La tavola rotonda che non c’e’

La Redazione

In questi giorni febbrili ,di compressione delle Province,di clausole e trappole alla mago Merlino,di tempi bui per molti,solo un uomo,solo il piu’ titolato,il piu’ virtuoso puo’ salvare un’intera comunità.E perche’ no,magari avere un idea cosi’ originale, cosi’ sorprendente,mai avuta da nessuno nel corso dei secoli ,di sedersi intorno ad una tavola rotonda e discutere con gli altri valorosi cavalieri.E’ impresa troppo ardimentosa? Noi da sempre rassicurati,non abbiamo dubbi che quella spada verrà estratta dalla roccia,e tutti i “nemici” tremeranno quando verrà brandita.Siamo in una botte di ferro,come sempre.E chi pensa il contrario e’ in malafede.

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15 Responses to La tavola rotonda che non c’e’

  1. Kinto ha detto:

    Alcune riflessioni visti gli sviluppi credo vadano fatte.
    La prima che mi viene in mente e’ quella riguardante i membri delle giunte provinciali ed i consiglieri provinciali,
    ovvero dei cittadini che per libera scelta decidono di prestare un servizio alla comunità e per estensione alla Regione e per
    estesione ancora piu’ elastica allo Stato.
    Quando lo Stato nella veste di penna stilografica del Presidente
    legittima le scelte
    si accettano,
    e con un bel grazie commosso dell’opportunità avuta
    si torna a vita privata.
    senza melodrammi,e senza lacrime romantiche che da sempre mal si accompagnano
    alla seduta sulle poltrone;
    Perche’ si e’ prestato un servizio,ed e’ bene
    e perche’ ad oggi quel servizio e’ ritenuto per motivi seri
    cioe’ le tasche dei contribuenti non piu’ necessario,o meglio,
    da darsi in forme e strutturazioni diverse.
    La seconda,
    la tanto vituperata clausola assassina della scelta del capoluogo a maggioranza,
    sara’ ma la interpreto in maniera
    piu’ che virtuosa.
    A Livorno ce la menano da anni con l Area Vasta ,
    la concertazione tra territori limitrofi,
    Comuni amici,ad oggi da Stagno e Collesalvetti,
    e quando ti danno la possibilità di fare la politica
    sui territori realmente ti lamenti,e chiami la mamma?
    Voglio dire senza nemmeno ricorrere ad excalibur,
    ma da oggi ogni sacrosanto giorno Sindaci Presidenti uscenti,dirigenti d’area etc. delle citta’ interessate dovrebbero sedersi ad un tavolo
    e trovare le varie sintesi,
    trovare le soluzioni,
    programmarre in condivisione le ristrutturazioni di uffici e personale.
    Fare lavoro sinergico e pensare di piu’
    ai servizi da dare ai cittadini toscani piuttosto
    che all idea terrificante di dover fare 9 Km in macchina o treno per andare a lavorare.
    Questa e’ politica,questa e’ la politica dei giorni di oggi,
    in tutto il globo-pianeta,
    e questa e’ una mission possible.
    Ci vedo solo un occasione per chi di dovere di mettere in pratica tutto cio che si e’ appreso in anni di attività politica,
    di mettere in pratica tutto il Know how,
    si metta su una Task Force,
    un cloud storming come direbbe St John,
    di certo non si puo’ rimanere inerti dentro ad un fortino
    gia’ sfortificato
    a sventolare la bandiera amaranto.
    O ci dobbiamo aspettare inoperosi altri fulmini a ciel sereno?
    Saluti
    Ps : si pensava di fare uno stadio a Coltano a metà col Pisa,sara’ il problema di dividersi delle mansioni
    professionali pubbliche?

  2. Mario ha detto:

    Se Cosimi non ha tempo,viste le innumerevoli cariche accumulate,dia una delega specifica,ex novo, a qualcuno che ha molta esperienza politica,e che a Pisa in un modo o nell’altro ha dato le bucce per quasi 20 anni,e’ ha sempre trovato “sintesi” politiche.Perche’ non ricorrere in maniera diretta al suo predecessore Lamberti?lesa’ maestà,o sarebbe sbagliato oggi fare delle scelte giuste e coscienziose?Non la si prenda come una provocazione,ma come una possibile impostazione di un piano politico di lavoro.Livorno ne ha bisogno oggi piu’ che mai.

