IL GIOCO SI FA DURO ED E’ L’ORA DI TIRARE FUORI IL CARATTERE. BASTA CON PORTABORSE ED ABATINI. YARI PARLA CHIARO ED ERA L’ORA

di Gianfranco Lamberti
Il confronto serrato ( forse ) sul capoluogo , lo diciamo da tempo, ci appassiona fino ad un certo punto.
Che Livorno avesse perso peso e rappresentatività politica, a Firenze come a Roma è una cosa che sosteniamo da molto tempo. Basta leggere i mille post su questo argomento.
Una debolezza che derivava , secondo me, dalla debolezza del partito impegnato troppo nelle sue diatribe interne, con parlamentari eletti per caso, come riconoscono gli stessi interessati (!!!! ) e via dicendo.
Insomma una stagione triste, nella quale i nostri vicini, pisani e non, ci guardavano con simpatica ed interessatissima comprensione.
Ho avuto modo di ricordare a molti, in questi giorni, come alla fine i vuoti si sono riempiti, eccome.
Detto questo, non me la prenderei con chi fa , altrove, il suo e riempie i vuoti altrui, ma mi rimboccherei qui le maniche per cambiare stagione e non arrivare sempre tardi agli appuntamenti, oppure non arrivarci proprio.
Il sindaco, ieri, è stato bravo. Ha segnalato finalmente il senso di una dignità cittadina. Ma il timore di tutti è che ormai i buoi siano usciti fuori dalla stalla e che vada riscritta Livorno e non solo l’Italia, per recuperare dignità e peso politico perduti. E non penso solo al capoluogo, ma alla AP, annessi e connessi, e non solo.
Continuo a ritenere, allora, che Yari abbia imboccato la strada giusta, e se alla fine si incazza alla livornese e manda qualcuno a quel paese, la cosa non può che confermare la nostra stima. Di più.
Basta con gli abatini e le fialette di veleno nei corridoi, per gli strapuntini ed i vitalizi.
Una città che tiri fuori il carattere, per dirla alla livornese, ovvero che ricominci a tirare fuori personalità adeguata e non le tattichette da sacrestia o da fumosa sezione di vecchi ( e cari ) partiti è quello che serve.
Allora qualche pidocchio nella criniera non può che essere liquidato facilmente come fa oggi Yari e poi si cominci davvero confronto senza timori reverenziali nei confronti di tutti, da Pisa, a Firenze , a Roma.
Yari lo ha capito, Cosimi mi sembra che ieri, anche se non ha ridotto le citazioni ( ma non è questo il punto ) vi abbia aggiunto, era ora, determinazione senza tatticismi diplomatici a fini interni di partito. Come è giusto che faccia un sindaco.
Basta , proviamoci seriamente, con le colonizzazioni, genovesi o fiorentine che siano. Era l’ora.
E questo vale per il capoluogo, ma ancor di più, dice bene Yari, per tutto il resto. Per le tantissime cose in cui Livorno, che è e rimarrà la capitale sul mare della Toscana, non può andare con il cappello in mano da nessuno-
Fuori i co.. dicono quelli della curva. Lo dico anche io , e basta con i teatrini del consiglio comunale perso dietro a qualche bizza da strapuntino isterico.
Ormai è un’altra storia , spero. Sul porto ed il suo presidente in vacanza da riportare sulla terra, fino ai parlamentari per caso. si inventino qualcosa e presto. per non parlare di quelli ( di altri partiti in dissoluzione ) che fanno finta di dire qualcosa qui, ma poi la dicono diversa a Firenze ed a Roma. Ma le opposizioni di centro destra e tardo leghiste sono quelle che sono. Taradash si mette a giocare con Collesalvetti capoluogo. Prese in giro meritate e maliziose, lo capirebbe anche un bambino, rispetto alla Livorno che si è perduta per strada.
Riscriviamo tutto e senza fare il gioco degli altri. Cambiamo ritmo e diciamole chiare, alla Yari per intenderci, magari prendendoci anche la nostra razione quotidiana di citazioni, non fanno male a nessuno, anzi sono simpatiche e mi hanno sempre incuriosito, purchè non ci si prenda troppo sul serio, come diceva Tommaso Moro, patrono degli amministratori e recentemente citato da Monti ( anche lui ) opportunamente.

