UNO SPETTACOLO INDECENTE A DIFESA DI QUALCHE STRAPUNTINO

La diatriba sulle commissioni consiliari, che dovrebbe essere risolta facilmente e presto, ci fa perdere tempo e dignità.
Una degenerazione mai vista del senso delle istituzioni, intorno all’ossicino di qualche presidenza di commissione.
Non si tratta di altro che di adeguare , secondo una decisone che spetta al presidente del Consiglio Comunale, l’assetto delle commissioni consiliari alla luce del cambio della maggioranza.
Sembra la linea del Piave di chissà quali battaglie a difesa di chissà che.
Mentre Livorno continua a perdere tempo ed occasioni.
La mia impressione è che alla fine faranno ridere la città, alla ricerca di qualche spaziettino di visibilità.
Basta parlare con qualcuno per caso, per capire il senso di assoluta distanza dai problemi veri dei cittadini e l’indifferenza di chi ha altro per la testa di fronte a queste scemenze.
In altri tempi la questione si sarebbe risolta in pochi giorni, le forze di opposizione si sarebbero occupate di ben altre questioni e tutti avrebbero messo al centro della agenda politica i temi del lavoro che manca e delle occasioni perdute.
Basta pensare alla vicenda della Costa Concordia, in cui parlano tutti e dappertutto, senza che chi dovrebbe farlo , per spiegarci se e come sarebbe possibile trattarla a Livorno, ossia l’Autorità Portuale, apra bocca.
Solite ferie, mentre addirittura si ascoltano voci discordanti all’interno della stessa Giunta. Niente di male avere opinioni diverse. Ma alla fine bisognerebbe pur dire una parola chiara e risolutiva-
Una politica che si occupasse di cose serie e concrete e non di strapuntini da difendere con i denti, sarebbe già un piccolo passo avanti.
Con schieramenti sconclusionati, come quello sulla sanità, che insegue le proteste del mondo della sanità, senza sapere per cosa e per come. Magari per chiedere , tanto fa un pò di scena, le dimissioni del sindaco e della Calamai. Posizioni buone per una foto tutti insieme allegramente. Dalla Amadio a Rifondazione, nientedimeno.
Certo se il consiglio sulla sanità deciso da tempo, finalmente si facesse, si eviterebbero cose del genere e si parlerebbe di questioni serie, che interessano davvero.
Ma forse è più semplice e più comodo perdersi nel nulla di questa declinante stagione, piuttosto che rimboccarsi le maniche per non lasciare un deserto-
Con un occhio agli strapuntini, ci mancherebbe. Quelli piccoli piccoli e quelli con vitalizio, prima che li tolgano una volta per tutte.
Un profilo basso, ma basso per davvero. Mai visto.

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5 Responses to UNO SPETTACOLO INDECENTE A DIFESA DI QUALCHE STRAPUNTINO

  1. St. John ha detto:

    Mi si consenta di divagare un attimo. Il primo spettacolo indecente è quello offertoci dal sig. Mandorlini. Ancora più dei poveretti che affollano la sua curva. Il sig. Mandorlini ricopre, non nascondiamocelo, un ruolo pubblico che ha effetti che vanno ben oltre lo sport. Tra diti medi alzati dopo la vittoria, nemmeno avesse 15 anni, e dichiarazioni “felice di essere odiato da Livorno” veramente un bell’esempio di capacità di coltivare le relazioni sociali. Sulle commissioni, a parte che dovrei conoscere il regolamento per giudicare la legittimità dell’atto, mi sento di dire una cosa. Se le audizioni sono giudicate un atto di propaganda, e non lavoro istituzionale, il problema rimane. Andrebbe comunque indicato un percorso funzionante di audizione di comitati sui temi sensibili di Livorno. Ovviamente i comitati che emergono oggi non sono come quelli di una volta :) non ne piace nessuno :) ma la blindatura delle istituzioni ai comitati oggi porta dritti al disastro elettorale.
    Segnalo che oggi in comune c’è una conferenza stampa dei giovani del comitato precari che si riuniscono all’ex Caserma. Propongono un percorso di lavoro attraverso la raccolta differenziata dei rifiuti. Per il piddino è un problema perché l’attenzione è tutta sul megainceneritore meglio se bello grande così mattone e credito respirano un pò . Generando pochissimo lavoro nella provincia toscana dove è più alto il rapporto tra capitale investito e posti di lavoro creati. Nel senso che a Livorno ci vogliono molti più capitali per produrre lavoro. Non sarà mica perché il modello di sviluppo non è sbagliato, noo :)
    Voglio dire una cosa, prima di ritrovarsi un giorno a leggere, dopo l’imprenditore rovinato dagli ecologisti, di un altro di buon cuore e portafoglio capace rovinato dall’ideologia della raccolta differenziata :). Comitati e precari non sono mostri che vengono dallo spazio profondo. Delle risposte serie e praticabili gli vanno date e si possono instaurare percorsi positivi. Altrimenti è semplice: tra un anno e mezzo con due piazzate ben riuscite, tra primo e secondo turno, Grillo fa banco regio.
    E poi vedremo un altro tipo di imprenditore rovinato: quello dall’esercizio della volontà popolare, perchè salterebbero più altarini che nel remake de l’Esorcista. Livorno è un posto strano :)

