BISOGNA METTERCI LA FACCIA

La Redazione

Bisogna metterci la faccia eccome,mai parole sono state piu’ condivisibili.Verso le Primarie che sanciranno questa nuova area di centro sinistra che ci auguriamo governi il paese.Come dice il segretario Pd De Filicaia,i dirigenti del partito hanno l’obbligo morale di farlo,non e’ un opzione.Ma credo sia proprio questo lo squallido buco nero della classe dirigente che abbiamo avuto negli ultimi anni,ovvero uomini e donne che in ogni stagione sono riusciti solo a tramestare nell’ombra,a fare guerre per mantenere i propri strapuntoni ed a promuovere inutili attaccapanni al posto dei meritevoli e del BENE COMUNE.
Niente di innovativo,niente di costruttivo ma tanta malattia morla e politica con la quale infettare sezioni e persone e per estensione un’intera società.
Un Influenza perenne,senza medicina.
Un po’ come la Serracchiani,deputata europarlamentare che trovo’ la propria nascita politica dopo aver urlato ed offeso la dirigenza del Pd per le mancanze ,tra le quali il coraggio,paladina della trasparenza intellettuale e morale,ma oggi alla domanda
Scusi ma lei per chi vota alle primarie : ” Non lo so,non ho ancora deciso “…..
Metteteci sempre la faccia,e non solo quando la politica vi deve trovare per darvi i VAINI per campare.
Bravo De Filicaia,e da queste piccole cose che si ri-cambiano gli uomini e le stagioni di città regioni e nazione.
Meglio un acerrimo competitore del giorno prima,che un amico prezzolato ed accomodante del giorno dopo.
Uomini contro mezzi uomini , altro che reality….

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4 Responses to BISOGNA METTERCI LA FACCIA

  1. Giuste condiderazioni, quelle che indicano nell’opportunismo conformista una malattia assai diffusa di un certo ceto politico, nazionale e locale.
    Si può vincere e perdere battaglie politiche, alla luce del sole, ma questo deve consentire di fare passi avanti e costruire qualcosa nel confronto di idee , che e’ il sale della democrazia.
    Questa stagione aperta dalle primarie del centrosinistra , dalla crisi deidratati personali di Berlusconi e Di Pietro, dalla crisi profonda che non permette sconti e fughe nelle nuvole, da citta’ che vivono un declino evidente e che misurano impietosamente la incapacità di chi non e’ all’altezza, a prescindere da comode rendite di posizione, e via dicendo, non fa sconti.
    Ora sarebbe possibile cogliere le occasioni di in confronto vero e senza apparati blindati, in grado di tutelare strapuntini e vitalizi a personaggi mediocri.
    Ecco, metterci la faccia e giocare in mare aperto dovrebbe essere normale, per molti e’ uno sport sconosciuto.
    Dobbiamo riuscire a cogliere questa fase politica.
    Noi, con CONFRONTO, ci stiamo tentando da un po’ . Un piccolo contributo, che magari qualcuno riesce a comprendere fuori da vecchie tattiche.
    E non cesseremo certo di parlare di cose concrete, che dimostrano nei fatti buone strategie politiche, a confronto con il piccolo cabotaggio che non porta lontano. Comunque sembra stia arrivando al capolinea.

  2. GHINO DI TACCO ha detto:

    UNA DOMENICA BESTIALE……..IL TOUR DE FORCE DI STOPOPODISINDAO.

    Prima da Franceschini, poi di corsa da Renzi, ma la chicca finale nel momento dell’abbraccio con Renzi, forse se la poteva risparmiare……il primo cittadino scherzando in maniera cameratesca ha detto: «A Livorno si vota la Puppato, è quasi un voto di scambio” ……….:-(((((
    che stile ……STOPOPODISINDAOOOOOOOO

  3. Conte di Montecristo ha detto:

    “il primo cittadino scherzando in maniera cameratesca ha detto: «A Livorno si vota la Puppato, è quasi un voto di scambio” ……….:-(((((
    che stile ……STOPOPODISINDAOOOOOOOO ”

    Ghino , testimone incolpevole, questo è….

    Praticamente Renzi ce l’ha con la classe dirigente livornese quando sostiene che ‘Livorno vuole cambiare’ e cosa si fa?
    Si Fa il posteggiatore ed il battutista misogino …

  4. Alessandro Latorraca ha detto:

    Non ero presente alla conferenza di Renzi.
    Solo da voi ho sentito dell’intervento del signor Sindaco a riguardo di Laura Puppato.
    Niente di nuovo.
    E’ uno stile che perseguita questa città. Una subcultura pseudoproletaria che ha fatto perdere in 60 anni ogni possibilità di aggancio e di SCAMBIO con un mondo che ci considera ai margini dell’impero, come per le province di Roma, ve lo ricordate dai libri di Storia?.
    Sicuramnete poi diremo che è stata una gogliardata, uno scherzo e così via.
    Povera Livorno!

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