  3. Sirio ha detto:

    E’ cosi’ deve essere un’occasione di rilancio per la città.Ma se tutto passa sempre e solo sotto un unico soggetto,non si va da nessuna parte.Che poi si prenda tutto come un offesa personale,o una sorpresa ,ma che modo di amministare e’?poi per concludere,ma siamo sicuri che ai cittadini risparmiare annualmente :
    Indennita’ al Presidente della provincia 85.000 € = 7.083 mensili
    ” ” al vice Presidente 63.800 € = 5.316 mensili
    ” ” Assessori 55.000 € = 4.583 mensili
    dispiaccia cosi’ tanto? Si mettano intorno ad un tavolo le istituzioni delle città toscane,e si trovino le soluzioni piu’ vantaggiose per la città,senza piagnistei,e senza vittimismi che non servono a nessuno.Si dia,si riceva e si trovino le “soluzioni”,per questo si ha l’onore di amministrare,e per questo si e’ pagati migliaia e migliaia di euro ogni mese.

  4. Io non drammatizzo.
    L’area vasta avrà un suo capoluogo, mi sembra chiaro anche quale e bisognerà capire come verrà gestita una delicata situazione.
    Ciascuno ha le sue responsabilità, ma non vedo perché ci si debba mettere a fare piagnistei.
    La politica ha, in fondo, una sua logica.
    Certo è che, camminando per la città questa mattina, continuo ad incontrare tante persone che mi sembrano più interessate alle occasioni di lavoro che non si creano, piuttosto che ai posti di assessore provinciale oppure a dove avranno sede alcuni uffici.
    Insomma, sarebbero contenti che arrivassero più navi nel nostro porto, per far trovare un lavoro ai nostri ragazzi, piuttosto che perdersi nelle alchimie di partite probabilmente già perse , che testimoniano solo un deficit di autorevolezza che ben conosciamo.
    E sul quale abbiamo anche qualche opinione,
    Ma oggi vale la pena di vedere quale nuovo albero piantare e dove, a partire dalla sede che abbiamo aperto sugli Scali Olandesi e che diventerà uno dei punti di raccolta di adesioni alla coalizione di centrosinistra ed alle sue primarie.
    Dopo la concretezza di Tabacci e Rossi, l’altra sera al LEM, questa mi sembra una notizia importante.
    Magari per contribuire a discutere di cose serie per la città, piuttosto che piangersi addosso e giocare a poker. Bluff e controbluff. Non, non è questa la strada.
    Italia Concreta e Livorno da non prendere in giro, a partire dagli Scali Olandesi, di fronte al mercato centrale. Un CONFRONTO per guardare avanti e con i piedi per terra. Con tutti.

  5. Ludom ha detto:

    Probabilmente c’è qualcosa che mi sfugge nella conclusione del pezzo della Redazione, comunque se siamo in una botte di ferro va bene così e non ci tengo a passare per uno in malafede.
    Per il resto sono d’accordo e se il senso è quello ripreso da Kinto, Mario e Sirio sono d’accordissimo. Si incarichi Lamberti, ché di lavoro ce n’è da fare tanto e il “tipo” è di quelli che non si perdono in lamenti e teatrali asciugate di fronte. Di matasse da sbrogliare, oltretutto, ne ha affrontate più d’una. Se poi l’interessato non drammatizza e dice di guardare i “nostri” interessi nella prospettiva dello sviluppo e lavoro piuttosto che in quella degli strapuntini anche meglio.
    Proprio Lamberti, un po’ più in la, mi ricordava le vecchie e onorate battaglie per la Repubblica delle Autonomie. Ricordate, anche Voi? Con la nascita delle Regioni, altro che Provincie, avremmo voluto superare addirittura le Prefetture…….e facevamo bene!
    Che strano però. Aboliamo alcuni enti cosiddetti inutili, certo privi di una tradizione importante, dice bene Pizzorusso, e scopriamo che tutto lo Stato si era andato a modellare proprio su questi?!? Permettetemi una battuta scema. Ma se toglievamo di mezzo tutte le Provincie, come era nei desiderata dei più, che succedeva? Abolivamo lo Stato? Ma guarda te! Il sogno di una vita manca poco me lo regalano gli odiati Professori.
    C’è qualcosa che non mi torna in questa urgenza di riordino istituzionale. Ciononostante il passaggio è delicato e ci sarà sul serio da lavorare parecchio, con acume politico, competenza e saggezza amministrativa. Un Provveditorato che va da Aulla a Rio nell’Elba è un problemone. Tanto per citarne uno.
    Motivo in più per riprendere la proposta di Mario e una grande occasione per chiudere un ciclo, politicamente assurdo, infruttuoso e cominciare davvero ad andare oltre. Compreso, “piddini” di buona volontà? Altrimenti incaricate again il buon Bruno, così affoga e non chiudere nemmeno le tante partite che gli avete affibbiato!