  2. Kinto ha detto:

    Temi aperti ce ne sono,e non credo sia intenzione di nessuna forza politica di chiudere le stanze istituzionali,anzi.
    prendo la tua definizione
    evidenziando la grande differenza tra una continua attivita’ di propaganda con modi spesso beceri,
    ed un serio lavoro istituzionale dove si ascolta,
    eventualmente si prendono pure appunti,
    ma dove non si getta solo
    benzina sui molti fuochi attivi ahime in città.
    Se lo scranno consiliare diventa l occasione irripetibile e ghiotta per poter offendere cittadini eletti,
    c’e’ poco da commentare.
    Come nella Commissione di stamani col professore americano di tossicologia.
    Interessantissimo quando da informazioni tecniche sul piano dei rifiuti,
    un punto di vista valido e competente ovviamente,
    ma a mio parere irricevibile quando sbraita togliendosi la giacca gridando dallo scranno del sindaco di Livorno:
    ” Siate onesti ,non fate i disonesti”,circa le scelte sul riciclo dei rifiuti da parte dell’attuale amministrazione.
    Forma e sostanza e’ sempre quello il punto cruciale a mio parere.
    se poi ad essere rincorso e’ il modello salernitano di De Luca,con me sfonda una porta non aperta ma apertissima.
    Saluti

  3. Sirio ha detto:

    Anche perchè se passa il concetto che chi amministra in maniera diversa da come vorremmo,e’ allora un disonesto e lavora per far venire i tumori ai cittadini,non e’ politica ma sono solo parole gravi a rischio di sanzione penale.La politica che intendo virtuosa,è quella dove i confronti sono sempre sui contenuti,sulle idee da rendere pratiche,e mai sull’attacco volgare, personale e strumentale a scopi elettorali nelle Istituzioni.La differenza che c’e in pratica tra una proposta politica per la città,ed una estenuante caccia alle streghe senza costrutto.

