COSE SERIE E COSE PERICOLOSE

da il Tirreno :
GIANFRANCO LAMBERTI
A leggere le parole di Giuliano Pisapia, a proposito del senso delle primarie del centrosinistra alla luce dell’esperienza milanese, riecheggia il senso politico del confronto di qualche giorno fa qui a Livorno, tra Enrico Rossi, convinto sostenitore di Bersani e Bruno Tabacci. Quello di una reale occasione di costruzione a più mani di un programma condiviso, a partire da posizioni diverse ma non antitetiche, nel campo progressista e moderat, che si candida a governare il Paese. Non a caso, qui a Livorno, abbiamo guardato con grande interesse a quella esperienza fin dal suo nascere, considerando la sua straordinaria carica di apertura e di coesione, ben oltre i vecchi steccati, in grado di mobilitare per davvero tutte le migliori energie di una comunità. Una chiave per rinnovare profondamente, senza disperdere esperienze preziose, ma proprio in questo modo consentendo a nuove figure emergenti, giovani e valide, di trovare spazio e ruoli. Rinnovamento nella continuità, concludevano all’unisono Rossi e Tabacci, l’esatto opposto di una tabula rasa elitaria e neo populista, ben descritta e temuta da Scalfari nel suo più recente editoriale. Anche la nostra piccola esperienza associazionistica , quella di Confronto e della Lista Civica presente in Consiglio, sostiene e pratica questa impostazione e non da ora. Lo dimostra il fatto che abbiamo avuto subito grande simpatia per la serietà e la coerenza di Tabacci, ma al nostro interno vi sono sostenitori anche degli altri candidati del centro sinistra, senza che ciò costituisca una contraddizione. Anzi dal “confronto” , appunto, delle idee e delle personalità in campo, unite nella adesione alla Carta di Intenti della coalizione, siamo convinti si potrà far nascere una nuova e più proficua stagione per il nostro paese e la nostra città. E’ quello che diciamo ai numerosi cittadini che vengono ad iscriversi nell’ufficio elettorale aperto sugli Scali Olandesi, così come accade nelle altre sedi aperte in città. Non uno scontro tra persone, ma un confronto tra candidati e loro sostenitori, che hanno ben presente lo stesso obiettivo. L’esperienza di cui sono protagonisti Pisapia e Tabacci, con la loro serena e determinata capacità di governare in modo concreto e condiviso processi complessi e difficili, può essere per questo un buon punto di riferimento, arricchito da una radicata cultura di governo, ben presente in Toscana ed a Livorno, con luci ed ombre, come è ovvio, ma di cui occorre fare tesoro. Per riscrivere il nostro futuro, come è giustamente scritto nel manifesto del centrosinistra.
su PORTA A MARE
«Mi risulta che alcune foresterie siano state vendute come prime case… se non è così vorrei essere smentito». A sollevare il caso “Porta a Mare” in commissione è l’ex sindaco Gianfranco Lamberti. Lamberti punta il dito sul futuro del bacino grande e sul valore delle aree su cui stanno nascendo case e uffici di Porta a Mare. «Quelle aree – ripete – sono state vendute a un certo valore proprio perché con i bacini era prevista l’attività industriale». «C’è differenza tra fare case vista mare in stile Montecarlo e alloggi di servizio… », esclama alludendo all’uso diverso (non più industriale ma legato alle riparazioni degli yacht) che potrebbe essere fatto del bacino grande. Oltretutto, chiude al microfono, «mi risulta che le foresterie (la stecca blu in area ex Cantiere) siano state vendute come prime case… vorrei essere smentito!».