  6. Alessandro Latorraca ha detto:

    Continuo a ritenere che lo smembramento della Toscana cosi’ come voluto da parte in definitiva della regione e accettato a livello governativo alla fine portera’ enorme confusione e aumentera’ la conflittualita’ tra le varie zone, tuttavia anche io non drammatizzo e ritengo che altri debbano essere le preoccupazioni di chi decide come giustamente sottolinea Kinto di servire il proprio territorio o la propria nazione. Servire a termine e non preoccuparsi di come riciclarsi a tutti i costi con qualche seggiolone da occupare.
    Tabacci l’altra sera ha inquadrato le prospettive di governo della nazione ma anche di un territorio in quel vasto e in eludibile quadro che e’ la globalizzazione.
    Le risposte vanno trovate in questo quadro di riferimento e le non risposte che tutti denunciamo sono figlie soprattutto di una mancata capacita’ in questo senso.
    Giustamente Gianfranco parla del porto e delle navi che non arrivano, vedremo quali strategie in un contesto magari di provincia allargata e con tre porti che insieme fanno come meta’ di Amburgo o Rotterdam si riuscira’ a buttare giù.
    Abbiamo fatto tanta fatica a far capire che la sopravvivenza del TPL era legata ad aumentare le dimensioni e la forza del gestore unico e solo così si poteva sperare in una sua sopravvivenza quando sappiamo che tutte le principali aziende di TPL italiane insieme fatturano la meta’ del primo operatore francese, e in questo contesto ci stiamo avviando all’affidamento della gestione.
    La sanita’ che comunque la si veda ormai e’ del tutto ingestibile perche’ presenta costi cosi’ alti che ad esempio in Toscana non riusciamo a pagare neanche con il 70% del PIL, figuriamoci adesso che si sta riformando con tagli “bazzecolari” e punitivi quando tutti sanno che in questo modo la sanita’ pubblica non riuscira’ neanche a stare dietro alle innovazioni tecnologiche, riservando queste ad imprenditori privati, quelli veri, con enormi disponibilita’.
    Lo sapete ad esempio che a Pisa accanto alla vecchia ortopedia imprenditori milanesi hanno aperto una clinica privata solo oculistica con atterraste supermoderne, andate sul sito vistavi suon per rendervi conto di cosa si parla e magari poi ritorneremo sulla notizia nemmeno valutata che la nostra ASL ha rinunciato per motivi di budget a mettere una tc al ps, dicendo che se ne puo’ fare anche a meno. Allora o era inutile la spesa programmata o dicendo una corbelleria ai cittadini e’ iniziato quel ridimensionamento vero di cui prima parlavo.
    Infine in tema di provincia vasta, alcuni ora dicono in fin dei conti Pisa e’ una citta’ importante, storica, ricca di cultura, c’ha addirittura l’università , ebbene sapete che nel QS worldwide university ranking occupa solo il 314 posto nel mondo, il che significa bassissimi livelli di preparazione, innovazione e ricerca?
    Altro che cultura.
    Si potrebbe continuare per ore.
    Allora caro Gianfranco diamoci una mano a mettere tali questioni sul tavolo, ancora una volta e se la sede sugli scali puo’ aiutare a fare questo io ci saro’ sperando che si finisca questo gioco del piagnisteo e si cominci a mettere un po’ di carne sulla brace.

