A GALLANTI : “Il Consiglio Comunale non è sciolto, impari il modo di stare a Livorno e nella sua portualità».”

Redazione
E mentre Kutufà scappa dalle sue responsabilità verso i lavoratori del Bellabarba il sindaco dichiara che Gallanti da Genova non lo ha mai informato nei dettagli sull’affarone indonesiano …

Raffineria, dalla sinistra altolà a Gallanti (JUNA GOTI)

dal Tirreno

L’ex sindaco Lamberti: aree ex Seal destinate al multipurpose. Taradash (Pdl) difende il presidente

LIVORNO Sul progetto presentato dalla Masol per realizzare una raffineria a olio sulla sponda est della Darsena Toscana scoppia il caso politico. In consiglio comunale l’ex sindaco Gianfranco Lamberti non le ha mandate a dire al presidente dell’Authority, Giuliano Gallanti, seguito da Pd e buona parte delle forze di sinistra, che hanno chiesto un confronto istituzionale e il rispetto della programmazione portuale discussa fino a oggi (il piano di “zonizzazione” del porto col trasferimento sulla sponda est delle rinfuse). A difendere Gallanti è stato il Pdl di Marco Taradash, che ha criticato quella parte di città che «rifiuta gli investimenti». «Non so come faccia Gallanti – interviene Lamberti – a dire che il progetto Masol è solo al primo step procedurale, per cui deve essere ancora valutato, e contemporaneamente “giurare” che non è in conflitto con le previsioni di Prg e Pot vigente, con le strategie di valorizzazione dell’Alto Fondale per il porto crociere. Lo stesso fatto che si tratti di un progetto importante avrebbe dovuto consigliare di non ignorare le istituzioni locali, bensì di coinvolgerle in modo adeguato e tempestivo». «Gallanti – tuona Lamberti dopo aver letto l’intervista rilasciata dal presidente al Tirreno – la smetta di usare certi toni, il consiglio comunale non è sciolto. Vorrei capire, semmai, perché la commissione nata per seguire il percorso portuale è ferma. Ma il consiglio non è sciolto. Impari il modo di stare a Livorno e nella sua portualità». L’ex sindaco sottolinea che «le aree ex Seal sono da anni oggetto di processi di delocalizzazione di attività industriali inquinanti, fidando su fondi acquisiti proprio per destinare quel terminal ad attività diverse, al multipurpose, non certo a una raffineria. Piuttosto che essere spettatrice di una storia surreale, la città sia messa, e presto, nelle condizioni di aiutare una adeguata soluzione, se compatibile e congrua». Il sindaco Alessandro Cosimi si lascia scappare che «il tono didattico di Gallanti nei nostri confronti è stato un po’ eccessivo» e dopo avere ripetuto di non conoscere nel dettaglio il progetto, ribadisce che la programmazione discussa anche in consiglio «non deve subire stop, non intendiamo contraddire le linee proposte a suo tempo dalla stessa Authority». Non ci sono comunque porte chiuse: «Se ci sono input diversi vengano discussi nelle sedi opportune». Il capogruppo del Pd, Massimo Gulì, dice in sintonia col suo segretario che «sarebbe inaccettabile se la programmazione saltasse per questa proposta». E invita alla ricerca di una sintesi, anche considerando realtà che già operano nel settore e che sono in crisi. Sulla necessaria programmazione insiste anche Lorenzo Cosimi (Prc), che chiede chiarimenti come Marco Cannito (Città Diversa). Andrea Romano (Idv) si scaglia sui passibili contraccolpi ambientali e dice di non credere alle promesse occupazionali. Di tutt’altro avviso Taradash: «In quest’aula il presidente Gallanti è stato sottoposto a un “processo”, quando sta solo cercando di fare il suo mestiere, come sta scritto nella legge. In questa città abbiamo rifiutato ogni investimento che non sia passato da qui: abbiamo detto no a Klesh all’Eni; Bellabarba ha ottenuto le autorizzazioni, ha iniziato a lavorare, poi è stato preso a calci in c… e rischia di andare in rovina. Livorno è città del laissez faire o dei piani quinquennali a tutti i costi: ogni giovane ben intenzionato fugge».

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3 Responses to A GALLANTI : “Il Consiglio Comunale non è sciolto, impari il modo di stare a Livorno e nella sua portualità».”

  1. Kinto ha detto:

    I passaggi nelle commissioni consiliari
    sono d obbligo per Gallanti.
    Inutile che si cerchi di venire ad insegnare a Livorno come si lavora
    ed ancora piu’ vaporosa l idea
    di venire a insegnare la positività
    e la globalizzazione.
    Non e’ tanto la raffineria a ciglio banchina quanto la confermata sensazione
    che si proceda a tentativi senza una visione d insieme.
    e poi comunque niente venga comunque concretizzato.
    Nessuno rifiuta investitori e possibilità di creazione di posti di lavoro,
    anzi,
    ma a scatola chiusa di questi tempi e dopo anche l affare Rossignolo
    sarebbe da folli.
    Anche sono in molti a pensare che tutto questo non sia esclusiva farina del sacco di Gallanti,e che difficilmente si sarebbe cosi’ tanto speso
    senza ombrelli “municipali”.
    Esprimo nuovamente solidarietà alle 40 famiglie dei lavoratori di Bellabarba.
    Saluti

  2. Sirio ha detto:

    Tanto per rimanere sul concreto,ma e’ gia’ stata fissata la commissione per audire il presidente Gallanti,o tante chiacchiere e si dovranno aspettare altri mesi,e dichiarazioni ai giornali per capire cosa fa?

  3. Di commissioni fissate nemmeno l’ombra…….

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