referendum sul tema, in momenti in cui vi erano schieramenti a prescindere.un secolo fa. L’effetto primarie, positivo e trascinante, si potrebbe misurare già su questo.
E la dimostrazione che parlare di cose serie e concrete, senza le comode fumisterie di vecchie logiche di apparati, non può che essere utile.
Per questo più che raccontare progetti inattuabili e storie infinite senza scadenze e senza risultati, si può cogliere il senso di confronti privi di strapuntini da difendere e vitalizi da conquistare.
Un piccolo miracolo, grazie alle primarie ed a chi le ha accettate, in una chiara alleanza di centro sinistra.
Nel rispetto di tutti. Una festa, dice Bersani. Può essere, magari anche a Livorno.

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3 Responses to CONFRONTI

  1. Ludom ha detto:

    Riferendosi a parte dei convenuti all’iniziativa di Renzi, un redazionale di Senza Soste conclude: “ E’ in nome di questa gente che una minoranza di elettori entusiasti, indifferenti rispetto alle macerie che li circondano, vorrebbe fare scelte che affosserebbero un paese almeno per un decennio.”
    Forse, con una atteggiamento ancora più gentile di quello, già garbato, dimostrato dalla redazione di SS ma anch’io la penserei così. Eppure leggendolo, la mia reazione è stata di insofferenza.
    Perché lasciare che una minoranza decida? E di chi la responsabilità? Di coloro che ci provano o delle maggioranze diverse che non si addensano? E proprio per questo, che meraviglia c’è se sono solo minoranze quelle che si “agitano” oggi? Vedete qualche maggioranza solida, fosse anche di destra, all’orizzonte? Ma poi, il ruolo delle minoranze non è sempre stato decisivo?
    A contestare Renzi, Bersani e tutti gli altri cani, io non ci sarei andato. Ci è andato qualcun altro al posto mio e credo che abbia fatto bene. Non a contestarlo. Non era questa nemmeno l’intenzione ma a marcare una presenza di dissenso di cui, alla fin fine, il pd potrebbe essere persino fiero. Nonostante qualcuno lo chiami pd meno elle, i riottosi livornesi adottano stili profondamente “diversi” con i leader del pdl………….purtroppo si sa, non ci tengon davvero a passar per “democratici”!
    Ma il problema alla fine rimane. Renzi si inciprierà pure ma c’è. Anche Grillo c’è, eccome. Ciò che manca è tutto il resto……almeno sul piano della proposta meramente politica.
    Verrà, vedremo, non so. Nel frattempo se la Fornero mi usasse la gentilezza di concedermi la pensione potrei partecipare a iniziative serie come quella che proponete per domani.
    Il confronto è l’unico strumento che esista. Di più. Ogni strumento è frutto di un confronto e poi, l’ho già detto, è solo con minoranze che abbiamo a che fare.
    È il mondo che “senesce”? Ah no, già, è la fine delle grandi narrazioni e speriamo che, adesso, non appaia Vendola.

  2. Oggi facciamo una cosa seria e di grande attualità, dibattendo di sanità e servizi sociali.
    Piuttosto che starci a perdere dentro battibecchi tra esponenti di uno stesso partito, sul numero delle medaglie e quanto altro.
    Quello che abbiamo chiesto più volte alla Calamai e non abbiamo mai avuto è un preciso rendiconto dei livelli di prestazione erogati ai livornesi dalla azienda che dirige.
    La stessa domanda che si dovrebbe fare a quelli che hanno fatto e fanno una attività politica ed amministrativa.
    Mi dici che hai fatto davvero, concretamente per la tua città? Cose vere e concrete, che si toccano e si valutano, non progetti a venire e fumosi, magari aiutati da qualche cronista che descrive le nuvole.
    Come per lo Chalet, vicenda per la quale l’avvocato Barsotti dice la cosa più seria. Ma chi impediva al Comune di fare qualcosa in questi due anni?
    Una domanda precisa da un professionista autorevole. Magari l’assessore Nebbiai che ci spiega che sottrazioni e divisioni non sono la stessa cosa ma si rassomigliano, e che 2 più 2 non sempre fa 4, potrebbe spiegarci anche questa, che mi sembra anche più ardita.