  7. Se la politica impone , anche a Livorno, di alzare il livello del confronto, con sano realismo , ma anche con una indispensabile visione strategica, non possiamo che cogliere l’occasione delle primarie,per farne un momento di confronto di idee e non di personalismi senza respiro.
    Certo, il clima di sfiducia e di rassegnazione non aiuta, ma un motivo di più per tenere al centro del nostro dibattito le questioni che anche Alessandro ricordava.
    Il nuovo welfare da disegnare e difendere, ad esempio , su di una nuova frontiera. Meglio discutere di questo , con serietà e rigore.
    Non ci sono altre vie, in alternativa al populismo provocatorio di Grillo ed alla rassegnazione sfiduciata degli astenuti.
    E da Livorno possiamo dare l’esempio di buone pratiche, nella situazione data. A partire da domenica mattina alle dieci, quando apriremo la postazione per raccogliere le adesioni alle primarie. Una delle sei in citta’ e, speriamo, attiva e propositiva.
    Non siamo pochi e se anche Alessandro ci da una mano sarebbe molto bello e significativo. Per un confronto di idee, non certo per combattere questo o quello, anzi.

  8. St. John ha detto:

    da quello che si legge sul decreto dedicato al riordino delle province bisogna ricavare qualche punto di sospensione. Nemmeno tanto piccolo visto che ci sarà il passaggio alle camere. Se rimanesse così direi che Rossi è il tipo di venditore di tappeti dimorto bravo. Uno che si fa pagare cara la merce preziosa e spunta un buon prezzo su quella meno pregiata. Siamo sinceri: tra ipotetica area vasta della costa e area metropolitana fiorentina sembra esserci un grosso squilibrio. In termini di strumenti legislativi, e quindi di programmazione, a disposizione dell’area metropolitana. Certo anche per le aree metropolitane non siamo alla situazione rose e fiori. Sono state pensate, nel decennio scorso, entro la riforma del titolo V e nell’ottica del federalismo fiscale. Tutto questo è stato rimesso in discussione dall’ultimo anno e mezzo di interventi del governo (ultima fase del governo Berlusconi e governo Monti). Però le aree metropolitane sono pensate come risposta diretta alla governance multilivello europea, dietro hanno già corposi studi giuridici che una risposta allo scenario mutato la possono dare. L’area vasta rischia di essere un cassone vuoto. Non è così scontato che lo sia ma il rischio c’è. Sul piano degli strumenti giuridici a disposizione, della programmazione economica e su quello della possibilità di accesso alle fonti di finanziamento. Per non parlare di quello che sta a a cuore a Rossi, di quale area della Toscana dovrebbe guidare i processi di innovazione legati al sapere. Quelli che generano comando e a Livorno neanche si sa che esistono (porto e mattone pensati alla livornese generano prosciutti negli occhi di dimensioni ciclopiche). L’area vasta rischia di essere un enorme ufficio fiumi, fossi, strade con qualche migliaio di dipendenti di cui si rischia di parlarne solo in termini di esubero.Siccome Rossi è un tappetaio bravo ha anche fatto balenare ai suoi pisani l’idea di guidare questa nuova provincia. In compenso di una scatola che rischia di essere semivuota. Capite da soli che quando si parla di euro che spacca in due il governo dei territori ecco il problema servito in tavola. Il riordino delle province è stato accelerato dalla spending review, “suggerita” direttamente dall’Ecofin altro che bubbole,e l’impatto in Toscana è quello di spaccare centro e costa come potenzialmente conflittuali e alla nascita con strumenti (giuridici, economici, politici, di governance) che appaiono sul serio squilibrati. Il problema del capoluogo, in questo scenario, è secondario. O comunque subordinato al ruolo che assumerà l’ipotetica area vasta. Fermo restando che le sceneggiate di Filippeschi, con tanto di partecipazione a una manifestazione di netto sapore paraleghista, non sono accettabili.