Annunci

11 Responses to IL GIOCO SI FA DURO ED E’ L’ORA DI TIRARE FUORI IL CARATTERE. BASTA CON PORTABORSE ED ABATINI. YARI PARLA CHIARO ED ERA L’ORA

  1. Kinto ha detto:

    Era l ora che qualcuno a Livorno dal partito di maggioranza
    parlasse con carattere e schiettezza.
    Dopo stagioni di apprendisti stregoni
    abatini di campagna
    e porta borse baciati dalla fortuna
    mi sembra quanto mai salutare
    udire parole chiare e toccare muscoli.
    Se poi qualcuno preferisce un modo di muoversi saponato
    e penombrato se ne faccia una ragione.
    Quando ci si presenta ai propri iscritti e potenziali elettori,
    parlo di De Filicaia, senza
    ambiguità di sorta e con visioni criticabili certamente,
    ma altrettanto inquadrabili e’ un elemento solamente virtuoso.
    Chiama le cose col loro nome,saltatori di quaglia
    movimentisti servi di un solo padre padrone,
    e quando parla di una concertazione regionale nella quale non si puo’ chiedere solamente ad un territorio senza dare in cambio
    concertazione e discussione
    esprime razionalità politica e rivendica dignità istituzionale.
    Come scritto dal dott.Lamberti con forme piu’ diplomatiche ed educate,
    fuori dai coglioni i parassiti e si metta dentro un intera area
    gente con le palle,con la faccia e che non ha paura di esprimere
    le proprie idee.
    e si chiuda per sempre la stagione delle mezze calzette attaccate con l Attack
    alle mammelle adottive del partito
    che poi al massimo ti ritornano un ruttino digestivo e dormite da terra degli zombie.
    Saluti

  2. Sirio ha detto:

    Finalmente abbiamo un segretario con gli attributi.Non si nasconde ed anzi rilancia con forza le proprie posizioni.Poi ognuno abbia la propria opinione,la mia e’ che erano anni che non si aveva un segretario del genere nel Pd.Bravo Yari e non ti far condizionare da vecchi attaccapanni della tua segreteria.

  3. Mario ha detto:

    Mi si consenta un plauso,o solamente un riconoscimento a coloro tipo Del Corona, Latorraca,la Terreni che hanno battagliato in tempi non sospetti,quando molti altri stavano zitti e muti,ed hanno fatto argine nelle istituzioni a tutte le derive volgari e populiste da due lire che componevano la vecchia,malata alleanza di governo.Hanno previsto in anticipo un percorso,e la dissoluzione evidente di un ex partito ,di un cartello,che come dice anche il segretario Pd e’ ormai all’estinzione per difetti congeniti e protagonisti da film dell’orrore.

  4. Kinto ha detto:

    Grande Livorno,vittoria esagerata in quel di Ascoli,
    4 a 1 ,dopo un primo tempo scialbo.
    proviamo a metterci anche il Calcio
    nel condizionamento alla decisione per il capoluogo ,
    il Pisa cosa fa i dilettanti nazionali ?
    Saluti