  4. Alessandro Latorraca ha detto:

    Per quanto riguarda la cosiddetta diatriba sulle commissioni spero veramente si concluda il prima possibile senza ulteriori rallentamenti di lavori delle commissioni stesse e soprattutto per ridare una dignità alle istituzione che circhiamo di rappresentare, per dire che non possono diventare campo di battaglia in salsa grillina nostrana.
    Salsa grillina nostrana invece succulenta e vomitevole quella che si è consumata sulla sanità.
    Scusatemi se vi rubo un pò di tempo:
    allucinante e inutile cortocircuito tra una politica populista che abbraccia senza nessuna distinzione e sottolineo distinzione tra l’estrema destra della consigliera Amadio e la sinistra radicale di Bartimmo e con una parte del sindacato della sanità che con estremo puntiglio e anche capacità difensde però i legittimi interessi della parte che rappresenta e non certo quelli del ruolo politico e sociale della sanità tantomeno del cittadino utente lontano mille miglia dagli interessi del sindacato in questione.
    Il lavoro fatto in commissione è durato molto, prorpio per ascolater il maggior numero di attori e sogetti della sanità. Ad un primo documento ne è seguito un altro a settembre richiesto da tutti i gruppi.
    Ebbene escluso il lavoro ottimo del gruppo Confronto i cui emendamenti sono stati largamenti accolti dalla stesura finale nessuno , si badi bne nessuno, ha prodotto uno straccio di lavoro, all’infuori del consigliere Romiti. Addirittura se non erro il consigliere Cannito è sempre mancato alle discussioni sul documento stesso.
    Ora fanno la santa alleanza solo per generare confusione e ammiccare ad un sindacato che tenta di risolvere le proprie beghe con la direzione chiedendo di diventare ancella di qualche politico, ben facciano loro.
    Sul merito la questione è un pò più complessa, se pensiamo che ad ogi neancvhe la regione è riuscita a conludere l’iter sul nuovo PSSR sia per il provvedimento di revisione di spesa sia per le novità apportate dal decreto Balduzzi che dovrebbe a breve essere approvato in parlamento e Invito lor signori a rendersi magari minimamente conto della complessità delle cose che vi sono “nascoste”.
    Il documento che dovrebbe essere la traccia del consiglio tematico giace ormai dalla metà di settembre pronto ; sta ora alla conferenza dei capogruppo metterlo in discussione; su questo sia io che il presidente Fenzi abbiamo sollecitato il nostro capogruppo; ma gli altri, quelli populisti, quelli bravi che fanno?
    perchè non ci incalzano in una discussione in consiglio. semplice perchè al di là di qualche propagandistico slogan non sanno neanche di quello di cui si parla.
    penate, sarà poco, ma io personalemte sollecitato prorpio da questo blog ho fatto inserire l’ultimo punto sul controllo ambientale come uno dei target della politica sanitaria livornese riferendomi prima di ogni altro al famoso lavoro scientifico SENTIERI.
    Non sarà sufficiente, non riuscirà a colmare vuoti che non dipendono neanche da noi ma almeno abbiamo cercato di mettere veramente sotto la lente i problemi della sanità, in modo scientifico.
    Un altro inciso a tutte le commissioni è stato presente il Sindaco, solo a due l’assessore Cantù. Se gli amici politici avessero voluto chiedere le dimissioni del signor Sindaco avrebbero potuto farlo direttamente in quel luogo istituzionale. Non capisco il perchè di utilizzare ripeto impropriamente una sigla sindacale se non solo per raccimolare qualche voto in più.
    Infine vorrei comunicarvi che io e il presidente Fenzi come preannunciato, seppur in maniera più veloce e snella abbiamo cominciate a mettere la testa ad una ricognizione che riteniamo importantissima, quella sui servizi sociali; lo diciamo prima di altri che la situazione dei servizi rischia il collasso, sappiamo delle aggressioni fisiche subite da incolpevoli assistenti sociali che lavorano ai limiti delle possibilità; conosciamo le diffioltà che ahnno ad iterloquire con un apparato amministartivo che ascolta con difficoltà; d’altra parte conosciamo anche le difficoltà presenti nel serviziosociale gestito direttamente dall’azienda. prorpio perchè conosciamo tutto questo e non c’è isogno che qualcuno ce lo faccia notare noi per quello che possiamo fare inizieremo tale cammino; non abbiamo la pretesa di poter presentare soluzioni miracolose; non ci venga però negata l’asoluta buona fede di quello che facciamo e la leale collaborazione che su questi temi cerchiamo con qualsiasi forza politica del consiglio, il consigliere Tamburini orma diventato gradito ospite di questo blog potrà confermarlo.
    Scusate ma non userò più il blog occupando tanto spazio.

  5. St. John ha detto:

    caro Kinto, se hai avuto pratica di come si comportano gli esperti americani sai che si è tenuto sul minimo sindacale per quelle parti. In casa e in trasferta hanno sempre un abito mentale diverso dal nostro. Io ne ho visti che si presentavano in infradito in sedi istituzionali ma poi andavano come schegge.
    Proprio perchè non ho interessi elettorali, nè devo fare concretamente i conti con il funzionamento di una commissione, posso dire una cosa. Tutto quello che raccontate è il sintomo che a Livorno si è definitivamente fermato il cuore di un sistema concertativo (con pregi e difetti del caso). Un sistema perimetrato attorno al quadrilatero imprenditore-amministratore-professionista-sindacalista (con la pluralità di figure qui rappresentate anche mescolate nella stessa persona fisica) che selezionava procedure e associazioni nella fase di ascolto per criticità o progetti. Con la stampa locale pronta a pettinare indisturbata la realtà alla bisogna. L’audizione, diciamo irrituale, nelle commissioni è sintomo della paralisi definitiva del vecchio sistema concertativo. Cresciuto, a sua volta, sul declino di quello consociativo, dalla fine degli anni ’80 (per me non sono giudizi negativi ma categorie di lettura). Blindarsi dalla città, reiterare il vecchio sistema concertativo, senza far vedere un modello nuovo di rapporto tra istituzioni e città, porta a picchiare sul muro e di brutto. Nella sociologia delle organizzazioni c’è un concetto che esprime bene il problema: chiusura operativa. Ad un certo punto una organizzazione, detto in parole molto approssimative, serra i ranghi, espelle ciò che non ritiene funzionale e riprende a funzionare. Quando la chiusura operativa, specie in una istituzione, non riesce sono davvero molte le cose che vanno ripensate. Per le istituzioni una chiusura operativa è darsi una nuova struttura di funzionamento e recuperare un rapporto diretto con il territorio (che è quello che ti fa fuori tramite elezioni se non percepisce questo rapporto). Pensare di darsi una chiusura operativa per reiterare il vecchio sistema concertativo (in parte o tutto) è farsi del male.

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