  9. Ludom ha detto:

    Ma sai, Santo, anzi lo sai meglio di me, le posizioni inaccettabili in politica sono proprio poche. Con quelle si “confligge” sempre e ovunque, anche quando i benpensanti dissentono, come accadde per gli Scali Borghezio. Tutte le altre, anche quando olezzano in tal modo, sono lì, sono quello che sono. Sono oggetto della nostra discrezionalità elettorale ma non soggette al “nostro imprimatur” o a un nostro “non expedit”.
    Filippeschi, ad esempio, mi ricorda i “rufianini calabresi”: quei cavallini, che secondo un amico aborigeno (figurati, maresciallo dei carabinieri adesso, purtroppo, fra i più) sarebbero stati i giovani puledri incaricati di eccitare la giumenta prima dell’arrivo dello stallone.
    Altra cosa, Fontanelli. Non ricordo chi, qui, l’abbia rammentato ma chapeau, c’ha visto giusto!
    Sant’Iddio, anche lui è un bel tipo, eeeh! Ci incontravamo sul treno per Roma. Abbiamo persino dormito nella stessa stanza in un alberghetto vicino alla Direzione. La Casta allora era più modesta, si dormiva in due nella stessa stanza.
    Non era scemo, tutt’altro, ma mi rompeva il cazzo un monte dover fare la pantera rosa quando rientravo la notte. Lui, a vent’anni, dopo le le 10,30 (a Roma) non trovava niente da fare! Però, a sua discolpa, bisogna dire che non avevamo ancora riesumato D’Alema…..sono stato anch’io :-(((((!!!!!!! Baffino era sempre segretario del Comitato Cittadino di Pisa, altrimenti sai che “risotti” si sorbiva il Paolo…………intanto fuori maturava il 77 e ben altro.
    Per il resto (mi riferisco ad un altro tuo post): ne sono convintissimo! Voglio solo dire: se vi riesce di farmi capire come posso essere utile mi fate felice altrimenti, mi viene in soccorso la nobile filosofia partenopea, quella del Principe di Sirignano: Memorie di un uomo inutile. Me lo fece leggere mio suocero, trent’anni fa.
    Perché sono qui, Santo? Forse, perché a “livello ufficiale ci sono meno possibilità di risveglio” ed io preferirei avere davanti Confronto, che il Pd livornese. Non potrebbe rientrare anche ciò in quel “miglior esercizio della tattica”? Chissà? Mi conforta il fatto che anche tu ci bazzichi!
    Un saluto fraterno a Tutti!!!

  10. Sirio ha detto:

    Grande Livorno,vittoria sofferta e tre punti in classifica.

  11. St. John ha detto:

    >ed io preferirei avere davanti Confronto, che il Pd livornese.

    per quello che conta il mio parere suggerisco a tutti di non impiccarsi al Pd.A Livorno si fatica a dargli più di un lustro di vita, Con quello che sta accadendo sarà incrinata anche la proverbiale autoreferenzialità dell’ex partitone livornese.
    Mentre in Italia hai sentito il cancelliere di Bersani, Frau Merkel? Minimo 5 anni di cosiddetta crisi. E’ un pò che vi dico che a quel livello gli anni ’10 li danno come economicamente persi e voi a perdervi tra vendoli, primarie, miti giornalistici della “crescita” e inutili giochi di società :)
    A metà dicembre dovrebbe esserci una carnevalata pre-elettorale, organizzata da Bersani (che dà già per vinte le primarie evidentemente), con i maggiori esponenti progressisti del mondo.Tutta sceneggiatura buona per quei poveretti che gli daranno il voto contro il propri interessi concreti, come fanno gli operai bianchi con i repubblicani in Usa, in una epifania dell’abuso della credulità popolare. Ovviamente tutto questo non conta nulla. Bersani, se vince le elezioni, dovrà mettersi sull’attenti di fronte a due Gauleiter di indubbia inflessibilità. Il primo, meno conosciuto, si chiama Steinbrueck l’altro è Schauble. Il candidato Spd non dovrebbe vincere le elezioni ma punta ad avere influenza sul complesso del settore bancario (dove ha fatto troiai colossali ma nè tg3 nè repubblica te lo racconteranno mai). Sarà comunque lui, qualsiasi ruolo assumerà dopo le elezioni tedesche, il Gauleiter buono che “suggerirà” cosa fare a Bersani (se sarà dove vuol andare e non lo darei per scontato). Anche perchè lavorerà, più o meno di concerto, con il Gauleiter cattivo. Schauble. Il quale ha rilasciato una interessante intervista alla Zeit. Se la si legge con gli occhi di un giornalista de l’Unità, uno che non distingue un coltello da una pera :), è la classica intervista proEuropa. Se la si legge davvero si capiscono tre cose 1) la spada di Damocle del supercommissario ai bilanci, agitata da Schauble e da Draghi, sarà l’arma che convincera’ un eventuale governo Bersani a ingoiare di tutto (ma di tutto proprio). 2) in anno elettorale (2013 anche in Germania) a Berlino non si faranno sconti: dall’Italia si vorranno tagli “de paura” e politiche deflattive (meno salari, meno margini di profitto) per fare in modo che la subfurnitura italiana costi meno alle industrie tedesche 3) i soldi dell’oro donato alla patria (quello raccolto dal nefasto governo Monti-Napolitano) non devono andare all’Italia. Ma, come sta accadendo adesso, alla Bce (perchè ne ricavi un surplus per il contribuente tedesco, parole di Draghi) o direttamente alla banche tedesche (sostenendo Grecia e soprattutto Spagna, visto che BBVA e Bankia sono due bombe ad orologeria da disinnescare). Ecco tutti i margini politici che ha Bersani, senza citare cosa hanno in testa Fmi ed Ecofin per l’Italia, ora fate le primarie in pace per eleggere uno che, se gli andrà bene, conterà quanto il sindaco di Nanchino durante l’occupazione giapponese:D