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11 Responses to COSE SERIE E COSE PERICOLOSE

  1. Kinto ha detto:

    Sempre dal Tirreno e dalla pagina dei lettori,
    mi ha colpito e di fatti riporto la lettera del signor Pontil:

    La crisi si sconta rinunciando. Patrizio Pesce una riflessione Lo vogliamo sacrificare questo pharmakos? nGentile direttore, il ruolo di ‘pharmakos’ (agnello sacrificale) che il sindaco Cosimi tanto paventa all’interno del suo Pd, non appare, in questi giorni, ingiustificato agli occhi dei cittadini (piddini o non piddini) che si sentono da lui sempre più presi in giro. Dopo la farsa del referendum sull’ospedale, il guazzabuglio sulle misure alla viabilità cittadina e ai parcheggi, il silenzio pilatesco sulla vicenda (vergognosa) ‘lavoratori ditta Bellabarba/comitato della discarica’, dopo la commedia sulle reclamate operazioni di recupero della Concordia quando l’attività di riparazione nel porto di Livorno è stata compromessa dall’abbandono dei bacini di carenaggio, dopo la ‘diserzione’ silente sulla restituzione dell’IVA alla TIA (l’Aamps è pur sempre una ‘partecipata’ del Comune!), ecco che ora siamo al teatrino delle parole: secondo il sindaco noi cittadini dovremmo essergli grati (e con lui, all’algido assessore Nebbiai) perché “ha ridotto l’IMU sulla 1^ casa, che da 0,58% è passata a 0,56%”(!). Bontà loro, se non fosse che la riduzione (già minima) è in effetti solo ‘virtuale’ sulla ‘minaccia’ di settembre, mentre invece è del tutto ‘reale’ l’odierno innalzamento (40%!) da 0,40% a 0,56%, il più alto in Toscana (dopo lo 0,60% di Viareggio) e ben lontano da tutti gli altri capoluoghi (Firenze è rimasta allo 0,40%!); e si profila anche il rincaro dell’addizionale comunale Irpef! Eppure i ridotti ‘trasferimenti’ statali sono validi per tutti! Come si spiega questo arcano? Vorranno rispondere? Almeno non si burlassero di noi!

    Domanda finale ai livornesi: lo vogliamo sacrificare questo ‘pharmakos’? Mario Pontil

  2. Stiamo discutendo del capoluogo. Devo dire che la posizione del consiglio comunale dovrebbe essere unitaria e coesa, mi sembra al contrario che ci sia una deriva particolare e propagandistica, che non serve a nulla se non a lasciare ampio spazio a chi si muove, nei meandri della politica che conta.
    Insomma un aiuto ad una ulteriore riduzione della autorevolezza di Livorno, purtroppo.
    Senza cadere nella logica di campanile, che pero’ non capisco perché lo possano fare altre noi ci si pongano tanti problemi.
    Allora il richiamo ad una dimensione di valutazione più alta serva, eccome.
    E sarebbe utile che la citta’ facesse un minimo squadra, senza tifare per le squadre vicine.
    Con Taradash che si diverte a chiedere che il capoluogo sia Collesalvetti , lui scherza, forse, ma ormai sta diventando una storia buffa, anche troppo. Fino a diventare tragica

  3. GhinoDiTacco ha detto:

    BOIA CHI MOLLA!!!!
    Io non mollo…. esordisce cosi’ STOPPODSINDAO, a proposito di Livorno capoluogo, a parte che me ne puo’ importa’ demeno, mi preoccupano pero’i precedenti:
    Vi ricordate di Rossignolo, delleTermedel Corallo, del Baschet, del nuovo Ospedale, dell’aperturadi P.zza Cavour e di tanti altri impegni presi da STOPOPODISINDAO ?
    Allora date per certo che il Capoluogo sara’ Pisa con buona pace di Stopopodisindao e del suo amico Popodisenatorone
    Asta la Vittoria, siempre….zzzzz…..

  4. Sirio ha detto:

    Non e’ per piaggeria,perche’ viene spesso a scrivere qui, o e’ forse solo perche’ abbiamo radici comuni,ma stamani in consiglio comunale uno degli interventi che ho piu’ gradito per chiarezza e forza e’ stato quello di Del Corona.E quando De Filicaia parla alla stessa maniera per forza e contenuti si capisce che come un tempo il partito puo’ ancora essere una scuola,e del buono c’e’ ancora e va salvaguardato.Anche Guli’ mi e’ sembrato piu’ muscolare del solito,speriamo sia l’inizio di vere assunzioni di responsabilità nei confronti di tutti i cittadini.In una stagione nuova davvero per assetti di maggioranza ed opposizione.Mi pare che in via del tutto fisiologica le mele marce siano oggi davvero isolate,intollerabili e non piu’ tollerate per marciume e maleducazioni varie,e guarda un po’ sono agli estremi opposti dei banchi ma legati da un filo “nero” pestilenziale alle istituzioni.