  5. caro Ludom mi stimoli sul piano personale in una fase in cui ho deciso più di sempre di guardare in faccia I PROBLEMI, la vera e unica bussola che ha sempre guidato il modestissimo fare politica del sottoscritto.
    Nessuno di noi è il PD, credimi, forse neppure Bersani , pur avendo la più alta rappresentanza in qualità di segretario, ma solo Berlinguer per come conosciamo la sua segreteria e i suoi atti più importanti possiamo dire che rappresentasse il PCI.
    Detto questo la favola metropolitana che Wladimiro è un cavallo pazzo la conosco bene. Ma credimi non mi ha mai infettato. Non ho mai condiviso l’extra parlamentarismo di sinistra, gli antisistemi,i populismi variamente colorati che mettevano nel mirino ieri il PCI oggi il PD. Se mi aiuti a pensare mi sembra quasi ovvio, essendo il PD l’unico partito ancora in grado di essere tale e di giocarsi la partita per il governo del Paese e per il cambiamento che porti con se responsabilità e cultura di governo, qualcosa di assai diverso dall’armata brancaleone che ha fatto saltare le esperienze Prodi. Dopo di che non sono ne cieco ne sordo e vivo con sofferenza tutte le contraddizioni presenti nella politica italiana , etiche, morali e culturali, che non ha risparmiato neanche il PD e che fa tanto crescere il movimento 5 stelle. ANCHE IN SALSA LIVORNESE
    Ma prendere i voti e il consenso della pancia mi spaventa, perchè vorrei capire come si affrontano i guasti storici che tanto bene S Y ci spiega tutte le volte , salvo avere obiettivi assolutamente lontani dal mio modestissimo pensiero ( che conta assai poco non essendo come dici tu il PD ). Guasti che richiedono davvero un PENSIERO NUOVO per farci i conti e dare senso ad una inedita esperienza politca e culturale per stare in modo cerio e credibile nel nostro tempo, nei nostri problemi con qualche possibilità di incidere su quei guasti . ma ti assicuro che vado orgoglioso di non aver mai venduto l’anima al diavolo pur di piacere e ambire.
    Stare nei problemi, e lottare , ovviamente con la mia testa e non con quella di particolari Signori , è stata sempre ed è oggi la mia bussola. Questo è il modo con cui ho sempre fatto politica e con cui sto in CC.
    Un po scomodo più che pazzo, ma quante volte con il senno del poi mi ritrovo ad avere quasi ragione. Mi fa male la sciatteria politica e di governo, quella sciagurata autoreferenzialità che non riesce proprio a leggere il dramma della gente e fa in modo che la politica subisca un pericoloso declino e con lei la nostra democrazia. Anche e soprattutto quella targata PD. Questo sono e quando si fa politca e si è in CC come esponente di base proprio non riesco ad alzare la manina senza capire . vado oltremodo fiero e orgoglioso che YARY sia il segretario del PD LIVORNO, ha coraggio, ha idee ed è pulito. con lui ho TOTALE sintonia e non so se questa è follia. Un caro saluto

  6. Wladimiro ha una qualità, quelladinstarein mezzo alla sua gente e di cercare di interpretarne aspirazioni e bisogni. Rappresenta un pezzo di Livorno reale e concreto. Non a caso trova facili sintonie con il suo attuale segretario ed e’ stato capace di mandare a quel quel paese , in tempi diversi e più confusi, il piccolo provocatore post leghista, funzionale a logiche dissolutive di una strategia grillina. Un segnale di orgoglio politico e di legame ad una sinistra vera e vissuta con la schiena dritta, che ha contribuito non poco ad aprire una nuovavfase politica. più chiAra e comprensibile per tutti .

  7. Ludom ha detto:

    Mi fa così tanto piacere, Wladimiro, che nonostante un qualche fraintendimento, tu non abbia minimamente pensato che stessi facendo mia la “favola metropolitana”. Addirittura non ci pensavo proprio.
    In effetti quando dico cavallo scosso (lo do per scontato e sbaglio) io penso a quei cavalli che disarcionato il fantino al Palio di Siena, continuano in libertà la corsa. Ho nutrito, fin da piccolo, un’istintiva simpatia per loro. Da grande son diventati sinonimo di quelli, come dici tu, che pensano “con la loro testa e non con quella di particolari Signori”. Per questo penso, non da ora, che tu sia un cavallo scosso………poi sei anche un po’ matto ma quello è un problema per la tua salute, per quel che mi riguarda, alle tue sparate mi son sempre divertito, con affetto.
    Quanto ad essere il Pd, giusto uno che si chiamasse Proteo potrebbe aspirare ad esserlo e Bersani, bel mi’ Piergigi, ha una faccia sola. Purtroppo per Lui in tutti i sensi, anche sul piano mediatico, non cambia mai registro. Oggi come oggi è un handicap discreto….comunque….
    Forse sono un po’ all’antica ma penso tuttora, e credo lo pensino anche i più (fra i pochi) che ancora si interessano seriamente di politica, che se parla Bersani sia un fatto politico (buono, non buono, significativo o meno), se parla D’Alema sia un episodio politico. Voglio dire con questo, che spero che se parla Yari, pur non essendo il Pd, venga preso per lo meno come la sua componente maggioritaria. Altrimenti la vedo proprio bruttina per il Pd cittadino…….oltretutto, me lo raccontate Voi stessi, Yari è uno che il registro lo cambia e non è una dote da poco. Tanti auguri.
    Secondo me ne vedremo delle belle! Non so se vorrai essere in Consiglio la prossima volta, faresti una grande esperienza. Non conosco i grillini livornesi ma se assomigliano un po’ a quelli in giro per l’Italia sarà difficile non dialogare. Con Romano avete fatto un’esperienza fuorviante. C’entra poco con l’Idv, o meglio c’entra quanto c’entrava con La Lega. È un oltranzista ambizioso che cerca strumenti di affermazione politica nei partiti che offrono sponda. Ma con i grillini, non c’entra nulla. Questi, Wladimiro, ti si presentano spesso in modo così “aideologico”, che in me provoca sconcerto, ma a te potrebbe piacere.
    Per il resto, sono convinto che, anche partendo da posizioni molto distanti, come le nostre ultimamente, fra gli uomini che ragionano con il proprio ceppione e non “ambiscono” a poltrone, figuriamoci a strapuntini, non sempre si trova un’intesa ma sempre si conserva il rispetto.
    L’Aidos, vergona, pudore, rispetto, il mito di Protagora……e qui mi piacerebbe divagare ma poi mi danno del dotto e non ho neppure fatto il Classico. Un abbraccio

