PRIMARIE , CANDIDATI VERI E NON, IN UNA ITALIA DI MEZZE CALZETTE CON VITALIZIO.

Dal Tirreno DI OGGI

Non si può scegliere chi governa indipendentemente dal risultato elettorale, inevitabile e sacrosanto, anche all’epoca delle Liste Civiche in versione nazionale, con candidati supporter a prescindere. Di Lista Civica ho qualche esperienza, positiva, difficile e sofferta. Siamo nel Consiglio Comunale di Livorno, misurandoci dalla opposizione senza pregiudizi e senza sconti, sui contenuti della azione di governo della amministrazione , dopo un serrato confronto elettorale Votiamo i provvedimenti sulla base di valutazioni concrete e cercando di contribuire, nei limiti delle nostre possibilità, ad aggiustare il tiro sulle scelte più rilevanti che determinano il futuro della città. Facciamo tesoro di una lunga esperienza associativa, autonoma dai partiti e dal PD in particolare, cui non mi sono iscritto pur avendo partecipato alla sua fondazione, avendone rilevato limiti a mio parere legati a derive correntizie, legate alle singole personalità in campo, piuttosto che ai contenuti politici. Una associazione culturale, la nostra, ispirata alla lezione di Ciampi e di Monsignor Ablondi, ai quali consegnammo le prime tessere onorarie. Abbiamo tentato di interpretare un pezzo di società civile livornese, piccolo ma significativo , nel tentativo di affiancare la politica dei partiti, con l’orgoglio mai sopito di aver vissuto parte della storia di una città che ha visto le stagioni prestigiose di una sinistra di governo, matura, responsabile e rigorosa, nella sua dimostrata lontananza dalla politica degli affari e delle convenienze personali.
Ecco allora, che rileggere oggi questa esperienza mi sembra utile, nell’obiettivo dichiarato e praticato di rivolgersi ai partiti, per sfidarli a rafforzare la loro capacità di interpretare le esigenze vere di una comunità, locale o nazionale, ben oltre gli equilibri interni di un apparato e le sue esigenze di autotutela.
Una esperienza civica assai lontana dal grillismo variamente declinato, positiva e concreta, con qualche risultato tangibile.
Per questo mi convince poco il richiamo aperto dalla annunciata costituzione della lista civica nazionale, teso a rendere ininfluente il risultato elettorale, nella scelta precostituita di un premier esterno alla competizione democratica. Che si farebbero a fare, per dirne una, primarie di coalizione, se non per individuare una autorevole proposta di leadership per il Paese?
Certo, l’esperienza civica può e deve svolgere un ruolo , figuriamoci, ma non per svilire ulteriormente la presenza dei partiti, peraltro già impegnati con successo da soli su questo fronte autodissolutivo, ma per costringerli a misurarsi seriamente con la concretezza delle scelta da compiere e delle responsabilità da assumersi, anche nel proporre candidati adeguati.
Per questo parteciperemo, se ci sarà data la possibilità, alle primarie del centrosinistra. Lo faremo, certo con la necessaria modestia, sostenendo uno dei candidati in campo, senza alcuna pretesa, se non quella di poter contribuire a scelte programmatiche adeguate e vincenti. Per questo chiederemo di votare uno dei candidati del centrosinistra, per votare un candidato premier, altrimenti per cosa? Il sale della democrazia, che ci hanno consegnati nostri indimenticabili padri costituenti. Non
Abbiamo apprezzato molto Monti e la sua capacità di farci uscire da un baratro. Una risorsa straordinaria da non disperdere. Del resto e qualche analogia è evidente, abbiamo vissuto intensamente e rappresentando gli interessi di una città, il percorso di Carlo Azeglio Ciampi, concretezza riformista direbbe oggi qualcuno , quella del lavoro da difendere e da conquistare con scelte coraggiose e consapevoli.
Gianfranco Lamberti
Lista Civica Confronto per Livorno

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8 Responses to PRIMARIE , CANDIDATI VERI E NON, IN UNA ITALIA DI MEZZE CALZETTE CON VITALIZIO.