  5. St. John ha detto:

    il sistema politico livornese, oggi composto di strati archeologici di epoche che furono, deve ancora sperimentare tante cose, compresa una naturale alternanza. Nella maggior parte delle città italiane, dopo un decennio inguardabile, la maggioranza al governo si accomoderebbe tranquillamente all’opposizione. Ma il centrosinistra livornese se lo può permettere? No.
    Salterebbe totalmente un sistema, chiamiamolo di accomodamenti, residuo di un’epoca consociativa. Solo tra edilizia, bilancio e partecipate verrebbe fuori di tutto se osservato con gli occhi di amministratori di un altro colore. Faccio i miei auguri a chi prova l’impresa di rinnovare il centrosinistra livornese ma mi sembra un qualcosa come provare una riforma del diritto di famiglia nella DDR dell’estate del 1989.

    Intanto:

    Inceneritore=Parma. Panico a fiumi nel Pd livornese

    http://www.senzasoste.it/locale/inceneritore-parma-panico-a-fiumi-nel-pd-livornese

    lunedì ci sarà un’assemblea cittadina contro il termovalorizzatore.E’ cominciata una delicata stagione cittadina che finirà con le elezioni del 2014.

  6. Sirio ha detto:

    St.John e’ sempre interessante,anche se come unico obbiettivo su Livorno pare abbia la dissoluzione del Pd.e se cosi’ fosse ,cosa che non auspico chi dovrebbe subentrargli degli attuali attori?cioe’ quale cartello politico e’ in grado di essere forza di Governo a Livorno ,e prendere i voti necessari per divenirla?

  7. Non credo che il centro sinistra livornese abbia molti successi da rivendicare, recentemente, ma tuttavia mi sembra che le offerte politiche alternative non offrano molte possibilità . Io sono convinto che nell’area cui fa riferimento SJ, ci siano certamente persone ed idee assai importanti e valide. Che andrebbero ascoltate e con cui occorre dialogare. Quanto ai rifiuti Si tratta di essere al passo con itempi e valutare le scelte migliori , in modo scientificamente adeguato e senza guerre di religione . Bandiere da sventolare.
    Il mio amico sindaco di Salerno, ha governato questi processi con molta saggezza e molto pragmatismo, soprattutto un impegno costante, assiduo e determinato. Anche con la necessaria duttilità.
    La raccolta differenziata e’ altissima e la citta’ e’ molto pulita.
    Ha raccolto consensi anche al di la’ del proprio partito .
    Così come ha fatto una stazione marittima in un paio di anni con crociere in crescita del 20%.
    Insomma buone pratiche e buona amministrazione passano anche e soprattutto da una capacita’ programmatoria e realizzativa, che non possono impantanarsi in scontri senza fine ed in guerre per gli strapuntini camuffate da battaglie ideali
    Insomma (poco) gioiose macchine da guerra in salsa livornese.
    Se poi ,la strategia REGIONALE dei rifiuti porterà a questa o quella scelta vedremo, importante e’ non dire una cosa a Livorno, una a Firenze ed una a Roma ed a Bruxelles a seconda delle convenienze occasionali.
    Quanto a Livorno parmigiana grillina, la vedo assai poco probabile. Naturalmente posso sbagliarmi, ma sono storie assolutamente diverse, da tutti i punti di vista.