  8. St. John ha detto:

    >Non conosco i grillini livornesi ma se assomigliano un po’ a quelli in giro per l’Italia sarà difficile non dialogare

    caa fai l’inciuci :)? Mi sembri Bruno Vespa a porta a porta :)

    scherzi a parte, un buon numero di grillini livornesi, e non solo, legge regolarmente Senza Soste, sito e cartaceo. Quindi un’idea me la sono potuta fare, non solo io ovviamente. Capisco le esigenze della propaganda, la necessità di insettarire il giusto le proprie fila per rimanere coesi, ma di mostri populisti con la bava alla bocca e le vene ingrossate non c’è nemmeno l’ombra. E questo è sicuramente un bene. Poi si tratta di un movimento che a mio avviso era destinato, nella forma e nelle modalità organizzative, ad una stagione di 5 per cento in parlamento. La crisi, anche dei partiti, l’ha alimentato e vedremo cosa diventerà quando sarà almeno 4 volte più grande. Se resiste al 2013, dopo un pò sarà difficile rappresentarli secondo i soliti schemi giornalistici: spettro, di cui evidenziare le polemiche interne o ridere dell’eventuale folklore. Se resistono, conteranno e non solo con la forza dei numeri. In Italia e a Livorno. E’ finito il tempo in cui il maggior partito di opposizione a Livorno, con punte del 16 per cento, era Rifondazione che mai sul territorio avrebbe fatto seria opposizione al centrosinistra (infatti, anche a Livorno sta morendo di questo difetto di fabbricazione..alla fine i voti vanno ad altri. Ne conosco tanti di casi di prossimo travaso di voti da Prc a Grillo, come dal Pd, in questo caso due-tre clamorosi). Certo che se si vuol parlare con qualcuno, stabilire un rapporto diplomatico, basta evitare di provocarsi a vicenda. E poi potrebbe benissimo accadere il contrario, ve lo dò 50-50, con il centrosinistra all’opposizione a Livorno e il Pizzarotti livornese sindaco. Anche qui, tenendo conto di questa possibilità, chiunque suggerirebbe diplomazia. Una volta aperte le porte del palazzo ad occhi estranei, non sai mai cosa uno, con occhi nuovi, ci vede. Meglio essere diplomatici prima (certo bimbi parlà con voi mi fate diventà Tayllerand, io che istintivamente sono polpottiano..).
    Detto questo, non ragionerei di politica a Livorno come un se fossimo a un simposio. Questo è bravo, questo mi fido, con questo si dialoga. E’ frutto di una mentalità comunitarista, fatta di primato di rapporti di prossimità, che è un risultato dell’ultimo quarto di secolo di impoverimento delle cultura delle relazioni politiche in città. Questa era una città e non è una comunità. Va pensata in altro modo per essere efficaci. Un paio di mesi fa ragionavo in città con una esperta di Google (anche qui quanti esperti CRITICI, non bischeri con smartphone e cravattina, di Google, facebook, twitter, piattaforme di comunicazione politica ha il pd livornese? ma dove volete andare siamo nel 2012 :D quanti ne invita come indispensabili per imparare a fare politica? Ma nemmeno per una braciata..) che abbiamo invitato e che inviteremo di nuovo. Sapete cosa mi ha detto? “non mi sarei mai aspettata che Livorno avesse dinamiche sociali prevalentemente metropolitane”.
    Allora vai avanti con “di lui mi fido perché è bravo”, “lui è un esempio” etc. funzionava con la Livorno che fu :)