  1. St. John ha detto:

    Assessore Grassi, sei bello come il sole.Grazie di esistere

    http://senzasoste.it/locale/assessore-grassi-sei-bello-come-il-sole-grazie-di-esistere

    Ovvero quattro mani e cinque minuti per mettere i puntini sulle ‘i’ su un personaggio che si e’ imposto come cult

    Ps. Sono in viaggio con compagni casuali che rappresentano, e hanno rappresentato, la polpa dell’elettorato di centrosinistra delle nostre province. Stravince Grillo, chi ha orecchi per intendere.. ;)

  2. henry w.brubaker ha detto:

    Ci eravamo immaginati un tecnico di poche parole e molti fatti,e invece eccolo li’ a ricamare sentenze e giudizi antropologici.”Gli voglio un monte di bene a Cosimi perchè mi ha scelto lui”ebbe a dire alla riunione dei renziani l’uomo che tiene in mano le chiavi dello scrigno urbanistico. ambientale.Per aggiungere poi in modo convinto “Per me Cosimi l’è davvero molto bravo”Poi non molto,un sacco di confusione sul Limoncino (una variante anticipatrice a qualche mese dall’adozione del nuovo Prg),addirittura nulla sul piano strutturale (cfr sollecitazione Osservatorio T.U. ignorata da Lazzeri).Al suo attivo si conta solo la perla di Via Goito,100 appartamenti buttati là nel tentativo di salvare quella Cooperativa Italia che sta strangolando i soci dopo avere agito (al pari di Edilporto)la ghigliottina finanziaria delle prenotazioni.Suggerisco ai giovani renziani di prendere prudentemente le distanze da costui.Se no i bersaniani di Susini qui fanno cappotto (e non sarebbe un bel segnale).

  3. se ne vedono di tutti i colori. ma anche quella delle attese sanatorie di abusi in nome di una missione sociale tipo interland napoletano non sono da meno, non credo siano queste lo questioni cruciali. e nemmeno personaggi cruciali di una stagione ormai agli sgoccioli

  4. St. John ha detto:

    sulla vicenda via Goito, sullo stato della cooperativa Italia ne parlò qui Del Corona, chi ha avuto occhi per vedere ha visto. Allora Grassi parlò di operazione fatta per creare posti di lavoro. Qui i fatti sono due non necessariamente alternativi: o ha parlato senza conoscere il contesto oppure il contesto ha parlato tramite lui.
    Il lavoro creato è piuttosto quello, che con il reddito non ha a che fare, per trovare collocazione alle famiglie che rischiano di perdere la casa. Il numero di famiglie in questa situazione aumenta, come si è visto dalle recenti cronache.
    Su delibere, atti del consiglio, competenze della magistratura non entro. Il problema è comunque molto più interessante, e colmo di futuro, di una discussione sul giustizialismo.Piuttosto mi interessa indicare un problemino: quest’estate il centro studi di Confindustria sosteneva che la ripresa dell’acquisto di case necessita nei prossimi anni di una riduzione media dei prezzi del 15-20%.
    Si parla di un fenomeno che può cambiare la faccia di un territorio, figuriamoci il nostro, come la scomparsa di diverse fabbriche alla fine del fordismo. E lo può cambiare in modo più complesso e drammatico della fine delle fabbriche. All’epoca con incentivi e prepensionamenti alla fine hai finanziarizzato e sterilizzato il problema. Chi conosce il settore chiuda gli occhi, immagini le case al 15-20 per cento meno e mi dica se l’economia livornese, già debole, sarà la stessa cosa :))
    Sono profondamente d’accordo con chi sostiene che gli effetti collaterali della crisi del modello edile livornese (provinciale e di corto respiro ma non è che la governance faccia miracoli, vedi Lombardia, Emilia e..Spagna) ovvero famiglie e posti di lavoro vanno curati e sanati. L’importante è non correre il rischio di usare tutte queste situazioni come scudi umani. In modo da cercare di mantenere in vita, oltre l’evidenza, un modello di creazione di ricchezza che da ora in poi crea solo casini.
    Livorno sta accumulando troppi problemi. L’altro giorno ho trovato, vicino al tribunale, un vecchio amico,avvocato conosciuto in città. Si scherzava sul prossimo che si metterà a sedere sulla poltrona di sindaco. Nel senso che si scherzava sul fatto se calzasse meglio la metafora della polveriera o quella della gasiera.
    Poi finirà il tempo per scherzare, speriamo non sia quello dei drammi grossi. Ma è da stupidi essere ottimisti in questa situazione. Anzi, guardatevi mentalmente il film di Livorno degli ultimi 5 anni, poi proiettate le sue peggiori immagini per i prossimi 5. Forse uno così comincia a capire :)