  3. St. John ha detto:

    Caro ludom

    la spoliticizzazione di massa della società italiana non è un fenomeno di oggi. Anche se lungo gli ultimi trent’anni si è disposta in modo spesso diverso. Favorendo quello che Tocqueville chiamava “dispotismo addolcito”. Solo che Toqueville rovesciava il problema: altro che dispotismo addolcito della maggioranza, come pensava lui, la spoliticizzazione ha favorito il dispotismo addolcito della minoranza. Berlusconi e Monti sono due prodotti, indubbiamente diversi,di questo genere di dispotismo. In questa situazione chi gode di un’area di consenso, per quanto socialmente minoritaria, e ridotta alla reiterazione del gesto del trasferimento elettorale di consenso (primarie, elezioni etc.) ha indubbiamente margini di manovra. Finchè il resto è solo una sovrapposizione di differenze, si intende. L’ultimo libro che, a mio parere, è stato veramente letto nel centrosinistra, nella stagione precedente alle elezioni del 2006, è Postdemocrazia di Colin Crouch (ha lavorato anche in Italia e si capisce). Una delle sue frasi chiave è “anche se le elezioni continuano a svolgersi e condizionare i governi, il dibattito elettorale è uno spettacolo saldamente controllato, condotto da gruppi rivali di professionisti esperti nelle tecniche di persuasione e si esercita su un numero ristretto di questioni selezionate da questi gruppi”. Come dire, frasi come queste devono essere veramente piaciute :) E’ nel numero ristretto di questioni selezionate da discutere in ambito elettorale che sta il dispotismo addolcito. Il centrosinistra oggi oltretutto pone questioni ristrette che non sembrano appartenere al mondo di noi umani. Faccio un esempio: di solito non lo faccio ma ieri sera ho visto un pezzetto di Ballarò, presenti Tabacci e Renzi, perchè c’era Giovannini, presidente dell’Istat. Giovannini, che ha anni di esperienza all’Ocse, l’ha detto chiaro: fino al 2050 l’Italia ha davanti a sè l’un per cento di crescita. Se uno conosce quello che scrive il presidente dell’Istat, se sa a che tipo di convegni partecipa, sa cosa vuol dire: la certificazione della massima autorità statistica nazionale che questo modello di sviluppo in Italia è esaurito.Non garantirà più nessuno. E le “riforme” peggioreranno il quadro. Nè Renzi nè Tabacci, che comunque ha fatto un discorso più di mestiere, hanno ovviamente colto la palla al balzo. Nessuno più del centrosinistra è terrorizzato dall’esaurirsi della centralità del modello capitalistico di produzione della ricchezza. A parte che non lo concepiscono, e trovano ideologica persino la certificazione di un fatto storicamente normale, ma poi non sanno concretamente cosa fare. Sanno solo organizzare le loro reti di professionisti (peraltro di qualità minore rispetto al passato, visto che il centrosinistra è socialmente emofiliaco) per tagliare. “Costi insostenibili, tagli razionali”, siccome ho avuto l’opportunità di studiare in modo da non essere preso in giro come la povera signora Gina, almeno mi ci faccio un sacco di risate.Capisco che l’epiteto di “cani” a qualcuno non sia andato giù.Ma in politica è come nella boxe: si danno e si prendono. E poi, se uno è credibile, del “cane” non se lo prende. Al massimo gli toccano delle critiche.

    ps. il declassamento dei bond francesi è una mazzata per l’Italia. Per la grecia ha già comportato il congelamento dei fondi. E il 25 darei un’occhiata alle elezioni in Catalogna. Per l’Italia hanno effetti molto più importanti del differenziale tra Bersani e Renzi alle primarie.Ma cosa lo dico a fare..quando si è tagliato in nome del rigore si è fatto tutto :)

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