  9. Prima di ti tutto forza magica Unione Sportiva Livorno.

    poi, SJ , fenomeni non ci sono da nessuna parte .
    grillini , renziani , bersaniani , noi tabacciani .

    io non vedrei l’ora di confrontarmi con chiunque .

    perché il confronto si fa tra persone , in diretta, ci si guarda in faccia e ci si mette il nome ed il cognome .
    E , a Livorno , città di NON VERGINI , possiamo tutti sapere con chi si ha a che fare .

    quindi niente blog, niente giornali ed altro a far scudo alle persone .

    Poi vedi, qui nessuno ha il fardello di questi anni di amministrazione …. O responsabilità da assumersi per questi anni balordi di un piccolo gruppetto di potere .

    ergo , liberi pensieri e libere parole .

    libera critica e nessuno attualmente al potere da difendere a prescindere .

    sintetizzo , nessuno ci fa particolarmente impressione .

    Un PIZZAROTTI qualsiasi c’è l’abbiamo anche noi ..;)))

    SJ, sarà un po’ come per il magico Livorno , far giocare i più bravi (Siligardi e Emerson ) e mettere fuori gli scarsi (SALVIATO e Lambrughi ) , dare fiducia al Mister , credere nel Presidente e con un po’ di immancabile fortuna tutti i sogni sono possibili.

    Ps e le mele marce cancellarle … ( Perticone e De Lucia ..) !

  10. Grilli alla livornese , mah. Mi sembra una storia fuori contesto, e di molto. E sotto la bandiera post leghista della lotta all’inceneritore come nuova identità di chissà cosa. Che poi si pensi che un cacciucco simile sia il segno di una modernità alternativa mi sembra ancora più velleitario. Certamente più interessante ragionare di concrete scelte sul lavoro, come quelle di cui parla CNA a proposito di riparazioni navali . Cose di cui dobbiamo discutere in questo consiglio comunale e non nel prossimo, senza cadere nell’ostruzionismo grillo leghista, che non porta da nessuna parte , men che meno a creare nuovi scenari politici. Guardando ben oltre i nostri angusti confini. E non mi sembra proprio che il PD di Yari sia rimasta una vittima supina chiusa dentro le sue vecchie storielle. Eppoi basta leggere gli anatemi di Grillo per giustificare la epurazione di una donna consigliera comunale,per capire che roba e’, da Borghezio al punto G, ma via.e tutti dietro un capo o capetto. No, non e’ la storia di Livorno, oggi o domani. Anche con i guru nascosti nella rete.

  11. Sirio ha detto:

    Puo’ essere un elemento di approfondimento,lo sottometto a tutti.

    Il Documento di ENRICO ROSSI alla finanziaria regionale 2013 :

    UNA MANOVRA DI RIGORE ED EQUITA’.

    Ispirata all’art. 3 della Costituzione: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona”.

    La manovra finanziaria che la giunta ha approvato in una situazione di crisi così grave ci ha imposto scelte drammatiche.

    I tagli operati dal governo Monti e dai governi precedenti sono quantificati in 550 milioni (sanità esclusa), pari al 25% delle entrate e della nostra capacità di spesa.

    La prima risposta che abbiamo dato è stata quella di passare in rassegna tutte le spese.

    Nel biennio 2011-2012 il risparmio complessivo sui costi di gestione e sulla spesa corrente, nonostante la nostra Regione sia considerata una delle migliori per efficienza ed efficacia della spesa stessa, è stato di circa 90 milioni. Per il 2013 produrremo ulteriori risparmi per più di 45 milioni. A regime avremo complessivamente 135 milioni di risparmi.