    Ah ho l’impressione che l’ex sindaco di Livorno (mi riferisco a Cosimi che ha mollato la città da tempo) abbia già preparato la resa sul capoluogo di provincia. Impressione mia eh..

    ps. ma hb che fine ha fatto, l’hanno infilato nella Wakerfield State Prison :) ?

  12. La resa , seguo il ragionamento , preparata da chi, per chi e per cosa più difficile da capire. Ma nemmeno tanto. Se i nostri lettori ricordano, e’ stata la prima cosa che avevamo previsto ( il piatto di lenticchie) dopo le dichiarazioni di Rossi. Non abbiamo seguito molto la BCE e ci di fidiamo di SJ, ma per il resto fidatevi. E nemmeno starei a strapparmi i capelli per capire come andrà questa che rischia di essere una gigantesca supercazzola . Un modo per parlare dell’universo , magari in latino, e non di quello che si potrebbe e dovrebbe fare.
    Un mandato gia’ finito, come qualcuno chiedeva e sperava, non a caso.
    Ora dovremmo stare a vedere cosa dice Pucci o chissà chi, un giochetto che non ci appassiona per niente.
    Se non per registrare un declino, anche e soprattutto politico. In attesa dei piatti di lenticchie prossimi venturi e già messi sul tavolo. Basta leggere tra le righe . Mala tempora currunt , per imitare l’ironia della Redazione
    Certo, poi il diavolo fa le pentole e non i coperchi e quindi può esserci anche qualche imprevisto assai gustoso. Almeno quello. Ed intanto abbiamo una sede di fronte al Mercato davvero accogliente. Magari, come oggi, ci verranno in parecchi, per Tabacci , Bersani o chi gli pare. Una piccola novità , ai tempi delle primarie e del dissolvimento di Berlusconi e della accoppiata scoppiata Grillo Tonino. Pensando alle navi perdute e da perdere, piuttosto che al capoluogo ed ai conseguenti strapuntini con lenticchie.

  13. Ludom ha detto:

    Purtroppo ho comprato La Nazione, sperando di leggere Il Tirreno a sbafo. Mi è andata buca e quindi non ho letto Cosimi. Ma?!? Credo comunque che l’impressione di Santo abbia un qualche fondamento e di certo i piatti di lenticchie oggi tornano molto comodi. Dice, ma lo dice gente che non gli vuole affatto male, che in via confidenziale vada dichiarando che ormai ha rinunciato all’ipotesi di uno scioglimento anticipato del Consiglio, con conseguente promozione parlamentare. Bontà sua!
    Anche su chi era il capofila del partito delle elezioni anticipate, Dott. Lamberti, non c’eravamo sbagliati.
    La scelta del quotidiano mi ha dato però l’opportunità di leggere Ruggeri. È bellissimo, tutti dietro al Sindaco a pugnare per Livorno capitale! Ti pensavo, Conte……
    Mi associo alla domanda di Santo: ma henry?