  5. Francamente si fa un pò di confusione. E l’urbanistica contrattata ha portato guai dappertutto, Torino, Milano e via dicendo, per parlare delle situazioni più dignitose..
    Glki strumenti urbanistici si decidono sulla base di interessi, si presume, della intera comunità valutati dalla assemblea elettiva. Chi sono i proprietari e quanti soldi abbiano in banca non dovrebbe essere oggetto di valutazione nelle decisioni urbanistiche. Il resto viene di conseguenze. Interessi pubblici ed interessi privati. Mi dispiace , ma le regole su misura, nel bene e nel male, appartengono ad una visione berlusconiana, magari interpretate con i migliori propositi.
    Cosa diversa è quando si stipulano convenzioni o simili, in cui solvibilità e credibilità ed onestà e registri DIA e gomorra e tutto il resto devono essere consideratissimi-
    Lo stesso dicasi per il ruolo sostitutivo della magistratura, spesso presente ed anche troppo.
    A ciascuno il suo, in uno stato moderno e democratico. In una città normale.
    Analisi politiche ed economiche sono importantissime, ma in una chiara distinzione dei ruoli, a norma di costituzione e di codice penale.

  6. St. John ha detto:

    <in una chiara distinzione dei ruoli, a norma di costituzione e di codice penale.

    figuriamoci se non sono d'accordo. E aggiungo: cominciano ad essere troppe le famiglie che vedono i loro risparmi in pericolo a causa delle disfunzioni dell'edilizia livornese. Ma pongo un altro problema, tutto politico quindi di sostanza, ovvero che tutto questo sta avvenendo a fine ciclo della bolla immobiliare italiana. E quando un ciclo economico finisce quello che fino ad ieri sembrava norma, o lo era formalmente, diviene oggetto di conflitto. Ed è anche più difficile sanare le situazioni. L'urbanistica contrattata aveva come volano l'espansione dei valori immobiliari. Oggi il nord Italia è un panorama di condomini vuoti, cantieri fermi o sequestrati. Di qui uno cerca di capire il ruolo della magistratura, che è un potere non l'incarnazione della verità, e perchè interviene oggi e in quel modo. E qui dobbiamo ricordare una verità tipica delle nostre società: chi opera per far valere le norme non ha forza se non interviene, in qualche modo, su dove circolano valore e denaro. Proprio perchè non ho particolari titoli di simpatia verso i tribunali :) dico che certi interventi non sono solo umorali, o spinti da particolari interessi, ma finiscono anche per rispondere a mutazioni sistemiche. Che ci sono anche a Livorno. E che riguardano la funzione di volano economico dell'edilizia e il particolare ruolo che assume la magistratura a fine ciclo immobiliare. Ci sono tonnellate di studi su questi temi..ma sembrano valere in tutto il mondo escluso da Stagno ad Antignano :) E certe cose non si dicono per erudizione ma perché, se non se ne parla pubblicamente, Livorno non cambierà mai se non in peggio.
    Questo è importante da capire, e da sviluppare, poi c'è la questione giuridico-amministrativa del contenzioso che si è apertoe. E qui uno si ferma perchè di giuristi e di esperti di diritto amministrativo ce ne sono a iosa mentre è il problema politico che va inquadrato. E di politici, ne converrai, ce ne sono pochini..molti meno dei problemi che ci sono.

  7. Sono assolutamente d’accordo . La mia preoccupazione e’ che, in un ragionamento ineccepibile, alla fine ci sia chi gioca con le parole da maestro, confonda tutto e tutti e non si cavi un ragno dal buco. La Spil ridotta aduna agenzia immobiliare e di parcheggiatori , forse abusivi ( stile guardamacchine di Posillipo ) , e’ la controprovati quanto diciamo , prendendo la questione da diverse visuali.
    Cambiare fase politice e via dicendo , sarebbe urgente. Piuttosto del solito cazzeggio. Porre le questioni , comunque, aiuta a capire e molto. Sulla diagnosi siamo d’accordo . La terapia merita un consulto…

  8. Ciano ha detto:

    mi rivolgo a tutti, dove è finito l’orgoglio livornese?siamo sprofondati al rango di città da serie D, cerchiamo di rialzarci tutti, ma per davvero, in nome di LIVORNO!

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