    Altri risparmi consistenti sono stati infine realizzati attraverso la rimodulazione della spesa per gli investimenti, l’utilizzo dei fondi comunitari in modo più selettivo e in sostituzione delle risorse regionali.

    Senza ridurre troppo il flusso di spesa annuale per gli investimenti, che rimangono intorno a 350-400 milioni all’anno. Anche grazie alla legge 35 che con il monitoraggio e i commissariamenti ha attivato molti cantieri fermi da anni per ritardi burocratici (circa 100 milioni).

    Nonostante tutto questo, per chiudere il bilancio 2013, al netto dei risparmi effettuati, è necessario reperire risorse per ancora 250 milioni.

    Anche se avessimo azzerato tutte le nostre politiche attive (cultura, sociale, scuola, contributi alle imprese) avremmo comunque avuto uno sbilancio intorno a 100 milioni, producendo però un effetto insostenibile.

    Di fronte alla scelta di chiedere un contributo responsabile ai cittadini per mantenere aperte le classi di scuola materna o l’assistenza agli o altri servizi essenziali o per aiutare i più poveri, ci siamo assunti la responsabilità di non contraddire la Costituzione nei suoi principi fondamentali che sono la solidarietà e la tutela delle persone più deboli.

    Vogliamo affermare un principio di comunità, perché ciascuno in ogni momento può ritrovarsi nella necessità di portare il proprio figlio alla scuola materna, aver bisogno di un contributo per pagare l’affitto, essere aiutato per ricevere un prestito in banca, essere preoccupato per il figlio laureato che non trova una opportunità di impiego, perché magari abbiamo tagliato il progetto GiovaniSì.

    Per questo abbiamo attuato una manovra fiscale che, per tutte le possibilità che ci fornisce la legge, è quanto più possibile equa verso le famiglie, le imprese, i lavoratori.

    Per l’Irpef abbiamo ovviamente esentato gli incapienti fino agli 8mila euro e tutelato le prime due fasce da 8 a 15mila e da 15 a 28mila euro. Per queste due fasce, si tratta di lavoratori dipendenti e autonomi, l’incremento è dello 0,2%, pari a un aumento massimo di 30 euro all’anno per la prima fascia e di 56 per la seconda. Dobbiamo considerare che oltre due terzi dei contribuenti della Toscana, cioè 1.657.000 su un totale di 2.144.000, rientra in queste due prime fasce.

    Poiché fino a 95.000 euro di reddito è prevista una detrazione di 50 euro per ogni figlio a carico, a scalare man mano che il reddito cresce, è evidente che la gran parte delle famiglie con figli appartenenti a queste prime due fasce, potrà persino beneficiare di una riduzione dell’Irpef.

    Inoltre per le famiglie con un figlio disabile è prevista una detrazione di 220 euro all’anno. Con questa iniziativa le famiglie con disabili fino a 55.000 euro di reddito potranno essere tutelate dall’aumento Irpef e le fasce più basse ricevere qualche beneficio. Un’iniziativa opportuna per il fatto che i disabili nel nostro Paese sono per l’85% a carico delle famiglie e solo per il 15% a carico dei soggetti pubblici. È un segnale importante che aiuta quelle famiglie a rischio povertà perché si fanno carico delle spese necessarie a garantire una vita degna ai propri figli.

    Stiamo inoltre lavorando per introdurre detrazioni per soggetti non autosufficiente carico.

    Per le altre fasce oltre i 28mila euro, che comunque usufruiscono delle detrazioni, l’aumento è per tutti dello 0,5%.

    Il complesso della manovra sull’Irpef così articolata, con questo segno di equità, ci garantisce una entrata pari a 93 milioni di euro.

    Vale la pena sottolineare che questo livello di entrata, che distribuito sulla popolazione della Toscana, corrisponde a 28 euro pro capite, colloca ancora la nostra Regione al terzultimo posto tra le Regioni a statuto ordinario, dopo Veneto e Umbria (che però devono ancora approvare la loro manovra 2013 che potrebbe contenere nuovi aumenti).