  8. Ludom ha detto:

    Bello questo “confronto”. Ottimo il pezzo introduttivo, centrati e stimolanti tutti gli interventi. Non ho finito neppure di leggere l’ultimo intervento di Lamberti. Troppe sollecitazioni, ho fatto il pieno.
    Mentre leggevo Santo, mi veniva da dirgli: ma perché i nostri amici non lo sanno che, se a Livorno il centro sinistra fallisce, fa botta forte?!? Sai benissimo Santo che loro lavorano proprio per evitare il botto. Indicano l’unica via, non vincente, ma possibile…presentabile.
    Ci sono diversi motivi per cui ritengo comunque infruttuosa questa strada, tanti di questi è maestro proprio Ian nel profilarli, ce n’è uno però che è tutto mio e che è quello che mi fa esser più pessimista.
    Lamberti parla un linguaggio (Vendola direbbe propone una narrazione) che è l’unico praticabile, mi sembra, per un centro sinistra che esce da una stagione così infausta. Però, anche Lui, quando prova a rendere intuitivo ciò che propone è costretto a parlare di Pisapia, Tabacci ecc.
    Il problema è che a Livorno un c’abbiamo nemmen le ‘ontrofigure di ‘uesti vi! E questa tabula rasa non l’ha fatta il Cosimi e non è imputabile neppure a Lamberti. Lamberti stesso non è cresciuto a Livorno. Il problema è “antico” sul serio.
    Siro s’incazza se Santo dice quello che dice. Lo capisco, anzi l’apprezzo. Ma ti domando, Sirio, se per costruire una squadra, come si diceva nella seconda repubblica, dovessi chiamare a reali responsabilità di governo Yari e qualcun altro (ma no, basta Lui) quale verminaio diventerebbe il pd livornese? Ce la fa a mala pena Di Filicaia a fargli esistere come ente politico……….Wladimiro è un “cavallo scosso”, non è il pd!
    E fuori di lì chi c’è? Piccini?!? Con tutto il rispetto, le persone lo meritano sempre, ma Roberto?!? Uno dei tanti, per carità, ma i tanti ci sono se intanto ce ne sono due e tre di peso vero. E qui chi sono? E il primo chi è? Lamberti?!?
    La vedo dura. Quello che mi dispiace di più è che il botto, magari, l’annescano proprio i grillini che qui a Livorno manco conosco.
    Ad ogni modo, Polin Sindaco! Boia chi molla!

  9. nomi no, per carità Ludom. Prima idee e scenario , contenuti ed obbiettivi, area di alleanze compatibili. E via dicendo secondo la buona politica che conosciamo.
    Partiti, coalizioni e gruppi ad personam sono di un’altra storia ( Berlusconi, Di Pietro ).
    Idee, coerenza e serietà di un confronto politico che non può replicare giochetti ormai insopportabili. Salti della quaglia e corse forsennate agli strapuntini.
    Bisogna riuscire a far crescere la proposta politica della città e nella città.
    Poi I nomi verranno di conseguenza, in fondo ad un percorso. Il contrario non funziona proprio.