  14. Caro Ludom, un po’ di cose le avevamo capite e raccontate, su questo blog, insieme e da diverse angolature , ma non era troppo difficile…. Non montiamoci la testa. Magari abbiamo capito anche le lenticchie, quanto ai golosi del piatto , beh allora dovremmo aprire una sezione dedicata. Ma ci sono cose più serie ed interessanti. Eppoi ci sono sempre le primarie, un campo minato per le lenticchie!

  15. St. John ha detto:

    aspetterei la conversione in legge del decreto sulle province. Così come è ora la nuova provincia è una scatola con dipendenti in futuro esubero.Così confezionata sarebbe il vero spreco di risorse. Le ripercussioni sull’economia livornese ci saranno. Alla fine rifilare a Filippeschi & C. un pacco con tanti problemi potrebbe rivelare dei vantaggi. Anche se andare alle elezioni 2014 senza capoluogo per il centrosinistra a Livorno sarà un problema. Qui dovete solo ringraziare la campagna alla Vernacoliere fatta dal Tirreno sulla questione.
    Sulle primarie racconterei una storiella. Di primarie vere (con regole, candidature, percorso elettorale, tempi e modi di comunicazione stabiliti per tempo) ovvero quella del Ps francese. I socialisti sapevano che tramite le primarie, tra la Aubry e Hollande, avrebbero scelto il presidente. Puntando ad una maggiore autonomia da Berlino. Che ti succede? Tra il primo e il secondo turno delle presidenziali un future emesso da una società della borsa tedesca (tecnicamente..un avvertimento mafioso) fa salire precipitosamente lo spread tra i bund tedeschi e i bond francesi. Hollande improvvisamente diventa un agnellino. E si tratta di uno che, nelle settimane successive alle primarie, ha sguinzagliato fior di tecnici a Londra ed in Usa per trovare soluzioni alla morsa tedesca sull’euro. Per poi fare una legge di stabilità francese che pareva dettata da Schauble.
    Per dire che quello che manca al dibattito sulle primarie è proprio la consapevolezza del rischio di andare a governare una sorta di Repubblica di Vichy (riferimento non a caso perchè forse c’era maggiore autonomia finanziaria da Berlino da parte di Salò piuttosto che di Vichy). Eviterei quindi di parlare del “bene del paese” perlomeno per interrogarmi su chi è sovrano su cosa. E sulla sovranità quelli che chiamate populisti stanno mietendo consensi.Qui vi faccio un regalino. Il rapporto Wolfson sugli scenari di rottura dell’euro. Alla fine è diventato famoso anche in Italia (nonostante le centrali di disinformazione tipo Repubblica, Unità tg3, la 7 etc.)

    http://www.policyexchange.org.uk/images/WolfsonPrize/wep%20shortlist%20essay%20-%20roger%20bootle.pdf

    Vi evito di dirvi come la penso sul rapporto per invitarvi a leggere questo punto che traduco velocemente. Una politica deflattiva (alla Monti per capirsi) “comporta un miglioramento di competitività, per diversi paesi questo può avvenire però solo entroi diversi anni. Inoltre, la deflazione dei prezzi può significativamente peggiorare la situazione finanziaria, incrementando il valore del debito pubblico, disgregando la domanda aggregata e il sistema bancario locale”.
    Datato luglio 2012. Andatevi a vedere i risultati del vostro Monti :), che ha sforato il tetto del debito pubblico, messa una pezza (di qualche miliardo) a banche in sofferenza, visto la domanda aggregata precipitare..e capite dove stiamo andando. Come chiesto da Bruxelles e Berlino. Bersani vuol rispettare i mitici patti con l’Europa..anche qui ci siamo capiti. Quindi, quando parlate di bene del paese ce l’avete chiara questa dimensione?
    Chi parla di Europa, di globalizzazione, di scenari geopolitici, di Cina, di competitività nel centrosinistra omette sempre una cosa: in questi tre piani, continuando con queste politiche, le vittime sacrificali siamo proprio noi italiani. Le vie di uscita ci sono. Se non le trova il centrosinistra, non stupitevi se l’Italia si butta a pesce nel populismo. Però eventualmente la colpa non sarà nè della gente nè del populismo.

    ultimo regalino, fino al minuto 5,50 circa uno scambio interessante di battute tra Tabacci e l’economista Bagnai

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