    Tutte le altre Regioni, ai valori 2012, sono già ora con un’Irpef più alta di quella che avrà la Toscana nel 2013. Ad esempio: in Lombardia si pagano 29,9 euro pro capite; nel Lazio 64; in Emilia Romagna 58; nel Molise 71.

    I toscani dunque continueranno comunque a pagare meno Irpef della stragrande dei cittadini del nostro Paese, e suppongo che non ricevano servizi inferiori a quelli della Campania dove si pagano 59,80 euro pro capite.

    L’altro grande capitolo della manovra è rappresentato dalle entrate Irap.

    Anche qui abbiamo fatto una manovra differenziata, con un largo ricorso alle esenzioni.

    Gli aumenti dello 0,92% riguardano solo un sesto delle aziende presenti nella nostra regione, quindi 65.000 imprese su 360.000.

    Sono confermate tutte le precedenti esenzioni: onlus, cooperative sociali, imprese in zone montane, imprese con certificazione ambientale e sociale.

    Per le micro, piccole e medie imprese dell’industria e dei servizi che assumeranno persone iscritte alle liste di mobilità o in cassa integrazione, sono previste deduzioni sulla base imponibile.

    Sono inoltre stati esentati interi settori, tutto il manifatturiero ad eccezione della farmaceutica.

    Insomma i distretti dell’export toscano resteranno ugualmente competitivi rispetto alle altre Regioni italiane, avendo in Toscana una Irap ancora più bassa.

    È stato poi esentato dall’aumento Irap l’intero settore agricolo, il settore dei servizi alla persona, delle pulizie che sono labour intensive.

    Anche nel settore dell’edilizia, uno dei più colpiti dalla crisi, composto da 35.000 imprese, saranno interessate dall’aumento solo 476 imprese che operano nel settore opere pubbliche, tutelando tutte le altre.

    Per il commercio l’incremento Irap riguarderà solo le 10mila società di capitale, mentre le altre 46.000 società individuali di commercio al minuto a conduzione familiare saranno esentate.

    E così l’esenzione varrà anche per il settore turismo e tutta la ristorazione costituita da società individuali e familiari che rappresentano 14mila aziende su un totale di 17mila..

    Le entrate previste dall’Irap sono pari a circa 120 milioni, che sommati ai 93 dell’Irpef , ai 22 del bollo auto e ai 10 derivanti da altre entrate, portano ai 248 milioni che ci consentono l’equilibrio di bilancio.

    E sottolineo di un bilancio sano, che non a caso è stato premiato di recente a Milano come il miglior bilancio tra quello degli enti locali e delle Regioni.

    Ma la manovra poi è caratterizzata da importanti novità che riguardano politiche attive contro la povertà, per la coesione sociale.

    Tra le novità più importanti di questa manovra ci sono i fondi che abbiamo destinato al microcredito per combattere la povertà: 10 milioni di euro saranno distribuiti alle onlus della Toscana a cui chiederemo di aggiungere altre risorse per il microcredito sociale, allo scopo di garantire aiuto alle persone e alle famiglie che si trovano in situazioni di emergenza, con prestiti fino ad un massimo di 3000 euro: comprare libri ai figli, pagare una spesa straordinaria e far fronte agli imprevisti.

    La caratteristica del microcredito non è solo dare ma anche assistere, aiutare, accompagnare le persone che hanno bisogno per uscire dalle difficoltà. Con questo investimento ci rivolgiamo prima di tutto al volontariato laico e cattolico, per consolidare in questa regione le relazioni di solidarietà e di vicinato: non vogliamo che nessuno resti solo.

    Aggiungiamo inoltre 15 milioni di fondi comunitari che saranno destinati al microcredito per le imprese, attivando così interventi che si collocheranno tra i 150-200 milioni. L’artigiano, il piccolo commerciante, il giovane che vuole provarci e che oggi non trova risposte di fronte alla stretta creditizia, che continuerà anche nei prossimi anni, potranno ottenere un prestito fino a 20.000 euro con assoluta facilità.