  10. St. John ha detto:

    >se come unico obbiettivo su Livorno pare abbia la dissoluzione del Pd

    caro sirio, non scambierei l’antipasto come un obbiettivo. Detto questo i problemi di Livorno sono talmente grandi che uno farebbe tanto volentieri a meno di prendersela con il Pd. Per gettarsi a capofitto in una dimensione immediatamente operativa. Riuscirei persino a prendere sul serio uno del Pd se mi venisse con una lettura ragionata di grafici, statitische e previsioni su Livorno. Frutto di un reale dibattito politico, di un percorso scientifico e di un orientamento strategico (sto citando l’abc non chissà quale innovazione). Quando si fanno notare questi dettagli la risposta è “ma in giro non vedo fenomeni”. Cari signori, questo non è un concorso di bellezza dove, in assenza della più bella, si sceglie la meno brutta. I dati che ho, oltrettutto pettinati da ricercatori che hanno il terrore del Pd dentro (paura di licenziamento), e che ho a volte messo qui sono terrificanti se posti in un’ottica già di medio periodo. Livorno sta diventando, ad ampie falcate, una zona di non di depressione ma di contrazione economica pronta a generare patologie sociali ed economiche di ogni genere. In uno scenario economico generale nel quale non scommetterei sulle garanzie nemmeno per le classi medio-alte e sui relativi redditi pensionistici. Cito Bersani, non Karl Liebknecht, sentito in tv ad una conferenza: “lo tsunami della crisi deve ancora arrivare alla gente”. e poi “prepariamoci anche a scenari inediti”. L’ha detto ieri, l’ho sentito in una replica a un canale all news ma la grande stampa si è ben badata dall’evidenziarlo, giusto per concentrarsi sulle primarie come concorso di bellezza. Spero di essere chiaro: non è come 20 anni fa, un pò di tagli, qualche morto che resta sul campo in nome del rigore, e dell’ineluttabilità della globalizzazione, e poi le cose si aggiustano (si fa per dire) in un paio d’anni. Per salvarsi (non per progredire ma per salvarsi) questa città, con la gente che ci sta dentro, ha bisogno di un lungo percorso di ristrutturazioni non solo economiche ma anche della forma istituzionale, della comunicazione pubblica, del credito, delle relazioni di potere che sono di una portata impressionante. Qui non è questione di gusti estetici, di ideologia, di schieramenti per gioco c’è la ciccia in ballo.Certo, gli scenari cambiano. L’ipotesi di crollo del Pd alle elezioni 2014 deve essere verificata attraverso i risultati locali delle prossime politiche e anche su cosa accadrà a livello nazionale (cioè europeo) lungo tutto il prossimo anno. Gli stessi grillini nel 2014 non saranno quelli di oggi. Lo scenario può cambiare, ma è meglio prepararsi al peggio per affrontarlo. Se poi non è così davvero tanto meglio. E poi i cambiamenti sono molto veloci, un anno e mezzo fa Alba dorata in Grecia era inesistente oggi viaggia nei sondaggi al 15%. La scomposizione del centrodestra può anche avere esiti simili. E dalla roba che mi mandano dalla Grecia si capisce quanto veleno Alba dorata porti nei territori, nella vita della gente. E guardate è un mondo, e una politica, parecchio simile al nostro.Per questo è giusto confrontarsi, nelle serie differenze, sapendo non solo che non è un gioco ma che ci sono momenti in cui gli scenari drammaticamente cambiano ed è meglio parlare con tutti. Poi ci vuole apertura mentale. Faccio un esempio. Se dico che Rosi all’Aamps è inutile perchè con 250.000 euro si devono prendere 10 talenti, che fanno squadra, da 25.000 euro qui vi irrigidite tutti. Quelli che reagiscono d’istinto pensano che si tratti di populismo o di libro dei sogni. Quelli che capiscono che non è una boutade, intuendo il tipo di economia che ci sta dietro, pensano solo a tutti i rapporti di amicizia, clientela e potere che salterebbero in questo modo. Per questo, pur non essendo grillino e non votandolo, non temo un Pizzarotti a Livorno. Almeno su questo lo incalzo. Mentre il centrosinistra su questo non ci sentite. Difendendo una Livorno che non esisterà più. Se lo godano ora il gossip sui pranzi da Nardi, siamo alle ultime repliche di un certo modo di far politica. Se poi queste considerazioni sono smentite dai fatti, sono felicissimo. Finisco come concludo, Livorno ha troppi problemi. Se la politica istituzionale cominciasse ad innovare si potrebbe guardare alla sostanza.

  11. St. John ha detto:

    ps. mi giunge notizia che a seguito di due sfratti di ieri, oggi è stata occupata l’ex Asl di via Ernesto Rossi. L’occupazione è sostenuta politicamente dall’ex Caserma che ha già emesso un comunicato. Si auspica intelligenza da parte delle istituzioni. Certo, al momento qualcuno penserà solo al terzo bando, dopo i due falliti, di dismissione dell’immobile. Mi sa che l’ordine dei problemi è un attimo diverso. Esternalizzare, liquidare, dismettere. Un vocabolario ormai desueto.

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