    Questo sul microcredito è un intervento importante, in linea con l’Unione europea per la lotta alla povertà. Contiamo nel corso del 2013 di raggiungere con il microcredito sociale circa 10.000 famiglie e con quello per l’impresa altrettante attività. La caratteristica del microcredito è la fiducia, la conoscenza e la vicinanza, tutte cose che fanno comunità.

    Aggiungiamo inoltre 8 milioni al capitolo sfratti, che dopo i tagli del governo torna così a 16 milioni. Sono risorse che consentiranno ai comuni di fronteggiare l’emergenza sfratti e alle famiglie più povere di sentirsi protette.

    Confermiamo inoltre la spesa a favore del diritto allo studio universitario e l’intervento a tutela della scuola, in particolare quella materna, dove 10 milioni vengono destinati a garantire l’apertura delle classi a favore di 5000 famiglie, che altrimenti non avrebbero saputo a chi affidare il proprio figlio dopo i tagli del governo.

    Anche sulla cultura la spesa non viene ridotta. Pensiamo che la cultura sia un settore strategico per la nostra regione: che dà lavoro, contribuisce all’economia – pensiamo solo al turismo – e soprattutto a dare un profilo di qualità al nostro modo di essere.

    Infine confermiamo circa 350 milioni per gli investimenti.

    Il quadro generale per il 2013 prevede anche un intervento pesante sulla sanità, che non sarà privo di contrasti e di polemiche.

    Risparmiare 500 milioni dal fondo sanitario regionale imposti dal taglio del governo non sarà facile.

    Il piano elaborato dalla giunta servirà a cogliere questo risultato garantendo ai cittadini i servizi essenziali e tutelando le fasce più deboli, con l’accesso legato all’Isee che scatterà per tutti a partire dal prossimo anno.

    La sanità sarà il vero banco di prova di una riforma strutturale per il 2013.

    Questa crisi economica non deve modificare gli elementi di fondo del nostro modo di fare sanità né deve incidere sui valori fondanti che ci hanno permesso di fare la differenza in positivo rispetto alle altre realtà dell’Italia. Dobbiamo fare in modo che il servizio sanitario dia di più a chi è svantaggiato e risponda ai bisogni in modo equo con servizi di qualità per tutti.

    Una cosa deve essere chiara, faremo appello a tutti e ci confronteremo con tutti, operatori, istituzioni e forze sociali, ma non possiamo più tollerare inefficienze e inappropriatezze.

    Con i sindacati abbiamo aperto la discussione sull’opportunità di istituire una mutualità integrativa diretta soprattutto a sostenere la spesa diagnostica e la specialistica. La disponibilità riscontrata ci incoraggia a lavorare per costruire una nuova gamba del finanziamento del servizio sanitario regionale.

    Ultimo punto è il TPL, su cui la Toscana, per quanto riguarda quello su gomma, ha anticipato tutti con la gara che si concluderà nel 2013, e che prevede la ristrutturazione del servizio, l’efficienza, il risparmio e l’acquisto di nuovi mezzi.

    E così anche per il trasporto su ferro si dovrà intervenire per migliorarne la qualità mettendo orari e fermate più adeguate. Sarà completato l’acquisto di treni nuovi e ci saranno collegamenti più veloci tra le stazioni più importanti.

    La Toscana di fronte alle crisi non si scoraggia, non sta ferma, mantiene la sua politica di rigore nei conti. Tenere i conti sotto controllo è il segno di una politica moderna e di stampo europeo. Per certi aspetti non è neppure un problema di destra né di sinistra.

    Nello stesso tempo la manovra non rinuncia invece ai valori di sinistra: la giustizia, la solidarietà, l’aiuto a chi è più indietro, a chi ha bisogno e a chi vuole provarci.

    Non si devono mai sprecare parole come storico o epocale. Ma questa volta vale la pena ricordare che nella storia dell’istituzione regionale toscana mai una manovra è stata così pesante.

    Francamente non è stato facile decidere, ma ho la serenità di aver fatto il mio dovere.

    In questa drammatica situazione di crisi, abbiamo voluto mettere al centro la persona sentendo l’obbligo, sancito dall’art. 3 della Costituzione, di intervenire per rimuovere gli ostacoli che ne impediscono la piena realizzazione.

    Siamo disposti a cambiare tutto, ma non a rinunciare a questo impegno.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: